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Euro 2024: Spalletti non cerca scuse ‘loro più brillanti’

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Una Spagna imprendibile per gli azzurri di Luciano Spalletti che non cerca scuse riavvolgendo il nastro di una partita in cui l’Italia “non è stata brillante come loro e non ha avuto la gamba” per poter ripartire e contrastare la squadra di de la Fuente qualificatasi già agli ottavi di finale degli Europei di calcio in Germania. “Loro erano molto più freschi e lucidi di noi – ammette il commissario tecnico della Nazionale – spesso abbiamo ritardato nelle letture e la differenza si è vista. La chiave è sempre la stessa, noi eravamo sotto il loro livello, sull’intensità e anche nel pressing”.

Ora gli azzurri dovranno giocarsi le loro carte il prossimo 24 giugno con la Croazia a Lipsia dove basterà conquistare un punto per passare agli ottavi arrivando al secondo posto nel gruppo B: “Non siamo delusi, perchè si è evidenziato fin da subito che loro erano più brillanti di noi. L’analisi è semplice, loro erano più veloci di noi nelle scelte che facevano, noi non eravamo brillanti come loro. Quando le gambe non vanno diventa tutto più complicato, non siamo mai riarrivati a centrocampo. Abbiamo fatto scelte non precise, mentre la reazione non è stata appropriata. La Croazia? Ora con la Croazia bisogna recuperare e ragionare in maniera concreta sulle situazioni in campo. Erano troppo più rapidi di noi, così arrivi sempre dopo. Con la Croazia dipende come ci arriviamo noi, la differenza la facciamo noi, se riusciamo a giocare la palla con lucidità possiamo fare bene. Il fatto della brillantezza della gamba pesa, non il livello psicologico. Loro sono stati più brillanti di noi, questa è la questione”.

Per gli azzurri parla anche il capitano Donnarumma protagonista nell’aver limitato il passivo dell’Italia: “abbiamo sbagliato troppe palle – spiega l’estremo del Psg – ora non dobbiamo fasciarci la testa ma ricaricare le batterie per la Croazia. Abbiamo sbagliato troppi passaggi facili, giocando con poca qualità, quando sbagli così tanti passaggi facili loro poi ti puniscono. Usiamo questa cattiveria data da questa sconfitta per giocare meglio contro la Croazia, il destino è tutto ancora nelle nostre mani e dobbiamo andarci a prenderci la qualificazione”. Bryan Cristante dice che “loro sicuramente hanno meritato, ci hanno messi sotto, ma si sa che lo fanno, che contro di loro diventa difficile ripartire, e che bisogna soffrire. Noi avremmo dovuto fare meglio qualche passaggio, e di più sotto tutti i punti di vista. Noi non siamo stati bravi a cogliere le occasioni. Avremmo dovuto cercare soluzioni diverse, ma non siamo stati abbastanza bravi. Comunque c’è ancora una partita, ma siamo forti anche noi e, pur se questa sconfitta è stata brutta, non ripartiamo da zero. Ora è tutto nelle nostre mani”.

Per la Spagna è grande la soddisfazione di Alvaro Morata: “non c’è nessuno rammarico per i gol sprecati, l’importante era vincere, è l’unica cosa che conta. Donnarumma è uno dei migliori portieri del mondo. Ha fatto delle grandi parate come quella su Fabian Ruiz. Io sto bene, sto lavolrando bene, c’è un’ottima atmosfera c’è un bel gruppo ed una bella atmosfera. Abbiamo tante possibilità in più – conlude l’ex Juve – con i ragazzi nuovi che sono arrivati, sembra che abbiamo trent’anni. Yamal è incredibile”.

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Pepe Reina, torna in Italia: al Como dell’amico Fabregas

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Ha già compiuto 41 anni ma è pronto a ritornare in Italia: stiamo parlando di Pepe Reina, portiere del Villareal appena ingaggiato dal Como dei miracoli di Fabregas.
Dopo il Liverpool, la doppia parentesi di Napoli, il Milan, la Lazio, Reina era tornato nella sua Spagna ma il richiamo dell’amico Fabregas è stato potente: il portierone è la persona giusta per dare un ‘anima ad una squadra che è appena arrivata in serie A, un collante per lo spogliatoio dove ci saranno anche molti big ma che non hanno mai giocato insieme. E Pepe Reina è capace di guidare davvero una difesa ed è  pure una garanzia per i rapporti umani. A dispetto dei suoi 41 anni e del fatto che arriverà probabilmente anche un super portiere come Pau Lopez.

