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F1, Vettel saluta a fine anno: è ora di fare il padre

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Dopo 16 anni di Formula 1, al termine della stagione in corso Sebastian Vettel dira’ addio al Circus delle ruote scoperte. Lo ha annunciato lui stesso, nella settimana in cui si corre all’Hungaroring, inaugurando il nuovo profilo Instagram. E in conferenza stampa tutti i colleghi gli hanno augurato il meglio, riconoscendone l’esempio come uomo, prima ancora che come driver. Il campione tedesco, 35 anni compiuti il 3 luglio, nato ad Heppenheim, lascia con un invidiabile bottino di quattro titoli iridati vinti dal 2010 al 2013, tutti al volante della Red Bull. Nel palmares attuale anche 53 primi posti, che lo collocano alle spalle solo di Lewis Hamilton (103) e del suo connazionale Michael Schumacher (91). Il debutto in pista nel GP degli Stati Uniti nel 2007, con la Sauber, dove con un ottavo posto divenne, all’epoca, il piu’ giovane ad andare a punti. L’anno successivo, a Monza, colse altri due record: il piu’ precoce autore della pole, nonche’ vincitore – a 21 anni e 73 giorni – in gara. Un primato che gli sara’ tolto solo nel 2016 da Max Verstappen, vittorioso in Spagna a 18 anni e 228 giorni. Il suo piu’ grande rammarico restera’ non aver riportato in Ferrari quel titolo piloti che le manca dal 2007. Sulle vetture di Maranello ha corso per sei anni (dal 2015 al 2020, con 14 successi), riuscendo solo a sfiorarlo nel 2017 e 2018, quando fu due volte secondo dietro l’inafferrabile Mercedes di Hamilton. L’Aston Martin, dove e’ arrivato nel 2021, l’ha omaggiato cosi’: “Hai dato vita a una delle piu’ grandi carriere nella storia di questo sport”. Vettel ha scelto un video in bianco e nero per salutare i suoi tifosi: “Oggi annuncio il mio ritiro dalla Formula 1 alla fine della stagione 2022 – le sue parole – Probabilmente dovrei iniziare con una lunga lista di persone da ringraziare, ma sento che e’ piu’ importante spiegare le ragioni della mia decisione”. Una scelta “dura e ci ho pensato molto. Voglio prendermi il tempo per decidere cosa fare dopo. Come padre, voglio passare piu’ tempo con la mia famiglia”, tre figli e “una donna meravigliosa”. Continuare a coltivare la passione per le corse “come ho fatto, e come ritenevo giusto, non e’ piu’ conciliabile con il mio desiderio di essere padre e marito”. La F1 pero’ va avanti e “in Ungheria mi aspetto una pista in cui la Ferrari sara’ molto forte – ha detto Verstappen – Noi soffriremo sul giro secco. Ma tante cose possono cambiare, a iniziare dal meteo, specie se dovesse piovere”. “Quest’anno siamo stati competitivi ovunque, arrivo al circuito pensando sempre di poter vincere – le parole di Carlos Sainz – Abbiamo una macchina competitiva ma anche dei punti deboli da affrontare a livello di affidabilita’. Mancano tante gare e tutto puo’ succedere”. Volta pagina dopo l’errore del Gp di Francia Charles Leclerc: “naturalmente l’obiettivo resta quello di diventare campione del mondo. Non mi preoccupa il fatto che non vinciamo il titolo piloti da cosi’ tanti anni: io ci credero’ fino alla fine”.

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Riforme e fuorigioco automatico, Gravina dà le date

