Collegati con noi

In Evidenza

F1: nuova Ferrari fa sognare, Hamilton new look e polemica

Pubblicato

del

Una bella Ferrari che fa gia’ sognare i tifosi ed una McLaren in palla con un super Lando Norris autore del miglior tempo di giornata. E’ il verdetto degli attesissimi primi test della Formula 1 a Montmelo’ in Spagna a 30 km da Barcellona, dove le Rosse hanno dominato quasi sempre tranne che nell’ultima mezzora in cui l’inglese della scuderia di Woking e’ stato l’unico a scendere sotto l’1’20” beffando cosi’ i piloti di Maranello che gia’ pregustavano una doppietta. Se il buongiorno si vede dal mattino, a Maranello possono gia’ sorridere in vista del Mondiale dell’era della rivoluzione tecnica che scattera’ in Bahrain il prossimo 20 marzo dopo un’altra sessione di test sul circuito di Sakhir. Ottimo inizio per il nuovo arrivato in casa Mercedes George Russell quarto e gia’ meglio del compagno di squadra Lewis Hamilton presentatosi nel paddock spagnolo con uno dei suoi look curiosi, questa volta piu’ misterioso che stravagante (cappuccio, occhiali, trench, pantaloni morbidi e sneakers bianche). Il sette volte campione del mondo ha firmato il quinto crono ed e’ tornato sulle polemiche dello scorso Mondiale vinto da Verstappen all’ultimo giro: “Dobbiamo assicurarci di avere anche steward imparziali – afferma l’inglese in una intervista a Motorsport – perche’ alcuni piloti sono molto amici di alcune persone, viaggiano con loro e tendono a provare una maggiore simpatia per alcuni di loro: penso che abbiamo bisogno di persone che non abbiano pregiudizi e siano super partes quando si tratta di prendere decisioni. Vorrei vedere piu’ donne nella stanza degli steward – aggiunge Hamilton – Non credo che ne abbiamo avute molte, l’anno scorso forse sono state una o due, ma sarebbe fantastico avere un maschio e una femmina come due direttori di gara: sarebbe anche un ottimo modo per promuovere la diversita’. La nuove regole? Non c’e’ nessun timore di non avere una macchina all’altezza. Perche’ dovrei? Abbiamo vinto otto mondiali Costruttori”.

  

Sulla polemica dell’anno scorso la Red Bull interviene con il team principal Chris Horner che ritiene ingiusta la sostituzione come direttore di gara di Michael Masi: “Penso che ci sia stata troppa pressione per rimuovere Michael e non e’ giusto, questa e’ la mia sensazione personale. Credo sia crudele, Ma si era in una posizione molto difficile l’anno scorso. Nella stagione 2021 ci sono state molte decisioni contro di noi. Inoltre, diverse sanzioni non sono state applicate”. Tornando alla pista e’ stato un primo test non proprio da incorniciare per la Red Bull che con Max Verstappen non va oltre il nono tempo dietro anche alla Aston Martin di Vettel (buon sesto), alla Alpha tauri di Tsunoda (settimo) ed alla Alpine di Alonso (ottavo). E’ decima l’Alfa Romeo del nuovo arrivato Valtteri Bottas mentre e’ dodicesimo Mick Schumacher sulla Haas che e’ sembrata piu’ competitiva della scorsa stagioni con la possibilita’ per il figlio di Schumi di mettersi finalmente in mostra per i tanti fan e appassionati che attendono di vederlo protagonista nel Circus che verra’.

