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Epstein si fece arrivare due sorelline 12enni da abusare da Parigi, il principe Andrea frequentava il finanziere anche dopo la condanna per pedofilia

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“Andy l’arrazzato”, greve ma memorabile definizione che i tabloid gli avevano confezionato su misura negli anni 80. Era il principe Andrea, duca di York, terzogenito di Elisabetta e secondo figlio maschio, oggi ottavo in linea di successione per il trono (ma quando è nato, il 19 febbraio 1960, era secondo). La sua passione per le donne era nota e lo rendeva una figura allegramente smargiassa nel panorama grigio (Elisabetta e, ovviamente, Diana a parte) della famiglia reale.

Ora però i sospetti di pedofilia gettano una luce orrida su quel soprannome di una volta, dopo che il Mail on Sunday ha pubblicato le immagini e il video di Andrea a New York, a casa dell’amico Jeffrey Epstein, nel 2010, due anni dopo la condanna per pedofilia dell’ americano. Nelle immagini Andrea è sorridente e pare supervisionare il viavai di ragazzine – bambine, a ben guardare – nel lussuoso palazzo di Manhattan con vista su uno dei musei più belli del mondo, la Frick Collection. Buckingham Palace ha rapidamente diffuso una nota dura: “Il Duca di York è rimasto sconvolto dalle recenti rivelazioni sui presunti crimini di Jeffrey Epstein. Sua Altezza Reale condanna lo sfruttamento di ogni essere umano, e ipotizzare che possa aver favorito, incoraggiato, commesso crimini di questo tipo è orribile”.


Si sapeva già che Andrea, amico di Epstein, aveva continuato a frequentarlo anche dopo la condanna per pedofilia del 2008: una scelta incomprensibile. Ma è ancora più grave sapere, grazie al video emerso l’altro giorno, che Andrea frequentava Epstein non solo in luoghi pubblici ma anche nella sua villa (dove sono stati trovati in cassaforte passaporti falsi, materiale pedopornografico, decine di migliaia di dollari in contanti). Ma spuntano altri sconcertanti dettagli  dal caso Epstein. Al finanziere americano un anno furono donate come “regalo di compleanno” tre ragazzine di 12 anni, sembra sorelle provenienti da una famiglia disagiata. Furono fatte arrivare appositamente in aereo da Parigi a New York dove furono abusate. Lo rivela il Daily Mail citando la testimonianza resa da Virginia Roberts Giuffre, finora la principale accusatrice di Epstein e della sua complice Ghislaine Maxwell. Le tre ragazzine sarebbero state rispedite in Francia il giorno dopo le molestie.

“Fu una sorpresa da parte di uno dei suoi amici”, Jean-Luc Brunel, un talent scout di modelle, ricorda la testimone. Brunel, 72 anni, nega ogni addebito. Ma a Parigi – dove Epstein aveva anche un appartamento – sono già scattate delle indagini che potrebbero riguardare anche l’amico francese del finanziere americano. Fronte testamento. Ce n’è uno firmato da Jeffrey Epstein. È stato depositato presso St.Thomas, nelle Virgin Islands. E’ un testo standard di 21 pagine chiamato “pour-over will”, che prevede di versare tutto ad un fondo fiduciario chiamato nelle carte “The 1953”, l’anno di nascita del finanziere. L’unico erede indicato è il fratello Mark Epstein, anche lui investitore e una volta socio di Jeffrey. La data della firma, due giorni prima il suicidio, lascia supporre che Epstein avesse molto probabilmente già intenzione di uccidersi e volesse mettere tutto a posto prima del gesto. – Dalle carte di cui il New York Post e’ venuto in possesso emerge come il patrimonio di Epstein ammonti a oltre 577 milioni di dollari, 18 milioni in più di quanto dichiarato dal finanziere alla corte a cui aveva chiesto invano di ottenere gli arresti domiciliari. Di questa somma oltre 56 milioni di dollari sarebbero in contanti, altri 14 milioni in rendimenti fissi garantiti da vari investimenti, oltre 194 milioni da investimenti in hedge fund e private equity e oltre 112 milioni in azioni ordinarie. Il resto della somma sono automobili (tra cui la Bentley nera che di solito lo portava in giro per Manhattan), aerei privati (tra cui un Boeing 747), barche e proprieta’ immobiliari: dalla townohouse a nove piani di Manhattan al lussuoso appartamento di Parigi, dal ranch “Zorro” in New Mexico alle due isole nei Caraibi, Little St.James e Great St.James. Un patrimonio immenso che ora fa gola alle vittime che si accingono a presentare cause civili per rivalersi proprio sulla ricchezza di Epstein. Gia’ tre le azioni presentate.

