Corona Virus
Esperti dell’Onu: “Cina e Oms hanno agito in ritardo contro il virus”
Pechino che avrebbe potuto applicare piu’ energicamente e piu’ in fretta le misure di contenimento, la lentezza dell’Oms nel convocare il suo comitato di emergenza, la riluttanza dell’agenzia dell’Onu a dichiarare un’emergenza sanitaria internazionale e, da ultimo, un virus che ha avuto gioco facile a diffondersi grazie a “un’epidemia in gran parte nascosta”: a poco piu’ di un anno dall’emergere del Covid-19 un panel di esperti indipendenti punta i riflettori sui ritardi e sulle esitazioni con cui sia la Cina – epicentro della crisi sanitaria – sia l’Organizzazione mondiale della sanita’ hanno agito. A formulare le critiche questa volta e’ il team incaricato dalla stessa agenzia delle Nazioni Unite di valutare in modo imparziale la propria gestione della pandemia. E i risultati del loro rapporto non faranno piacere al capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. Dopo la decisione degli Stati membri dell’organizzazione di lanciare un’indagine indipendente, lo scorso maggio, era stato proprio lui a luglio ad annunciare la creazione del gruppo per “una valutazione onesta” di come ha operato la sua organizzazione. Oggetto peraltro fin dall’inizio di numerose critiche: dal ritardo e dai cambi di rotta nel raccomandare di indossare le mascherine alla presunta compiacenza verso la Cina. Ora la squadra guidata dall’ex primo ministro neozelandese Helen Clark e dall’ex presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf non fa sconti ne’ a Pechino ne’ a Ginevra. “Sarebbe stato possibile agire piu’ rapidamente sulla base dei primi segnali”, segnalano nel loro rapporto, e le misure di contenimento avrebbero dovuto essere immediatamente attuate in tutti i Paesi che si trovavano ad affrontare un caso probabile. Chissa’ se la storia avrebbe potuto andare in un altro modo. Certo, a distanza di un anno, il film cui il mondo sta assistendo appare molto diverso: il virus non solo e’ arrivato dalla Cina in tutti i continenti ma nel frattempo ha iniziato a sviluppare mutazioni che preoccupano medici e governi per la loro maggiore capacita’ di contagiare. E col timore che prima o poi possano sfuggire alla copertura dei vaccini sviluppati finora. Anche per questo gli Stati scalpitano per accelerare: le dosi di Pfizer e Moderna non bastano e, da ultime, Austria, Grecia e Danimarca faranno pressione sull’Agenzia europea del farmaco perche’ approvi in fretta anche il farmaco di AstraZeneca. Intanto una delle varianti finite sotto la lente d’ingrandimento dei medici, quella isolata in Sud Africa, e’ arrivata pure sulle nevi e tra le strade chic di St. Moritz: ennesima riprova di come al tempo del Covid una vacanza possa trasformarsi da un momento all’altro in una prigionia dorata. Stavolta e’ capitato agli ospiti di due alberghi dell’elegante localita’ svizzera: il Badrutt’s Palace Hotel e il Kempinski Grand Hotel des Bains sono stati messi in quarantena dopo la scoperta di un focolaio, con almeno dodici contagiati. E dunque, tutti blindati in stanza, test a tappeto, scuole di sci chiuse, didattica a distanza e mascherina obbligatoria in tutto il comune, per cercare di contenere il contagio. Senza escludere che nei prossimi giorni il cantone dei Grigioni non debba decidere ulteriori misure.
Corona Virus
Napoli avvia monitoraggi ambientali su campi elettromagnetici e rumore: controlli diffusi e nuovi fondi
Il Comune di Napoli avvia un’azione sistematica di monitoraggi su campi elettromagnetici e rumore con ARPAC. Controlli in 30 siti e piano per il risanamento acustico.
Corona Virus
Covid in Toscana, contagi in calo ma quattro nuove vittime: ricoveri giù del 12%
In Toscana i nuovi casi Covid scendono a 43, ma si registrano quattro decessi. Ricoveri in calo del 12% e 29 pazienti in ospedale, di cui due in terapia intensiva.
Netto calo dei nuovi casi Covid in Toscana, che scendono a 43 nell’ultima settimana secondo il rapporto regionale. Ma si registrano altre quattro vittime nelle province di Livorno, Arezzo, Siena e Grosseto. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia arriva così a 12.816.
