Politica
Elon Musk frena sul suo partito politico e guarda al 2028 con JD Vance
Elon Musk mette in pausa l’America Party per non compromettere i rapporti con JD Vance. Il miliardario guarda alle presidenziali del 2028 e torna vicino ai repubblicani.
Elon Musk rallenta sull’America Party, il movimento politico annunciato mesi fa con grande clamore ma mai realmente decollato. Il patron di Tesla e SpaceX ha scelto di concentrarsi sulle sue aziende e, al tempo stesso, di non compromettere i rapporti riallacciati con JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti e considerato l’erede politico del movimento Maga.
Dal gelo con Trump al dialogo con Vance
Dopo lo scontro pubblico con Donald Trump, Musk sembrava intenzionato a costruire un’alternativa politica autonoma. Tuttavia, nelle ultime settimane, avrebbe intensificato i contatti con Vance, con cui ha ricucito i rapporti. Una scelta che lo ha convinto a mettere in stand-by l’America Party, per non rischiare di indebolire un’alleanza strategica in vista delle presidenziali del 2028.
Il ruolo cruciale di Musk per i repubblicani
Per Vance, il sostegno del miliardario potrebbe rivelarsi decisivo. Musk, infatti, ha già dimostrato la sua influenza politica investendo 300 milioni di dollari a sostegno della campagna che ha riportato Trump alla Casa Bianca. Il riavvicinamento al mondo repubblicano è accolto con favore dal partito in vista delle midterm elections del 2026, dove i conservatori puntano a mantenere la maggioranza al Congresso.
Le difficoltà di un terzo partito
Il progetto dell’America Party si è scontrato con la complessità di fondare un movimento alternativo ai due principali. Musk, nonostante l’interesse suscitato fra miliardari e simpatizzanti, non ha mai dato seguito all’iniziativa. In luglio avrebbe addirittura cancellato un incontro con un team specializzato in campagne elettorali per partiti minori, mentre la mano tesa dal Partito Libertario è rimasta senza risposta. Un silenzio definito dagli stessi libertari “inquietante”.
Politica
Mastella promuove Manfredi leader del centro: «Senza moderati il centrosinistra non vince»
Clemente Mastella sostiene l’ipotesi avanzata da Matteo Renzi di affidare a Gaetano Manfredi un ruolo di primo piano nell’area centrista. «Bisogna superare personalismi e cespugli. Senza centro il centrosinistra non vince».
Gaetano Manfredi come possibile punto di riferimento dell’area centrista nella coalizione progressista. La proposta avanzata da Matteo Renzi alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia incassa il sostegno di Clemente Mastella, leader di Noi di Centro e sindaco di Benevento.
«Valuto molto positivamente l’apertura di Matteo Renzi a Gaetano Manfredi come frontman del centro. È la direzione giusta per superare personalismi e uscire definitivamente dalla logica dei veti», ha dichiarato Mastella intervenendo a Campobasso alla Festa dell’Avanti.
«Basta con i cespugli»
Per Mastella il problema non riguarda soltanto il nome attorno al quale costruire l’area moderata, ma la capacità delle diverse forze centriste di presentarsi unite.
«L’area di centro è chiamata ad una prova di responsabilità davanti al Paese», ha spiegato. «Bisogna superare la logica deleteria del cespuglio per non disperdere in mille rivoli il patrimonio politico, culturale ed elettorale dell’area moderata».
Il sindaco di Benevento indica quindi una prospettiva precisa: costruire un centro politicamente riconoscibile e sufficientemente compatto da avere un peso reale nella futura coalizione.
«La sinistra da sola non è autosufficiente»
Mastella lega direttamente la questione centrista alle possibilità del centrosinistra di competere per il governo.
«La coalizione progressista senza centro non vince, è scritto nella storia del Paese: la non autosufficienza della sinistra è un dato di fatto, ma il centro deve dare prova di maturità e unità».
Parole che arrivano dopo l’apertura di Renzi, che a Reggio Emilia aveva indicato proprio Manfredi, insieme alla sindaca di Genova Silvia Salis, tra le figure che potrebbero rappresentare l’area centrista all’interno di una coalizione alternativa al centrodestra.
Mastella boccia la legge elettorale
Il leader di Noi di Centro interviene anche sulla nuova legge elettorale, attesa in Senato durante la settimana, esprimendo forti dubbi sulla sua tenuta costituzionale.
Per Mastella esisterebbe un «rischio elevatissimo di incostituzionalità», perché il sistema proposto metterebbe insieme meccanismi capaci di «alterare l’eguaglianza del voto, comprimere la libertà di scelta degli elettori e proteggere artificialmente i partiti già presenti in Parlamento».
Giudizio critico anche sul meccanismo previsto per la raccolta delle firme dei nuovi partiti, definito «discutibile».
Il messaggio politico, però, guarda soprattutto alla costruzione della futura alleanza: Renzi propone Manfredi e Mastella raccoglie immediatamente l’assist. Il cantiere del centro nel campo progressista comincia a prendere forma.
Politica
L’Anm apre al confronto con Meloni: «La inviteremo al congresso di Napoli»
Il presidente dell’Anm Giuseppe Tango annuncia che Giorgia Meloni sarà invitata al 32esimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati, in programma a Napoli dal 27 al 29 novembre. «È giusto parlarsi nel rispetto reciproco».
Politica
Di Battista ricoverato al Gemelli, l’appello di Schierarsi: «Rispettate la sua privacy»
Schierarsi conferma il ricovero di Alessandro Di Battista al Policlinico Gemelli e invita sostenitori e operatori dell’informazione a non recarsi in ospedale. Nessuna indicazione viene fornita sulle ragioni del ricovero o sulle sue condizioni.
Un appello alla prudenza e al rispetto della privacy di Alessandro Di Battista e della sua famiglia. A lanciarlo è l’associazione Schierarsi, che sui social conferma che l’ex parlamentare si trova attualmente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma.
Nel messaggio non vengono fornite indicazioni sulle ragioni del ricovero né sulle condizioni di salute. L’associazione chiede esplicitamente di evitare iniziative che possano interferire con la tranquillità di Di Battista e dei suoi familiari.
«Non recatevi al Gemelli»
«Chiediamo agli amici, ai sostenitori di Alessandro Di Battista e agli operatori dell’informazione di non recarsi al Policlinico Gemelli, così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità», scrive Schierarsi.
Un richiamo rivolto anche al mondo dell’informazione e a quanti stanno seguendo la vicenda sui social.
L’invito alla prudenza sulle informazioni
L’associazione chiede inoltre «la massima prudenza e discrezione nella diffusione di fotografie, video, notizie e informazioni che riguardino Alessandro e la sua situazione personale».
Gli eventuali aggiornamenti saranno comunicati direttamente, rispettando le indicazioni dello stesso Di Battista e delle persone che gli sono vicine.
«Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora».
Schierarsi conclude ringraziando quanti hanno finora dimostrato «rispetto, sensibilità e professionalità» e chiede che lo stesso atteggiamento venga mantenuto nei prossimi giorni.
Al momento, dunque, non vengono diffuse ulteriori informazioni sul ricovero. Una scelta esplicita di riservatezza che l’associazione chiede venga rispettata.


