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Europei: Portogallo-Francia pari di rigore e ottavi

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La super sfida tra campioni del mondo e d’Europa finisce pari a suon di rigori (ben tre) premiando entrambe le Nazionali di Francia e Portogallo. A regalare il pass a tutte e due e’ il pari 2-2 tra Germania e Ungheria a Monaco di Baviera con la squadra dell’italiano Marco Rossi raggiunta solo negli ultimi minuti dai tedeschi. Protagonisti Cristiano Ronaldo, che realizza due rigori per tempo, e Karim Benzema (doppietta anche per lui) capace di tenere a galla i suoi quando il gioco e soprattutto il risultato di fa duro. Il previsto undici titolare del Portogallo era corretto al 100%, e’ confermato che Bruno Fernandes iniziera’ dalla panchina. William e’ l’altro giocatore lasciato fuori, quindi Renato Sanches e Joao Moutinho sono i volti nuovi nello schieramento del Portogallo dopo la sconfitta per 4-2 contro la Germania. C’e’ anche un cambiamento nel modulo, con Deschamps che rispolvera il 4-2-3-1 che ha vinto la Coppa del Mondo. Tolisso, sulla destra, provera’ a fare quello che ha fatto cosi’ bene Blaise Matuidi in Russia e a bilanciare la squadra. La Francia propone tre cambi: Kounde’, Hernandez e Tolisso al posto di Pavard, Digne e Rabiot. Pronti via con Francia e Portogallo a studiarsi tra contropiedi abbozzati e grandi giocate in mezzo al campo dove Cristiano Ronaldo e Mbappe’ cominciano ad accarezzare il pallone. I transalpini provano ad alzare il ritmo ma senza grandi risultati fino alla mezz’ora quando il risultato si sblocca ma a favore dei lusitani. Su una punizione dalla trequarti per il Portogallo, Joao Moutinho disegna uno spiovente verso l’area francese: Lloris commette un fallo impressionate (rifilando praticamente un pugno diretto) nello scontro aereo con Danilo, l’arbitro assegna calcio di rigore alla squadra di Santos. Cristiano Ronaldo spiazza Lloris dal dischetto con un destro potente: e’ il tredicesimo gol nelle fasi finali degli Europei per CR7, Portogallo in vantaggio a Budapest.

Sotto 1-0 la Francia prova a reagire ma il gol del pari arriva quasi inaspettato sul finire del primo tempo. L’arbitro spagnolo Antonio Mateu Lahoz vede un fallo da rigore di Nelson Semedo su Mbappe’ lanciato in area. Dopo la VAR review, conferma il rigore per la Francia e dal dischetto Benzema spiazza Rui Patricio con il destro. Secondo rigore realizzato nella serata di Budapest: la Francia pareggia, e’ 1-1 alla Puskas Are’na. La ripresa riparte nel segno della Francia che va in vantaggio con l’autore del pari Karim Benzema: lancio di Pogba per la corsa in profondita’ di Benzema alle spalle di Ruben Dias: il numero 19 riceve in area e traccia un diagonale di prima intenzione che si insacca dopo aver toccato il palo alla destra di Rui Patricio. Dopo la VAR review per un possibile fuorigioco, l’arbitro conferma il go e la Francia ribalta il risultato portandosi sul 2-1. La formazione di Deschamps continua ad attaccare e quando sembra di poter chiudere il match arriva il 2-2 del Portogallo ancora su rigore: si stratta del terzo penalty della serata, assegnato dal direttore di gara in seguito al fallo di mano di Kounde’ sul tentativo di cross di Cristiano Ronaldo. Lo stesso numero 7 della Juventus si presenta sul dischetto e porta il punteggio di nuovo in parita’. La Francia prova a vincerla di nuovo e ci va vicinissima con Pogba a cui un grande Rui Patricio nega la gioia del gol. Poi il match sembra rallentare in attesa di notizie da Monaco dove la Germania raggiunge il pari in zona Cesarini e si regala gli ottavi degli Europei insieme alle altre due big del girone F che questa sera, passata la paura per una possibile eliminazione prematura, possono festeggiare insieme ai 50.000 di Budapest.

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L’Inter sbatte sullo Shakhtar, solo 0-0 contro De Zerbi

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Ancora lo Shakhtar Donetsk, ancora uno 0-0, ancora un risultato che complica e non poco il percorso dell’Inter in Champions League. Come un anno fa, a Kiev i nerazzurri non riescono ad abbattere il muro degli ucraini, che stavolta, con De Zerbi in panchina, hanno pure cercato piu’ volte il colpaccio. Anche perche’ il passo indietro degli uomini di Simone Inzaghi rispetto alle ultime uscite e’ stato evidente, sia in termini di condizione fisica che di idee di gioco.

