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Euro 2032, via libera al progetto per il nuovo stadio Maradona: Napoli rispetta i tempi UEFA

Conclusa con esito positivo la Conferenza di Servizi sul progetto di ammodernamento dello stadio Diego Armando Maradona. Napoli potrà inviare entro il 31 luglio la documentazione necessaria alla candidatura per Euro 2032.

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Passo decisivo per la candidatura di Napoli a ospitare gli Europei di calcio del 2032. Si è conclusa con esito positivo la Conferenza di Servizi decisoria convocata per l’esame del Progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo agli interventi di ammodernamento dello stadio Diego Armando Maradona.

Il provvedimento, adottato con una determinazione dirigenziale, sancisce il via libera formale da parte dei servizi comunali e degli enti esterni coinvolti nelle valutazioni urbanistiche, ambientali, di sicurezza e di mobilità.

Napoli rispetta le scadenze per Euro 2032

La conclusione positiva della Conferenza di Servizi consente al Comune di Napoli di rispettare il cronoprogramma previsto per la candidatura della città tra le cinque sedi italiane che ospiteranno il torneo insieme alla Turchia.

La documentazione relativa al progetto dovrà essere trasmessa alla Federazione italiana giuoco calcio e alla UEFA entro il 31 luglio.

Subito dopo l’invio, il progetto sarà presentato ufficialmente dal sindaco Gaetano Manfredi.

Il percorso iniziato nel 2025

L’approvazione rappresenta il risultato di un lungo percorso istituzionale e tecnico iniziato nell’aprile 2025 con la consegna del Masterplan di riqualificazione, coordinato dall’assessorato comunale alle Infrastrutture e alla Mobilità.

Il progetto è stato successivamente integrato con le delibere della Giunta comunale riguardanti la rifunzionalizzazione del terzo anello e l’efficientamento energetico dell’impianto.

Un contributo rilevante è arrivato anche dal protocollo d’intesa sottoscritto il 9 aprile tra la Regione Campania e il Comune di Napoli, finalizzato al finanziamento e alla realizzazione di un programma di interventi strategici per la città e per il suo principale impianto sportivo.

Il confronto con FIGC e comitato organizzatore

Tra luglio 2025 e giugno 2026 si è svolto un costante confronto operativo tra gli uffici tecnici del Comune, la FIGC e il comitato organizzatore di Euro 2032.

La struttura comunale incaricata dei programmi di riqualificazione proseguirà ora le attività necessarie alla redazione della progettazione esecutiva e alla successiva realizzazione dei lavori.

L’obiettivo è trasformare il Maradona in uno stadio moderno, sostenibile e adeguato agli standard richiesti per le competizioni calcistiche internazionali.

Cosenza: «Pronti a inviare il progetto»

«Il Comune di Napoli rispetta pienamente il cronoprogramma ipotizzato», ha dichiarato l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Edoardo Cosenza.

«Siamo pronti a inviare entro il 31 luglio alla FIGC e alla UEFA il progetto approvato, insieme con tutta la documentazione richiesta alle città in competizione per ospitare Euro 2032. Il progetto rappresenta uno sforzo sinergico di ingegneria e architettura, con un forte carattere identitario».

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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Frattesi torna a casa: «Alla Lazio per sentirmi importante»

Davide Frattesi racconta il ritorno alla Lazio, club nel quale è cresciuto. Decisivi il rapporto con Gattuso e la volontà di giocare con continuità.

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Davide Frattesi torna alla Lazio, il club nel quale aveva cominciato il proprio percorso calcistico. Il centrocampista, arrivato dall’Inter, ha raccontato ai canali ufficiali biancocelesti le emozioni per un trasferimento atteso già da diversi mesi.

«È stata un’odissea. Torno con un’altra maturità e, a 26 anni, devo prendermi responsabilità importanti. A gennaio siamo stati vicini, poi l’operazione non si è conclusa. Questa volta ho avuto soltanto il tempo di dire sì e sistemare le carte».

Frattesi ha indicato nella necessità di sentirsi nuovamente centrale il motivo principale della scelta: «Ho bisogno di risentirmi importante. Avevo già individuato la Lazio come il luogo dove poterlo fare. Anche la società e il mister la pensano così, quindi è perfetto».

