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Facebook, l’intelligenza artificiale troverà i profili di defunti e…

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Facebook userà l’intelligenza artificiale per individuare i profili di persone che sono decedute, così da evitare – ad esempio – di notificare agli amici il giorno del compleanno di chi non c’ù più. La novità, resa nota in un post ufficiale, fa parte di un aggiornamento alla gestione degli account dei defunti che sono stati resi commemorativi. “Oltre 30 milioni di persone visualizzano ogni mese profili commemorativi per pubblicare storie e ricordare coloro che sono morti”, scrive Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook, il cui marito è deceduto in modo improvviso nel 2015. Per questo, la manager spiega che sui profili commemorativi sarà introdotta una sezione dedicata ad accogliere pensieri, ricordi e foto pubblicati da amici e parenti. Accanto a ciò, Facebook darà più poteri di gestione a chi ha ricevuto in eredità un profilo sul social. Chi è stato incaricato di gestire il profilo di una persona dopo la sua morte, potrà decidere chi può pubblicare e chi può visualizzare i post, in modo da tutelare i parenti e gli amici più stretti dall’imbattersi in contenuti che non sono pronti a guardare. Sempre per risparmiare esperienze dolorose ai cari del defunto, Facebook usera’ l’intelligenza artificiale per evitare notifiche relative all’account di una persona scomparsa che non e’ ancora stato reso commemorativo. Solo gli amici e i parenti potranno chiedere la trasformazione del profilo in commemorativo. Infine, sempre in base a un recente cambiamento, i genitori dei minorenni – a cui è precluso lasciare in eredità il profilo – potranno chiedere la gestione dell’account del figlio.

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Samsung, slitta il lancio del Galaxy pieghevole: “Servono altri test”

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Samsung annuncia lo slittamento del lancio del Galaxy Fold, lo smartphone pieghevole. Una decisione per consentire ulteriori test e per valutare i commenti dei critici, secondo i quali servono ulteriori miglioramenti per il dispositivo che costa quasi 2.000 dollari. Alcuni critici hanno infatti riscontrato difetti non trascurabili, quali la rottura dello schermo solo dopo uno o due giorni di uso. Il Galaxy pieghevole sarebbe dovuto arrivare nei negozi americani il 26 aprile. Samsung annuncerà la nuova data per il lancio nelle prossime settimane.

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Scoperta super-tempesta magnetica su una mini-stella

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Una super-tempesta magnetica, dieci volte più potente della piu’ grande mai osservata sul Sole, e’ stata scoperta su una mini-stella delle dimensioni di Giove: si tratta dell’eruzione piu’ energetica mai vista su una stella cosi’ piccola e fredda, che l’ha resa 10.000 volte piu’ luminosa del normale. L’evento, avvenuto il 13 agosto 2017, e’ stato osservato da un gruppo di ricerca guidato dall’Universita’ di Warwick, Gran Bretagna, e descritto sulla rivista mensile della Royal Astronomical Society. La stella, a 250 anni luce di distanza dalla Terra (un anno luce equivale a circa 9.461 miliardi di chilometri), e’ diventata visibile ai telescopi solo grazie alla gigantesca esplosione.

“Per le sue dimensioni, si trova esattamente al limite tra una stella e una nana bruna, un oggetto estremamente piccolo”, spiega James Jackman, alla guida del gruppo che ha osservato la stella per 146 notti. “Investigando questo limite – aggiunge – possiamo scoprire se questo tipo di eruzioni stellari, dovuto all’improvviso rilascio di energia magnetica dall’interno del corpo celeste, sono limitati dalle sue dimensioni”. La tempesta magnetica, in termini energetici, ha prodotto l’equivalente di 80 miliardi di milioni di tonnellate di Tnt, o tritolo: dieci volte piu’ potente della piu’ grande eruzione solare mai osservata, il cosiddetto Evento di Carrington del 1859. In quell’occasione la tempesta provoco’ notevoli disturbi all’allora recente tecnologia del telegrafo, causando l’interruzione delle linee per 14 ore, e produsse un’aurora boreale visibile anche a latitudini molto inusuali, come a Roma. Se un evento della stessa potenza avvenisse sul Sole, i sistemi energetici e le comunicazioni sulla Terra sarebbero in serio pericolo.

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Cervelli di maiale riattivati dopo la morte

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Nonostante la morte fosse avvenuta alcune ore prima, i cervelli di 32 maiali sono tornati a essere vitali grazie a una tecnica che ripristina la circolazione del sangue e le funzioni cellulari, fino a formare delle sinapsi. Il risultato e’ pubblicato sulla rivista Nature, che gli ha dedicato la copertina, e si deve al gruppo dell’Universita’ di Yale coordinato da Nenad Sestan. Primi autori sono Zvonimir Vrselja e Stefano G. Daniele, ha collaborato l’italiana Francesca Talpo, che lavora fra Yale e Università di Pavia. Proprio Francesca Talpo ha notato anche una debolissima attivita’ elettrica legata pero’ alle singole cellule e non globale: l’elettroencefalogramma resta piatto e non si puo’ parlare di alcun risveglio della coscienza. E’ piuttosto il giro di boa verso la possibilita’ di poter studiare il cervello di mammiferi complessi dopo la morte, senza che i tessuti si degradino rapidamente. Adesso diventa possibile studiare le malattie neurodegenerative con un dettaglio mai visto e sperimentare farmaci per combattere i danni cerebrali provocati dalla carenza di ossigeno. Certamente ci si chiede come stia cambiando il confine tra vivente e non vivente, ma i ricercatori si muovono lungo questa strada insidiosa con molta prudenza e un continuo dialogo con i comitati etici. Una prima fuga di notizie sull’esperimento c’era stata nel 2018, quando sui giornali si comincio’ a parlare di ‘maiali zombie’, ma solo adesso sono stati pubblicati i dati. Secondo Sestan, in futuro la stessa tecnologia “potrebbe essere utilizzata per terapie contro i danni provocati dall’ictus”. Di certo, ha aggiunto, questo primo risultato indica che “la capacita’ dei cervelli dei grandi mammiferi di ripristinare la microcircolazione e l’attivita’ molecolare e cellulare e’ stata sottovalutata”. L’esperimento e’ stato condotto su 32 cervelli di maiale ottenuti da macelli con lo strumento chiamato BrainEx, progettato e finanziato nell’ambito della Brain Initiative promossa dagli statunitensi National Institutes of Health (Nih). Il dispositivo si basa su un sistema che, a temperatura ambiente, pompa nelle principali arterie del cervello una soluzione chiamata BEx perfusato, un sostituto del sangue basato su un mix di sostanze protettive, stabilizzanti e agenti di contrasto. Immersi nel dispositivo, in sei ore nei cervelli sono state ripristinate l’irrorazione in tutti i vasi sanguigni e alcune funzioni cellulari; si e’ anche notata la riduzione della morte cellulare. Non e’ chiaro se tempi di perfusione piu’ lunghi possano portare a un ripristino completo dell’attivita’ cerebrale: per questo nuovo obiettivo, secondo i ricercatori, saranno necessari ulteriori test. Solo tra molto tempo si potra’ pensare di utilizzare questa tecnologia su cervelli umani.

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