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Europei: tra Chiesa e Verratti, scalpita l’altra Italia

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E’ un’Italia che non fa calcoli, che vuol continuare a sognare e far sognare, un’Italia che, indipendentemente da chi giochera’, vuole stupire ancora. Roberto Mancini medita di mutare qualcosa contro il Galles domenica a Roma (arbitrera’ il rumeno HaTegan), in palio il primo posto del girone. Guai pero’ chiamare l’Altra Italia quella che scendera’ in campo. Puo’ cambiare qualche giocatore ma non lo spirito di gruppo ne’ gli obiettivi, compreso il primato di Vittorio Pozzo, 30 risultati utili di fila: agli azzurri reduci da dieci successi consecutivi e per di piu’ con la porta inviolata, ne manca appena uno. Ma Giorgio Chiellini che non ci sara’ per il fastidio al flessore accusato martedi’ (“Sto bene, non e’ nulla di grave”) guarda oltre: “Non ci interessano i record, a noi interessa l’Europeo. Abbiamo conquistato gli ottavi, ora vogliamo vincere il girone perche’ intendiamo dare continuita’ ai nostri risultati. A quel punto arrivando primi affronteremmo una tra Austria e Ucraina poi staremo a vedere. Stiamo vivendo questa avventura con grande felicita’”. Nel clan azzurro si punta a farla durare il piu’ a lungo possibile (e presto si discutera’ dei premi che dovrebbero mantenersi sulle stesse cifre di cinque anni fa) come fa capire Federico Chiesa che domenica potrebbe subentrare dal 1′ a Insigne: “‘Deluso per non essere stato finora titolare? Si spera sempre di giocare ma accetto le decisioni del ct, ho tanta voglia di lasciare il segno – ha annunciato lo juventino a segno solo una volta in 27 gare in Nazionale, nel 9-1 all’Armenia due anni fa – e mi faro’ trovare pronto quando il ct decidera’ di impiegarmi e ovunque mi mettera’. Per il ct siamo tutti titolari, tutti pronti per giocare, non ci sono undici titolari ma 26, ognuno e’ importante per raggiungere il traguardo”. Nel gruppo azzurro nessuno si nasconde piu’, si cavalca l’onda e crescono sempre di piu’ fiducia e convinzione: “Facciamo bene tutti a sognare. Siamo qua per arrivare fino in fondo – ha rimarcato Chiesa -. Per riuscirci dovremo superare le avversarie piu’ forti ma noi siamo arrivati a un punto di maturita’ tale da potercela giocarcela con tutte, merito di Mancini. Nessuna paura, solo desiderio di verificare a che livello siamo”. Non sara’ facile per il ct metter le mani su una squadra che sta funzionando a meraviglia tuttavia un po’ di turnover s’annuncia inevitabile, avendo anche gia’ in tasca il passaggio agli ottavi: quindi nel confermato 4-3-3 finora rivelatosi produttivo Acerbi sostituira’ Chiellini come e’ gia’ l’altra sera e il giovane Bastoni potrebbe farsi trovare pronto per far rifiatare Bonucci, a sinistra Emerson avvicendera’ Spinazzola e Toloi potrebbe fare altrettanto con Di Lorenzo a destra in attesa del recupero di Florenzi (anche oggi il giocatore ha lavorato a parte). Il piu’ atteso e’ Verratti reduce dai 50′ in partitella ieri coi Primavera della Cremonese e ormai ristabilito dall’infortunio al ginocchio anche se la condizione fisica non puo’ essere ancora al 100%: Mancini valutera’ se impiegarlo a sinistra spostando lo scatenato Locatelli a destra al posto di Barella, mentre l’intoccabile Jorginho dovrebbe partire ancora titolare. In avanti scalpita Belotti per Immobile, cinque gol nelle ultime cinque gare, anche se nelle esercitazioni odierne il ct ha confermato il solito tridente Berardi-Immobile-Insigne. Comunque sia cinque cambi, dall’inizio o con staffette a mach in corso sono previsti. “Di sicuro – ha detto Chiellini – c’e’ la base solida creata dal ct in questa Italia, chiunque entra e gioca sa integrarsi subito bene. Con il rinvio l’anno scorso dell’Europeo la prima cosa che dissi e’ che secondo me questa squadra avrebbe beneficiato di un anno di lavoro in piu’. E infatti tanti ragazzi sono arrivati piu’ maturi”.

