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Europei pallanuoto, l’Italia batte anche la Georgia: e siamo a 3 vittorie su 3 partite

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Tre su tre. Dopo aver sconfitto Grecia e Francia, rifilando ad entrambe dieci gol, il Settebello concedono il tris agli Europei di pallanuoto in corso a Budapest, battendo 18-6 la Georgia. Un successo atteso ma che consente loro di vincere il girone D a punteggio pieno e accedere direttamente ai quarti di finale del torneo. Un giorno in piu’ guadagnato da dedicare agli allenamenti per poi tornare a giocare mercoledi’ prossimo con la squadra che vincera’ l’ottavo di finale in programma lunedi’, presumibilmente Montenegro-Turchia. Per l’Italia, che ha dovuto rinunciare in extremis a Dolce fermato da disturbi gastrointestinali, sono andati a segno nove giocatori di movimento con triplette di Bodegas, Renzuto Iodice e di Luongo.

La difesa ha confermato la sua efficacia, stoppando sette azioni in inferiorita’ numerica su otto. Il Settebello e’ partito bene, chiudendo la prima frazione sul 4-1, poi ha subito in parte la reazione della Georgia, arrivando all’intervallo con un parziale di 7-3 (3-2 nella seconda frazione). Tutto facile nella seconda parte dell’incontro, che dopo il 5-3 del terzo quarto ha visto gli azzurri dilagare per 6-0 e il 18-6 finale. “La vittoria e’ stata abbastanza netta – ha commentato infatti il ct. Alessandro Campagna -. Ci siamo sciolti con il passare dei minuti. Buona e’ stata la prestazione nel terzo e quarto tempo; nel primo e secondo, invece, c’e’ stata qualche sbavatura perche’ eravamo un po’ contratti. Dobbiamo trovare un po’ di equilibrio tra un gioco di movimento e un controllo di quello difensivo: ci sono ampi margini di miglioramento. Dobbiamo crescere perche’ adesso arriveranno partite importanti contro avversari di alto livello”. Domani, intanto, il Setterosa affronta un’importante sfida nel torneo continentale femminile contro la Francia. Una sfida fondamentale per la conquista del terzo posto nel girone B e la possibilita’ di affrontare la seconda, anziche’ la vincente, dell’altro concentramento nei quarti di finale il 21 gennaio.

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Corona Virus

Coronavirus, il Gp F1 del Vietnam si correrà regolarmente

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Il Gran Premio del Vietnam di Formula 1 si correra’ regolarmente, nonostante i timori per il contagio da coronavirus: lo hanno annunciato gli organizzatori della gara, in programma il prossimo 5 aprile sulla pista di Hanoi. La scorsa settimana la Fia aveva invece ufficializzato il rinvio a data da destinarsi del Gran Premio della Cina, che si sarebbe dovuto disputare a Shanghai il 19 aprile. A confermare che la gara di Hanoi si svolgera’ come programmato sono stati sono stati Le Ngoc Chi, ceo del gran premio e Martan Tran Trung Hieu, vicedirettore del dipartimento del turismo di Hanoi. “Il GP non verra’ posticipato- le parole di Martan Tran Trung Hieu – Si tratta di un evento sportivo con un impatto enorme sul turismo dell’intero Vietnam, verranno prese tutte le misure necessarie per garantire la massima sicurezza”. “Per il Vietnam, tutti i feedback che stiamo ricevendo sono un po’ come il Regno Unito – aveva detto nei giorni scorsi Ross Brawn, direttore generale della F1 – Ci sono stati alcuni casi, ma non un livello che ci riguarda. Il consiglio che stiamo ricevendo e’ che possiamo andare li'”. Una conferma ulteriore arriva anche dal sito della F1 dove la vendita dei biglietti per la gara di Hanoi e’ aperta. La conferma che il gran premio del Vietnam si correra’ arriva lo stesso giorno in cui, sempre per l’emergenza coronavirus, la federcalcio vietnamita ha annullato l’amichevole di calcio tra la nazionale di Hanoi e l’Iraq in programma il prossimo 26 marzo su richiesta della federazione irachena. La scorsa settimana, il Vietnam e’ diventato l’unico paese al di fuori della Cina a imporre una quarantena di massa di una comunita’ per contenere i contagi. Sono stati istituiti posti di blocco attorno ai sei villaggi che compongono Son Loi, a circa 40 chilometri da Hanoi dopo la scoperta di sei casi di contagio da coronavirus. Al momento nel paese, in totale, sono 16 i casi confermati. Il Vietnam ha adottato misure strettissime per cercare di arginare la diffusione dell’epidemia, gia’ responsabile di oltre 1800 morti in Cina. In particolare,sono stati vietati tutti i voli da e verso la Cina continentale nel tentativo di impedire la diffusione del virus. Inoltre sono stati sospesi i nuovi visti turistici per cittadini cinesi o stranieri che erano stati in Cina nelle ultime due settimane.

