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Cinema

Italian Movie Award, quest’anno si celebra il genio di Leonardo con le star del cinema a Pompei

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Presentazione a Cannes, presso l’Italian Pavilion, in occasione del 72° Festival De Cannes, della XI edizione dell’Italian Movie Award, Festival Internazionale del Cinema Italiano all’Estero. Questa edizione sarà dedicata al 500° anniversario dalla scomparsa di Leonardo da Vinci, inventore, artista, scienziato e talento universale del Rinascimento che incarnò in pieno lo spirito della sua epoca.  Il Presidente e Direttore Artistico Carlo Fumo, regista, con lo storico  conduttore del Festival, Luca Abete, irriverente inviato di Stricia la Notizia, hanno annunciato le date del Festival che si terrà presso l’Italian Movie Arena nel parco de La Cartiera di Pompei dal 27 luglio al 4 agosto. Ed hanno comunicato tutte le novità della prossima edizione sempre più ricca di iniziative di formazione professionale, informazione e cultura legate al cinema. Tra le tante novità, Carlo Fumo ha sottolineato l’evoluzione dell’Italian Media Master giunto alla VI Edizione e la implementazione del percorso formativo gratuito per 100 studenti provenienti da tutt’Italia e dall’estero che quest’anno vedrà, oltre alla oramai consolidata partnership della Scuola di Cinema di Napoli anche  la prestigiosa collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

La XI edizione dell’Italian Movie Award avrà come partner un brand internazionale leader nell’innovazione come Intel, che fornirà al Master un supporto tecnologico all’avanguardia. Tutti gli studenti della masterclass potranno usufruire di un potente PC dotato di SSD Intel® Optane™, unità di archiviazione ad alta velocità, e processore Intel® Core™ X di ultima generazione. Parliamo di software e hardware di ultimissima generazione in grado di trasformare il PC in uno studio cinematografico professionale capace rapidamente e simultaneamente di creare e di gestire enormi file in 4K e fino a 8k o superiori per progetti audiovisivi e altri carichi di lavoro intensivi, come esperienze di realtà virtuale (VR) ad alta qualità. Infine, Intel assegnerà il premio Italian Movie Award | Best Animation al miglior cortometraggio di animazione, nel concorso internazionale per cortometraggi “Short Social World Competition”. Il Master permetterà ad ogni singolo partecipante di sviluppare competenze audiovisive con l’esperienza e l’insegnamento di importanti professionisti del settore e docenti universitari. Al termine verrà realizzato anche un contenuto video con tutti i partecipanti mediante l’utilizzo di attrezzature cinematografiche. Per partecipare sarà sufficiente scaricare e inviare il modulo di iscrizione firmato, facilmente reperibile sul sito www.italianmovieaward.it.

Il Festival torna dopo il grande successo di pubblico e critica ottenuto durante le celebrazioni in occasione della X edizione. Oltre 32.000 presenze nella storica Città di Pompei. Mentre, in occasione della cerimonia di premiazione tenutasi a New York all’interno del prestigioso Frank A Bennack Theater, presso il The Paley Center for Media di Manhattan, trasmessa dalle reti Mediaset Iris, Extra e Mediaset Italia, ha superato 1 milione di ascoltatori in Italia e all’estero grazie alla trasmissione dell’evento sulle reti Mediaset. Luca Abete ha ricordato lo straordinario cammino del festival che lo vede nel ruolo di conduttore dal 2009. All’inviato di Striscia La Notizia è toccato l’onore di annunciare il nome della madrina dell’edizione 2019. Sarà l’attrice Diana Del Bufalo, che ha condotto proprio insieme ad Abete il festival a New York a dicembre. La Del Bufalo sarà presente al festival in occasione della giornata di apertura sabato 27 luglio, con la proiezione speciale del film “Dieci Giorni Senza Mamma” di Alessandro Genovesi. Abete ha poi ricordato come l’evento di New York è stato un altro importante e qualificante successo messo a segno in dieci anni di lavoro. “Dagli States bisognerà ripartire – ha spiegato Abete – per una seconda fase che vedrà il festival raggiungere un livello di maturità maggiore, in grado di rappresentare sempre di più in tutto il mondo la nostra meravigliosa terra, la bella Campania, la meravigliosa e ricchissima di storia Pompei”.

