Collegati con noi

Politica

Elezioni Comunali in Sicilia, terremoto a Castelvetrano: vince il M5S con Enzo Alfano

Avatar

Pubblicato

del

Il M5s vince nel Comune di Castelvetrano, in provincia di Trapani. È la città del superlatitante Matteo Messina Denaro: a metà scrutinio il candidato pentastellato Enzo Alfano supera il 60%. Un vantaggio incolmabile.

Advertisement
Continua a leggere

Politica

Il caso di Arata infiamma lo scontro 5S-Lega, sono ore cruciali anche per la riforma delle Autonomie

Avatar

Pubblicato

del

Attacchi incrociati, minacce di crisi piu’ o meno velate, il caso Siri-Arata a complicare ulteriormente una situazione gia’ molto precaria. Il governo si avvia alla sua settimana cruciale sull’onda di uno scontro permanente tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Scontro che oggi si arricchisce di due ingredienti: il nuovo attacco frontale del leader della Lega al ministro Danilo Toninelli e l’offensiva, durissima, del capo politico M5S sull’onda delle nuove intercettazioni ambientali di Paolo Arata. Sullo sfondo un mercoledi’ da cerchiare in rosso: quel giorno il premier Giuseppe Conte parlera’ sia alla Camera, sia al Senato sul caso dei fondi russi alla Lega, con Salvini che, finora, non ha risposto alla “chiamata” del presidente di Montecitorio Roberto Fico. A minacciare la fragilissima stabilita’ giallo-verde c’e’ anche il caso Arata e le nuove intercettazioni in cui si evincerebbe una complicata trama per nominare Armando Siri al governo e in qualche modo influenzare il ruolo di Di Maio. “E’ gravissimo. Se qualcuno, esterno al governo, ha provato a manipolare le scelte di governo, a controllare o sabotare l’azione del M5S, pretendo – e lo chiedero’ alla magistratura – la massima chiarezza”, tuona Di Maio. E, anche sull’Autonomia, il leader M5S sceglie di non mandarle a dire. “La riforma va fatta, ma dobbiamo scriverla bene. Se qualcuno sta giocando a spaccare l’Italia o il governo, non lo permetteremo a nessuno”, avverte il vicepremier. I nodi, sull’Autonomia, verranno al pettine con le riunioni ristrette – decisiva quella con i tecnici del Mef – convocate dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi domani pomeriggio. Premier che, in queste ore, non si sbottona sulle minacce di crisi o di ribaltone e, anzi, risponde alle polemiche convocando gia’ per giovedi’ parti sociali e imprese sulla manovra. E rivendicando, cosi’, il ruolo di premier davanti a Salvini. Il leader della Lega, nel frattempo, si tiene a distanza anche geografica da Roma. Pungola, attacca, avverte. Arriva a Rovezzano, teatro dell’incendio che ha messo in tilt le ferrovie italiane, e attacca Toninelli sul licenziamento di Pierluigi Coppola. “Mi sembra che gli italiani abbiano chiesto piu’ si’, non ci siamo proprio”, sottolinea Salvini lasciandosi aperta qualsiasi strada sul futuro del governo: “siamo nelle mani di Dio”. Il pressing interno su Salvini per una rottura cresce di ora in ora, alimentato anche dai sondaggi che, nonostante le inchieste, danno la Lega in costante crescita. Il titolare del Viminale, per ora, non decide. Nega la voglia di rimpasto ma, mai come in questi giorni, mette nel mirino il titolare del Mit, attaccato peraltro anche da un fedelissimo di Di Maio, come Max Bugani, furioso per il si’ del ministero al passante di Bologna. Salvini non sembra neppure aver voglia, ora, di vedere Conte o Di Maio, sebbene il premier lo attenda per un confronto prima della sua informativa sui fondi russi. Informativa nella quale Conte difendera’ il governo nella sua collegialita’ ma che potrebbe trasformarsi in una sfida diretta qualora Salvini dovesse decidere di parlare dai banchi delle Lega. Nel frattempo il leader leghista risponde picche alla “chiamata” in Aula della presidenza della Camera sul caso. “Mi occupo della vita reale, non di fantasie”, sottolinea. E anche l’incontro con Di Maio latita pericolosamente. “Non c’e’ una riunione in agenda, prima o poi lo vedro'”, glissa Salvini, facendo infuriare l’alleato. “Io ho proposto di vederci, le persone adulte si parlano. Ora tocca a lui”, replica il leader M5S. E finche’ i due non si vedranno il rischio crisi, sia pure molto sfumato in questo momento, non puo’ ritenersi archiviato.

Continua a leggere

Politica

Di Maio parla del salario minimo orario: meno di 9 euro all’ora non è lavoro ma schiavitù

amministratore

Pubblicato

del

Continua a leggere

In Evidenza

Autonomia, lettera del premier Conte ai veneti e ai lombardi

Avatar

Pubblicato

del

Di seguito la lettera che il premier Giuseppe Conte ha scritto per i cittadini di Lombardia e Veneto in merito al progetto di riforma delle autonomie regionali.

