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Spettacoli

Ermal Meta a Sanremo con “Stella Stellina” per le bambine di Gaza: “Il silenzio è la vera bestemmia”

Ermal Meta porta a Sanremo “Stella Stellina”, dedicata alle bambine uccise a Gaza. Dibattito sul silenzio, endorsement di Celentano e replica di Salvini.

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Al Festival di Sanremo, Ermal Meta ha portato sul palco “Stella Stellina”, brano dedicato a cinque bambine uccise a Gaza: Aysha, Amal, Layla, Nour, Hind. Durante l’esibizione, i loro nomi sono stati cuciti sugli abiti dell’artista, gesto simbolico che ha accompagnato il testo della canzone.

In conferenza stampa Meta ha parlato del “rumore degli adulti” contrapposto al silenzio che circonda le vite spezzate dei bambini. Ha rivendicato la scelta di pronunciare parole come Gaza e Palestina, sostenendo che il vero problema sia l’indifferenza verso le vittime civili.

Il paradosso della canzone e lo “scrolling” del presente

L’artista ha descritto il brano come un paradosso: una musica che può sembrare leggera e quasi da ballare, ma che contiene un testo capace di interrompere per un attimo il flusso emotivo.

Secondo Meta, questo meccanismo richiama lo “scrolling” quotidiano sui social: immagini leggere e tragedie che si alternano fino a diventare indistinguibili. La canzone vuole essere uno specchio del tempo presente, in cui, a suo dire, si rischia di non fermarsi davvero davanti al dolore.

L’endorsement di Celentano e la replica di Salvini

Nel pomeriggio è arrivato il sostegno pubblico di Adriano Celentano, che sui social ha definito il brano “bellissimo”, elogiando interpretazione e contenuto.

Durante l’incontro con i giornalisti, una battuta dalla sala ha chiamato in causa il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Meta ha risposto con ironia. Il ministro, intervenendo successivamente, ha rivolto all’artista i suoi complimenti per l’uso della lingua italiana, sottolineando il valore dell’integrazione regolare e ribadendo la propria posizione politica sul contrasto all’immigrazione irregolare.

Linguaggio e intelligenza artificiale

Nel confronto con la stampa, Meta ha anche affrontato il tema dell’evoluzione del linguaggio nei testi musicali, parlando di un possibile abbassamento lessicale e citando un recente riconoscimento attribuito a un autore di origine straniera.

Il dibattito sollevato dal brano conferma il Festival come luogo in cui la musica si intreccia con temi civili e politici, generando confronto pubblico e reazioni trasversali.

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Spettacoli

Mara Maionchi si racconta: “Ho 85 anni, dico parolacce e continuo a imparare dalla vita”

Mara Maionchi si racconta in un’intervista al Corriere della Sera: dagli anni a X Factor al nuovo libro “Dove ho lasciato le chiavi?”, fino al rapporto con Gianna Nannini, Alberto Salerno e la musica di oggi. A 85 anni la produttrice discografica rivendica curiosità, indipendenza e voglia di continuare a imparare.

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Ironica, diretta, sanguigna. Mara Maionchi si racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera con il tono schietto che l’ha resa uno dei volti televisivi più amati degli ultimi anni.

Eppure lei sorprende subito tutti con una confessione inattesa.

“Io non penso di essere una grande comunicatrice”, dice la storica produttrice discografica che negli ultimi quindici anni è diventata protagonista assoluta della televisione italiana tra X Factor, talk show e programmi d’intrattenimento.

Secondo Maionchi, il suo limite sarebbe quello di dare troppo per scontato che gli altri comprendano immediatamente ciò che pensa.

“Le parolacce? Prometto sempre di non dirle”

Uno dei suoi marchi di fabbrica resta il linguaggio colorito.

Maionchi racconta di promettersi ogni volta, prima di una diretta, di evitare parolacce.

Promessa che però puntualmente salta.

“Quando arriva il momento culminante mi faccio travolgere”, spiega sorridendo.

La ragione, dice, è il suo carattere profondamente istintivo e passionale.

Il nuovo libro per allenare il cervello

A 85 anni Mara Maionchi pubblica il libro Dove ho lasciato le chiavi?, scritto insieme a Manuela Mellini e pubblicato da Rizzoli.

Si tratta di un percorso fatto di giochi, enigmi e attività pensate per mantenere allenata la mente.

“Si invecchia bene se si rimane giovani”, dice Maionchi, convinta che curiosità e allenamento mentale siano fondamentali per affrontare il tempo che passa.