Carlo Fumo ha voluto ricordare con un video riassuntivo i grandi successi degli ultimi anni e in particolare spiegare che l’obiettivo del festival “è la creazione entro il 2020 di una piattaforma online che permetta a tutti gli italiani residenti all’estero di visualizzare tutti i lungometraggi, documentari e cortometraggi in nomination, votandoli comodamente da casa”. Un modo per rendere tutti protagonisti dell’Italiana Movie Award. In questo modo il Festival potrà rafforzare maggiormente la propria mission di valorizzazione della cultura cinematografica italiana. A New York dopo la partecipazione e premiazione di Paolo Genovese, Alessandro Borghi, Carolina Crescentini, Matteo Garrone, Salvatore Esposito, Diana Del Bufalo, Francesca Chillemi e Luca Abete nel 2018 saranno presenti quest’anno oltre i talent italiani anche importati personalità italo-americane. In occasione del Festival a Pompei verranno annunciate tutte le nomination dei premi che saranno consegnati a New York a novembre.

Ma proprio da Cannes il Presidente Carlo Fumo ha già  annunciato le prime tre nomination delle categorie ufficiali dell’edizione 2019: per i lungometraggi il film “La Paranza Dei Bambini” di Claudio Giovannesi distribuito da Vision Distribution e premiato all’ultimo Festival di Berlino. Per i cortometraggi l’opera “Anna” di Federica D’Ignoti con Valentina Lodovini e Pietro De Silva prodotto da Freak Factory. Per i documentari l’opera di Wilma Labate “Arrivederci Saigon” presentato a Venezia75 e prodotto da Solaria Film. Infine è stata annunciata durante il festival, la proiezione speciale del film “Il Grande Salto” opera prima del regista Giorgio Tirabassi (che sarà presente a Pompei), prodotto dalla Sunshine Production, società romana premiata proprio a NYC con l’Italian Movie Award come miglior produzione indipendente del 2018.

Durante la conferenza, molto emozionante la presentazione ufficiale della promo 2019 dedicata al tema: “Leonardo Da Vinci | Conoscenza e Innovazione”. Il video è stato girato all’interno del Castello ottocentesco della Villa D’Ayala nel Comune di Valva in Provincia di Salerno a 80km circa dalla location del festival a Pompei. Quest’anno nella Villa D’Ayala grazie alla collaborazione con Jaguar – Pdm Salerno verrà realizzata un’esclusiva lounge. Qui si fonderanno il passato e il futuro grazie alla presenza di colonnine di ricarica mobile per dar vita e energia alle vetture Jaguar E-Peace elettriche, che condurranno tutte le Personalità presenti al Festival 2019 all’interno della Villa e all’Italian Movie Arena a Pompei.

“Partecipare a Italian Movie Award – ha concluso il regista e patron del Festival Carlo Fumo –  significa cogliere una straordinaria opportunità di presentarsi in un contesto creativo, internazionale e stimolante. Un luogo, la meravigliosa Pompei che il mondo intero ci invidia e ammira, dove il cinema incontra la storia, e dove i valori e il sociale fanno da filo conduttore a tematiche che meritano grande attenzione.

Un’organizzazione giovane e di talento che negli anni ha raggiunto grandi risultati sul territorio nazionale e internazionale, aiutando la formazione, la diffusione della cultura, della lingua e del turismo italiano all’estero, attraverso il cinema e iniziative culturali originali e innovative. Sostenendo spesso anche la ricerca scientifica e lo sviluppo culturale e tecnologico della società, attraverso studi e progetti che mirano all’ottenimento di risultati capaci di migliorare la vita di tutti, in meglio. La cultura è l’unico bene dell’umanità che se condiviso, anziché diminuire, diviene sempre più grande”.

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Barack Obama, dopo il Nobel per la pace anche un premio Oscar

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Dopo il premio Nobel per la pace, per Barack Obama anche un premio Oscar: “American Factory” (in italiano Made in Usa – Una fabbrica in Ohio) di Steven Bognar, Julia Reichert e Jeff Reichert. E’ il primo documentario di Higher Ground, la societa’ di produzione dell’ex presidente e di Michelle. Obama ha subito twittato: “congratulazioni a Julia e Steven, i registi dietro American Factory, per aver raccontato una storia cosi’ complessa e commovente sulle conseguenze molto umane del difficile cambiamento economico. Sono felice di vedere due persone assolutamente perbene e talentuose portare a casa l’Oscar per la prima produzione di Higher Ground”.

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La notte degli Oscar: Joaquin Phoenix miglior attore protagonista per Joker, Parasite il miglior film

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Il miglior film è “Parasite” e porta  casa 4 statuette, tutte pesanti. Oltre a miglior film anche miglior regìa, miglior sceneggiatura e miglior film internazionale, è infatti coreano.

Oscar per il miglior attore protagonista a Joaquin Phoenix: il premio per la magistrale interpretazione del cattivo nel film Joker di Todd Phillips era atteso, secondo le previsioni. Sul palco ha ricordato il fratello morto giovane tragicamente: “Abbiamo avuto paura di cambiare, ha detto nel ricevere la statuetta, sono stato un collega difficile, non ero una bella persona ma mi hanno dato la possibilità di cambiare”.

