Collegati con noi

Politica

Esordio del premier Conte a Strasburgo, prove di disgelo con Parigi dopo il richiamo dell’ambasciatore

Pubblicato

del

L’Italia non “isolata” in Europa. Non vuole sfidarla, ma sferzarla per avere un cambio di gestione dei dossier piu’ delicati. Domani, il premier Giuseppe Conte, recapitera’ questo messaggio ai 750 membri del Parlamento Ue. Nel suo esordio a Strasburgo il premier ribadira’ alcuni concetti a lui cari, come la necessita’ di “un’Europa dei popoli”, che affronti in maniera organica la questione migranti e che avvii un cambio di passo nella sua governance economica, con l’inclusione della condivisione dei rischi. Ma da Strasburgo e’ possibile che Conte lanci anche un messaggio distensivo al presidente Emmanuel Macron in uno dei momenti di massima tensione tra Roma e Parigi nella loro storia recente. In un’intervista a Politico.eu, infatti, il capo del governo derubrica alla categoria delle “incomprensioni” lo scontro tra Italia e Francia dopo i colloqui tra il vicepremier Luigi Di Maio e Christophe Chalencon. “Spero che le relazioni possano tornare al piu’ presto alla normalita’”, sottolinea Conte nel giorno in cui, anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero rimarca, a mezzo stampa, la necessita’ di ricucire con la Francia. Una ricucitura che, nella strategia del premier, e’ possibile innanzitutto per un motivo: l’incontro tra Di Maio e i Gilet gialli va “iscritto in un contesto piu’ ampio del dibattito politico” e non e’, di fatto, un affare del governo. Non a caso Conte pone l’accento su uno dei dossier piu’ caldi tra Italia e Francia, la fusione di Fincantieri e Stx. Un obiettivo sul quale, dopo il “no” dell’Ue alla fusione tra Alstom e Siemens, si addensa piu’ di un’ombra. Ma Conte precisa: “la fusione e’ perfettamente compatibile alle regole Ue. Rispettiamo la commissione ma ci aspettiamo semaforo verde”. A Strasburgo il premier potrebbe avere l’occasione per un nuovo approfondimento sulla manovra. Prima del suo intervento (previsto alle 17) avra’ infatti un faccia a faccia con il presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker. E non e’ un colloquio scontato visto che, solo qualche giorno fa, Juncker aveva fatto sapere che non avrebbe assistito all’intervento di Conte per problemi di agenda. Il bilaterale potrebbe vertere innanzitutto sul dossier crescita. L’Italia resta sotto la lente dell’Ue che, in teoria – e dopo le stime al ribasso diffuse nei giorni scorsi – potrebbe chiedere a Roma anche una manovra correttiva. Conte, che con Juncker ha sviluppato un rapporto piuttosto stretto, chiede piu’ tempo, convinto che gli effetti espansivi della manovra si concretizzeranno, ma solo dal secondo semestre del 2019. Ma a Strasburgo il premier provera’ anche a dare una sferzata alla trama di alcune regole Ue “vecchie e datate”, come quelle su migranti e disciplina fiscale. “Essere anti-establishment non significa essere anti-Ue. E’ necessaria una scossa per un’Europa dei popoli”, spiega il premier non disdegnando una stoccata al patto di Aquisgrana Francia e Germania e al progetto dell’Europa a due velocita’. “E’ incoerente, non si puo’ invocare un forte progetto europeo e consolidare relazioni bilaterali gia’ privilegiate. Non possiamo permettere la creazione di un’Europa a geometrie variabili”.

Advertisement

In Evidenza

La rabbia di Matteo Renzi che parla di “arresti capolavoro mediatico” e annuncia: io non mollo