Il legame familiare con la Lazio

Il ritorno in biancoceleste ha anche un forte valore affettivo. «Papà è laziale da una vita e mi portava allo stadio a vedere la Lazio», ha ricordato il centrocampista, cresciuto nel settore giovanile del club prima di proseguire la propria formazione nella Roma.

Determinante è stato il pressing di Gennaro Gattuso: «In questi giorni ho sentito più lui che Eleonora, la mia fidanzata. Ci siamo incontrati in Nazionale, poi è andata com’è andata e sono successi episodi particolari. Sono contento di tornare a lavorare con lui perché so che persona è».

Sul fondo resta anche l’obiettivo della maglia azzurra. Frattesi ha parlato con il commissario tecnico Roberto Mancini, che gli avrebbe sottolineato l’importanza di trovare continuità: «Mi ha detto che la cosa fondamentale era giocare. Anche lui è stato decisivo nella scelta».

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Sara Curtis riscrive il nuoto: oro europeo e record mondiale nei 50 dorso

Sara Curtis ha stabilito il record mondiale dei 50 dorso in 26’’56, migliorando il primato realizzato il giorno precedente. La gara entrerà nel programma olimpico a Los Angeles 2028.

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Due record mondiali nel giro di ventiquattro ore e una prospettiva olimpica improvvisamente spalancata. Sara Curtis ha vinto l’oro europeo nei 50 dorso fermando il cronometro su 26’’56, migliorando il 26’’63 ottenuto il giorno precedente in semifinale.

La diciannovenne di Savigliano ha cancellato il precedente primato di 26’’86 stabilito nel 2023 dall’australiana Kaylee McKeown. Sul podio con l’azzurra sono salite la francese Mary-Ambre Moluh, medaglia d’argento, e la britannica Lauren Cox, bronzo.

Una gara che diventerà olimpica

La prestazione assume un valore ancora maggiore in vista dei Giochi di Los Angeles 2028, quando i 50 dorso entreranno per la prima volta nel programma olimpico insieme alle prove sulla stessa distanza della rana e della farfalla.

Curtis diventa così il primo riferimento della nuova corsa olimpica. Nella notte americana Katharine Berkoff, campionessa mondiale in carica, ha vinto ai Pan Pacifici con 26’’90, restando oltre tre decimi sopra il tempo dell’italiana.

Agli Europei Curtis ha conquistato anche il bronzo nei 100 stile libero e l’argento con la staffetta 4×100 stile libero, confermando una crescita che la proietta tra le nuotatrici più complete della velocità internazionale.

Il lavoro negli Stati Uniti

La piemontese ha costruito il salto di qualità durante il primo anno all’Università della Virginia, dove si allena accanto a campionesse come Gretchen Walsh.

Partenza, posizione subacquea, respirazione e precisione tecnica sono diventate centrali nella preparazione. Il lavoro sui dettagli le ha permesso di migliorare rapidamente: a giugno, al Settecolli di Roma, aveva stabilito il record europeo in 27’’07. Meno di due mesi dopo è scesa di oltre mezzo secondo.

Un primato anche simbolico

Il successo di Curtis, figlia di padre italiano e madre nigeriana, assume anche un forte significato simbolico in una disciplina nella quale l’accesso e la rappresentazione delle persone afrodiscendenti sono stati storicamente limitati.

Il record arriva esattamente cinquant’anni dopo le due medaglie di bronzo conquistate a Montreal 1976 dall’olandese Enith Brigitha, nata a Curaçao e prima persona di origine africana a salire su un podio olimpico nel nuoto.

La storia è proseguita con l’oro del surinamese Anthony Nesty nei 100 farfalla a Seul 1988 e con quello di Simone Manuel nei 100 stile libero a Rio 2016, prima nuotatrice afroamericana a vincere un titolo olimpico individuale.

Non esistono classificazioni ufficiali dei record mondiali basate sull’origine etnica. Il primato di Curtis resta però una tappa significativa nel percorso verso un nuoto più rappresentativo e universale.

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