“Joker” ha vinto anche per la migliore colonna sonora originale Statuetta a Hilder Guonadottir.

Il miglior film è “Parasite” e porta  casa 4 statuette, tutte pesanti. Oltre a miglior film anche miglior regìa, miglior sceneggiatura e miglior film internazionale. Ilpremio per la miglior regia va al sudcoreano Bong Joon Ho che ha omaggiato tutti gli altri registi in nomination: “Mi piacerebbe avere una motosegna per dividere il premio con voi”, ha detto.  Bong Joon-Ho li ha ringraziati a partire da Martin Scorsese che ha ricevuto una standing ovation ed ha spiegato di aver studiato i suoi fil. Rivolgendosi a Tarantino ha poi detto: “Quentin ha sempre messo i miei film nella lista dei preferiti anche quando non mi conosceva nessuno negli Usa. Todd (Phillips) Sam (Mendes) vi ammiro”.

Oscar per la miglior attrice protagonista a Renee Zellweger per la magistrale interpretazione di Judy: lei ha dedicato l’importantepremio ai genitori arrivati negli Stati Uniti da immigrati.

È Brad Pitt il miglior attore non protagonista. Nel ricevere la statuetta, dedicata ai suoi bambini (“Tutto perde”) ha rivolto un ringraziamento a  Quentin Tarantino:”Il cinema sarebbe triste senza di te, ha detto l’attore, sei originale, davvero unico”. Brad Pitt  ha ricevuto l’Oscar per C’era una volta a…Hollywood, è  la seconda statuetta in carriera.

Pitt dal palco ha anche accusato il Senato a maggioranza repubblicana di aver bloccato la testimonianza di Bolton, ex Consigliere per la sicurezza nazionale, nel corso del processo per l’impeachment del presidente Donald Trump.

Oscar per la migliore attrice non protagonista va a Laura Dern per Storia di un matrimonio di Noah Baumbach.”È  un onore essere qui”, ha detto Laura Dern ringraziando l’Academy e  regista e attori del film, distribuito da Netflix, ma in particolare ha voluto rendere omaggio ai genitori, definiti i suoi “supereroi”. Questo Oscar e’ “il miglior regalo di compleanno che si possa ricevere”, ha detto la Dern, nata proprio il 10 febbraio del 1967.

Omaggio a Kobe Bryant sul red carpet degli Oscar su Hollywood Boulevard a Los Angeles: protagonista Spike Lee, che indossava uno smoking color viola e oro con il numero 24 applicato sulla giacca. Lee, un fan del basket, nel 2009 ha diretto il documentario “Kobe: Doin’ Work” sulla celebre etica del lavoro della star dei Lakers morto tragicamente due settimane fa in un incidente di elicottero. “Ci manca a tutti” ha detto il regista.

L’Oscar per la miglior canzone originale va a Elton John e Bernie Taupin per (I’m Gonna) Love me Again del film Rocketman. Per Elton John è

il secondo Oscar dopo quello vinto nel 1995 per Il Re Leone.

 

 

La statuetta per i migliori effetti speciali va a Guillaume Rochereon, Greg Butler e Dominic Tuohy per 1917 di Sam Mendes.1917 vince per la migliore fotografia Statuetta a Roger Deakins. L’Oscar per il miglior sonoro va a Mark Taylor e Stuart Wilson per 1917 di Sam Mendes.

L’Oscar per la migliore scenografia va Barbara Ling (production design) e Nancy Haigh (set decoration) per C’era una volta a…Hollywood di Quentin Tarantino. Quello per il miglior trucco e acconciatura va a Kazu Hiro, Anne Morgan e Vivian Baker per Bombshell – La voce dello scandalo di Jay Roach.

Oscar per i migliori costumi a Jacqueline Durran per Piccole Donne di Greta Gerwig. Per la costumista si tratta della seconda statuetta dopo quella vinta nel 2013 per Anna Karenina.

The Neighbors’ Window, regia di Marshall Curry, vince l’Oscar per il miglior cortometraggio.

L’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale va a Taika Waititi per Jojo Rabbit.

American Factory si aggiudica l’Oscar per il miglior documentario. Il film di Steven Bognar, Julia Reichert e Jeff Reichert, distribuito da Netflix, è sui diritti dei lavoratori.

Toy Story 4 di Josh Cooley ha vinto l’Oscar come miglior film d’animazione.

l’Oscar come miglior corto d’animazione va a Hair Love, regia di Bruce W. Smith, Matthew Cherry e Everett Downing Jr.