Eppure, esattamente come con Conte nella scorsa stagione, l’Inter rientra dall’Ucraina con l’amaro in bocca per le tante occasioni sprecate, tra la traversa centrata di Barella e la serie di opportunita’ gettate al vento da Dzeko e Lautaro, con Pyatov che nel finale si e’ esaltato salvando su Correa e De Vrij. Un pareggio utile solo per muovere la classifica, dopo la sconfitta all’esordio contro il Real Madrid, ma i nerazzurri avevano ben altri obiettivi, anche per cercare di evitare gli errori del passato e la rincorsa, affannosa, agli ottavi negli ultimi 90′. Ora non saranno permessi errori nella doppia sfida con lo Sheriff, per non complicare ulteriormente una campagna europea partita non sotto i migliori auspici. Oltre a far emergere una certa allergia alla Champions, visto che nelle ultime 18 partite l’Inter ha trovato solo 3 vittorie, non propriamente numeri da big. Difficolta’ che si sono presentate pure a Kiev, con uno Shakhtar fin da subito pimpante, nonostante perda subito Traore’ per un brutto infortunio al ginocchio. La verve dei padroni di casa non si e’ spenta nemmeno dopo la traversa di Barella con un destro dal limite, prima grande occasione per i nerazzurri. Un legno che serve anche da sveglia per gli uomini di Inzaghi, perche’ poi Dumfries fa sfiorare l’autogol a Matviyenko con un cross velenoso e sul corner seguente Dzeko, da due passi, spara clamorosamente alto.

Nella ripresa e’ sempre lo Shakhtar a fare la partita (chiudera’ il secondo tempo col 67% di possesso palla), creando tante opportunita’ potenzialmente pericolose seppur Handanovic, alla fine, non debba compiere nemmeno un intervento. L’Inter cerca di approfittare degli errori degli ucraini, ma a sua volta e’ molto imprecisa, come quando Lautaro calcia altissimo a tu per tu con Pyatov dopo un errore del portiere e capitano ucraino in impostazione. Non bastano nemmeno i cambi a rianimare i nerazzurri, apparsi anche in difficolta’ a livello fisico dopo gli sforzi della sfida di sabato con l’Atalanta.

Nel finale, pero’, la qualita’ emerge: serve il miglior Pyatov per salvare lo Shakhtar, con due interventi decisivi su un destro velenoso di Correa e su colpo di testa di De Vrij. Troppo poco, pero’, per riuscire a strappare i tre punti alla diretta concorrente per gli ottavi. Con il risultato che l’Inter, ancora una volta, si ritrova spalle al muro in Champions: i margini di errori saranno decisamente ridotti per provare ad evitare la quarta eliminazione consecutiva ai gironi.

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Champions, il PSG batte il City di Guardiola: primo gol di Lionel Messi

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Il PSG si presenta tirato a lucido e pratico come non era mai stato alla prima serata di gala di Champions: la supersquadra degli emiri, rafforzata con l’obiettivo di conquistare l’Europa, liquida il Manchester City di Pep Guardiola con un 2-0 che la conferma tra le favoritissime per il titolo. A coprire qualche punto ancora debole, i tre rinforzi dell’estate, Messi, Donnarumma e Hakimi. Grande possesso e molta sfortuna per gli inglesi, che nel primo tempo hanno colpito due traverse nella stessa azione.

Rassicurante Donnarumma, che sembra doversi alternare con Navas (l’italiano sara’ preferito in Champions), Messi ha giocato al minimo fino a quando si e’ acceso e ha duettato con Mbappe’ e Neymar. I “tre tenori” hanno dato spettacolo, con folate a velocita’ supersonica. Nel primo tempo ha fatto quasi tutto la squadra di Guardiola ma un PSG molto attento, a tratti cinico e irrefrenabile quando dispiegava i tre tenori, e’ riuscito a chiudere in vantaggio. Le due squadre sono schierate come da previsioni in modo speculare, ognuna con il suo 4-3-3. La sperimentata difesa del PSG, rafforzata da Donnarumma e Hakimi, con Marquinhos centrale con Kimpembe, viene impegnata a fondo da De Bruyne, Mahrez, Sterling e Grealish ma tiene duro.