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Gabriele Gravina ha ben in mente gli step per riformare il calcio italiano e un primo cronoprogramma ha provato a tracciarlo dal palco del Social Football Summit di Roma. Quattro le date piu’ importanti sull’agenda del presidente della Figc, a partire da quella dell’11 ottobre che servira’ a convocare l’assemblea di dicembre per la riforma dei campionati. In mezzo il 15 novembre, data ultima per presentare la lettera d’impegno del Governo circa la candidatura ad ospitare gli europei del 2032. Infine il 4 gennaio. “Per quel giorno, se la tecnologia sara’ completa, mi auguro possa partire la sperimentazione del fuorigioco semiautomatico” ha detto Gravina. Insomma, il lavoro e’ tanto e l’obiettivo e’ uno: evitare che si ripeta un altro mondiale senza l’Italia. E allora non e’ tanto la ricerca del talento, quanto la sua valorizzazione il nodo centrale da sciogliere. “Il punto e’ ragionare con una logica di progettualita’ nel valorizzare i nostri giovani – spiega – Giovani e infrastrutture sono patrimonio del nostro mondo, mentre se il vivaio e’ considerato un costo da ridurre allora siamo lontani da una logica aziendale”. Per questo una prima proposta e’ quella di riformare le liste. “In tempi brevi, gia’ dalla stagione 2023-24 dobbiamo dare risposte” continua il numero uno della Figc, in merito alla possibilita’ di aumentare il numero degli italiani nella rosa delle squadre: ora e’ di 4+4 (cresciuti nei vivaio). “Cominciamo a parlare di 6+6, poi 7+7 e 8+8. Perche’ per arrivare al Mondiale 2026 dobbiamo creare dei presupposti”. Non sfugge alla lente d’ingrandimento anche il tema dei costi, de tenere sotto controllo emulando quanto in parte l’Uefa sta gia’ facendo a livello internazionale. “Tre sono i pilastri da tenere in considerazione: solvibilita’, stabilita’ e contenimento dei costi attraverso maggiori controlli intermedi”, dice Gravina che non dimentica nemmeno l’importanza dell’ospitare un grande evento come gli Europei del 2032. “Al Governo chiedo sostegno per la candidatura e un confronto che che ci sara’ come gia’ c’e’ stato con Draghi”. Tutto questo, pero’, all’interno di un momento storico che dopo la pandemia, vede il mondo del calcio e non solo affrontare anche la crisi energetica. Per Ghirelli sara’ “di lungo periodo” e per combatterla “sara’ necessario cambiare i nostri stili di vita”. Non sono escluse nemmeno le societa’ di calcio che chiedono comunque di non essere dimenticate dal Governo. “Riteniamo che il calcio e lo sport debbano essere equiparati al resto del sistema produttivo industriale”, e’ stato il grido d’allarme lanciato dal presidente della Lega Pro.

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Teheran dice “basta proteste”. La nazionale copre la maglia

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 Tolleranza zero contro le proteste. Le forze dell’ordine in Iran utilizzeranno “tutta la forza a loro disposizione per contrastare le cospirazioni di controrivoluzionari ed elementi ostili”. Sono definiti in questi termini, in un comunicato della polizia, i manifestanti che da 13 giorni scendono in piazza per denunciare la morte della 22enne curda Mahsa Amini dopo l’arresto da parte della polizia morale perche’ non portava il velo in modo corretto. Da 13 giorni in varie citta’ del Paese continuano dimostrazioni di vario tipo. Secondo il gruppo basato a Oslo ‘Iran Human Rights’, nella facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Shiraz alcuni studenti hanno manifestato gridando slogan “contro la dittatura” e contestando le forze dell’ordine dopo l’arresto di alcuni di loro. Un rapporto dell’agenzia vicina alle Guardie della rivoluzione, Fars, parla di 60 vittime tra manifestanti e forze dell’ordine dall’inizio delle proteste, mentre stando ai dati dei media iraniani indipendenti sono almeno 76 i manifestanti uccisi e quasi 3.000 persone sono state arrestate soltanto nella capitale Teheran. Tra i detenuti anche l’attivista Faezeh Hashemi, figlia dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, che, secondo l’agenzia di stampa Tasnim, e’ stata “arrestata” dai servizi di sicurezza per il suo sostegno alle dimostrazioni. Alla protesta si sarebbe aggiunta anche la nazionale di calcio. Ieri, prima di un’amichevole premondiale in Austria contro il Senegal, i giocatori iraniani si sono coperti la maglia con un giubbotto nero durante l’inno. Il gesto non e’ stato spiegato, ma viene interpretato dagli osservatori come un sostegno alle proteste, considerate anche le dichiarazioni in questo senso sui social media – poi rimosse secondo IranWire – da parte di Sardar Azmoun, attaccante del Bayer Leverkusen e stella della squadra. “Le proteste non si fermeranno perche’ pare che questa volta le persone siano unite, come mai era stato in passato, e soprattutto c’e’ una profonda separazione tra il popolo e il governo”, ha detto all’ANSA la giornalista iraniana Asal Abasian, dissidente fuggita in Turchia dopo avere ricevuto pressioni dalle autorita’ in Iran riguardo al suo lavoro e alla sua identita’ di genere. A quasi due settimane dalla morte della figlia, intanto, la famiglia di Mahsa Amini ha presentato una denuncia contro gli “autori del suo arresto” e gli agenti di polizia che l’hanno interrogata, mentre il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha chiesto che venga avviata “un’indagine tempestiva e imparziale” sulla morte della giovane da parte di un’autorita’ indipendente. “Dopo la morte di Mahsa Amini, prosegue l’eroica rivolta delle donne iraniane contro il regime degli ayatollah”, ha scritto intanto la leader di Fratelli d’Italia e premier in pectore Giorgia Meloni in un messaggio sui social media in cui ha espresso “vicinanza alle coraggiose donne che si battono in Iran e nel mondo per difendere i loro diritti e la loro liberta’”. Le reazioni per il pugno duro contro i manifestanti cominciano a moltiplicarsi in tutto l’Occidente. La Spagna ha convocato l’ambasciatore iraniano a Madrid, Hassan Qashqavi, per “protestare” contro la “repressione” in corso nel Paese, dopo aver espresso “l’irremovibile condanna” delle “violenze perpetrate contro manifestanti pacifici in diverse parti della Repubblica islamica dell’Iran”. Nella nota, Madrid ha sottolineato quindi l’impegno “per la difesa dei diritti umani, e in particolare dei diritti delle donne, che devono essere rispettati in ogni circostanza”.

