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Emergenza Covid, da Aosta a Napoli la protesta non si ferma

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“Togliere lo sport significa togliere la salute ai nostri cittadini”. Dopo i commercianti sono i gestori di attivita’ sportive a scendere in piazza contro le misure del Governo per contenere la diffusione del coronavirus. Ad Aosta hanno manifestato scuole di danza e palestre. Tra tutu’ colorati e scarpe da ballo in gabbia, una cinquantina di persone si e’ raccolta nella centrale piazza Chanoux mostrando cartelli con gli slogan #vivodidanza e #vivodisport. In sottofondo la musica, che non possono piu’ ballare. “Non siamo noi gli untori. Noi abbiamo lavorato in piena sicurezza” commenta la portavoce delle scuole di danza valdostane. Il grido di disperazione – da Aosta a Palermo – e’ uguale per tutti: “Se non ci aiutano e non ci fanno ripartire, dovremo chiudere”. L’elenco delle manifestazioni – tutte pacifiche – e’ lungo. A Novara proprietari, gestori e addetti dei bar del centro, alle 18.01 ovvero un minuto dopo la chiusura dei locali, si sono sdraiati a terra per protestare contro il Dcpm. ”Abbiamo seguito le prescrizioni imposte, abbiamo speso soldi per adeguarci e ora ci impongono uno stop nell’orario in cui e’ maggiore l’incasso. Cosi’ non ce la possiamo fare” hanno detto. A Foggia in 700 hanno attraversato in corteo il centro storico e i commercianti al passaggio hanno spento le luci in segno di solidarieta’. “Aprite il ristorante di papa’” si legge su uno dei numerosi striscioni esposti. Tra i tanti cori lanciati anche “Apri le scuole, apri le scuole” contro il provvedimento di stop alle lezioni in presenza adottato dal governatore Michele Emiliano. A Napoli i commercianti della zona di via Toledo-Spaccanapoli alle 18 hanno spento le luci. La strada, normalmente molto trafficata, e’ rimasta illuminata solo dai lampioni.

“Se si spegne il commercio, si spegne la citta’” e’ il messaggio lanciato alle autorita’. Sempre nel capoluogo partenopeo Potere al popolo ha manifestato davanti ad alcuni laboratori privati chiedendo tamponi gratuiti. A Milano il Movimento imprese italiane – dopo il divieto di muoversi in un corteo di mezzi – ha radunato alcune decine di aderenti nei pressi del palazzo della Regione Lombardia: sono stati esposti manifesti funebri delle varie categorie imprenditoriali ma soprattutto e’ stata rinnovata la richiesta al governo di ritirare il Dpcm. A Fiumicino un corteo di ristoranti, imprenditori e semplici cittadini e’ sfilato nel centro storico. Infine c’e’ preoccupazione a Firenze per la manifestazione non autorizzata che e’ in programma venerdi’ sera in piazza della Signoria e organizzata via social: le forze dell’ordine sono in stato di allerta. “Il governo e’ consapevole dagli immani sacrifici, siamo sensibili alle manifestazioni di dissenso, protesta e frustrazione che si sono manifestate, cittadini che esprimono pacificamente il proprio disagio, che temono per il futuro delle proprie attivita’ e del lavoro. Per questo abbiamo ritenuto giusto di confrontarci subito con le categorie piu’ penalizzate, per annunciare le proposte di ristoro e di indennizzo individuate tempestivamente dal governo” ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

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Intercettazioni choc, aumenti di stipendio e carriera assicurata in Autostrade a chi mentì sui 40 morti del bus di Avellino

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 Paolo Berti, all’epoca del crollo del ponte Morandi direttore Operazioni centrali di Aspi, avrebbe mentito al processo sulla strage del bus di Avellino, avvenuta il 28 luglio 2013 sulla A16, per uno scatto di carriera e per un aumento di stipendio di circa 400 mila euro. Un comportamento processuale tenuto per coprire il suo superiore Giovanni Castellucci. E’ quanto emerge dall’inchiesta della procura di Genova sulle barriere fonoassorbenti pericolose che lo scorso 11 novembre ha portato agli arresti domiciliari oltre a Berti anche l’ex ad di Aspi e Atlantia Castellucci e il suo numero due Michele Donferri Mitelli.

