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Enrico Rossi punta su Zingaretti e dice: “Abbiamo sbagliato ad uscire, torno nel Pd”. Sì, ma dopo le elezioni

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Dopo le elezioni chiedero’ l’iscrizione al Pd. Non mi sono consultato con Zingaretti prima di decidere questo passo. Penso semplicemente che ci siano le condizioni per rientrare dopo le elezioni. E lo dico prima, perche’ non si pensi che dipenda dal risultato delle urne. Ritengo di poter dare il mio contributo all’opera di Zingaretti, che, lo ha detto anche Renzi, ha avuto il grande merito di riaprire, tenere insieme”. Lo annuncia Enrico Rossi, governatore della Toscana e tra i fondatori di Articolo Uno-Mdp, in un’intervista a Repubblica.

“In quel momento uscire dal Pd mi sembro’ la cosa giusta da fare. Poi i risultati elettorali hanno dimostrato che invece io e gli altri abbiamo sbagliato”, ammette Rossi. “L’uscita dal Pd e’ stata un tentativo generoso, ma e’ fallito. L’idea che con la scissione si potesse recuperare coloro che protestavano per le politiche del Pd votando Cinque Stelle o addirittura Lega non ha funzionato”. Sull’accoglienza che ricevera’, “l’importante e’ che non ci siano aggressioni. Da parte mia non ce ne saranno. E’ meglio subire un’aggressione pur di riunire la sinistra piuttosto che rispondere con aggressivita’”, dichiara Rossi. “Se vogliamo vincere dobbiamo riunire una forza che vada dai liberali alla sinistra. E mettere in campo elementi civici, che non si riconoscono nell’incompetenza dei 5S e nel populismo della Lega che liscia il pelo al neofascismo”.

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Il Club Napoli Parlamento a Dimaro in ritiro con gli azzurri e con il Presidente De Laurentiis

Marina Delfi

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Vederli tutti insieme, spensierati e sorridenti a seguire il Napoli fa un certo effetto: di sicuro ciò che la politica divide, il calcio unisce. Così, con formazione rigorosamente trasversale, una delegazione del Napoli Club Parlamento ha trascorso il fine settimana in Val di Sole. Un appuntamento all’insegna della passione sportiva vicini ai propri beniamini in allenamento precampionato  in questa splendida destinazione turistica del Trentino, collocata tra Passo del Tonale, il Presena, l’Ortles e le Dolomiti di Brenta, Patrimonio Unesco. C’erano quattro senatori (con il presidente del Club Gaetano Quagliariello, anche Annamaria Parente, Gianni Pittella e Francesco Urraro), sette deputati (Andrea Caso, Iolanda Di Stasio, Conny Giordano, Antonio Pentangelo, Paolo Russo, Paolo Siani, Raffaele Topo) e l’europarlamentare Giosi Ferrandino. Per una volta senza sigle di partito, solo con nomi e cognomi e, ovviamente, fede calcistica.

Malga Strablasolo, collocata nel Cuore del Parco dello Stelvio, ha ospitato un incontro tra i parlamentari tifosi, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti (che ha così incontrato colleghi delle precedenti esperienze romane) e naturalmente il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis. Con loro il presidente dell’Apt Luciano Rizzi, il Ceo di Trentino marketing Maurizio Rossini, il sindaco di Dimaro Folgarida Andrea Lazzaroni (con i membri della giunta comunale) e il consigliere provinciale Ivano Job.

Con loro anche un gruppo di testimonial dal cuore azzurro (calcisticamente parlando) provenienti dal mondo delle istituzioni, delle professioni, dell’impresa e della comunicazione. Nel corso della tre giorni il Napoli Club Parlamento ha seguito le partite e gli allenamenti della squadra e vissuto a stretto contatto con il mondo azzurro l’ atmosfera del ritiro.

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Affidi illeciti a Bibbiano, Pausini e Nek: “parlateci di Bibbiano”