Pubblicato

del

Ha annullato tour per la presentazione del suo libro per l’arresto dei genitori. Ha preannunciato una conferenza stampa in Senato per parlare di questa vicenda giudiziaria che lo colpisce duramente negli affetti. Quindi ha annullato la conferenza stampa al Senato perchè, ha fatto sapere, quello che ha da dire lo dirà tramite la sua enews. È un momento difficile quello che sta attraversando Matteo Renzi. E il fatto che le difficoltà non siano politiche, ma legate a vicende familiari umane assai delicate, portano a concedere all’uomo ed al politico non solo il consueto rispetto ma anche un minimo di comprensione umana che in altri tempi e altre circostanze nessuno gli perdonerebbe. Renzi si è visto arrestare e porre ai domiciliari entrambi i genitori, Tiziano Renzi e Laura Bovoli. E da ieri a Torri di Rignano (Firenze), la sua casa e quella dei genitori è ‘presidiata’ da giornalisti e tv. Che cosa ha da dire Matteo Renzi rispetto a quello che sta accadendo? Non cadrà anche lui nella teoria del complotto e della giustizia ad orologeria di cui è piena la storia recente di questo Paese? Evitiamo commenti e proponiamo le dichiarazioni di Renzi. Che mostrano anche il clima difficile in cui si dibatte il leader politico in un passaggio delicato suo (le primarie, la ripresa della sua attività con la presentazione del libro). Per Renzi “tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge. I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido. Non grido ai complotti: chiedo che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali. Noi aspettiamo le sentenze, ma le sentenze si pronunciano in tribunale e non nelle piazze populiste” ha scritto nella sua enews. “Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme. Chi conosce la realtà sa che quelle carte, peraltro, non corrispondono al vero. Ma per questo ci sarà il processo” ha proseguito nel suo racconto Renzi. “Da uomo delle istituzioni dico: mi fido della giustizia. Questo è un grande Paese e io credo nell’Italia, sempre. Non riusciranno a farmi parlar male dell’Italia, non riusciranno a farmi parlar male dei giudici. Chi vuole il mio fallo di reazione, non lo avrà. Nè oggi, nè mai” chiosa Renzi, che aggiunge “inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello” scrive sempre nella sua newsletter E news il senatore Renzi, con riferimento all’arresto dei genitori e al voto del M5s su Rousseau sul processo Diciotti. Poi l’annuncio, l’ennesimo.”Mi scuso con gli amici di Torino che mi hanno aspettato ieri. Ho dovuto per ovvi motivi interrompere il tour di presentazione. Ripartiremo allora proprio da Torino: appuntamento per venerdì 22 febbraio alle 18. Ho chiesto di prenotare una sala grande il doppio di quella che avevamo fissato ieri. Perchè deve essere chiaro anche plasticamente che io non mollo. Che noi non molliamo”.

Continua a leggere

In Evidenza

Gli iscritti al M5S votano per il No alla autorizzazione a procedere contro il ministro Salvini per il caso della nave Diciotti. Di Maio: è la democrazia, ora avanti c’è da governare il Paese

Pubblicato

del

È un No sofferto al processo di Matteo Salvini sulla vicenda della Nave Diciotti. Il Movimento 5 Stelle così ha deciso con la consultazione on-line degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. Un voto sull’immunità al vicepremier leghista spacca gli alleati. Dei 52.417 votanti il 59,05% ha votato a favore del no al processo, il 40,95% per il si’. “Far votare i cittadini è parte del dna M5s, sono orgoglioso”, rivendica Luigi Di Maio. Anche chi voleva vedere Salvini a processo ha parlato di voto chiaro che va rispettato.

Sulla piattaforma Rousseau, di fatto, i militanti del Movimento in dieci ore e trenta sono stato chiamati a votare non solo sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini ma sulla stessa opportunità dell’alleanza tra M5S e Lega. La tensione, nel Movimento, c’è, è palpabile, ma la leadership politica di Luigi Di Maio è salda. Come è apparso chiaro anche  in un’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari che ha certificato l’esito del voto ed ha fatto quadrato intorno al capo politico Di Maio. Mentre la Lega, al di la’ delle rassicurazioni di Salvini sulla tenuta del governo, aumenta il suo pressing. Quello del M5S è “un voto anche sull’operato dei loro al governo”, sentenzia il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Ma le sue parole, più o meno apertamente, sono condivise anche dalla gran parte dei Cinque Stelle. Non a caso Di Maio, dopo aver visitato con il premier Giuseppe Conte gli stabilimenti Leonardo a Pomigliano D’Arco, salta l’appuntamento alla Federico II di Napoli e rientra in anticipo a Roma. Al capo politico, in mattinata, arriva la “piena fiducia” di Beppe Grillo ma la giornata, per il M5S, non inizia benissimo visto che il via libera alla consultazione online – con il quesito lievemente cambiato con l’aggiunta di un inciso sul fatto che l’azione di Salvini fosse, o meno, a tutela dell’interesse dello Stato – e’ segnato dal crashdown della piattaforma. L’inizio delle votazioni slitta cosi’ dalle 10 alle 11 e il termine viene prorogato dalle 20 alle 21:30 per “l’alta affluenza”. E la base, in parte, si ribella contro i rallentamenti di Rousseau, “coadiuvata” anche dalla fronda di dissidenti. “Da marzo Rousseau ha ottenuto circa 1 milione di euro dai parlamentari per implementare il sistema. Dovrebbe funzionare come un orologio svizzero”, sottolinea Elena Fattori attaccando la “trasparenza” dell’associazione presieduta da Davide Casaleggio: “dei miei versamenti non ho ricevuto neanche una ricevuta”. La prima reazione all’esito del voto arriva da Matteo Salvini. “Li ringrazio per la fiducia, ma non è che sono qui a stappare spumante o sarei depresso se avessero votato al contrario. Sarei stato disponibile ad affrontare anche qualsiasi altro voto, non ho problemi. Se uno ha la coscienza a posto come ce l’ho io non vive con l’ansia” è il suo commento.   “Ringrazio Di Maio per la correttezza, l’avrei ringraziato anche se il voto fosse stato diverso perche’ lui si era espresso in maniera chiara”. “In democrazia – ha aggiunto – il popolo è sovrano. I Cinquestelle sono stati sempre duri, ma per altri tipi di reati: di solito i parlamentari venivano processati per truffa, corruzione. Questo era un atto politico per il bene degli italiani, ne ero convinto io ed anche la maggioranza dei loro elettori”. “Abbiamo fatto decidere i nostri iscritti, noi lo facciamo da anni. I nostri iscritti decidono e noi portiamo avanti quella linea. Se sul caso Diciotti fosse uscita l’altra linea avrei portato avanti quella perchè in M5s lasciamo spazio alla democrazia. Se lo avessero fatto le altre forze politiche ora non starebbero all’opposizione” ha spiegato al termine dell’assemblea congiunta M5s il vicepremier Luigi Di Maio dispiaciuto per le strumentalizzazioni in cui si sono fatti coinvolgere alcuni sindaci del Movimento.