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Eccessi da B&B, Vienna corre ai ripari: ‘tetto’ di 90 giorni annui fitti su Airbnb, Booking e le altre piattaforme online

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Un’opportunita’ per viaggiare in modo economico oppure concorrenza sleale che distrugge il mercato immobiliare? Il tema Airbnb e’ molto sentito, soprattutto nelle grandi capitali e nei centri turistici. Nelle zone piu’ in voga intere palazzine ormai non hanno piu’ inquilini fissi. Per limitare la bolla il nuovo governo austriaco, formato da popolari e verdi, ha inserito nel programma di coalizione un tetto: privati potranno affittare i loro appartamenti al massimo per 90 giorni all’anno su Airbnb, Booking e le altre piattaforme online. Airbnb è nato come portale per subaffittare il proprio appartamento oppure anche solo una stanza. Il proprietario – questa e’ stata l’idea iniziale – in questo modo puo’ arrotondare un po’ le sue entrate e l’ospite (studenti e giovani in viaggio) trova una sistemazione economica. Il boom e’ stato incredibile. Poco piu’ di dieci anni dopo la fondazione l’Airbnb registra in media 2 milioni di pernottamenti al giorno.

Il record assoluto e’ di quattro milioni di pernottamenti sabato 10 agosto 2019. A Vienna, secondo uno studio della Technische Universitaet, che risale comunque a due anni fa, 8.600 appartamenti oppure stanze vengono offerti su Airbnb. Nel 2022, si stima, sara’ superata la soglia di 40.000 alloggi. Sono gia’ 2.000 gli appartamenti spariti in questo modo duraturo dal mercato immobiliare, facendo salire cosi’ ulteriormente gli affitti in zone gia’ duramente colpite dal caro casa. Altri studi ipotizzano che sulle piattaforme online il guadagno puo’ essere il triplo rispetto all’affitto tradizionale. Il quotidiano Der Standard fa i conti in tasca a un ipotetico proprietario di un appartamento con due stanze da letto nel secondo distretto: occupandolo in media per 25 giorni al mese intascherebbe 6.100 euro, senza doversela vedere con inquilini morosi.

Limiti – temporali, fiscali oppure regolamentari – sono gia’ stati adottati in altre capitali, come Amsterdam, Londra, Amburgo e Tokyo. Se il governo austriaco dovesse davvero passare dagli annunci ai fatti, i veri vincitori saranno gli albergatori, commentano i sostenitori della deregulation. Il promotore del ‘tetto’ e’ infatti il partito del cancelliere Sebastian Kurz, Oevp, tradizionalmente molto vicino al mondo economico. “Noi dobbiamo rispettare un proliferarsi di regolamenti, mentre gli host Airbnb se la ridono”, commenta la presidente dell’associazione degli albergatori Michaela Reitterer. La sfida e’ stata lanciata.