Ospedali meno sotto pressione: -12% di ricoveri
I nuovi casi individuati – 35 con tampone molecolare e 8 con test rapido – portano a 1.672.139 il totale dei contagiati in Toscana da febbraio 2020.
I guariti salgono a 1.658.976, pari al 99,2% dei casi totali, con altre 47 persone risultate negative al tampone.
I positivi attuali sono 347. Tra questi 29 pazienti sono ricoverati in ospedale, quattro in meno rispetto alla settimana precedente (-12,1%). Due restano in terapia intensiva, con un saldo invariato.
Quasi tutti i positivi in isolamento domiciliare
La quota più consistente dei casi attivi – 318 persone – è in isolamento a casa. La Regione sottolinea che si tratta di pazienti con sintomi lievi o asintomatici. Anche questo dato è in lieve calo (-1,2%).
Una fase stabile ma da monitorare
La curva dei contagi continua a mostrare numeri contenuti, ma la presenza di quattro nuovi decessi ricorda che il Covid non è scomparso del tutto. La Regione invita a mantenere attenzione soprattutto tra le fasce fragili, mentre il sistema ospedaliero conferma una pressione limitata.
Corona Virus
Pamela Genini, una vita spezzata da un amore malato: violenze, minacce e paura prima del delitto di Milano
Dai racconti di amici ed ex fidanzati emerge il ritratto di un rapporto tossico, segnato da violenze e minacce. Pamela Genini, uccisa a Milano, aveva già subito aggressioni mai denunciate per paura.
Un rapporto tossico, fatto di violenza, minacce e paura. È il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte in Procura a Milano sull’omicidio di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate il 14 ottobre dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato per crudeltà e premeditazione.
Le amiche della giovane e due suoi ex fidanzati hanno descritto agli inquirenti un legame malato, dominato da soprusi e aggressioni ripetute. Pamela – fragile, spaventata, ma incapace di allontanarsi definitivamente dal suo aguzzino – aveva subito pestaggi, umiliazioni e minacce di morte.
Le testimonianze: “Voleva lasciarlo ma aveva paura”
Il primo a essere ascoltato oggi in Procura è stato Andrea, ex fidanzato della giovane, con cui Pamela aveva mantenuto un rapporto di amicizia dopo la fine della relazione nel 2023. Insieme a un altro ex, Francesco, che aveva sentito al telefono le ultime parole della ragazza prima di morire, aveva tentato di proteggerla dalle violenze di Soncin.
“Era terrorizzata – hanno raccontato gli amici – ma non trovava la forza di denunciarlo. Temeva ritorsioni.”
Anche l’ex compagna dell’assassino ha confermato il profilo di un uomo “violento e prevaricatore”, denunciato per maltrattamenti già nel 2011, ma poi mai condannato perché la donna aveva ritirato la querela.
Le aggressioni e il codice rosso mancato
Gli inquirenti stanno ricostruendo una lunga catena di episodi di violenza. All’Isola d’Elba Soncin avrebbe colpito Pamela con calci e pugni, minacciandola con cocci di vetro e tentando di buttarla dal balcone di un albergo. A Cervia le avrebbe rotto un dito, costringendola al ricovero all’ospedale di Seriate, dove la ragazza aveva compilato il questionario antiviolenza, senza che però scattasse il codice rosso.
L’indagine e le prossime mosse
Oggi, al Palazzo di Giustizia di Milano, si è tenuta una riunione operativa tra la Procura e i vertici della Questura per coordinare i prossimi passi. La Squadra Mobile curerà le analisi forensi dei cellulari, mentre i Carabinieriraccoglieranno nuovi elementi sugli episodi di stalking e sulle frequentazioni dell’assassino, la cui vita e i cui affari verranno ora passati al setaccio.
Il dolore della famiglia
Intanto, domani pomeriggio a Villa D’Almè sarà allestita la camera ardente per Pamela Genini, mentre i funerali si terranno venerdì a Strozza, in provincia di Bergamo.
La famiglia ha chiesto silenzio e rispetto:
“Lasciateci nel nostro lutto – hanno dichiarato la madre e i parenti – chiediamo solo di essere lasciati soli.”
Un’altra giovane vita spezzata da un amore malato e da una violenza ignorata troppo a lungo, che riaccende il drammatico tema della protezione delle vittime di femminicidio in Italia.