“Il governo va avanti, come tanti italiani ci chiedono. Ad aprile c’è da far partire il reddito di cittadinanza e ci sono da fare tante altre cose” ha tagliato corto Di Maio provato anche fisicamente da una giornata di lavoro pesantissima.

 

Continua a leggere

Cronache

Matteo Renzi annulla la presentazione del suo libro a Torino:”ho un grave problema familiare”

Pubblicato

del

Matteo Renzi annulla la presentazione del suo libro a Torino, lo fa – come ha spiegato sui social – perché suo padre e sua madre sono agli arresti domiciliari. 

Sono costretto ad annullare la presentazione del libro a Torino per una grave vicenda personale. Da circa un’ora mio padre e mia madre sono ai domiciliari. Ho molta fiducia nella giustizia italiana e penso che tutti i cittadini siano uguali davanti alla Legge. Dunque sono impaziente di assistere al processo. Perché chi ha letto le carte mi garantisce di non aver mai visto un provvedimento così assurdo e sproporzionato. Mai.
Adesso chi crede nella giustizia aspetta le sentenze. Io credo nella giustizia italiana e lo dico oggi, con rispetto profondo, da servitore dello stato.
Arriveranno le sentenze e vedremo se questi due cittadini settantenni, incensurati, sono davvero i pericolosi criminali che meritano – oggi, casualmente proprio oggi – questo provvedimento. Arriveranno le sentenze e misureremo la credibilità delle accuse. Arriveranno le sentenze e vedremo chi è colpevole e chi no.
Da rappresentante delle Istituzioni difendo lo Stato di diritto e chiedo a tutti di credere nella giustizia.
Da figlio sono dispiaciuto per aver costretto la mia famiglia e le persone che mi hanno messo al mondo a vivere questa umiliazione immeritata e ingiustificata. Se io non avessi fatto politica, la mia famiglia non sarebbe stata sommersa dal fango. Se io non avessi cercato di cambiare questo paese i miei oggi sarebbero tranquillamente in pensione.
Dunque mi sento responsabile per il dolore dei miei genitori, dei miei fratelli, dei miei figli e dei miei nipoti. I dieci nipoti sanno però chi sono i loro nonni. Sanno che possono fidarsi di loro. E sanno che ciò che sta avvenendo è profondamente ingiusto.
Ma voglio che sia chiaro a tutti che io non mollo di un solo centimetro. La politica non è un vezzo personale ma un dovere morale.
Se qualcuno pensa che si possa utilizzare la strategia giudiziaria per eliminare un avversario dalla competizione politica sappia che sta sbagliando persona. Non ho mai avuto così tanta voglia come stasera di combattere per un Paese diverso e per una giustizia giusta. Chi ha letto le carte dice che di questa storia si parlerà a lungo e che siamo davanti a una decisione assurda. Io non ho letto le carte, aspetto le sentenze. So però ciò che hanno fatto in questi anni alla mia famiglia. E mi basta per dire che non accetteremo nessun processo nelle piazze o sul web. I miei genitori si difenderanno in aula, come tutti i cittadini. Io continuerò a combattere per questo Paese, forte della mia onestà. Forte delle mie idee. Forte dell’affetto di tanta gente che sa perfettamente che cosa sta accadendo.

 

Continua a leggere

In rilievo