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Francia, l’ira di Macron per il blackout a sud di Parigi rivendicato dal sindacato che lotta contro al riforma delle pensioni: fatto scandaloso

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Ancora corrente tagliata in Francia in un nuovo blitz contro la riforma delle pensioni rivendicata da CGT Energie. In particolare, il sindacato in lotta contro il progetto di Emmanuel Macron ha annunciato di essere all’origine del blackout di questa mattina nella zona dell’aeroporto di Orly e i mercati generali di Rungis, a sud di Parigi, con l'”obiettivo di colpire l’economia e mostrare la mobilitazione contro la riforma delle pensioni”.  “L’obiettivo – ha spiegato il segretario generale di Fnme-Cgt, Sebastien Menesplier – e’ passare ad una velocita’ superiore dopo la mobilitazione del 9 gennaio e andare via via crescendo fino al 24 gennaio”, giorno in cui la riforma verra’ presentata in consiglio dei ministri. “Nel settore dell’energia – prosegue il sindacalista – la lotta non cala, abbiamo recensito 30.000 scioperanti, contro 60.000 all’apice della mobilitazione, tra il 5 e il 9 dicembre”. Quanto ai tagli, il sindacato si assume tutte le “conseguenze”, tra cui le denunce di Enedis, il gestore della rete elettrica di Francia, ha precisato. Secondo lui, il black out di questa mattina presto ha colpito l’OrlyVal, il treno automatico che collega l’aeroporto di Orly, ma “non la torre di controllo”, del secondo scalo di Francia dopo lo Charles-de-Gaulle. Colpiti dallo stop della corrente elettrica, poi rapidamente ripristinata dai tecnici di Enedis, anche diversi comuni dell’hinterland parigino, oltre a Orly e Rungis, anche Thiais, Wissous e Anthony. Il black-out è stato definito “scandaloso” e “irresponsabile” dal ministro francese incaricato per la Città e la Casa, Julien Denormandie. Quanto accaduto “è anche irresponsabile”, ha tuonato il fedelissimo del presidente Emmanuel Macron, aggiungendo: “Immaginate non solo il disagio, ma anche la messa in pericolo delle persone, quando sei dentro un ascensore e all’improvviso salta la corrente o quando sei sotto assistenza respiratoria, a casa, hai bisogno di macchine per l’ossigeno” e se ne va via la luce. Denormandie si è quindi appellato al segretario generale della Cgt, Philippe Martinez, affinche’ “denunci chiaramente” questo genere di azioni rivendicate dall’antenna locale di Cgt-Energie Val-de-Marne. Tra gli iscritti, il sindacalista Franck Jouano ha minimizzato i fatti dicendo che quanto accaduto “non e’ la fine del mondo”.

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È sordo e fa causa a Pornhub: “Mancano i sottotitoli, non capisco i dialoghi”

Yaroslav Suris, un navigatore statunitense non udente con abbonamento Premium al celebre sito di porno gratuito online, ha citato in giudizio Pornhub per aver violato l’American Disabilities Act. Yaroslav Suris ha portato il suo sito web preferito in tribunale perchè i video a cui ha avuto accesso non avevano i sottotitoli.

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La verità? È il fatto che è tutto vero. Perché Yaroslav Suris, un navigatore statunitense non udente con abbonamento Premium al celebre sito di porno gratuito online, ha citato in giudizio Pornhub per aver violato l’American Disabilities Act. Yaroslav Suris ha portato il suo sito web preferito in tribunale. Perchè i video a cui ha avuto accesso non avevano i sottotitoli. E allora non si è potuto godere per intero lo spettacolo cui era abbonato.  Suris sostiene che parecchi video da lui caricati non siano dotati di opportuni dialoghi caricati in sovraimpressione per chi, appunto, non li può sentire. I titoli incriminati sono almeno tre: Hot Step Aunt Babysits Disobedient Nephew, Sexy Cop Gets Witness to Talk, e Daddy 4K — Allison comes to Talk About Money to Her Boys’ Naughty Father. Secondo Suris Pornhub avrebbe violato i suoi diritti di disabile e per questo avrebbe già formulato una richiesta economica di danni, oltre all’obbligo di inserire didascalie con i dialoghi nei filmati del sito. Certo, per chi come Yaroslav Suris Pornhub è pane quotidiano, vuole godersi gli spettacoli in maniera quasi immersivi e a lui interessano i dialoghi. Perché pare che non sia solo interessato alle evoluzioni delle star del porno ma anche ai dialoghi. In fondo paga e vuole che il servizio sia completo.

 

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