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Egitto, è morto in carcere a 91 anni l’ex presidente Hosni Mubarak

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– E’ morto l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, aveva 91 anni. Lo riferiscono i media locali. Mubarak è morto oggi all’ospedale militare Galaa al Cairo, ha reso noto il cognato, il generale Mounir Thabet, spiegando che era presente tutta la famiglia. E che la presidenza egiziana si incarichera’ di organizzare i funerali. Mubarak e’ stato uno dei simboli del potere autoritario in Nord Africa che porto’ all’inizio della Primavera araba. In Egitto la rivolta di massa lo costrinse a farsi da parte nel 2011, dopo 30 anni al potere. In seguito fu arrestato e trascorse alcuni anni in carcere con varie accuse: corruzione, appropriazione indebita, e per aver represso la protesta in modo violento. Nel 2017 fu assolto dalla maggior parte delle accuse e liberato. Era malato da tempo

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L’Austria non riapre i confini all’Italia per turismo, tensione Roma-Vienna

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L’Austria chiude all’Italia con un nuovo schiaffo che la esclude, per il momento, dall’elenco di sette Paesi confinanti ai quali il cancelliere Sebastian Kurz riapre invece i confini. Una decisione che ha provocato la dura reazione da parte del premier Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e fa salire la tensione tra Roma e Vienna, mentre l’Unione europea invita a evitare discriminazioni in base alla nazionalita’. I cittadini di Germania, Svizzera, Liechtenstein, Slovenia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca sono liberi di viaggiare senza controlli “come prima del coronavirus”, ha annunciato il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg per il quale “i dati non lo consentono invece con l’Italia”. Affermazione appena temperata dalla precisazione che “non e’ una decisione contro l’Italia” e che il governo austriaco effettuera’ una nuova valutazione la prossima settimana perche’ “l’obiettivo resta la riapertura appena i dati lo consentiranno”. “Sono decisioni discriminatorie che non ritengo accettabili”, e’ stata la risposta secca del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si e’ chiesto se l’Italia paradossalmente si trovi a “pagare il prezzo di una grande trasparenza” mostrata sulla pandemia. “Gli individualismi violano lo spirito comunitario e danneggiano l’Europa e il mercato unico”, la reazione a caldo del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, fiducioso, comunque, in una prossima evoluzione positiva. Il titolare della Farnesina ha infatti sentito nel pomeriggio l’omologo austriaco registrando “la disponibilita’ a far confrontare i nostri ministeri della Salute sui dati epidemiologici”, che per l’Italia sono “migliori” di altre aree d’Europa. La decisione di Vienna insomma, ha riferito Di Maio, “non e’ definitiva”. All’attacco le opposizioni, dai deputati della Lega del Trentino Alto Adige all’Udc a Forza Italia, che denunciano debolezza da parte dell’esecutivo e chiedono reazioni piu’ decise.

Premier Austriaco. Sebastian Kurz

Dall’Unione europea e’ arrivata invece una salomonica dichiarazione che si astiene dall’entrare nel merito delle “misure prese dai singoli Stati” ma ricorda, in base alle proprie linee guida, “il principio molto importante della non discriminazione basato sulla nazionalita’”. Si rafforza invece la partnership tra Italia e Francia dopo il bilaterale a Roma tra Di Maio e il collega Jean-Yves Le Drian. Se l’Italia si sta rialzando “lo dobbiamo anche all’aiuto dei nostri amici e tra questi c’e’ la Francia”, e’ stato il ringraziamento del titolare della Farnesina ai cugini d’Oltralpe che hanno i confini interni dell’area Schengen aperti, compresi quindi quelli con l’Italia. Sottolineando che Roma ha scelto oggi di riaprire le frontiere e che servono “regole uniformi” per garantire viaggi sicuri ai cittadini europei, Di Maio ha voluto calcare sul fatto che “ci aspettiamo reciprocita’ da tutti gli altri Paesi”. Un messaggio all’Austria, rafforzato dal “rammarico” per le chiusure da parte di alcuni Paesi, tra cui ovviamente “non c’e’ la Francia”. Cortesia restituita da Le Drian: “L’Italia mi mancava e sono venuto appena ha aperto”. La Germania, intanto, ha deciso di eliminare dal 15 giugno lo sconsiglio sui viaggi verso i Paesi europei che sara’ sostituito da avvisi per i 26 Paesi partner dell’Ue, per i Paesi associati dell’area Schengen, Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, e per la Gran Bretagna. Il ministro degli Esteri Heiko Maas ha precisato che la misura entra effettivamente in vigore per tutti i Paesi che permettono l’ingresso ai concittadini europei e non lo limitano a causa della pandemia. Un via libera, quindi, anche da e per l’Italia. Di Maio, con un’offensiva diplomatica porte aperte, sara’ venerdi’ proprio in Germania, sabato in Slovenia e martedi’ in Grecia per dire che “l’Italia e’ pronta ad accogliere turisti stranieri, in sicurezza e con la massima trasparenza dei dati”. Appuntamento il 15 giugno anche per il Belgio. La premier Sophie Wilmes ha annunciato la riapertura delle frontiere ai Paesi dell’area Schengen al termine della riunione del Consiglio nazionale di sicurezza. Ad aprire le braccia invece al ritorno degli italiani e’ stato il premier britannico Boris Johnson: “Come back, siete tutti benvenuti”, ha detto, in italiano, nella conferenza stampa a Downing Street, rivolgendosi a quanti in questi mesi si sono dovuti allontanare dal Regno a causa della pandemia e degli effetti del lockdown. Johnson ha tuttavia ribadito che, almeno dall’8 al 29 giugno, tutti coloro che arriveranno o rientreranno dall’estero, italiani inclusi, “dovranno osservare una quarantena” di due settimane. “Capisco che e’ un’imposizione”, ha ammesso il premier, ma occorre venire a capo dell’epidemia e allontanare ora il rischio di “re-importare il virus”.(