“Sono una donna indipendente”

Nel racconto emergono anche molti aspetti personali.

Mara Maionchi parla della madre Emilietta, soprannominata “la sanguinaria”, donna forte e dominante da cui sostiene di aver ereditato una certa ostinazione.

E poi racconta il rapporto con il marito Alberto Salerno, con cui è sposata da cinquant’anni.

“Siamo indipendenti l’uno dall’altro, altrimenti il matrimonio diventa una galera”, afferma con grande lucidità.

Il legame speciale con Gianna Nannini

Tra gli artisti lanciati durante la sua carriera, Mara Maionchi indica Gianna Nannini come quella a cui si sente più legata umanamente.

“All’inizio ci credevo solo io”, racconta.

Una scommessa diventata poi una lunga amicizia e una delle soddisfazioni professionali più grandi della sua vita.

“Con Biagio Antonacci sbagliai”

Maionchi ammette anche gli errori.

Tra i talenti che inizialmente non riuscì a comprendere cita Biagio Antonacci.

“Non era nelle mie corde”, spiega con sincerità.

Per lei talento e disciplina devono sempre convivere: l’estro da solo non basta.

“Oggi la musica vive troppo in fretta”

Parlando dell’industria musicale contemporanea, Mara Maionchi osserva come oggi molti artisti esplodano rapidamente per poi sparire nel giro di poco tempo.

“C’è un saliscendi velocissimo”, dice, sottolineando quanto sia cambiato il percorso di crescita rispetto al passato.

Anche per questo oggi faticherebbe forse a tornare nel ruolo di giudice a X Factor.

La fede e il bilancio di una vita

Nel finale dell’intervista emerge anche il lato più spirituale.

Maionchi racconta di pregare e di avere una fede molto solida.

“Mi dà sollievo”, confessa.

E guardando alla sua vita tira le somme con una frase semplice ma potentissima.

“Tutta la mia vita è stata una scommessa: a volte ho vinto, a volte no, ma mi ha dato molte più gioie che dolori”.

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Spettacoli

Matano e i pavoni di Punta Marina diventano caso tv: la ironica stroncatura del professor Aldo Grasso

Il critico televisivo Aldo Grasso, nella rubrica “A fil di rete” del Corriere della Sera, ironizza sui servizi de “La vita in diretta” dedicati ai pavoni di Punta Marina. Nel mirino la spettacolarizzazione televisiva di un caso diventato fenomeno mediatico e social.

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È una stroncatura ironica e feroce quella firmata da Aldo Grasso nella rubrica “A fil di rete” pubblicata sul Corriere della Sera. Nel mirino del professore finisce La vita in diretta, il contenitore pomeridiano di Alberto Matano (foto Imagoeconomicain evidenza)  su Rai1, accusato ironicamente di aver trasformato i pavoni di Punta Marina in un “evento epocale” della televisione italiana.

“Entrerà nella storia della tv italiana”

Grasso usa toni volutamente sarcastici per descrivere la lunga attenzione dedicata dal programma Rai alla presenza dei pavoni nella località balneare del Ravennate. Secondo il critico televisivo, la trasmissione “entrerà di diritto nella storia della tv italiana” per i suoi servizi sugli animali.

Pavoni tra urla, piadine e auto devastate

Nel pezzo pubblicato dal Corriere della Sera, Grasso racconta con ironia il clima da emergenza costruito attorno alla presenza dei pavoni.

Gli animali vengono descritti come protagonisti di scene quasi surreali: urla notturne, accoppiamenti, piadine mangiate, tetti danneggiati e automobili rovinate. Il critico paragona il racconto televisivo a una sorta di remake felliniano di Gli uccelli di Alfred Hitchcock.

La guerra dei pavoni divide il paese

Secondo Grasso, Punta Marina sarebbe ormai spaccata in due fazioni, “come ai tempi di Don Camillo e Peppone”.

Da una parte i residenti esasperati dalla presenza degli animali, dall’altra chi invece vorrebbe trasformare i pavoni in attrazione turistica. Il clamore mediatico avrebbe persino generato una sorta di turismo social, con persone arrivate sul posto per fotografare gli animali e pubblicare immagini su Instagram.

Animalisti contro la “narrazione dell’invasione”

Nel pezzo viene ricordata anche la protesta delle associazioni animaliste locali. Secondo gli attivisti, la televisione avrebbe enfatizzato soltanto il punto di vista dei residenti contrari alla presenza dei pavoni, senza raccontare chi sostiene la possibilità di convivenza.

