Corona Virus
Epidemia rallenta, Rt a 1.08 ma ancora 827 morti
Diminuiscono i nuovi casi di Covid-19 e, soprattutto, calano i ricoverati in terapia intensiva per il secondo giorno consecutivo e scende l’indice di trasmissibilita’ Rt a 1.08 – con valori medi tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni – ma continua ad aumentare il numero dei decessi che passano dagli 822 di ieri agli 827 nelle ultime 24 ore. La situazione epidemiologica in Italia conferma iniziali segnali di miglioramento grazie alle misure restrittive prese, ma l’incidenza dei nuovi casi – pur in calo – resta ancora troppo alta, cosi’ come il carico sugli ospedali. Gli ultimi dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanita’ e ministero della Salute, cosi’ come i numeri del bollettino quotidiano sull’epidemia, rappresentano un monito a non abbassare la guardia ed a non rilassare le misure in atto, perche’ la situazione nel Paese resta grave e 10 regioni sono considerate a rischio alto di un’epidemia non controllata. Sono infatti 28.352 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore (contro i 29.003 di ieri), ma le vittime sono 827. Gli attualmente positivi scendono di 7.952 unita’, mentre i guariti o dimessi sono 35.467. I tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore sono in totale 222.803 ed il rapporto tra nuovi casi e test si assesta al 12,7% (ieri era al 12,5%) . Un segnale positivo riguarda le terapie intensive: per il secondo giorno consecutivo, infatti, diminuiscono i pazienti ricoverati che passano dai 3.846 di ieri a 3.782. Ancora in calo, per il quarto giorno consecutivo, anche i ricoverati in area medica che dai 34.038 di ieri passano a 33.684. Prime indicazioni di un trend in miglioramento che, tuttavia, non devono indure ad un rilassamento “prematuro” delle misure, e’ l’avvertimento di Iss e ministero nel monitoraggio settimanale. La velocita’ di trasmissione dell’epidemia in Italia, si spiega infatti nel Rapporto, sta rallentando ed ha raggiunto livelli di Rt prossimi a 1 in molte Regioni/PA. Inoltre, per la prima volta da molte settimane, l’incidenza calcolata negli ultimi 14 giorni e’ diminuita a livello nazionale: e’ pari a 706.27 casi per 100,000 abitanti nel periodo 9/11-22/11 contro 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 2/11-15/11, anche se in diverse Regioni si continua a segnalare un’incidenza in aumento. Questi dati sono definiti nel Rapporto “incoraggianti” e segnalano l’impatto delle misure di mitigazione. L’incidenza rimane tuttavia ancora troppo elevata per permettere, si avverte, “una gestione sostenibile, pertanto sara’ necessario raggiungere livelli di trasmissibilita’ significativamente inferiori di 1 consentendo una rapida diminuzione nel numero di nuovo casi e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri”. Rimane inoltre elevato il numero di Regioni/PA che sono state classificate a rischio alto e/o equiparate a rischio alto. Al 24 novembre, inoltre, 17 regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Terapia intensiva e nel caso si mantenga l’attuale RT, quasi tutte le Regioni/PA hanno una probabilita’ maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese. Ed anche se in 5 regioni non si registra attualmente un sovraccarico oltre la soglia critica del 30% dei posti letto Covid occupati per le terapie intensive (Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia, Veneto) ed in 7 non si registra alcun sovraccarico oltre la soglia critica del 40% per i posti letto Covid occupati in area medica (Basilicata, Molise, PA Bolzano, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto), cio’ non deve indurre a trascurare il rischio, tanto piu’ in vita delle festivita’ natalizie, coma avverte il il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Dopo molte settimane, commenta, “diminuisce leggermente per la prima volta l’incidenza di casi, anche se si mantiene molto elevata. L’Rt questa settimana si fissa a 1,1 quindi si nota un primo effetto delle misure di contenimento. Purtroppo aumentano i ricoveri. Data la situazione – afferma – e’ bene continuare a mantenere comportamenti prudenti e tutte quelle misure che siano adeguate rispetto all’evoluzione dell’epidemia”.
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Napoli avvia monitoraggi ambientali su campi elettromagnetici e rumore: controlli diffusi e nuovi fondi
Il Comune di Napoli avvia un’azione sistematica di monitoraggi su campi elettromagnetici e rumore con ARPAC. Controlli in 30 siti e piano per il risanamento acustico.
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Covid in Toscana, contagi in calo ma quattro nuove vittime: ricoveri giù del 12%
In Toscana i nuovi casi Covid scendono a 43, ma si registrano quattro decessi. Ricoveri in calo del 12% e 29 pazienti in ospedale, di cui due in terapia intensiva.