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Minneapolis, l’agente Derek Chauvin incriminato per omicidio volontario: arrestati anche tre colleghi

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L’attorney general di Minnapolis ha riqualificato le accuse per la morte di George Floyd, accusando l’agente Derek Chauvin non piu’ di omicidio colposo ma di omicidio volontario non premeditato. Ora rischia sino ad un massimo di 40 anni di carcere, secondo il capo di imputazione depositato in tribunale.  L’attorney general di Minneapolis ha ordinato l’arresto anche per gli altri tre agenti coinvolti nella morte di George Floyd, accusandoli di complicita” in omicidio di secondo grado, ossia omicidio volontario non premeditato. Lo riportano i media Usa.

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Alla Tv inglese parla Sileri: “Fu Johnson a dire a Conte che il Regno Unito puntava all’immunità di gregge”

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Sarebbe in una telefonata a Giuseppe Conte la prova dell’illusione coltivata sino a meta’ marzo anche da Boris Johnson, oltre che da alcuni suoi consulenti scientifici, di poter diluire la diffusione del coronavirus nel Regno Unito sperando che il contagio progressivo della maggioranza della popolazione producesse una qualche forma spontanea d’immunita’ collettiva: o “immunita’ di gregge”. A sostenerlo e’ il viceministro italiano della Sanita’, Pierpaolo Sileri, in una intervista concessa alla tv britannica Channel 4 – e anticipata in parte dal Mail – per un documentario in onda stasera che rilancia le accuse sui ritardi imputati al governo Tory nella gestione iniziale dell’emergenza Covid-19. Emergenza poi dilagata anche Oltremanica fino a un totale ormai stimato fra 40 e 50.000 morti, record europeo attuale e secondo peggior bilancio al mondo in cifra assoluta dopo gli Usa. “Era il 13 marzo – le parole attribuite a Sileri – lo ricordo perfettamente essendo la stessa settimana in cui ho scoperto di avere il Covid. Parlai con il presidente del Consiglio per dirgli che ero risultato positivo al test e Conte mi disse che aveva parlato al telefono con Johnson… Ricordo che Conte disse: ‘Mi ha detto che vuole l’immunita’ di gregge’. Allora io replicai: ‘Guarda, sono a letto, con la febbre e questa non e’ un’influenza normale, e’ qualcosa di piu’ grave’. E dopo pensai: speriamo che Johnson proceda col lockdown”. Se esatto, questo racconto metterebbe in discussione la tesi ufficiale del governo britannico di non avere mai sposato in realta’ la strategia dell’immunita’ di gregge, pur evocata lo stesso 13 marzo in un’intervista dal professor Patrick Vallance, consigliere scientifico capo del premier. Tesi peraltro ribadita in queste ore da un portavoce di Downing Street, con una secca smentita del “frettoloso documentario” di Channel 4. Sia come sia, resta vero il fatto che Johnson solo dal 16 marzo decise la svolta verso il lockdown, poi decretato il 23, spinto dalla pressione di uno studio da incubo dell’Imperial College, firmato dall’equipe dell’epidemiologo Neil Ferguson, stando ai cui modelli di previsione il Regno avrebbe rischiato in assenza di restrizioni sociali fra 250.000 e mezzo milione di morti. Modelli che peraltro secondo un’altra fonte citata dalla tv – il professor Graham Medley, della London School of Hygiene and Tropical Medice, membro del comitato di esperti chiamato a consigliare l’esecutivo (Sage) – il premier e i suoi ministri avrebbero avuto sul loro tavolo gia’ da meta’ febbraio.

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