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Addio a Kirk Douglas, indimenticabile Spartacus di Hollywood

È morto all’età di 103 anni Kirk Douglas, icona di Hollywood e star di film cult come “Spartacus”. Lo riferiscono i media americani. Kirk Douglas, che aveva festeggiato il suo 103esimo compleanno lo scorso 9 dicembre, era il più longevo detentore di un premio Oscar.

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E’ stato probabilmente l’ultimo dei ”duri’ della Hollywood degli anni d’oro e la leggenda vuole che si sia spaventato una volta sola quando e’ stato colpito da un ictus all’inizio del 1996 e arrivo’ in ospedale ”letteralmente terrorizzato” come si affrettarono a raccontare i medici ai cronisti. Ma poi e’ arrivato alla meravigliosa eta’ di 103 anni, ictus a parte Issur Danielovitch, vero nome di Kirk Douglas unico maschio di sette figli emigrati ebrei russi, che ha interpretato nella vita vita piu’ o meno gli stessi personaggi nei circa 80 film che lo hanno visto protagonista in oltre 50 anni di carriera. Fisico roccioso, carattere spigoloso come ben sanno i registi che lo hanno diretto, Douglas ha affrontato con orgogliosa caparbieta’ la difficolta’ che la vita gli ha posto davanti: dalla cronica poverta’ dell’infanzia ai rapporti difficile con il il padre che pure lo incoraggio’ nella sua carriera, alla non facile gestione dei quattro figli maschi Michael, Joel, Peter ed Eric dei quali fu padre-padrone egocentrico ed invadente. Ma il ruolo di ‘macho’ non e’ stato l’unico che amava ricordare in una lunga ed articolata carriera.

Nato ad Amsterdam nello stato di New York il 9 dicembre 1916 da una famiglia di russi analfabeti (il padre, come ricordera’ nella sua autobiografia era un ”venditore di stracci”) si mantenne agli studi facendo il cameriere, poi il lottatore, poi finalmente il direttore dell’Accademia d’arte drammatica lo ammise gratuitamente per merito. Il suo esordio nel cinema dopo l’apprendistato a Broadway si deve a Lauren Bacall. Fu infatti la moglie di Bogart a segnalarlo al produttore de ”Lo strano amore di Marta Ivers”, che segno’ l’inizio della sua carriera nel 1946. Proprio ai suoi primi film faceva riferimento per parlare della versatilita’ della sua carriera, accanto alla Stanwyck era stato infatti un procuratore alcolizzato in ”Lettera a tre mogli’, poi nel 1949 sara’ nel film che gli dara’ la popolarita’ e una candidatura all’Oscar (”Il grande campione’), nei panni di un pugile egoista. Intanto due anni prima sul set de ‘Le vie della citta”’ aveva incontrato Burt Lancaster, l’amico di una vita con cui girera’ altri sedici film fino a ”Due tipi incorreggibili”.

Tutti film nei quali incarnava il classico duro. Protagonista di film iconici come ‘Spartacus’, ‘Orizzonti di Gloria’, ‘Il bello e il brutto’. Il giorno del suo compleanno da anni lo festeggiava donando agli altri: “Dare in beneficenza e’ un atto egoistico – diceva – perche’ mi fa stare bene”. Nel 2015 insieme alla moglie Anne Buydens – anche lei centenaria -, con la quale aveva condiviso la vita per oltre 60 anni, ha donato 15 milioni di dollari ad una clinica di Los Angeles per ex attori e lavoratori di Hollywood colpiti dal morbo di Alzheimer.

Nominato all’Oscar tre volte, Douglas ha ricevuto l’onorificenza piu’ prestigiosa dell’Academy: l’Oscar alla carriera nel 1996. Dopo la morte del figlio Eric per overdose, altre tragedie colpirono l’attore negli anni Novanta: nel 1991 Douglas sopravvisse per miracolo ad un incidente di elicottero dove due dei suoi compagni di volo persero la vita. Nel 1996 un ictus gli tolse la parola. Ma tenace come sempre, con ore ed ore di terapie riabilitative, Kirk riprese almeno un po’ la capacita’ di comunicare fino a conquistare l’oscar e superare il secolo. Di lui, tra gli ultimi rappresentanti della Hollywood degli anni d’oro, rimane il fisico atletico, lo sguardo azzurrissimo e un inconfondibile fossetta in mezzo al mento. La notizia della morte della leggenda del cinema e’ stata data da suo figlio, l’attore Michael Douglas, con un post su facebook: “E’ con grandissima tristezza che io ed i miei fratelli annunciamo che Kirk Douglas ci ha lasciati, all’eta’ di 103 anni. Per il mondo era una leggenda, un attore dell’epoca d’oro del cinema che ha vissuto a lungo nei suoi anni d’argento, un attivista umanitario la cui dedizione alla giustizia ha indicato uno standard al quale tutti noi possiamo aspirare. Ma per noi era solo un papa’”.

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