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Sport

Scoppia il “Barça-gate”, l’accusa: pagato un milione ad una società per screditare sui social Messi e soci

Se non è il ‘Barçagate’, poco ci manca. I fatti risalgono allo scorso mese di aprile, quando il Barcellona dà incarico alla società di investigazioni Metodo 3 di spiare quattro dei suoi cinque vicepresidenti (Jaume Ferrer, Joan Boix, Joan Franquesa e Rafael Yuste), possibili candidati alla successione di Joan Laporta nelle elezioni presidenziali del 2010. La richiesta all’agenzia è partita da Joan Oliver, Direttore Generale del club, il quale non ne ha informato Laporta né gli interessati, tranne Franquesa che ha accettato volontariamente di sottoporsi all’indagine.

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Si complica la vicenda che vede Cadena Ser accusare il Barcellona di aver pagato un milione di euro alla società privata I3 Ventures per screditare alcuni giocatori sui social network. Ieri il club aveva smentito decisamente, ma la radio è tornata all’attacco confermando quanto rivelato domenica notte nel corso del programma ‘El larguero’. Lo ha fatto pubblicando un dossier di 36 pagine nelle quali si conferma la gestione da parte di I3 Ventures di alcuni account di social media che avrebbero trasmesso messaggi negativi contro tesserati dello stesso Barcellona – tra i quali Leo Messi e sua moglie Antonela, Piquè, Xavi, Guardiola – con il fine di metterli in cattiva luce o di creare loro pressioni. Cadena Ser sostiene inoltre di poter provare che il denaro per pagare i servizi di I3 Ventures sarebbe inserito nella contabilità non ufficiale del club catalano. Davanti ad una valanga di accuse così gravi, la società ha convocato una riunione del direttivo del Barcellona. Non solo, c’è stata anche una riunione del presidente Josep Maria Bartomeu con i giocatori per chiarire il caso della società privata I3 Ventures sollevato dalla rivelazioni di Cadena Ser. Fonti vicine a Bartomeu fanno sapere, secondo quanto riporta ‘Mundo Deportivo’, che “in nessun momento la società ha voluto screditare i giocatori, perchè sono un patrimonio del club”. Oltretutto, la presidenza considera “senza senso” questo tipo di attività. Ecco quindi che Bartomeu ha deciso di riunirsi con i giocatori per tranquillizzarli. Allo stesso tempo il Barca, prossimo rivale del Napoli negli ottavi di Champions, sta studiando quali azioni legali intraprendere per tutelarsi.

Il presidente del Barça. Josep Maria Bartomeu assieme alla bandiera del calcio catalano Piquet

La notizia, vero o presunta che sia, in Spagna ovviamente monta. I giornali spagnoli e quelli argentini l’hanno già rubricata come il ‘Barcagate’. E cresce l’indignazione della maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione del club, che – scrive Sport – non sapeva nulla sul costo del contratto tra il Barcellona e I3 Venture, e tanto meno che questa società ha creato account su Twitter e Facebook per screditare diversi giocatori blaugrana. Lo stupore cresce con il passare delle ore perchè non si capacitano come il rapporto commerciale con I3 Venture sia stato nascosto al cda, perchè non sia mai stato esposto durante la riunione bisettimanale della commissione esecutiva, perche’ non sia passato attraverso la commissione di premi e come è possibile che siano stati pagati un milione di euro per monitorare account con così pochi follower. Ieri sera, riferisce ancora Sport, c’è stata una riunione d’emergenza convocata da Bartomeu a cui hanno partecipato l’amministratore delegato del club, Carscar Grau, il capo dell’area della presidenza, Jaume Masferrer e diversi membri del cda, tra i quali Jordi Cardoner e Maria Teixidor.

