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Emergenza coronavirus in Campania, servono 400 posti in terapia intensiva: De Luca distribuisce 10 ventilatori polmonari

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In Campania, a giudicate da quello che dice Vincenzo De Luca, Presidente della Giunta Regionale, ci vorrebbero 400 posti in terapia intensiva per poter affrontare una emergenza gestibile. Al momento nessuno può sapere quanti posti ci sono nelle terapie intensive dei nosocomi pubblici. Oggo l’Unità di Crisi Regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologia da COVID-2019 con un comunciato stampa molto scarno, ha informato che per la emergenza Covid-19,  sono  stati consegnati alla Regione Campania 10 ventilatori polmonari per terapia intensiva che saranno distribuiti da subito alle aziende sanitarie e alle strutture ospedaliere sul territorio regionale. La distribuzione tiene conto delle esigenze e della reale possibilità di attivare immediati posti letto di terapia intensiva. Nella distribuzione l’Unità di Crisi ha rispettato l’indicazione del Presidente Vincenzo De Luca sulla priorità da dare ad Avellino.
I 10 ventilatori, che si aggiungono a precedenti 5 già consegnati e in funzione, sono così distribuiti:
    • 1 Asl Caserta – Maddaloni
    • 1 Ospedale Caserta  – Sant’Anna
    • 1 Ospedale Cardarelli   Napoli
    • 1 Ruggi   D’Aragona – Salerno
    • 1 Asl di Salerno – Scafati
    • 1 San Pio di Benevento
    • 1 Asl Avellino
    • 3  Moscati  Avellino

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C’è la folla a fare shopping a Torino e Milano diventate città ‘arancioni’

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Lombardia e Piemonte ripartono dallo shopping e dai negozi aperti. Dopo tre settimane di zona rossa, con le serrande dei negozi abbassate, tornano ad affollarsi le vie del centro e i negozi nelle due regioni che da oggi debuttano in zona arancione. Fin dal mattino e per tutto il giorno sono tante le persone che hanno riempito le vie del centro di Milano e Torino per le compere, complice anche il Natale che si avvicina e gli ultimi sconti del Black Friday. A Torino e’ bastato che i negozi rialzassero le serrande per vedere le vie del centro cittadino piene di gente, con lunghe code ma ordinate sui marciapiedi in attesa di entrare. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, nel primo giorno della citta’ fuori dalla zona rossa ha pero’ rivolto una raccomandazione ai torinesi a fare shopping “in modo responsabile. Supportiamo i negozi di vicinato e, nel contempo, non abbassiamo la guardia”. Provvedimenti anti assembramento ad esempio sono stati presi ieri a Roma per la troppa folla. Nella Capitale sono state chiuse temporaneamente alcune piazze della movida, dal centro alla periferia, dalle principali piazze di Trastevere e del centro storico ai luoghi di ritrovo nel Rione Monti e al Pigneto.

A Torino per i tanti commercianti che finalmente oggi hanno ripreso a lavorare la folla e’ pero’ “puro ossigeno”, come hanno spiegato i gestori di un negozio di abbigliamento in centro. A Milano non succedeva da settimane di vedere corso Vittorio Emanuele, l’arteria pedonale che costeggia il Duomo e dove si trova anche la Rinascente, cosi’ piena di gente a passeggio, e quasi tutta con sacchetti e borse. Nei negozi ci sono gli sconti del Black Friday e molti ne hanno approfittano, per altri uscire di casa e poter entrare in un negozio “e’ una riconquistata liberta’” dopo i giorni passati in casa. “Siamo usciti per fare una passeggiata e poi ovviamente vedendo i negozi aperti ne abbiamo approfittato per fare qualche compera – ha spiegato Patrizia, a spasso con marito e figlia – e c’e’ scappato anche qualche regalo di Natale”. Le persone in giro sono tante ma “questa domenica e’ assolutamente molto lontana da una domenica normale degli anni scorsi prima di Natale”, ha spiegato Elena che fa la commessa in un negozio di un noto marchio. Tra i commercianti di Milano c’e’ comunque voglia di ricominciare e un cauto ottimismo, la speranza di tutti e’ quella di non rivedere a breve un’altra chiusura. In Corso Buenos Aires, zona ad alta densita’ di negozi, molti sperano di recuperare almeno in parte quanto perso nel mese di novembre. Anche qui nella prima giornata di riapertura tanta gente in giro e “voglia di spendere”, a detta dei commercianti.

