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Cronache

Eredi Del Vecchio, avviata la mediazione sulla successione: tentativo di accordo prima del tribunale

Gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio, ciascuno titolare del 12,5% della cassaforte Delfin, cercano un punto di equilibrio per chiudere una successione che resta aperta a tre anni dalla scomparsa del fondatore di EssilorLuxottica. Nella giornata di ieri si è infatti aperta formalmente la procedura di mediazione, passaggio previsto dalla legge e considerato l’ultima […]

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È morto Leonardo Del Vecchio, dall’orfanotrofio di Milano a capo di Luxottica

Gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio, ciascuno titolare del 12,5% della cassaforte Delfin, cercano un punto di equilibrio per chiudere una successione che resta aperta a tre anni dalla scomparsa del fondatore di EssilorLuxottica. Nella giornata di ieri si è infatti aperta formalmente la procedura di mediazione, passaggio previsto dalla legge e considerato l’ultima occasione per evitare uno scontro giudiziario davanti al Tribunale di Milano.

Il nodo tra testamento e usufrutto

La mediazione è stata attivata dai legali di Leonardo Maria Del Vecchio, quarto figlio del patron, assistito dallo studio L&B Partners. Nel confronto sono chiamati in causa la madre Nicoletta Zampillo, Rocco Basilico – figlio della vedova e di Paolo Basilico, assistito dallo studio PedersoliGattai – e, per completezza, anche gli altri soci di Delfin.

Il contenzioso affonda le radici nel testamento aperto nel giugno 2022, con cui Leonardo Del Vecchio aveva attribuito a Rocco Basilico la nuda proprietà delle quote e a Nicoletta Zampillo il diritto di usufrutto. Successivamente, la vedova ha rinunciato all’usufrutto. Da qui la divergenza interpretativa: secondo Delfin, Basilico sarebbe divenuto pieno proprietario; secondo la tesi sostenuta da Leonardo Maria Del Vecchio, la rinuncia avrebbe riguardato il legato e non il diritto di usufrutto in senso tecnico.

Il passaggio chiave in assemblea

La frattura è emersa pubblicamente a metà novembre, durante l’assemblea di Delfin, quando Basilico ha chiesto il consenso a trasferire parte della propria quota nella holding lussemburghese a una società interamente riconducibile a lui. In quella sede Leonardo Maria Del Vecchio ha sollevato formalmente i dubbi giuridici sull’assetto proprietario, riaprendo il confronto sull’intera successione.

Mediazione come ultima chance

La procedura avviata ora rappresenta un’opportunità per trovare un accordo, in particolare tra Leonardo Maria Del Vecchio e Nicoletta Zampillo, prima dell’apertura di un giudizio civile. È anche l’occasione – come auspicato dallo stesso Leonardo Maria già in assemblea – per impostare una chiusura complessiva della successione.

In caso di mancata intesa, i legali procederanno con il deposito dell’atto di citazione al Tribunale di Milano nei confronti della madre, di Rocco Basilico e, «per completezza del contraddittorio», degli altri cinque fratelli: Luca, Clemente, Paola, Claudio e Marisa Del Vecchio.

Tentativi già falliti

L’iniziativa giudiziaria sarebbe anche il punto di arrivo di una serie di tentativi di composizione bonaria, l’ultimo dei quali risale allo scorso ottobre, senza però riuscire a sbloccare l’impasse sul riassetto patrimoniale.

Ora la partita entra in una fase decisiva: mediazione o tribunale. Con in gioco non solo la chiusura di una delle più complesse successioni imprenditoriali italiane, ma anche la stabilità della cassaforte che controlla uno dei principali gruppi industriali europei.

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Cronache

Lotto, la cinquina di Napoli sbanca: 28,4 milioni di euro in vincite

La cinquina 9-19-34-43-90 sulla ruota di Napoli genera vincite per 28,4 milioni di euro. A Poggiomarino centrata una quaterna da 216.600 euro con 4 euro.

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9-19-34-43-90: sono i cinque numeri usciti sulla ruota di Napoli che hanno letteralmente “sbancato” il Lotto. Secondo quanto segnalato da Agimeg, le vincite complessive legate a questi estratti ammontano a 28,4 milioni di euro.

Una cifra nettamente superiore ai circa 12 milioni incassati complessivamente dal gioco nell’estrazione precedente. Si tratta di uno dei rarissimi casi in cui il Lotto viene definito “sbancato”, per l’entità delle somme distribuite ai giocatori.