“La tv italiana è piena di pavoni”

La chiusura dell’articolo è la parte più pungente. Grasso allarga infatti il discorso dalla cronaca balneare al sistema televisivo italiano. “La tv italiana è piena di pavoni che invitano altri pavoni a pontificare su qualsiasi argomento”, scrive il critico.

Un’immagine usata per attaccare narcisismo, vanità e spettacolarizzazione permanente dei talk e dei programmi d’informazione televisiva.

Un caso diventato fenomeno social

Nel frattempo la vicenda dei pavoni di Punta Marina continua a generare meme, video e parodie online. Tra le persone che si sarebbero offerte di adottare gli animali viene citata anche Elettra Lamborghini. Il tutto mentre il dibattito mediatico continua ad alimentarsi tra ironia, polemiche e spettacolarizzazione televisiva.

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In Evidenza

Eurovision 2026, Vienna apre la settimana del festival: Sal Da Vinci sfila sul tappeto turchese

Vienna inaugura ufficialmente la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026 con la Opening Ceremony sul tappeto turchese. Sal Da Vinci rappresenta l’Italia, mentre tra gli ospiti più attesi ci sono Boy George e Senhit per San Marino. Migliaia di fan presenti all’apertura dell’Eurovision Village nella capitale austriaca.

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Vienna ha aperto ufficialmente la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026 con la tradizionale Opening Ceremony ospitata nella centralissima Rathausplatz.

Migliaia di fan hanno assistito alla sfilata delle delegazioni dei 35 Paesi partecipanti lungo il celebre tappeto turchese di circa 200 metri, steso tra il Burgtheater e il Municipio della capitale austriaca.

Il sindaco di Vienna dà il via al countdown

Ad aprire ufficialmente la cerimonia è stato il sindaco di Vienna, Michael Ludwig, che ha salutato artisti e delegazioni inaugurando simbolicamente il conto alla rovescia verso la finale dell’Eurovision.

L’accompagnamento musicale della sfilata è stato affidato alla ORF Radio-Symphonieorchester Wien diretta da Christian Kolonovits.

La Woodstock Allstar Band ha invece accolto ogni delegazione con citazioni musicali ispirate alle rispettive tradizioni nazionali.

Sal Da Vinci rappresenta l’Italia

Per l’Italia sfila Sal Da Vinci, apparso sul tappeto turchese con un elegante abito nero.

“Vienna mi piace molto, è una città bellissima, ricca di arte, cultura e musica”, ha dichiarato il cantante ai media presenti.

L’artista napoletano ha sottolineato come la capitale austriaca offra “tantissimo spazio alla musica e agli artisti”.

Boy George tra i protagonisti più attesi

Grande attenzione anche per Boy George, tra i nomi più attesi di questa edizione.

L’artista gareggerà per San Marino insieme alla cantante italiana Senhit.

Tra gli altri protagonisti della cerimonia anche l’artista svizzera Veronica Fusaro, che ha ricordato le proprie origini italiane, e il britannico Look Mum No Computer, arrivato con il suo inseparabile computer elettronico.

Eleganza ed eccentricità sul tappeto turchese

Molti artisti hanno scelto look eleganti e scenografici.

La cantante francese Monroe e l’australiana Delta Goodrem hanno sfilato con abiti dorati, mentre la violinista finlandese Linda Lampenius e Sarah Engels hanno puntato su lunghi abiti rossi.

Più eccentrici invece gli outfit di Tamara Živković e della svedese Felicia, apparsa con la sua caratteristica maschera nera.

Inaugurato anche l’Eurovision Village

Con la Opening Ceremony è stato inaugurato anche l’Eurovision Village, il grande spazio dedicato ai fan accanto alla Stadthalle di Vienna.

Qui il pubblico potrà seguire semifinali e finale su maxi-schermi, oltre a partecipare a concerti ed eventi collaterali organizzati durante tutta la settimana del festival.

Riassunto SEO: Vienna inaugura ufficialmente la settimana dell’Eurovision Song Contest 2026 con la Opening Ceremony sul tappeto turchese. Sal Da Vinci rappresenta l’Italia, mentre tra gli ospiti più attesi ci sono Boy George e Senhit per San Marino. Migliaia di fan presenti all’apertura dell’Eurovision Village nella capitale austriaca.

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