Il via vai di persone “non e’ certamente quello di novembre dello scorso anno ma per ora le vendite sono andate bene – ha spiegato Cinzia che gestisce un piccolo negozio di abbigliamento -. C’e’ molta voglia di ricominciare tra noi commercianti e ci aspettiamo adesso di andare avanti e di rimanere aperti, i danni che sono stati fatti sono fin troppi”. La gente “ha voglia di uscire e spendere, di ritornare un po’ alla normalita’ – ha confermato Francesca, che ha un negozio di calzature -. Nonostante le sirene delle ambulanze che ancora passano e ci ricordano che e’ un brutto momento c’e anche voglia di serenita’ e tranquillita’ da parte delle persone”. La voglia di shopping e di normalita’ accomuna Milano e Torino. E’ positivo infatti il bilancio della prima giornata di negozi aperti anche nel capoluogo piemontese. Secondo Confesercenti in citta’ c’e’ voglia di shopping, in centro, secondo l’associazione, ha riaperto il 90% delle attivita’, mentre i periferia la media supera il 70%. La parte del leone l’hanno fatta i negozi di abbigliamento, ma si registra un buon afflusso anche nei negozi di casalinghi e di oggettistica.

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Effetto Covid sulla classifica della qualità della vita in Italia, il Nord penalizzato

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Il covid penalizza il Nord anche nella classifica annuale sulla qualita’ della vita di ItaliaOggi e Universita’ La Sapienza di Roma, giunta alla XXII edizione e che quest’anno non poteva non tener conto della pandemia in corso. E se si registra un cambio al vertice della classifica, una sorta di staffetta tra prima e seconda con Pordenone sul podio (nella foto in evidenza), seguita da Trento e Foggia fanalino di coda, le province piu’ colpite dalla prima ondata della pandemia sono quelle che perdono piu’ posizioni in classifica generale. Bergamo scende dal 26esimo posto dell’anno scorso al 40esimo di quest’anno. Lodi indietreggia di 37 posizioni, Milano di 16, Piacenza di 41, Cremona addirittura di 46. La metodologia utilizzata nella ricerca sembra infatti essere stata in grado di cogliere immediatamente almeno le conseguenze dirette della pandemia. La qualita’ della vita e’ risultata buona o accettabile in 60 su 107 province italiane. Dai dati si desume inoltre che circa il 42,5% della popolazione italiana, era circa il 44% lo scorso anno, vive in territori contraddistinti da una qualita’ della vita scarsa o insufficiente. Il gruppo di province caratterizzate da un livello di qualita’ della vita insufficiente e’ composto quest’anno esclusivamente da province dell’Italia meridionale e insulare. Il che significa che la qualita’ della vita di oltre il 60,1% della popolazione residente nel Mezzogiorno e’ al di sotto di livelli considerati accettabili. Per quanto riguarda le prime posizioni, dopo le due province, ci sono due nuovi ingressi: Vicenza (era 14 ) e Padova (11 ). Ma il salto piu’ alto e’ di Ascoli Piceno: dalla 37 alla quinta posizione. Esaminando, invece, le posizioni di fondo, sopra Foggia e’ stabile Crotone, mentre Agrigento sale due gradini. Quanto a Foggia, si piazza all’ultimo posto. Deludono le grandi aree urbane: per trovare Milano bisogna scendere alla posizione 45 (era 29 ); Roma e’ al 50 posto (ma in risalita dal 76 ), Torino al 64 (dal 49 ) Napoli e’ in coda (103 , era terzultima).

AFFARI E LAVORO: Bolzano e Bologna aprono la classifica mantenendo le posizioni di vertice gia’ ottenute in passato, cosi’ come Trento, che al terzo posto di nuovo conferma i piazzamenti gia’ ottenuti negli ultimi anni. Ultima in classifica, come nel 2019, e’ Crotone.

AMBIENTE: Trento si classifica al primo posto seguita da Milano, Pordenone e Sondrio. Le province che figurano nelle posizioni di testa sono 21, come nella passata edizione, ma vedono l’esclusiva presenza di province dell’Italia settentrionale. Come lo scorso anno, chiude la classifica Catania.

REATI E SICUREZZA: Ascoli Piceno e’ la provincia piu’ sicura d’Italia, confermando gli ottimi piazzamenti gia’ conseguiti nelle passate edizioni. Seguono Nuoro, Treviso e Oristano, che a loro volta confermano la presenza nelle zone alte della classifica. Rimini chiude la classifica in ultima posizione per il terzo anno consecutivo.