Giovanni Castellucci. L’ad di Autostrade assolto

Berti è stato condannato dal tribunale di Avellino a cinque anni e 10 mesi per la strage del bus precipitato nel 2013 dal viadotto “Acqualonga” dell’A16 Napoli-Canosa causando la morte di 40 persone. Castellucci era stato assolto. Il manager, emerge dalle intercettazioni depositate al Riesame, si aspettava una condanna di gran lunga inferiore in modo poi da chiedere la messa alla prova ed evitare il carcere. E quando invece i giudici leggono la sentenza si arrabbia tanto che al telefono dice: “Meritava che mi alzassi una mattina e andassi ad Avellino a dire la verita’”. Dalle chiamate che Berti fa alla moglie ma anche a Donferri e altri colleghi, si capisce che il primo aumento di stipendio non basta piu’. Il manager vuole chiedere anche che Castellucci non prenda provvedimenti disciplinari. La procura di Avellino aveva impugnato la sentenza lo scorso anno mentre i colleghi genovesi avevano trasmesso le intercettazioni chiave.

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Bimbo escluso dalla comunione dal parroco, il sacramento celebrato dal cardinale Sepe

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Ha ricevuto la prima comunione Massimo, il bambino napoletano al quale il suo parroco, nel quartiere Poggioreale di Napoli, aveva negato il sacramento. Un caso venuto alla ribalta delle cronache attraverso le manifestazioni di protesta dei suoi genitori. A celebrare la cerimonia, domenica scorsa, cosi’ come era stato promesso, e’ stato il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. ;”L’emozione e’ stata grande – ha dichiarato Mary, la mamma di Massimo – abbiamo combattuto per ottenere un diritto di mio figlio, sono felice, e’ una grande vittoria per noi, ma una sconfitta per la societa’; tutto questo ha fatto capire che viene fatto ancora poco o niente per i bambini disabili – prosegue la donna – abbiamo combattuto insieme all’Osservatorio La Battaglia di Andrea ed abbiamo avuto giustizia, tutto questo ci ha forgiato ancora di piu – conclude la donna – da oggi, episodi del genere non dovranno piu succedere, ne’ a Massimo, ne’ agli altri bambini disabili d’Italia”. “Siamo stanchi della discriminazione e dell’esclusione dalla societa’ dei bambini affetti da queste patologie”, ha commentato Asia Maraucci, presidente de ‘La Battaglia di Andrea’, associazione che da qualche anno si batte per i bambini autistici e invalidi che si sono trovati a dover fronteggiare circostanze analoghe a quelle davanti alla quale si e’ trovato il piccolo Massimo e i suoi genitori. “Il cardinale Sepe ha dimostrato il suo essere un grande uomo oltre che un buon sacerdote, – ha detto ancora Maraucci – speriamo di non doverci trovare piu di fronte a situazioni come queste, peraltro innescate da chi ha il compito di diffondere la parola di Dio”.

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Antonio De Iesu commissario del Comune di Eboli

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A seguito delle dimissioni dalla carica del sindaco di Eboli (Salerno) Massimo Cariello, il prefetto di Salerno Francesco Russo ha disposto la sospensione del Consiglio comunale e la nomina del commissario prefettizio per la provvisoria gestione del Comune. Il commissario sarà Antonio De Iesu, già vice capo della Polizia e questore di Napoli e Milano. A De Iesu sono attribuiti i poteri spettanti al sindaco, alla Giunta e al Consiglio. Lo scorso 8 ottobre Cariello è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Salerno su presunti casi di corruzione. Il 9 novembre Cariello ha comunicato le sue dimissioni dalla carica, diventate irrevocabili dopo 20 giorni.

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