 

Cari Cittadini della Lombardia e del Veneto,

ritengo doveroso rivolgere, a Voi direttamente, un chiarimento. Su molti giornali stanno montando le polemiche sul tema dell’autonomia differenziata, alimentate anche da dichiarazioni di esponenti delle forze di maggioranza, ma in particolare dalle prese di posizione dei Governatori delle vostre Regioni.

Il progetto riformatore è molto importante sul piano politico e molto complesso sul piano giuridico, ed era prevedibile che – approssimandosi i passaggi decisivi – la tensione politica e mediatica salisse sempre più.

Il lavoro istruttorio sin qui svolto è stato molto faticoso. Si tratta di trasferire interi blocchi di competenze, legislative e amministrative, dallo Stato alle Regioni che lo richiedono.

Devo ringraziare il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Erika Stefani, per il grande impegno con cui ha portato avanti questo lavoro istruttorio. E devo ringraziare anche tutti i singoli Ministri e i loro staff per avere lealmente collaborato a questa impegnativa opera di ricognizione delle materie e competenze trasferite, analizzando responsabilmente le varie ricadute (politiche, giuridiche, amministrative, economiche, sociali).

Da alcune settimane siamo ai passaggi finali. Vi erano vari snodi politici, che richiedevano una condivisa ponderazione. Per questa ragione mi sono assunto la responsabilità di coordinare personalmente questi incontri. Era necessario farlo per imprimere la spinta finale. Abbiamo avuto riunioni interminabili, abbiamo esaminato il testo articolo per articolo, per superare tutti i dubbi residui.

Abbiamo operato in un clima di condivisione, con tutti i Ministri coinvolti, senza guardare alla distinzione di colori o appartenenze politiche. Manca ancora poco e poi saremo pronti per portare la bozza finale in Consiglio dei Ministri. Avremo un testo serio e credibile, che verrà incontro alle Vostre richieste e, nel contempo, sarà compatibile con il disegno costituzionale.

Mi piacerebbe portare questa bozza e metterla in votazione già alla prossima riunione del Consiglio dei Ministri. Le polemiche e le ultime dichiarazioni stanno però compromettendo questi ultimi passaggi. Invito tutti a considerare che un progetto riformatore così rilevante e articolato non può essere valutato sulla base dell’anticipazione di qualche singolo suo aspetto. Esprimere un giudizio su singole questioni, soprattutto in questa fase, non può che condurre a una visione parziale e limitata.

Il giudizio finale andrebbe riservato alla bozza definitiva che verrà approvata dal Consiglio dei Ministri. Le polemiche politiche non mi sorprendono, considerate le mie responsabilità e, quindi, la mia esposizione.

Confido però che possiate tutti apprezzare l’impegno enorme che stiamo profondendo per venire il più possibile incontro alle Vostre richieste e, nel contempo, la responsabilità che abbiamo di rappresentare l’intera Comunità nazionale.

Se non potremo accogliere, per intero, tutte le richieste che ci sono pervenute e non potremo trasferire, in blocco, tutte le materie che ci sono state indicate, non sarà per insensibilità nei Vostri confronti.

Sarà per la convinzione che, piuttosto che declamare – a esclusivo uso politico e mediatico – una cattiva riforma sicuramente destinata a cadere sotto la scure della Corte costituzionale, è preferibile realizzare un progetto ben costruito, che vi offra vantaggi reali, che siano sostenibili anche nel tempo. Senza contare che questo progetto riformatore non è questione affidata esclusivamente alla dialettica Governo-Regioni, in quanto l’ultima parola spetta al Parlamento: un progetto ben strutturato e ben sostenibile sul piano costituzionale potrà superare più agevolmente e rapidamente l’approvazione parlamentare.

Ai Vostri Governatori chiedo rispetto per me e per tutti i Ministri che stanno lavorando con me, indistintamente, della Lega e del MoVimento 5 Stelle. Le agenzie riportano, da ultimo, dichiarazioni che scadono nell’insulto, tanto più inaccettabili in quanto pronunciate da rappresentanti istituzionali e rivolte a rappresentanti istituzionali.

Dopo mesi e centinaia di ore di attento lavoro, dedicato alle Vostre esigenze, reputo a dir poco ingeneroso sostenere che siamo poco attenti alle Vostre sensibilità. Le Vostre richieste stanno a cuore anche a noi. Come pure ci stanno a cuore la sorte dei restanti 45 milioni di cittadini italiani.

Se il confronto civile terrà il luogo degli insulti più recenti, mi dichiaro sin d’ora disponibile a incontrare i Vostri Governatori, per considerazione nei Vostri confronti, anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei Ministri, in modo da poterli tenere compiutamente aggiornati.

Per me l’autonomia non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene a Voi e all’Italia intera.
Vi prometto che tornerò presto a farVi visita,

Giuseppe Conte

Continua a leggere

In rilievo