Advertisement

Guerra Ucraina

Draghi dice “Putin non verrà al G20” ed è scontro col Cremlino

Pubblicato

del

 Vladimir Putin non sara’ a Bali a novembre per il G20. Al massimo fara’ “un intervento da remoto”. E su questo punto “il presidente Widodo e’ stato categorico: non verra’”. Poche parole di Mario Draghi, pronunciate quando era appena finito il vertice del G7 di Elmau, sono bastate a scatenare le ire del Cremlino, che giusto lunedi’ aveva annunciato che il presidente russo ha invece “accettato l’invito” al summit in autunno. Probabilmente in presenza, Covid permettendo. Altrimenti in collegamento, come gia’ successo all’ultimo G20 di Roma a ottobre. Quando ancora non c’era la guerra. In ogni caso “non decide lui”, e’ stata la secca replica arrivata dai russi, mentre l’ambasciatore a Roma Sergey Razov alimentava l’ennesimo cortocircuito diplomatico tra Mosca e Roma sostenendo che “molte aziende italiane”, nonostante “pressioni e minacce di sanzioni secondarie, continuano a lavorare nel mercato russo”. I 7, ha raccontato il premier in conferenza stampa, hanno concordato di aiutare il presidente indonesiano – che peraltro ha invitato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky – per rendere il summit “un successo”. Fatto per niente “scontato alla luce degli eventi”, ha sottolineato Draghi, ricordando che al G20 i leader raccoglieranno il testimone di un G7 che si e’ mostrato ancora una volta “unito” nella condanna dell’invasione russa dell’Ucraina. “Questi sono i temi che il G7 difendera’ nel corso del G20”, ha incalzato Draghi dopo avere, di fatto, ridimensionato la portata della partecipazione del capo del Cremlino al vertice. Il premier, hanno indicato i suoi consiglieri, si e’ solo limitato a riportare le parole di Joko Widodo, non ha espresso una sua posizione ne’ degli altri leader che, in Baviera, hanno avuto modo di incontrare non solo il presidente indonesiano ma anche di Argentina, Sudafrica, Sudan e India. Tutti Paesi, ha osservato Draghi, che in qualche modo finora si sono tenuti equidistanti, che hanno avuto “un atteggiamento abbastanza neutrale tra Russia e Ucraina”, probabilmente anche perche’ non sono stati coinvolti abbastanza. Questa guerra – uno dei temi che sottotraccia ha accompagnato la tre giorni al castello di Elmau – rischia insomma di sembrare un problema dei Paesi ricchi, quelli del G7 appunto, e non toccare davvero gli altri. Pero’ “quando gli elefanti lottano e’ l’erba che soffre”, ha detto Draghi ricordando un proverbio africano “che veniva citato a meta’ degli anni ’80, quando ero alla Banca mondiale”, auspicando un maggiore “avvicinamento” con i Paesi fuori dal club dei Grandi, oramai consapevoli di rappresentare “una minoranza” e impegnati ad allargare il consenso attorno “ai propri temi, che sono la difesa delle democrazie, l’avversione alle autocrazie”. In attesa delle scelte dei vari Paesi sulla presenza o meno a Bali a novembre, intanto, il G7 “e’ stato veramente un successo” nell’analisi del premier. Intanto si e’ registrata “grande coesione e unita’ di vedute” a partire dall’Ucraina, con l’impegno a sostenere Kiev fino a quando servira’ con armi e sanzioni. Anche perche’ desta “preoccupazione”, anche nel presidente Usa Joe Biden, la riuscita della controffensiva ucraina dopo l’avanzata russa delle ultime settimane. Ma Zelensky, ha riferito ancora Draghi, “si e’ detto fiducioso che possa riuscire”. Per l’Italia rientra tra gli “ottimi risultati” anche il paragrafo dedicato al price cap nelle dichiarazioni finali. A questo punto l’Ue, sulla spinta delle dichiarazioni finali di Elmau, “accelerera’” lo studio del tetto al prezzo del gas che magari potra’ portare ad un risultato “prima di ottobre”. Nel frattempo le forniture potrebbero continuare ad essere ridotte, “non sappiamo cosa fara’ Putin con il gas”, ha ammesso il presidente del Consiglio. Per questo bisogna continuare a “prepararsi, aumentando gli stock e gli investimenti nelle rinnovabili. Anche nei Paesi in via di sviluppo”.

