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Cronache

È morto Giuliano Spazzali, l’avvocato delle grandi difese tra Anni di Piombo e Mani Pulite

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Si è spento oggi a Milano Giuliano Spazzali (le foto del servizio sono dell’archivio Imagoeconomica), tra i penalisti più noti e discussi del secondo Novecento. Il suo nome è legato a doppio filo alle grandi stagioni giudiziarie della Repubblica, dagli Anni di Piombo a Tangentopoli, attraversando decenni di processi destinati a segnare la storia del Paese.

“Abbiamo perso il nostro maestro”, è il ricordo di chi con lui ha condiviso studio e lavoro, sintetizzando il ruolo formativo e professionale che Spazzali ha esercitato su intere generazioni di avvocati.

SERGIO CUSANI E GIULIANO SPAZZALI

Da Trieste a Milano, l’impegno nelle difese più controverse

Nato a Trieste il 1° gennaio 1939, Spazzali si trasferisce negli anni Sessanta a Milano, dove diventa il legale del Soccorso Rosso, assumendo la difesa di militanti della sinistra extraparlamentare.

Nel corso di una carriera durata oltre quarant’anni, è stato avvocato di numerosi anarchici milanesi, tra cui Pietro Valpreda, ingiustamente accusato per la strage di piazza Fontana, e del leader di Autonomia Operaia Toni Negri.

Tangentopoli e i “duelli” con Di Pietro

Negli anni Novanta, durante la stagione di Mani Pulite, Giuliano Spazzali torna al centro delle cronache come difensore di Sergio Cusani, imputato nel processo Enimont, il primo grande procedimento penale a diventare anche un caso mediatico.

In quell’aula prende forma il confronto diretto, spesso aspro, con Antonio Di Pietro, pm simbolo di Tangentopoli. Con lui Spazzali ingaggia veri e propri “duelli” processuali, diventando agli occhi dell’opinione pubblica la toga antagonista dell’accusa.

Le critiche al sistema giudiziario e al processo mediatico

Andato in pensione nel 2008, Spazzali si dedica ai suoi interessi personali – lettura, musica, mostre, viaggi e soprattutto la pittura – senza rinunciare a una lettura critica del sistema giudiziario italiano.

In più occasioni aveva denunciato la scomparsa del dibattimento come luogo centrale del processo: “Ormai l’aula non esiste più – diceva – sostituita dai riti alternativi che comportano la rinuncia alla ricostruzione della verità”. Forte anche la sua critica alla “spettacolarizzazione del processo”, che definiva fine a se stessa, parlando di una sorta di “doppia aula”, quella del tribunale e quella televisiva.

I ricordi e l’omaggio degli avversari

In queste ore sono numerosi i messaggi di stima. Sergio Cusani, profondamente colpito, non ha rilasciato dichiarazioni. Antonio Di Pietro, invece, ha voluto rendergli omaggio: “Onore all’avvocato Spazzali per essere stato tra i primi a interpretare il ruolo dell’avvocato nel nuovo processo penale accusatorio. Ho rispettato le sue arringhe quando era in vita e le rispetto ancora di più ora che se ne è andato”.

Con Giuliano Spazzali scompare una figura centrale dell’avvocatura italiana, protagonista di un’epoca in cui il processo era anche confronto culturale e civile, oltre che giudiziario.

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Cronache

Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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