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Calcio, Malta sospende il ct Mangia: sospette molestie

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Nuovi guai per Devis Mangia. Il tecnico italiano, che dal 2019 e’ alla guida della nazionale di Malta, oggi e’ stato “temporaneamente sospeso” dalla federcalcio maltese (Mfa) e questa sera non sara’ sulla panchina per l’amichevole contro Israele nello stadio nazionale di Ta Qali, al suo posto siedera’ il vice Daviede Mazzotta. La Mfa, in una nota, si e’ limitata ad annunciare che la decisione e’ stata presa oggi “a seguito di una segnalazione ricevuta su una presunta violazione delle politiche federali”, senza ulteriori dettagli e specificando che domani si terra’ una riunione per approfondire il caso. Secondo i media maltesi l’ex responsabile dell’Under 21 italiana, 48 anni, sarebbe stato denunciato da un calciatore della nazionale per molestie sessuali ed esisterebbe una registrazione delle avance. Secondo il sito Lovin’ Malta, il calciatore – uno dei piu’ importanti della nazionale maltese – avrebbe denunciato di aver ricevuto “ripetute avance”. E la versione online di MaltaToday ricorda che Mangia, sposato dal 2019, e’ stato al centro di almeno altri due casi controversi. Nel 2016, quando era alla guida dell’Ascoli, fu allontanato e il 13 maggio di quell’anno il quotidiano ‘Il Centro’ riferi’ che prima di una partita a Novara “pare che la squadra si sia lamentata per il comportamento del tecnico e addirittura, un calciatore si fosse allontanato dal ritiro per alcune ore”. Fonti della Mfa citate dal ‘Times of Malta’ riferiscono che la federazione starebbe indagando su molestie sessuali di cui Mangia sarebbe stato accusato da un giocatore anche in Romania, quando era alla guida dell’Universitatea Craiova prima di essere ingaggiato come ct da Malta con un contratto fino a dicembre 2023. Sulla vicenda in Romania, il media romeno Fanatik nel 2021 pubblico’ un servizio esclusivo specificando che in quel caso ad accusare il tecnico italiano era stato Răzvan Popa. Alla guida della nazionale maltese, Mangia ha ottenuto risultati sorprendenti per le dimensioni del calcio del paese piu’ piccolo della Ue: una vittoria per 3-0 su Cipro, un pareggio 2-2 con la Slovacchia e vittorie contro Lettonia e Gibilterra.

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