Esteri
Europa, nasce la coalizione antimissile con l’Ucraina: dieci Paesi per uno scudo comune
Dieci Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Ucraina, hanno costituito a Parigi una coalizione per sviluppare una difesa comune contro i missili balistici. I Volenterosi confermano anche le future garanzie di sicurezza per Kiev. Mosca accusa gli alleati di alimentare la guerra.
L’Europa prova a costruire uno scudo comune contro i missili balistici, mentre ribadisce il sostegno politico e militare all’Ucraina. Al vertice dei Volenterosi riunito a Parigi, dieci Paesi hanno firmato una dichiarazione per la nascita di una coalizione destinata a sviluppare una capacità integrata di difesa missilistica.
All’iniziativa hanno aderito Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito. Non si tratta, dunque, di nove Stati dell’Unione europea: sette sono membri della Ue, mentre Norvegia, Regno Unito e Ucraina ne sono esterni.
Uno scudo integrato per l’Europa
La coalizione punta alla realizzazione di una struttura comune capace di individuare, intercettare e neutralizzare eventuali attacchi con missili balistici.
Il progetto dovrebbe integrare i sistemi nazionali già esistenti o in fase di acquisizione, favorendo la collaborazione tra governi, forze armate, industrie della difesa e centri di ricerca. L’obiettivo indicato nella dichiarazione congiunta è rafforzare rapidamente la capacità di deterrenza e protezione del continente.
L’iniziativa viene definita dai firmatari come esclusivamente difensiva e aperta all’adesione di altri Paesi. Un ruolo centrale sarà attribuito all’esperienza maturata dall’Ucraina nell’intercettazione dei missili lanciati dalla Russia durante la guerra.
Macron: “L’Europa sta diventando una potenza”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha presentato l’accordo come un nuovo passo verso la costruzione di un’autonoma capacità europea di difesa.
Secondo il capo dell’Eliseo, davanti alle minacce esterne l’Europa deve essere in grado non soltanto di sostenere Kiev, ma anche di proteggere direttamente il proprio territorio e le proprie infrastrutture strategiche.
Il vertice di Parigi ha riunito complessivamente circa 37 Paesi della cosiddetta coalizione dei Volenterosi. Alla riunione ha partecipato per l’Italia il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Le garanzie per Kiev dopo il cessate il fuoco
Gli alleati hanno inoltre confermato la disponibilità a fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina nel momento in cui dovesse entrare in vigore un cessate il fuoco.
Il piano comprende il rafforzamento delle forze armate ucraine, il mantenimento delle forniture militari e la preparazione di esercitazioni multinazionali nei Paesi vicini. Le misure dovrebbero servire a scoraggiare una nuova offensiva russa dopo un eventuale accordo.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sostenuto che una maggiore capacità di intercettazione ridurrebbe l’efficacia della pressione militare esercitata da Mosca, favorendo così l’apertura di un negoziato.
Londra aderisce al prestito europeo
A margine del vertice, Regno Unito e Commissione europea hanno raggiunto un’intesa sulla partecipazione britannica al programma collegato al prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato al sostegno dell’Ucraina.
L’accordo consentirà anche alle imprese britanniche del settore della difesa di concorrere per i contratti finanziati attraverso il programma europeo.
La dura risposta del Cremlino
Mosca ha reagito accusando i Volenterosi di alimentare il conflitto e di perseguire l’obiettivo di una sconfitta strategica della Russia.
Il presidente Vladimir Putin ha promesso risposte più forti agli attacchi ucraini contro il territorio russo, mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito il gruppo una coalizione orientata alla prosecuzione della guerra.
Le dichiarazioni confermano la distanza ancora profonda tra le parti e le difficoltà di avviare un percorso negoziale stabile.
Francia e Germania accusano Mosca di cyberattacchi
Alla tensione militare si aggiunge quella sul fronte informatico. Francia e Germania hanno convocato gli ambasciatori russi dopo avere attribuito a strutture legate a Mosca una vasta campagna di cyberattacchi, spionaggio e tentativi di sabotaggio contro diversi Paesi europei.
L’Unione europea ha disposto sanzioni contro nove persone e quattro entità ritenute coinvolte nelle operazioni. Tra i gruppi indicati figura Turla, considerato collegato ai servizi di sicurezza russi e accusato di avere preso di mira istituzioni pubbliche, reti governative e infrastrutture strategiche. La Russia ha ripetutamente respinto accuse analoghe.
La nascita della coalizione antimissile segna così un ulteriore rafforzamento della cooperazione europea nella difesa. Resta da definire la parte più complessa: tempi, costi, sistemi tecnologici e comando operativo di un progetto che ambisce a proteggere con un’unica architettura gran parte del continente.
Esteri
Piogge record in Giappone: otto morti, Chiba sommersa e migliaia bloccati a Narita
Un’alluvione provocata da precipitazioni eccezionali ha colpito Chiba, nell’area metropolitana di Tokyo. Il bilancio provvisorio è di otto morti e un disperso. Trasporti paralizzati, evacuazioni e migliaia di passeggeri costretti a trascorrere la notte all’aeroporto di Narita.
Almeno otto persone sono morte e una risulta dispersa dopo le piogge torrenziali che hanno investito la prefettura di Chiba, a est di Tokyo. Il bilancio resta provvisorio mentre proseguono le ricerche e gli interventi nelle zone isolate.
Il nubifragio ha paralizzato trasporti e servizi nel pieno dell’Obon, la festività buddhista durante la quale milioni di giapponesi tornano nei luoghi d’origine per ricordare gli antenati.
Più di 360 millimetri in un giorno
Nella città di Chiba sono caduti oltre 360 millimetri di pioggia in 24 ore, più di tre volte la media dell’intero mese di agosto. Diverse stazioni meteorologiche della prefettura hanno superato i precedenti record.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha diramato l’allerta di livello 5, il massimo previsto, in numerosi comuni interessati da inondazioni e rischio di frane. Nonostante l’attenuazione delle precipitazioni, il terreno saturo e i corsi d’acqua ingrossati continuano a rappresentare un pericolo.
Alcune vittime sono rimaste intrappolate in veicoli sommersi dalle acque. Oltre trenta persone sono rimaste ferite, mentre centinaia di abitazioni risultano allagate o danneggiate.
Settemila passeggeri bloccati a Narita
All’aeroporto internazionale di Narita circa settemila passeggeri hanno trascorso la notte nei terminal. Il personale ha distribuito sacchi a pelo e generi di prima necessità dopo la cancellazione dei voli e l’interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali.
Migliaia di pendolari hanno trovato riparo nelle stazioni, negli uffici pubblici e nei municipi. Autostrade e linee ferroviarie sono state chiuse per allagamenti e smottamenti, mentre decine di migliaia di abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità.
Oltre 400mila persone hanno ricevuto indicazioni o ordini di evacuazione. Il governo ha mobilitato anche le forze di autodifesa per sostenere i soccorritori.
Il governatore: «Mai visto un disastro simile»
Il governatore di Chiba, Toshihito Kumagai, ha descritto l’evento come una situazione senza precedenti nella propria esperienza amministrativa.
L’impatto è stato aggravato dall’elevata urbanizzazione della regione. Strade asfaltate, superfici impermeabili e sistemi di drenaggio sopraffatti dalla quantità d’acqua caduta in poche ore hanno favorito l’allagamento di quartieri, sottopassi e arterie di collegamento.
Il ruolo del riscaldamento globale
Il riscaldamento globale aumenta la quantità di vapore acqueo che può essere trattenuta nell’atmosfera e crea condizioni favorevoli a precipitazioni più intense. È quindi coerente con l’aumento del rischio di eventi estremi osservato in diverse regioni del pianeta.
Non è però scientificamente corretto attribuire automaticamente un singolo nubifragio al cambiamento climatico senza uno specifico studio di attribuzione. Nel caso di Chiba, gli esperti indicano tra le cause immediate l’incontro tra aria calda e molto umida e masse più fredde presenti in quota.
Esteri
Farage rieletto a Clacton, ma riparte l’inchiesta sui suoi finanziamenti
Nigel Farage ha riconquistato il seggio di Clacton con 22.239 voti. Secondo il candidato satirico Count Binface. Con il ritorno alla Camera dei Comuni riprende l’indagine parlamentare su un contributo da cinque milioni di sterline che il leader di Reform UK avrebbe omesso di dichiarare.
Nigel Farage è stato rieletto deputato nel collegio di Clacton, nell’Inghilterra sudorientale, al termine dell’elezione suppletiva da lui stesso provocata con le dimissioni dalla Camera dei Comuni.
Il leader di Reform UK ha ottenuto 22.239 voti, pari al 63,34%, migliorando la percentuale del 46,2% raccolta alle elezioni politiche del 2024. La consultazione è stata però disertata dai principali partiti britannici, che l’avevano definita un’iniziativa propagandistica destinata a distogliere l’attenzione dall’inchiesta parlamentare sulle finanze di Farage.
Count Binface secondo con il 26,9%
Al secondo posto si è classificato Count Binface, personaggio satirico interpretato dal comico Jonathan Harvey, con 9.455 voti e il 26,93% dei consensi. Alla competizione hanno partecipato complessivamente 34 candidati, molti dei quali indipendenti o appartenenti a formazioni minori.
L’affluenza si è fermata al 44,4%, in calo rispetto al 58,7% registrato nel collegio alle politiche del 2024. Farage ha presentato il risultato come una sfida vinta contro l’establishment politico, mentre Count Binface si è proclamato ironicamente «vincitore morale».
L’assenza alla proclamazione
Farage non ha partecipato alla cerimonia di proclamazione. Reform UK ha motivato l’assenza facendo riferimento a una minaccia alla sicurezza del leader. La polizia dell’Essex ha tuttavia precisato di non avere consigliato ad alcun candidato di disertare lo scrutinio e ha riferito che non si sono verificati incidenti.
Farage ha successivamente spiegato di avere temuto contestazioni e iniziative organizzate per metterlo in imbarazzo durante la proclamazione.
Sul tema della sicurezza pesa anche il clima seguito all’uccisione dell’ex ministra Ann Widdecombe. Gli investigatori dell’antiterrorismo stanno verificando un’eventuale connessione tra quell’omicidio e un precedente episodio incendiario avvenuto nell’abitazione londinese di Farage. Il possibile collegamento resta un’ipotesi investigativa.
Riprende l’inchiesta parlamentare
Con il ritorno di Farage alla Camera dei Comuni riparte l’indagine del commissario parlamentare per gli standard, sospesa quando il leader di Reform aveva lasciato il seggio. Gli accertamenti riguardano la mancata dichiarazione di un contributo da cinque milioni di sterline ricevuto dall’imprenditore delle criptovalute Christopher Harborne.
Farage respinge le contestazioni e sostiene di non avere commesso irregolarità. Al termine dell’inchiesta potrebbe essere proposta una sanzione parlamentare. Un’eventuale sospensione che rientrasse nei casi previsti dalla legge potrebbe aprire la strada a una petizione di revoca: per provocare una nuova elezione suppletiva sarebbe necessaria la firma del 10% degli elettori del collegio.
Labour e Conservatori hanno sottolineato che la rielezione non chiude il caso. La presidente laburista Bridget Phillipson ha affermato che il risultato non cancella le questioni ancora aperte sui finanziamenti di Farage.
Esteri
La Groenlandia blocca le trivelle della compagnia vicina a Trump: mancano i permessi
Le autorità groenlandesi hanno fermato il progetto esplorativo di Greenland Energy nella regione protetta di Jameson Land. La società aveva portato attrezzature sull’isola senza tutte le autorizzazioni necessarie. Le perforazioni non potranno iniziare prima dell’inverno 2027.
La Groenlandia ha imposto il rinvio delle trivellazioni programmate da Greenland Energy, compagnia petrolifera statunitense sostenuta da investitori e personalità vicine a Donald Trump.
La società aveva fatto arrivare a luglio alcune attrezzature sulla costa orientale dell’isola senza aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Le prime perforazioni esplorative sarebbero dovute iniziare nelle prossime settimane, ma il governo groenlandese ha stabilito che la procedura di valutazione non potrà essere completata in tempo.
Trivellazioni rinviate almeno al 2027
Le autorità dovranno esaminare l’impatto ambientale e sociale del progetto, previsto nella regione di Jameson Land. Si tratta di un’area umida protetta, popolata da specie rare di uccelli e da buoi muschiati dai quali dipendono anche le attività dei cacciatori locali.
Nella migliore delle ipotesi, le trivellazioni potrebbero cominciare durante l’inverno del 2027. Il rinvio smentisce le previsioni dell’inviato presidenziale statunitense Jeff Landry, secondo il quale il petrolio groenlandese avrebbe potuto entrare in produzione entro una decina di mesi.
È inoltre necessario distinguere tra perforazioni esplorative ed estrazione commerciale: anche l’eventuale individuazione di un giacimento non consentirebbe l’avvio immediato della produzione.
Il progetto da 60 milioni di dollari
Greenland Energy intende finanziare con circa 60 milioni di dollari le attività esplorative, ottenendo in cambio una partecipazione di maggioranza nel progetto. Il partner britannico 80 Mile possiede alcune licenze rilasciate prima del 2021, anno in cui la Groenlandia ha smesso di concedere nuovi permessi petroliferi per ragioni climatiche e ambientali.
L’amministratore delegato Robert Price sostiene che sotto Jameson Land potrebbero trovarsi riserve petrolifere dal valore di mille miliardi di dollari. Si tratta, però, di una stima della società non ancora dimostrata attraverso perforazioni.
Dopo lo stop, Greenland Energy ha dichiarato di voler rispettare le regole groenlandesi e utilizzare il rinvio per perfezionare il progetto e rafforzare i rapporti con le comunità locali.
La vicenda assume anche un significato geopolitico per le ripetute dichiarazioni di Trump sull’interesse statunitense verso la Groenlandia. Le autorità dell’isola ribadiscono però che lo sfruttamento delle risorse naturali deve sottostare alle leggi locali, indipendentemente dai legami politici o finanziari dei potenziali investitori.