Al primo contropiede, i parigini passano in vantaggio: e’ Mbappe’, il piu’ brillante del trio d’attacco, a scattare sulla destra e a centrare forte rasoterra. Neymar prolunga sul secondo palo Gueye controlla e di destro la mette nell’angolino dove Ederson non puo’ arrivare. Per il senegalese, e’ il primo gol in Champions League. Il City non si scompone, e torna a macinare gioco ed occasioni. La piu’ incredibile al 26′, quando su un cross di De Bruyne, Sterling di testa coglie la traversa. A porta ormai sguarnita, entra a tutta velocita’ Bernardo Silva che riesce a colpire una seconda volta il legno.

Nel finale si rivede il trio d’attacco, che nel secondo tempo fara’ la differenza. Al 74′, Leo Messi, fino a quel momento il meno brillante dei suoi, si accende: riceve palla fuori area, a destra, e punta verso sinistra accentrandosi. Scambia con Mbappe’ a velocita’ troppo alta per i difensori di Guardiola, il francese gli restituisce il pallone e senza pensarci l’argentino, di sinistro, la mette nell’angolo opposto. Il Parc des Princes impazzisce, 2-0 e primo gol della “Pulce” con la sua nuova maglia, un momento che Parigi aspettava dall’estate.

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Champions, Milan beffato: l’Atletico passa su rigore al 97′

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L’impresa del Milan dura fino al 97′, l’Atletico Madrid strappa la vittoria grazie al penalty di Suarez che realizza il 2-1 su rigore nel recupero. Il Milan non riesce a cancellare lo zero dalla classifica del gruppo B di Champions, come chiesto da Pioli alla vigilia. Ci va vicino giocando una partita di grande sacrificio e abnegazione, affrontando in inferiorita’ numerica per un’ora di gara campioni come Suarez, Griezmann, Joao Felix. A condannare il Milan e’ sostanzialmente Kessie’, espulso al 29′ per doppia ammonizione. Fino a quel momento, infatti, il Milan aveva disputato una grande gara, giocando con aggressivita’, ritmo, velocita’, caricati dal ritorno in Champions a San Siro dopo sette anni.

Il gol al 20′ di Leao regala il meritato vantaggio ai rossoneri: azione insistita, poi l’attaccante raccoglie palla dal limite e trova l’angolino basso alla destra di Oblak. Tifosi in visibilio, una festa che dura’ pero’ meno di dieci minuti. A cambiare il volto di una partita fino a quel momento perfetta del Milan, e’ una clamorosa ingenuita’ di Kessie’. L’ivoriano gia’ ammonito per un’inutile trattenuta tattica su Llorente a meta’ campo dopo un quarto d’ora di gioco, entra in ritardo sempre su Llorente. L’arbitro, fiscale e forse un po’ troppo severo, non ha dubbi ed estrae il secondo giallo. Il Milan protesta, Rebic viene ammonito, e dopo appena mezz’ora cambiano gli equilibri per un Milan costretto ad una partita di solo sacrificio contro i campioni di Liga. Pioli ridisegna la squadra, richiama Rebic e inserisce Tonali per dare sostanza al centrocampo. Il Milan affronta a testa alta l’inferiorita’ numerica, da’ anima e corpo su ogni pallone, si compatta ordinato e non rinuncia anche a far male.

E’ clamorosa la traversa di Leao su lancio lungo precisissimo di Maignan che manda in porta il compagno di squadra. Leao viene segnalato in fuorigioco, dubbio. Il brivido piu’ grande arriva allo scadere con il tentativo di Suarez che si spegne di poco a lato. Il secondo tempo e’ una strenua difesa del gol di Leao. Quarantacinque minuti d’assedio dell’Atletico che cala il carico e inserisce Joao Felix e Griezmann. Pioli richiama Diaz – acciaccato – e Leao per Giroud. Il francese avrebbe dovuto aiutare la squadra in una prova complicatissima ma gioca senza l’abnegazione dei compagni, in ritardo su tutti i contrasti non da’ il contributo che ci si aspettava. Anzi, il Milan sembra giocare in nove. Non si risparmiano invece Tonali, Calabria, Saelemaekers, Theo Hernandez. Imperioso Bennacer. La difesa interviene con i tempi giusti, neutralizzando l’attacco stellare dell’Atletico. E dove non arrivano Tomori e Romagnoli, ci mette il guantone Maignan. Ma in un tempo intero giocato stringendo i denti, ogni sbavatura si paga e a cinque minuti dalla fine, il gol che gela il pubblico: Griezmann tira al volo e trova la prima rete dal ritorno all’Atletico. Poi la beffa piu’ amara, al sesto minuto di recupero l’arbitro concede il rigore per un fallo di mano di Kalulu, il Var controlla e convalida, Suarez segna. E’ un ritorno amaro per il risultato, ma non per la prestazione. Perche’ il Milan ha giocato ad armi pari, fino a quando in campo ci sono stati 22 giocatori.

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