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Elezioni regionali Abruzzo: vince il centrodestra con Marsilio, poi Legnini del Pd e Marcozzi del M5S

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Lungo abbraccio nella notte, a due ore dalle chiusura delle urne in Abruzzo, tra Giorgia Meloni e il governatore in pectore Marco Marsilio. “E’ una giornata storica. Esprimiamo il primo presidente di Regione”, dice la leader di Fratelli d’Italia al comitato di Marsilio a Pescara. Il candidato si presenta dopo che i dati difficilmente possono essere recuperati dagli avversari. Da parte di Marsilio i ringraziamenti agli abruzzesi. “Ha vinto tutto il centrodestra”, dice. In casa centrosinistra con Giovanni Legnini, c’e’ amarezza per il secondo posto ma si guarda al recupero della coalizione. “Per quanto riguarda noi del centrosinistra, siamo passanti dal 17 al 28 per cento, il che indica una chiara crescita ed anche il fatto che questa e’ la strada giusta e bisogna insistere e continuare sapendo che in Abruzzo, come in Italia, ci aspetta un periodo all’opposizione”, dice il presidente vicario Giovanni Lolli. “Abbiamo raddoppiato i consensi”, gli fa eco il sindaco di Francavilla al Mare (Chieti), Antonio Luciani. Nessun commento dal comitato dei 5 Stelle. Il terzo posto sembra difficile da digerire per Sara Marcozzi e per il Movimento. Al comitato arrivano il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca e Primo di Nicola. I dati mostrano un crollo rispetto alle politiche del 4 marzo 2018. Lo scorso anno alle politiche, alla Camera, Cinque stelle 39,85 per cento, centrodestra 35,53 , Forza Italia 14,44, Lega 13.80, Fratelli d’Italia 5.03, Noi con l’Italia 2.25. Centrosinistra 17,60 (Pd 13,82, piu’ Europa 1,89, civica popolare 0.96 e Italia Europa insieme 0.91), liberi e uguali 2.60. Nella scorsa tornata elettorale delle regionali, nel maggio del 2014, Luciano D’Alfonso, con il Pd vinse con il 46,30% di preferenze. Complessivamente, la coalizione di centrosinistra totalizzo’ 317.018 voti. Al secondo posto, con il 29,26% (200.330 voti), si piazzo’ l’allora governatore uscente Gianni Chiodi, a capo della coalizione di centrodestra. Al terzo posto, con una percentuale del 21,33% pari a 146,078 voti, la candidata del Movimento cinque stelle, Sara Marcozzi. A sostenere Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia, una coalizione che ha visto insieme, in queste regionali del 10 febbraio 2019, il suo partito, FdI, la Lega, Forza Italia, Udc-Dc-Idea e Azione Politica.

Marco Marsilio é il presidente regione Abruzzo: è nato a Roma ma ha sangue abruzzese

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Beppe Grillo boccia Parlamento e Recovery Fund e scatena la polemica

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Un attacco al ruolo del Parlamento, in difesa della democrazia diretta. Beppe Grillo torna a suonare la carica lanciando la sua ricetta, intervenendo in collegamento video ad un incontro organizzato dal parlamento europeo dove definisce il referendum il massimo dell’espressione democratica. “Non credo piu’ in una forma di rappresentanza parlamentare ma credo nella democrazia diretta fatta dai cittadini attraverso i referendum”, afferma il comico genovese, a pochi giorni dall’esito del voto sul taglio dei parlamentari. Invitato dal presidente David Sassoli al secondo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici – Idee per un nuovo mondo – e dal titolo “Sara’ l’Europa il motore della trasformazione verde e socialmente giusta?”, l’ex comico genovese e’ un fiume in piena: “Quando usiamo un referendum usiamo il massimo della espressione democratica, e per me la domanda andare a votare si o no alla riduzione dei parlamentari – per me che non credo piu’ in una forma di rappresentanza parlamentare ma credo nella democrazia diretta fatta dai cittadini attraverso i referendum -, e’ come fare una domanda ad un pacifista di essere a favore o meno della guerra”, sottolinea. Quindi la difesa della piattaforma Rousseau “dove si puo’ votare ma anche consigliare, e dire avete detto una stupidaggine”. C’e’ anche spazio per il Recovery fund quando avverte: “state costruendo una societa’ del debito, questa e’ la societa’ del debito”. E non e’ tutto. “L’Europa si presterebbe benissimo all’idrogeno”, precisa poco dopo elogiando la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (votata dal M5S al Parlamento europeo) che “ha detto cose straordinarie, finalmente dopo 20 anni ha parlato energia rinnovabile”. Nel suo intervento Beppe Grillo – che si definisce “visionario” – propone di “mettere al centro la persona invece che il mercato del lavoro”, auspicando, a seguire, la necessita’ di un”reddito universale per tutti per diritto di nascita senza condizionamenti” insieme ad “una istruzione per tutti”. Tra gli altri paletti evocati la necessita’ di un intervento pubblico dello Stato “nei settori strategici”, come in quello delle telecomunicazioni, facendo riferimento ad un’unica dorsale che “deve essere per forza in mano pubblica”. Un discorso a tutto campo per il cofondatore del M5S condito anche dall’ironia specie quando rivolgendosi a Sassoli lo ‘apprezza’ per le sue aperture essendo “uno del Pd” Immediate le reazioni politiche a caldo in Italia. Per l’azzurra Elvira Savino la “democrazia e’ in pericolo”, mentre per Matteo Orfini (Pd), Grillo vuole andare avanti a colpi di referendum. L’eurodeputato Castaldo (M5S) definisce invece il messaggio di Grillo un “messaggio d’amore e di speranza per una Europa piu’ democratica, giusta, sostenibile e solidale”.. “Viviamo un momento particolare perche’ ci accorgiamo che dobbiamo anche adeguare le nostre democrazie, se vogliamo che il post covid non ci faccia abdicare alla democrazia allora dobbiamo adeguarla”, sottolinea da parte sua Sassoli, precisando che “questo non vuol dire non tenere conto della centralita’ delle nostre istituzioni, che garantiscono sempre un patrimonio di valori, ma significa anche adeguarne gli strumenti”.