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Intramontabile Federica Pellegrini, quinta finale olimpica

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La Divina e’ per sempre. Nella storia, dopo aver compiuto l’ennesimo ribaltone della sua carriera e conquistato la sua quinta finale nei 200 stile libero in altrettante Olimpiadi. Nessuna donna ci era mai riuscita nella storia, solo Phelps tra gli uomini. Immortale, come l’impresa compiuta stamattina all’Aquatic Center di Tokyo che con un 1’56”44 l’ha spinta dentro la finale che si disputera’ domattina. “Sono strafelice”, dice la Divina a fine gara, in lacrime. “In questa finale ci sono 20 anni di vita”, ripete sciolta, di nuovo colorita in volto dopo aver sbiancato ieri con quel 15esimo posto che non prometteva niente di buono: “Oggi sono andata da sola, ho fatto una bella gara, al contrario di ieri che ho fatto proprio una gara di merda, papale papale”.

Il canto della cigna che non ci stava a chiudere la sua carriera senza aver messo almeno l’ultimo tassello. Tutto il resto – nella notte italiana – sara’ di guadagnato, anche se lei vola basso e ammette: “E ora solo divertimento per il mio ultimo 200 stile. Senza prenderci troppo in giro, prendermi questa quinta finale era il vero obiettivo di questa Olimpiade, con un anno di ritardo, alla rincorsa, sono veramente contenta. Domani sara’ divertente, sara’ l’ultima”. E allora chi sara’ la prossima regina dei 200? “Titmus, e andra’ anche molto vicina al record del mondo”, si dice convinta, anche se prima di domani la Divina tira fuori l’ultimo brivido d’orgoglio: “Ma io faccio sempre il tifo per la linea rossa…”. E fa credere all’Italia che vale la pena spendere ancora una nottata, l’ultima, tutta per lei. In Italia credono in lei, e anche il presidente del Coni Giovanni Malago’, rilancia: “Le ho parlato poco fa, l’ho trovata serena e conscia della complessita’, ma penso che domani nulla le sia precluso, ce lo ha sempre dimostrato. Secondo me non fara’ neanche troppo i conti sui tempi delle altre”. Un motivo in piu’ per mettere comunque la sveglia alle 3:41 ore italiane.

Gli intramontabili dello sport e’ un club molto esclusivo: conquistando la quinta finale consecutiva dei 200 stile libero dei Giochi Olimpici, da oggi ne fa parte anche Federica Pellegrini. Da Atene 2004 a Tokyo 2020 (sui loghi ma 2021 nella realta’ post-covid), 17 anni di alti (molti) e bassi (pochi): prima di lei, nella storia a Cinque cerchi nessuna nuotatrice era riuscita a centrare l’appuntamento finale della stessa prova. Tra gli uomini, l’unico a poter vantare qualcosa di simile e’ Michael Phelps: protagonista dal 2000 al 2016 in cinque finali consecutive dei 200 farfalla. Pellegrini-Phelps, due atleti unici, che hanno fatto la storia. Del resto il nuoto e’ uno di quegli sport in cui il ricambio generazionale e’ continuo e confermarsi ai vertici per quasi due decenni e’ un’impresa. In un altro sport logorante, come la ginnastica, avrebbe meritato uno standing ovation (se queste Olimpiadi non si svolgessero a porte chiuse) Oksana Chusovitina, oggi rappresentante dell’Uzebekistan. Lo scorso 25 luglio, quei pochi che si trovavano nel centro ginnastica di Ariake l’hanno comunque celebrata, fermando per qualche istante le gare. Un omaggio meritato per chi a Tokyo 2020 ha gareggiato per l’ottava Olimpiade, con due medaglie (un oro a squadre a Barcellona 1992 con la Comunita’ degli Stati Indipendenti e un argento nel volteggio a Pechino 2008 con la nazionale tedesca).