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Prima Laura Pausini poi Nek, hanno lanciato sui social il loro appello perche’ non finisca nel nulla la vicenda di Bibbiano, il comune emiliano finito sulle pagine di cronaca per lo scandalo degli affidi illeciti. Prima la cantante ha affidato a Facebook un lungo post in cui, il 18 luglio, scriveva: “Ho appena letto un articolo sulla storia dei Bimbi di Bibbiano. Sono senza parole, senza fiato, piena di rabbia nei miei pugni, mi sento incazzata fragile impotente. Ho deciso di cercare questa storia perche’ una mia fan mi ha scritto pregandomi di informarmi. Non ne sapevo nulla. Non posso credere che abbia dovuto cercare questa vicenda, perche’ si’, quando sono in tour sono spesso distratta dall’attualita’ e dalla cronaca ma questa notizia e’ uno scandalo per il nostro paese e dovrebbe essere la notizia vera di cui tutti parlano schifati. Tutta Italia. Cosa si puo’ fare? Come possiamo aiutare? Per chi non sa ancora di cosa parlo scrivete Bibbiano su google e leggete. E poi scrivete su questi maledetti social che usiamo solo per le cavolate, cosa pensate di queste persone che strappano i figli alle loro famiglie. Non parlo di politica, parlo di umanita’, di rispetto, di diritto alla Vita… ecco, se avete letto, ditemi sinceramente …voi non sentite di avere nelle mani degli schiaffi non dati? Non sentite la voglia di urlare? Non sentite la voglia di punire queste persone in maniera molto dura? Scusate lo sfogo ma a me manca il fiato pensando a questi bambini e alle loro famiglie che sono stati torturati psicologicamente per sempre. Se avete un figlio scrive ancora Laura Pausini – pensate che improvvisamente una persona della quale per altro potreste anche fidarvi, fa un lavoro psicologico tanto grave da portarveli via e affidarli ad altre persone. Come si rimedia adesso nella testa e nei cuori e nell’anima di queste persone? Ma vogliamo fare qualcosa?”. Le fa eco Nek che ieri ha scritto sul suo profilo Facebook: “Sono un uomo e sono un papa’. E’ inconcepibile che non si parli dell’agghiacciante vicenda di Bibbiano. Penso a mia figlia e alla possibilita’ che mi venga sottratta senza reali motivazioni solo per abuso di potere e interesse economico. E’ proprio cosi’. Ci sono intere famiglie distrutte, vite di bambini di padri e di madri rovinate per sempre…e non se ne parla. Ci vuole giustizia!!”. E pubblica la foto di uno striscione: “Parlateci di Bibbiano”.

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Cronache

Csm, anche il pm Nino Di Matteo e l’ex leader di Md Anna Canepa candidati alle suppletive

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Il pm del processo sulla trattativa Stato-mafia Nino Di Matteo, passato poi alla Procura nazionale antimafia; l’ex segretario di Magistratura democratica Anna Canepa, anche lei ora in servizio alla procura guidata da Federico Cafiero De Raho e in passato pm a Genova, dove si è occupata delle devastazioni dei Black Block al G8; e ancora: il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e il procuratore di Pisa Alessandro Crini. Sono alcuni dei magistrati che si presenteranno alle elezioni suppletive del Csm di ottobre. Si tratta di eleggere due pm al posto dei due consiglieri del Csm che si sono dimessi dopo il cosiddetto scandalo delle nomine. In tutto sono 16 i candidati.

Siciliano e’ a capo del pool ‘ambiente, salute e lavoro’ della Procura milanese ed e’ il pm del processo Ruby ter, oltre ad essersi occupata del caso della clinica Santa Rita di Milano e della morte di Dj Fabo. Tra le inchieste di cui e’ titolare il procuratore di Pisa Crini, c’e’ invece quella sulla morte di Emanuele Scieri, il paracadutista della Folgore trovato morto sotto una torre di prosciugamento di paracadute della caserma ‘Gamerra’ il 16 agosto 1999. Indagini di peso sono anche nel curriculum di un altro dei candidati Fabrizio Vanorio, sostituto alla Dda di Napoli: ha rappresentato l’accusa nel procedimento a carico di Silvio Berlusconi per la compravendita dei senatori e in quello all’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Tra i candidati c’e anche il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Milita, titolare delle inchieste sulla Terra dei fuochi. E il pm romano Simona Maisto, che si e’ occupata del caso delle sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori (sua la richiesta di archiviazione nel 2016). In corsa ci sono anche Paola Cameran, procuratore aggiunto a Venezia; Antonio D’Amato, procuratore aggiunto a santa Maria Capua Vetere; Francesco de Falco, sostituto procuratore a Napoli; Francesco De Tomasi, sostituto procuratore a Milano; Grazia Erede, sostituto procuratore a Bari; Anna Chiara Fasano, sostituto procuratore a Nocera Inferiore; Andrea Laurino, sostituto procuratore ad Ancona; Lorenzo Lerario, sostituto Pg a Bari; Gabriele Mazzotta, procuratore aggiunto a Firenze.

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