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Conte: mercato ok, abbiamo preso i giocatori giusti

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“Sul mercato stiamo dando dimostrazione di avere una visione chiara sulle cose da fare. Per un club come il Napoli è giusto operare per il presente e per il futuro. Rafa Marin ha buone prospettive, un giovane, lo stesso vale per Buongiorno, anche lui giovane, prospetti che per anni possono essere delle colonne. C’è stata una grande occasione con Spinazzola e l’abbiamo colta. Stiamo facendo mercato in modo giusto, quello che deve fare il Napoli”.

Lo ha detto il tecnico azzurro Antonio Conte nella conferenza stampa da Dimaro. Conte ha parlato anche di Osimhen, con il Napoli che aspetta l’offerta giusta, e l’attaccante che nel frattempo lavora in ritiro: “Su Victor – ha detto Conte – parliamo di un professionista, un eccellente giocatore, un top player, io ci ho parlato e sa benissimo che non è cambiato assolutamente niente. E’ del Napoli, sa che ora deve lavorare ed avere il giusto atteggiamento anche se c’è questo tipo di accordo che ancora oggi non sappiamo come andrà a finire. L’ho trovato col sorriso, conta il presente”.

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Djokovic-Alcaraz, finale da record a Wimbledon

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Non sarà solo una rivincita quella che domani andrà in scena nella finale maschile a Wimbledon tra Novak Djokovic e Carlos Alcaraz. A 37 anni, reduce dall’operazione al ginocchio destro, il serbo ha mostrato nel suo percorso verso la finale, vedi il successo di ieri su Lorenzo Musetti, di potersi riprendere lo scettro ceduto un anno fa allo spagnolo e di aggiornare il suo quasi inimitabile libro dei record.

Il n.3 al mondo, già strepitoso a 21 anni, sogna una domenica trionfale per sè a Londra e per la Spagna a Berlino, come ha inavvertitamente auspicato dopo la vittoria in semifinale su Daniil Medvedev facendosi travolgere dai ‘buu’ del pubblico inglese. La fiducia in se stesso non manca certo all’iberico, che si sente pronto per affrontare la finale e portare a casa il quarto slam in carriera, per ritirarlo di nuovo dalle mani della principessa Kate, annunciata domani al Royal Box.

“Mi sento molto bene, ho un livello di tennis davvero alto, mi muovo bene – ha detto ieri lo spagnolo -. So cosa aspettarmi, so che dovrò dare il massimo. Non mi vedo come favorito – ha sottolineato – ma cercare di vincere è nella mia natura”. Il torneo ha regalato a Djokovic un piccolo vantaggio: lo spagnolo ha giocato 23 set per raggiungere la finale e ha trascorso quattro ore in campo in più rispetto al serbo che ha giocato 17 set e ha approfittato del ritiro di De Minaur nei quarti di finale. Ma come dice Alcaraz, qualunque siano le circostanze, “ogni partita è una guerra”.

Djokovic punta al suo 25/o slam e all’ottavo titolo a Wimbledon, dove domani giocherà la sua decima finale, un traguardo che molti ritenevano impossibile dato che solo il 5 giugno il serbo è stato operato al menisco destro e fino all’ultimo non era certo di giocare a Londra.

“Non volevo dimostrare niente a nessuno, volevo solo fare di tutto per poter giocare a Wimbledon e ce l’ho fatta. Ora gioco in tutta libertà e come posso”, ha detto dopo la vittoria in tre set su Musetti. Anche lui sa che dovrà alzare il suo livello di gioco per venire a capo del problema Alcaraz ma questo è il suo avvertimento al rivale: “Wimbledon tira fuori sempre il meglio da me, mi motiva ad essere il più forte possibile”.

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