“Cambi” di bandiera che hanno caratterizzato anche il racconto della vita di un’altra leggenda dello sport come Josefa Idem, canoista in gara in otto Olimpiadi (da Los Angeles 1984 a Londra 2012), le prime due con la Germania Ovest e le altre sei con l’Italia, per un totale di quattro medaglie. Nella capitale giapponese, pochi giorni fa, e’ entrata nella storia anche la brasiliana Formiga, unica calciatrice a giocare in cinque edizioni diverse delle Olimpiadi: una vittoria a Tokyo 2020 potrebbe essere la ciliegina sulla torta della prima parte di una vita trascorsa sui campi. Nel panorama olimpico ci sono altri sport meno “fisici” che permettono piu’ agevolmente (almeno in apparenza) di “allungare” la carriera olimpica. Ad esempio il tiro a volo, “casa” per cinque edizioni consecutive dell’americana Kimberly Rhode, vincitrice di tre medaglia d’oro, ad Atlanta 1996, ad Atene 2004 e a Londra 2012. Sono invece sei le partecipazioni a Cinque cerchi di Isabell Werth, cavallerizza tedesca, che ha messo gia’ dieci medaglie olimpiche, sei d’oro e quattro d’argento, in un cassetto nel quale e’ rimasto altro spazio per nuovi metalli da conquistare a Tokyo 2020.

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La Serie A non ci sta: ingiusto limitare i tifosi

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La Serie A non ci sta: il tetto al 50% della capienza degli stadi e il distanziamento previsto per il ritorno dei tifosi sugli spalti nella prossima stagione, nonostante l’obbligo di green pass, e’ una limitazione ingiusta. E’ quanto emerso nel corso dell’odierna assemblea di Lega, una linea dura e condivisa tra le societa’ dopo le decisioni dei giorni scorsi del Governo. Non basta, infatti, il via libera al 50% per i tifosi. L’obbligo di un metro di distanza tra gli appassionati sugli spalti, di fatto, portera’ la capienza degli impianti decisamente al di sotto della percentuale stabilita: tra i club di Serie A, solo la Juventus all’Allianz Stadium potrebbe permettersi di avere lo stadio pieno al 50% rispettando il distanziamento. Per le altre, invece, il tetto si spostera’ verso il basso, tra il 25/30%, percentuale ritenuta irrisoria. “Questa situazione provocherebbe un danno considerevole alle casse dei club”, ha detto ieri l’ad dell’Inter Giuseppe Marotta. “Pur apprezzando la decisione sulla riapertura, cerchiamo di lavorare tutti insieme per rendere gli stadi piu’ sicuri e vivibili, senza perdere di vista gli introiti: l’Inter, ad esempio nelle ultime due stagioni, ha dovuto registrare un mancato introito pari a circa 120 milioni”, ha aggiunto il dirigente nerazzurro. Anche perche’, e’ la posizione dei club, non e’ chiaro il motivo per cui serva il tetto alla capienza o il distanzamento in impianti all’aperto e in cui i tifosi potranno entrare solo se in possesso di greenp ass. Una decisione che lascia cosi’ decisamente insoddisfatte le societa’, che si aspettavano un’apertura ben diversa da parte del Governo, tanto che non sono da escludere gesti importanti verso l’inizio del prossimo campionato, fissato per il 21 agosto. Non solo stadi, tuttavia, tra i temi trattati nel corso dell’assemblea di oggi. Sul tavolo c’erano infatti anche le offerte per i Pacchetti Scommesse Sportive e Dati, oltre che i diritti tv per il Campionato Primavera: proposte al rialzo, con il pacchetto betting che ha visto salire le cifre arrivate in Lega di circa 3/4 milioni. Ora saranno aperte le trattative private con chi ha manifestato interesse, per portare le eventuali nuove proposte al voto di assegnazione in una prossima assemblea, prevista per l’inizio della prossima settimana: l’obiettivo e’ che nel corso delle trattative private le cifre possano, cosi’, aumentare ulteriormente.

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Calcio, colpo del Manchester United: in arrivo Varane dal Real

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La stampa inglese annuncia l’imminenza di un grosso colpo di mercato del Manchester United, vicino a far firmare Raphael Varane, 28 anni, prelevandolo dal Real Madrid. Il difensore centrale, nazionale francese, ha ancora un anno di contratto con il Real, ma ha rifiutato di prolungarlo e quindi il club ha deciso di cederlo. Mancano alcuni dettagli, ma la cifra del trasferimento si aggirerebbe intorno ai 43 milioni di sterline, circa 50 milioni di euro. Per il giocatore pronto un quinquennale. Dopo l’acquisto dell’attaccante e nazionale inglese Jordan Sancho dal Borussia Dortmund, il rafforzamento della difesa era una delle priorita’ indicate dal tecnico Ole Gunnar Solskjaer. Al Real dal 2011, con il club spagnolo Varane ha vinto tre titoli della Liga e quattro Champions League.

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