Netto calo dei nuovi casi Covid in Toscana, che scendono a 43 nell’ultima settimana secondo il rapporto regionale. Ma si registrano altre quattro vittime nelle province di Livorno, Arezzo, Siena e Grosseto. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia arriva così a 12.816.
Ospedali meno sotto pressione: -12% di ricoveri
I nuovi casi individuati – 35 con tampone molecolare e 8 con test rapido – portano a 1.672.139 il totale dei contagiati in Toscana da febbraio 2020.
I guariti salgono a 1.658.976, pari al 99,2% dei casi totali, con altre 47 persone risultate negative al tampone.
I positivi attuali sono 347. Tra questi 29 pazienti sono ricoverati in ospedale, quattro in meno rispetto alla settimana precedente (-12,1%). Due restano in terapia intensiva, con un saldo invariato.
Quasi tutti i positivi in isolamento domiciliare
La quota più consistente dei casi attivi – 318 persone – è in isolamento a casa. La Regione sottolinea che si tratta di pazienti con sintomi lievi o asintomatici. Anche questo dato è in lieve calo (-1,2%).
Una fase stabile ma da monitorare
La curva dei contagi continua a mostrare numeri contenuti, ma la presenza di quattro nuovi decessi ricorda che il Covid non è scomparso del tutto. La Regione invita a mantenere attenzione soprattutto tra le fasce fragili, mentre il sistema ospedaliero conferma una pressione limitata.
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Pamela Genini, una vita spezzata da un amore malato: violenze, minacce e paura prima del delitto di Milano
Dai racconti di amici ed ex fidanzati emerge il ritratto di un rapporto tossico, segnato da violenze e minacce. Pamela Genini, uccisa a Milano, aveva già subito aggressioni mai denunciate per paura.
Un rapporto tossico, fatto di violenza, minacce e paura. È il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte in Procura a Milano sull’omicidio di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate il 14 ottobre dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato per crudeltà e premeditazione.
Le amiche della giovane e due suoi ex fidanzati hanno descritto agli inquirenti un legame malato, dominato da soprusi e aggressioni ripetute. Pamela – fragile, spaventata, ma incapace di allontanarsi definitivamente dal suo aguzzino – aveva subito pestaggi, umiliazioni e minacce di morte.
Le testimonianze: “Voleva lasciarlo ma aveva paura”
Il primo a essere ascoltato oggi in Procura è stato Andrea, ex fidanzato della giovane, con cui Pamela aveva mantenuto un rapporto di amicizia dopo la fine della relazione nel 2023. Insieme a un altro ex, Francesco, che aveva sentito al telefono le ultime parole della ragazza prima di morire, aveva tentato di proteggerla dalle violenze di Soncin.
“Era terrorizzata – hanno raccontato gli amici – ma non trovava la forza di denunciarlo. Temeva ritorsioni.”
Anche l’ex compagna dell’assassino ha confermato il profilo di un uomo “violento e prevaricatore”, denunciato per maltrattamenti già nel 2011, ma poi mai condannato perché la donna aveva ritirato la querela.
Le aggressioni e il codice rosso mancato
Gli inquirenti stanno ricostruendo una lunga catena di episodi di violenza. All’Isola d’Elba Soncin avrebbe colpito Pamela con calci e pugni, minacciandola con cocci di vetro e tentando di buttarla dal balcone di un albergo. A Cervia le avrebbe rotto un dito, costringendola al ricovero all’ospedale di Seriate, dove la ragazza aveva compilato il questionario antiviolenza, senza che però scattasse il codice rosso.
L’indagine e le prossime mosse
Oggi, al Palazzo di Giustizia di Milano, si è tenuta una riunione operativa tra la Procura e i vertici della Questura per coordinare i prossimi passi. La Squadra Mobile curerà le analisi forensi dei cellulari, mentre i Carabinieriraccoglieranno nuovi elementi sugli episodi di stalking e sulle frequentazioni dell’assassino, la cui vita e i cui affari verranno ora passati al setaccio.
Il dolore della famiglia
Intanto, domani pomeriggio a Villa D’Almè sarà allestita la camera ardente per Pamela Genini, mentre i funerali si terranno venerdì a Strozza, in provincia di Bergamo.
La famiglia ha chiesto silenzio e rispetto:
“Lasciateci nel nostro lutto – hanno dichiarato la madre e i parenti – chiediamo solo di essere lasciati soli.”
Un’altra giovane vita spezzata da un amore malato e da una violenza ignorata troppo a lungo, che riaccende il drammatico tema della protezione delle vittime di femminicidio in Italia.