SICUREZZA SOCIALE: Quest’anno comprende indicatori utili a catturare l’effetto determinato dall’attuale crisi pandemica come la variazione nella mortalita’ e l’incidenza dei casi registrati di Covid-19. La provincia che quest’anno apre la classifica e’ Imperia, con un balzo di 89 posizioni, seguita da Benevento, Ascoli Piceno e Fermo. Le province del Sud tornano a figurare nel gruppo di testa, invertendo una tendenza consolidatasi nelle passate sette edizioni. Nel gruppo di coda Bergamo, Lodi, Sondrio e Cremona. ISTRUZIONE E FORMAZIONE: e’ Trento la provincia/citta’ metropolitana a classificarsi in prima posizione. A seguire altre tre province del Nordest, Bologna, Trieste e Udine. Ultima in classifica e’ Crotone.

SISTEMA SALUTE: Confermando il risultato gia’ conseguito, Isernia si classifica al primo posto, seguita da Terni, Cagliari e Catanzaro. Le posizioni di coda vedono 6 citta’ dislocate nel Nordovest, Cuneo, Vercelli e Asti; Como; Imperia e La Spezia. Anche il Nordest figura nel gruppo di coda con 6 province, fra cui Trento; Vicenza e Treviso; Trieste e Gorizia; Reggio Emilia.

TEMPO LIBERO: Siena si conferma al primo posto nella classifica del tempo libero e turismo, confermando i piazzamenti conseguiti nelle sei passate edizioni, cosi’ come Rimini, Aosta e Verbano Cusio-Ossola, mentre Grosseto si piazza in quinta posizione. Chiude al classifica, come negli anni precedenti, Crotone.

REDDITO E RICCHEZZA: Milano conferma il piazzamento gia’ ottenuto lo scorso anno e apre la classifica sul tenore di vita. A seguire nel gruppo di testa c’e’ Bologna, che a sua volta conferma il secondo posto del 2019, Aosta e Parma. Chiude la classifica, come lo scorso anno, la provincia di Crotone.

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Ecografia più efficace tampone per scovare Covid

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 Anche una semplice ecografia del polmone e’ in grado di diagnosticare la polmonite da Covid-19 gia’ in pronto soccorso. Lo rivela uno studio dell’ospedale Molinette di Torino, condotto tra marzo e aprile, durante la prima ondata dell’epidemia, e pubblicato da poco sulla rivista scientifica internazionale Annals of Emergency Medicine. “Il pronto soccorso e’ la porta d’ingresso di un ospedale – spiega il professor Enrico Lupia, direttore della Medicina d’Urgenza delle Molinette – ricoverare un paziente ignorandone la positivita’ vorrebbe dire rischiare di aumentare il contagio”, all’interno dell’ospedale come all’esterno. Ecco perche’ e’ importante una rapida e corretta identificazione dei pazienti col virus e in alcuni casi l’ecografia si dimostra piu’ efficace del tampone, anche per una piu’ rapida applicazione delle misure di isolamento tra i contatti stretti. Lo studio ha preso in considerazione 228 pazienti con sintomi riconducibili al Coronavirus, 107 dei quali diagnosticati come affetti da polmonite da Covid-19 in seguito alla positivita’ del tampone naso-faringeo. L’ecografia polmonare, eseguita insieme alla visita medica, ha identificato correttamente altri 21 casi di polmonite da Covid-19 – ovvero quasi il 20% – tra quanti erano stati erroneamente catalogati come negativi in base al risultato del primo tampone. “Lo studio conferma – spiega il professor Lupia – la percezione dell’utilita’ diffusa dell’ecografia polmonare”, comunemente utilizzata per il monitoraggio della gravidanza, o per lo studio dell’addome e del cuore, meno per le malattie polmonari. E ne rafforza quindi l’utilizzo, gia’ consigliato dalle linee guida di molti ospedali. L’esame rappresenta dunque un valido aiuto nel contrasto alla pandemia, tanto piu’ se condotto – come nello studio delle Molinette – con ecografi portatili facili da utilizzare e maneggevoli, collegabili direttamente con uno smartphone e impiegabili anche al domicilio dei pazienti. “Temiamo molto una terza ondata, siamo preoccupati – dice il professor Lupia – Rispetto a inizio novembre la pressione sul nostro pronto soccorso, come sugli altri, e’ calata, anche se e’ rimasto un afflusso importante di pazienti Covid e non solo. Il sistema ospedaliero e’ ancora in affanno e per questo occorre rispettare le norme di sicurezza che ormai conoscono tutti. Soprattutto ora che si avvicina il Natale, non bisogna abbassare la guardia – conclude – Non dimentichiamo quanto abbiamo passato…”.

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