Ma qual è la posizione ufficiale del Barcellona? Che cosa risponde a queste accuse il presidente del Barcellona Josip Maria Bartomeu? “Voglio che sia ben chiaro di fronte ai soci, e che nessuno abbia dubbi: il Barcellona – sostiene Josip Maria Bartomeu – non ha mai contrattato alcuna impresa affinchè screditasse i nostri giocatori o gli ex, o politici, presidenti e dirigenti vari. È tutto falso, e ci difenderemo nei modi dovuti: mai abbiamo voluto gettare fango su qualcuno”. Bartomeu ha ammesso il rapporto del club con la societa’ ‘I3 Ventures’, con cui ora ci sarà la rescissione contrattuale. “Alla fine del 2017 – ha spiegato il presidente – noi come Barca ci siamo accordati con un’impresa, a proposito della quale in mattinata ho dato disposizione di interrompere ogni rapporto. Alla domanda se li abbiamo incaricati di occuparsi sui social di preservare la nostra immagine, rispondo positivamente. Alla domanda se li abbiamo incaricati di screditare l’immagine di determinate persone, la risposta è invece negativa e perseguiremo chi ci accusa di averlo fatto. Garantisco che ci difenderemo”.

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Corona Virus

Coronavirus, Tokyo in ansia: a rischio le qualifiche in Cina

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L’emergenza coronavirus continua a investire anche il mondo dello sport, con numerose cancellazioni di appuntamenti in Asia – vedi oggi la maratona di Tokyo riservata ai dilettanti, prevista per il primo marzo a Tokyo – e allunga la sua ombra anche sulle Olimpiadi in programma da fine luglio. L’evento al momento e’ confermato, ma non per questo a Losanna, sede del Cio, si dorme tranquilli. La principale preoccupazione riguarda le qualificazioni ai Giochi per molte discipline, dalle quali sono esclusi gli atleti della Cina che non si possono muovere dal loro Paese. “E’ una ingiustizia dal punto di vista sportivo – spiega il presidente dell’Asoif ed ex membro Cio Francesco Ricci Bitti – che ancora si sta cercando di affrontare e risolvere”. Meno allarme crea invece la decisione della agenzia cinese antidoping, Chinada, di sospendere i controlli sugli atleti perche’ i medici del paese sono tutti impegnati sul fronte sanitario per il coronavirus. L’agenzia antidoping mondiale, che ha gia’ affrontato lo scandalo del doping in Russia e fatto escludere il Paese dai principali eventi sportivi per quattro anni, ha fatto sapere che la situazione in Cina e’ seguita costantemente. La Chinada viene sostenuta nell’attuazione di un piano che difende l’integrita’ del programma antidoping e gli atleti continueranno ad essere testati, sottolinea la Wada. “L’eventuale rischio su questo fronte non crea grattacapi” dichiara Ricci Bitti, quanto invece l’impossibilita’ per tanti atleti di partecipare alle qualificazione. Va considerato che la Cina e’ ormai una potenza sportiva e a Rio 2016 aveva chiuso al terzo posto nel medagliere. “Se per molti sport le qualificazioni sono legate al ranking – spiega il dirigente sportivo – per altre discipline derivano da specifici eventi in programma da qui ai prossimi mesi. I cinesi ne sono esclusi e chi si qualifica in loro assenza acquisisce comunque un diritto. Non e’ pensabile rinviare tutto alla ipotetica fine dell’emergenza, ne’ gli organizzatori in Giappone sono disposti ad ampliare il numero dei partecipanti. Soluzioni? Per ora non se ne vedono all’orizzonte”.

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