Continua a leggere

Esteri

Svezia e Finlandia nella Nato, Erdogan ritira il veto

Pubblicato

del

Il summit Nato a Madrid si apre sotto i migliori auspici. La mediazione in extremis del segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg ha portato infatti buoni frutti e la Turchia ha ritirato il veto all’ingresso di Svezia e Finlandia, dopo settimane d’impasse. I tre Paesi hanno firmato un memorandum d’intesa sulle richieste turche e Ankara puo’ davvero dirsi soddisfatta: “Abbiamo avuto quello che chiedevamo, piena cooperazione” contro i curdi del PKK e i loro alleati, ha fatto sapere la presidenza turca. “Con l’ingresso di Stoccolma e Helsinki nell’Alleanza saremo tutti piu’ sicuri”, ha esultato Stoltenberg. Non solo. Il presidente americano Joe Biden e’ arrivato nella capitale spagnola con un bel dono per la sicurezza euroatlantica: un rafforzamento “a lungo termine” dell’impegno militare Usa nel vecchio mondo, in particolare “nei Paesi Baltici, nei Balcani” e in generale “sul fianco orientale dell’Alleanza”. Ovvero il fronte piu’ delicato della nuova guerra fredda. Che appare pero’ gia’ sufficientemente calda. Gli annunci precisi verranno nel corso del vertice ma appare chiaro che un blocco importante di quei 260mila effettivi in piu’ a disposizione del comando supremo saranno a stelle e strisce. Un boccone amaro da mandar giu’ per Mosca (e in parte anche per Pechino). Unita’ e’ la parola chiave di questi giorni. Lo era al Consiglio Europeo, lo e’ stata al G7 e lo sara’ al summit di Madrid, gia’ definito come “storico” da molti leader, incluso Biden, perche’ avviene in tempo di guerra in Europa e perche’ segnera’ una profonda trasformazione della Nato, non solo in termini di uomini e mezzi schierati sul campo. Ma dicevamo di Mosca e Pechino. “Il ministero della Difesa sta elaborando piani per irrobustire i nostri confini occidentali alla luce delle nuove minacce che le azioni della Nato stanno generando”, ha tuonato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, battendo il tasto sulla “natura aggressiva” dell’Alleanza Atlantica. La Cina, sul punto, si schiera con Mosca. Per il Dragone, la Nato “e’ diventata da tempo uno strumento dei singoli alleati per mantenere l’egemonia” e il prossimo Concetto Strategico viene definito come “vecchio vino travasato in una bottiglia nuova”, in continuita’ con la mentalita’ della guerra fredda “di creare nemici immaginari e impegnarsi in scontri sul campo”. Non e’ una sorpresa che Putin e Xi si ritrovino molto vicini sulla questione. Nel documento-bussola della Nato, che vede la luce ogni dieci anni circa, la Russia verra’ definita come la “principale minaccia” per la sicurezza euroatlantica e la Cina – che nello Strategic Concept di Lisbona del 2010 nemmeno era menzionata – verra’ probabilmente indicata come una “sfida” da prendere in seria considerazione, tant’e’ vero che a Madrid, in una prima assoluta per la Nato, ci saranno i leader dei partner orientali (Australia, Nuova Zelanda, Sud Corea e Giappone). Non solo. La special relationship tra Russia e Cina, sbandierata da Putin e Xi, verra’ espressamente analizzata. Insomma, siamo quasi all’asse delle autocrazie contro il sistema del diritto rivendicato dalle democrazie liberali – e l’assalto russo in Ucraina sarebbe parte di questo disegno. Biden lo ha detto senza fronzoli al fianco del re Felipe VI: “Tra autocrazie e democrazie e’ in corso una gara e dobbiamo vincere”. Ecco perche’ l’ok a Svezia e Finlandia, che permette ai leader di formalmente dichiarare i due Paesi come “invitati” nel corso del summit, era tanto importante. Un risultato che e’ stato salutato molto positivamente anche da Palazzo Chigi. Il memorandum con la Turchia prevede una maggior cooperazione da parte delle due nazioni scandinave sulla lotta al terrorismo, la rimozione delle restrizioni sull’export di armi e accordi sulle estradizioni (che comunque avverranno nel rispetto degli standard europei, ha spiegato Stoltenberg). Madrid, ad ogni modo, e’ un summit ad ampio raggio. Oltre al sostegno da dare all’Ucraina e al riassetto generale delle forze Nato, con l’arrivo del “nuovo modulo”, c’e’ ad esempio l’aspetto del fianco sud, caro a Spagna e Italia ma non solo: una sessione specifica e’ prevista giovedi’ mattina. In piu’, per la prima volta, la Nato si occupera’ anche di cambiamento climatico, perche’ ormai inizia ad avere implicazioni sulla sicurezza. Il futuro passa anche da qui.

Continua a leggere

Cronache

Sgozzato nel giardino di casa Pierangelo Repanati, aveva 57 anni ed era un giornalista

Pubblicato

del

L’uomo trovato morto sgozzato nel giardino di casa sua a Corte Palasio, nel Lodigiano, è Pierangelo Repanati, 57 anni, giornalista professionista che dal 2004 al 2009 ha ricoperto anche il ruolo politico di sindaco proprio a Corte Palasio. Il giornalista viveva da solo e attualmente lavorava come consulente in uno studio di Lodi.

Le prime ipotesi degli inquirenti non escludono che  Repanati possa essere stato aggredito dopo aver scoperto dei ladri nella sua abitazione. “Era una brava persona, viveva fino a qualche tempo fa con l’anziana madre poi venuta a mancare – ricordano i concittadini che stanotte si sono ritrovati davanti a casa sua, increduli di quanto accaduto -. Recentemente aveva insistito affinche’ nell’abbazia di Abbadia Cerreto, a pochi chilometri da dove abitava, tornasse la celebrazione della Messa in latino. Era molto credente, cattolico praticante”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto