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Euro 24, Impresa della Georgia con Kvara: 2-0 al Portogallo e ottavi

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La Georgia compie l’impresa alla quale in pochi credevano: batte 2-0 il Portogallo di Cristiano Ronaldo e si qualifica per la prima volta nella sua storia agli ottavi degli Europei. Merito di Kvaratskhelia, finalmente in forma ‘scudetto del Napoli’, e di Mikautadze, ancora in gol e capocannoniere del torneo con tre reti. Ma il risultato è anche demerito dei lusitani, già certi della qualificazione prima dell’incontro, ed apparsi imprecisi e poco determinati.

I georgiani sono terzi del girone con quattro punti, dietro ai portoghesi e alla Turchia: domenica affronteranno la Spagna. Sagnol si affida al suo uomo migliore: Kvaratskhelia – che vince la sfida dei n.7 con Ronaldo – con libertà di azioni sostenuto da Mikautadze e Chakvetadze. In difesa torna Lokoshvili. Martinez fa un accenno di turnover dando spazio al giovane Conceiçao e Joao Felix a sostegno di Cristiano Ronaldo centrale. Palinha a centrocampo. In difesa riposa l’esperto Pepe.

Gioca il giovane Antonio Silva che però farà una partita disastrosa. La Georgia appare più determinata fin dal fischio di inizio, sicuramente più dei lusitani molto leziosi già nei primi scambi. E proprio da un errore dei portoghesi a centrocampo nasce l’azione del gol: Antonio Silva sbaglia un appoggio semplicissimo e regala il pallone a Mikautadze. L’attaccante del Metz lancia Kvaratskhelia che, rapidissimo, entra in area dalla sinistra e batte Diogo Costa con un diagonale. Il Portogallo va alla ricerca del pareggio mantenendo il possesso palla, mentre i georgiani provano a colpire di rimessa.

Al 17′ Ronaldo prova a risolvere con una potente punizione dalla distanza alla quale si oppone Mamardashvili. L’occasione migliore capita sui piedi di Conceicao che però calcia fuori su una ribattuta del portiere in uscita. Ronaldo non ci sta a perdere e al 28′ rimedia anche un’ammonizione per proteste. Ancora Conceicao fa vicini al pareggio alla mezz’ora. Il Portogallo spinge ma il tempo si chiude sull’1-0 per i georgiani. Nella ripresa Martinez effettua solo un cambio.

La Georgia entra più convinta dei propri mezzi e cerca il colpo. Dopo 10 minuti arriva la svolta: Kiteishvili viene toccato in area da Antonio Silva. L’arbitro fischia rigore. Sul dischetto Mikautadze che realizza il suo terzo gol e diventa capocannoniere del torneo. Martinez chiama in panchina Antonio Silva, autore dei due errori da cui sono nati i gol georgiani, e Cristiano Ronaldo, apparso particolarmente nervoso. Il portoghesi cercano il gol ma rischiano più volte di soccombere di fronte alla sfuriate di Kvara e Mikautadze. Finisce 2-0 tra i cori di festa dei tifosi georgiani.

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Napoli fragile in difesa: 33 gol subiti, numeri in peggioramento e stagione in affanno

Il Napoli paga una difesa in calo: già 33 gol subiti contro i 27 della scorsa stagione. I giocatori ammettono difficoltà, si salva Milinkovic.

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I numeri raccontano una verità difficile da ignorare: 27 gol subiti un anno fa, già 33 in questa stagione, con diverse partite ancora da giocare. Un dato che sintetizza il calo evidente del Napoli, soprattutto nella fase difensiva, un tempo punto di forza e oggi elemento critico.

La solidità che aveva accompagnato le vittorie e alimentato i sogni scudetto appare ormai un ricordo. La Lazio, al Maradona, ne approfitta senza particolare difficoltà, evidenziando limiti strutturali e concentrazione altalenante.

Un problema strutturale, non episodico

Le recenti gare senza gol subiti contro Cagliari e Milan avevano illuso su un possibile miglioramento. Ma restano episodi isolati: nelle ultime dodici partite sono le uniche due senza reti al passivo.

Il problema, dunque, non è occasionale ma strutturale. Errori individuali, distanze tra i reparti e scarsa intensità rendono il Napoli vulnerabile, soprattutto nelle transizioni.

I giocatori ci mettono la faccia

Dopo la sconfitta, arrivano parole lucide dai protagonisti. Leonardo Spinazzola individua nel pareggio di Parma il momento chiave: un contraccolpo psicologico che avrebbe spento le ultime speranze.

Il riferimento è alla rincorsa scudetto, percepita come sempre più difficile fino a svanire del tutto. La squadra, secondo l’esterno, ha perso energia mentale prima ancora che fisica.

Sulla stessa linea Matteo Politano, che parla apertamente di una prestazione da dimenticare e chiede scusa ai tifosi. Il problema, sottolinea, è stato anche tecnico: prevedibilità e incapacità di saltare l’uomo hanno reso il Napoli facilmente leggibile.

Senza motivazioni, senza ritmo

Dalle parole dei calciatori emerge un elemento centrale: la mancanza di motivazioni. Nonostante obiettivi ancora concreti, come il secondo posto e la qualificazione in Champions League, la squadra appare scarica.

Nel calcio moderno, come evidenziato dagli stessi protagonisti, senza intensità e ritmo diventa difficile competere. La Lazio ha sfruttato proprio questa assenza di “gamba” per controllare la partita.

Milinkovic, l’unico a non arrendersi

In un contesto negativo, spicca la prova di Vanja Milinković-Savić. Il portiere serbo si conferma specialista dagli undici metri, parando l’ennesimo rigore e mantenendo in vita il Napoli per lunghi tratti.

I numeri lo premiano: nelle ultime cinque stagioni è tra i portieri più efficaci nei top campionati europei per rigori neutralizzati. Un dato che riflette non solo qualità tecniche, ma anche mentalità.

Uno sguardo al futuro

Milinkovic rappresenta una certezza in una stagione complessa. Arrivato per giocarsi il posto, ha finito per guadagnarsi spazio e fiducia, diventando riferimento anche per il futuro.

Resta però il nodo principale: una squadra che dovrà ritrovare solidità e motivazioni per tornare competitiva. A partire proprio dalla fase difensiva, oggi vero punto debole di un Napoli che cerca risposte in vista della prossima stagione.

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Napoli, crollo totale con la Lazio: Conte duro, tensione con De Laurentiis e futuro in bilico

Napoli irriconoscibile contro la Lazio, Conte parla di blackout totale e frena sul futuro con De Laurentiis. Obiettivo minimo: la Champions.

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Una prestazione che segna un punto basso nella gestione di Antonio Conte. Il Napoli perde in casa contro la Lazio dopo 496 giorni e lo fa senza mai tirare in porta: un dato che fotografa meglio di ogni analisi una partita mai realmente giocata.

Squadra lenta, svuotata, senza energia. Un blackout tecnico e mentale che arriva dopo il pareggio di Parma e che sembra aver definitivamente spento le ambizioni scudetto.

De Laurentiis allo stadio, silenzi e tensioni

In tribuna c’era Aurelio De Laurentiis, sceso anche negli spogliatoi prima della gara per salutare squadra e allenatore. Nessun confronto diretto, ma il tema del futuro resta sullo sfondo.

Conte è netto: ogni eventuale chiarimento avverrà in privato. Nessuna apertura pubblica, nessuna polemica diretta, ma una distanza evidente nei toni.

“Blackout totale”: l’analisi di Conte

Il tecnico parla di una squadra senza energia e senza qualità: tanto possesso palla, ma sterile. Il Napoli non ha mai trovato lo specchio della porta, soffrendo le ripartenze avversarie.

Conte ammette di non aver colto in tempo il contraccolpo psicologico dopo Parma. Un passaggio chiave: la squadra, fino a quel momento in corsa, avrebbe accusato il colpo dopo aver visto sfumare le speranze legate ai risultati dell’Inter.

Futuro e polemiche: Conte si chiude

Sul proprio futuro, Conte sceglie la linea del silenzio. Sottolinea come ogni parola venga spesso fraintesa o strumentalizzata e invita a evitare discussioni pubbliche in un momento delicato della stagione.

Il tecnico difende anche il gruppo, criticando chi mette in discussione la rosa e parla di rifondazione: ricorda i successi recenti e chiede compattezza attorno alla squadra.

Obiettivo minimo: la Champions

Nonostante il crollo, Conte prova a rimettere il focus sul traguardo ancora raggiungibile: la qualificazione in Champions League, che garantirebbe introiti fondamentali per il club.

Il messaggio è pragmatico: chiudere la stagione centrando l’obiettivo economico e sportivo, poi affrontare le scelte sul futuro.

Una sconfitta che pesa più del risultato

Al di là del punteggio, è la prestazione a preoccupare. Il Napoli appare svuotato, quasi rassegnato. Una squadra che sembra aver perso il “sacro fuoco” proprio nel momento decisivo.

Conte richiama una sua idea di sport, citando implicitamente la filosofia di chi considera vincere l’unica vera misura del successo. In questo contesto, il secondo posto diventa un risultato da accettare ma non da celebrare.

E ora resta solo una strada: reagire subito. Per evitare che questo blackout diventi qualcosa di più profondo.

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Napoli senza anima, Lazio domina, le pagelle: flop De Bruyne e Anguissa, si salva solo Milinkovic

Napoli irriconoscibile contro la Lazio: Milinkovic salva il risultato, ma De Bruyne e Anguissa deludono. Prestazione opaca e segnali preoccupanti.

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Un passo indietro netto, forse più di uno. Il Napoli offre una prestazione opaca, senza ritmo né idee, lasciando campo a una Lazio più brillante e concreta. L’impressione è quella di una squadra svuotata, con pochi segnali di reazione anche dopo i cambi.

Milinkovic tiene in piedi il risultato

Vanja Milinković-Savić 5
Tiene in vita una partita altrimenti compromessa già nel primo tempo, neutralizzando il rigore di Zaccagni. Incolpevole sulle reti.

Difesa in difficoltà costante

Beukema 4
Soffre il passo degli attaccanti laziali e partecipa ai ritardi difensivi. Poco incisivo anche in costruzione.

Buongiorno 4
Prestazione gravemente insufficiente. Errori tecnici e di posizione che incidono direttamente sugli episodi chiave, dal rigore al raddoppio.

Olivera 5
Alterna momenti di difficoltà a qualche intervento ordinato. Poco incisivo in fase offensiva.

Spinazzola 4
Disattento sulle marcature e in ritardo nelle chiusure decisive. Prova insufficiente.

Centrocampo assente

Anguissa 4
Prestazione tra le più negative. Non incide in nessuna fase del gioco, soffre il dinamismo avversario e resta spesso fuori posizione.

Lobotka 5
Prova a dare ordine ma trova poca collaborazione. Costretto anche a interventi difensivi rischiosi.

McTominay 4,5
Mai dentro la partita. Non riesce a incidere né in costruzione né in interdizione.

Attacco senza peso

Politano 5
Qualche tentativo dalla fascia, ma senza continuità né pericolosità reale.

De Bruyne 4
Kevin De Bruyne appare irriconoscibile. Errori tecnici, scarsa intensità e nessuna giocata determinante. Una delle prove più deludenti.

Hojlund 4
Isolato e ben controllato dalla difesa laziale. Pochi palloni giocabili e nessuna occasione concreta.

Cambi senza impatto

Dalla panchina non arrivano segnali di svolta. I subentrati non riescono a cambiare ritmo né a incidere sull’andamento della gara, confermando la sensazione di una squadra senza energia.

Segnali preoccupanti

Al di là del risultato, preoccupa l’atteggiamento complessivo. Il Napoli appare lento, prevedibile e poco reattivo. Se la corsa scudetto è ancora aperta, servirà ben altro livello di prestazione per restare competitivi.

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