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Cultura

All’Università di Cambridge assegnato l’Hare Prize ad studiosa italiana Lea Niccolai

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L’edizione 2020 del prestigioso Hare Prize, il premio conferito dall’Universita’ di Cambridge alla migliore tesi di dottorato in Lettere Classiche, e’ stato assegnato ad una studiosa italiana, la ventottenne romana Lea Niccolai. Una copia della sua tesi di dottorato in storia antica, “Age of Philosophy: the Self-Representation of Power in the Post-Constantinian Empire”, uno studio della trasformazione del linguaggio del potere nel IV secolo d.C. attraverso gli scritti dell’imperatore Giuliano “l’Apostata”, verra’ conservata negli archivi dell’Universita’ inglese e un premio di 2.000 sterline verra’ corrisposto all’autrice.  

Lea Niccolai, già studentessa del liceo classico Anco Marzio di Ostia, allieva poi della Scuola Normale Superiore di Pisa, laureata all’universita’ di Pisa in Lettere Classiche e in Orientalistica, ha conseguito il dottorato presso il King’s College di Cambridge e dal 2019 e’ Research Fellow in Classics / Oriental Studies a Peterhouse, Cambridge.

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Corona Virus

“Posti Covid esauriti all’Ospedale Cotugno, subito restrizioni perchè in Campania la situazione è fuori controllo”

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“Oggi non possiamo più parlare di casi di importazione per i soggetti che sono tornati dalle vacanze, abbiamo dei focolai autoctoni che si sono generati nella nostra regione e che stanno determinando un incremento del numero dei contagi e dei ricoveri. La cosa che più mi preoccupa, rispetto alla fase iniziale, è che molti siano asintomatici o che comunque presentino una scarsa sintomatologia”  ha detto Maurizio Di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – Cotugno di Napoli a Radio Crc, annunciando un incontro, oggi alle 13, con il presidente De Luca. Di Mauro ha spiegato perchè, a suo modo di vedere “deve scattare assolutamente qualche elemento più restrittivo”. “Al di fuori dei nostri ospedali – aggiunge – sembra che non ci sia più nulla. Ho seguito eventi come quello di San Gennaro, ho visto troppe persone non indossare la mascherina e non rispettare il distanziamento. Non c’è più controllo. L’età media si sta rialzando e ciò vuol dire che a pagarne le conseguenze sono le persone più anziane o che hanno patologie pregresse. La Campania è una regione che ha dimostrato un grande senso di civiltà durante il lockdown, ora però ci siamo totalmente lasciati andare”. “Il Cotugno in questo momento è pieno per quanto riguarda i posti Covid – ha concluso Di Mauro – non voglio che torni ad essere l’ospedale Covid-19, abbiamo anche altri pazienti da curare. Occorre una programmazione su scala regionale. Bisogna dare assistenza a tutti i malati, nella prima fase infatti sono triplicati i morti per infarto. Siamo in tempo, abbiamo pochi pazienti in terapia intensiva, per questo la situazione deve restare sotto controllo, garantendo tutti i livelli assistenziali”.

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