La vincita più alta a Poggiomarino

La vincita più ricca è stata centrata a Poggiomarino, in provincia di Napoli. Con una puntata di soli 4 euro sulla quaterna 9-19-43-90, un giocatore ha incassato 216.600 euro.

È la vincita più alta del Lotto nel 2026, a pari merito con quelle registrate a gennaio a Cantù e Roma.

Premi in tutta Italia

Le prime nove vincite più alte dell’estrazione fanno tutte riferimento alla cinquina napoletana. A Bojano, in provincia di Campobasso, sono stati vinti oltre 134.000 euro.

Premi compresi tra 50.000 e 90.000 euro sono stati registrati a Bergamo, Enna, Taranto, Napoli, Fermo e Milano, a testimonianza di una distribuzione capillare delle giocate.

Un’estrazione che entra tra le più significative dell’anno per volume di vincite e che riporta al centro dell’attenzione la ruota di Napoli, tradizionalmente tra le più seguite dagli appassionati dei 90 numeri.

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Cronache

Bastoni dopo Inter-Juve: “Ho sbagliato, ma è stata una gogna mediatica”

Alessandro Bastoni ammette l’errore per la simulazione in Inter-Juve ma denuncia una gogna mediatica e minacce alla famiglia. Conferenza alla vigilia della sfida col Bodo Glimt.

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“Bastoni ha sbagliato”. Con queste parole Alessandro Bastoni ha ammesso l’errore per la simulazione avvenuta durante Inter-Juventus, episodio che ha portato all’espulsione di Kalulu.

Il difensore dell’Inter ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dello spareggio d’andata di Champions League contro il Bodø/Glimt.

Bastoni ha riconosciuto la propria responsabilità, spiegando di aver esagerato la caduta e definendo la reazione successiva “molto brutta ma molto umana”.

Minacce e clima sui social

Il calciatore ha denunciato il clima che si è creato dopo l’episodio. “È stata una gogna mediatica, io sono capace di gestirla”, ha affermato, aggiungendo che la moglie ha ricevuto minacce di morte e auguri di malattie.

Ha inoltre espresso solidarietà all’arbitro Federico La Penna, che a sua volta sarebbe stato bersaglio di minacce via social.

“Non si può definire una persona da un episodio”

Bastoni ha ribadito di aver voluto “metterci la faccia”, sottolineando però che un singolo episodio non può definire l’intera persona o la carriera di un atleta.

Le parole del difensore arrivano in un momento delicato della stagione, con l’Inter impegnata su più fronti e attesa ora dal confronto europeo.

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Cronache

Bandecchi rinviato a giudizio per evasione fiscale, processo al via il 4 giugno

Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi rinviato a giudizio a Roma per evasione fiscale legata a Unicusano. Contestate imposte non versate per oltre 20 milioni di euro. Processo il 4 giugno.

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Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Roma con l’accusa di evasione fiscale. “Nessuna sorpresa, tutto come previsto”, ha commentato lasciando piazzale Clodio.

Il giudice ha accolto la richiesta della Procura, che contesta all’imputato, nella sua veste di amministratore di fatto dell’Università Niccolò Cusano, il mancato pagamento di imposte per oltre 20 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022.

Le contestazioni della Procura

Secondo l’impostazione accusatoria, Bandecchi, in concorso con altri tre imputati — l’allora presidente del Cda, l’amministratore delegato pro tempore e il firmatario del Modello Unico — avrebbe omesso di indicare nella dichiarazione Ires elementi imponibili per una cifra complessiva superiore ai 20 milioni di euro.

Nella richiesta di rinvio a giudizio si parla di illecita fruizione fiscale prevista dall’articolo 74 del Testo unico delle imposte sui redditi.

Il processo è stato fissato per il 4 giugno davanti al giudice del tribunale monocratico.

Sequestri e accertamenti della Guardia di Finanza

Nel gennaio 2023 la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro patrimoniale ritenuto significativo dagli inquirenti.

Tra i beni sequestrati figurano una Rolls Royce Phantom acquistata nel 2018 per 550mila euro con bonifici provenienti dai conti dell’Ateneo e una Ferrari acquistata nel 2020 per 505mila euro, in parte con fondi riconducibili ai conti dell’università.

Gli inquirenti contestano inoltre l’acquisto di un elicottero e quattro auto di lusso, oltre all’addebito all’ente di spese personali per circa 1,9 milioni di euro, tra biglietti aerei e soggiorni alberghieri ritenuti estranei all’attività istituzionale.

Le accuse saranno ora oggetto di verifica nel contraddittorio processuale, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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