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Cronache

È morto Emilio Fede, volto controverso e iconico del giornalismo italiano

È morto Emilio Fede, ex direttore del Tg1 e del Tg4, figura centrale della televisione italiana tra Rai e Mediaset. Dall’Africa a Desert Storm, fino ai processi giudiziari.

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«Ogni mattina leggo i necrologi. Se non c’è il mio nome, vado a farmi la barba», diceva con ironia Emilio Fede (nella foto Imagoeconomica), esorcizzando la paura della fine. È morto oggi, a 94 anni, assistito dalle figlie Simona e Sveva, nella residenza San Felice di Segrate, vicino Milano. L’ex direttore del Tg1 e del Tg4 lascia alle spalle una carriera lunga e controversa, che ha segnato la storia della televisione italiana.

Gli esordi e gli anni in Rai

Nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1931, Fede si trasferì a Roma nel dopoguerra. Dopo le prime esperienze nella carta stampata, entrò in Rai nel 1954, diventando inviato speciale in Africa per otto anni: raccontò la decolonizzazione e le prime guerre civili. Memorabile la sua inchiesta sulla “bistecca agli estrogeni”, che denunciava l’uso di farmaci negli allevamenti.

Con Sergio Zavoli lavorò a Tv7, prima di approdare alla conduzione del Tg1, che diresse ad interim dal 1981 al 1983. Sotto la sua guida, il Tg1 seguì in diretta il dramma di Vermicino con la vicenda di Alfredino Rampi, evento che segnò la nascita della cosiddetta tv del dolore.

L’approdo a Fininvest e la consacrazione al Tg4

Nel 1989 Emilio Fede entrò a Fininvest, alla corte di Silvio Berlusconi. Creò un nuovo stile televisivo con Studio Apertoe, nel 1991, fu il primo a dare la notizia in diretta dell’attacco americano a Baghdad per l’operazione Desert Storm, in una scenografia da lui stesso ideata.

Dal 1992 prese la guida del Tg4, dove impose un modello diretto e personale, tra notizie, commenti, polemiche e innovazioni come le rubriche regionali e le “meteorine”. Il suo nome divenne sinonimo di uno stile divisivo, osannato e criticato, tra satira e sanzioni.

Le ombre giudiziarie e il declino

Accanto ai successi professionali, Fede visse numerosi scandali giudiziari. Nel 2019 arrivò la condanna definitiva per il caso Ruby bis, con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione. Fu costretto a scontare la pena tra arresti domiciliari e servizi sociali. Nel 2021 la Cassazione confermò la condanna per tentata estorsione nel processo legato al suo licenziamento da Mediaset.

Celebre anche l’arresto nel 2020 sul lungomare di Napoli, mentre festeggiava l’89º compleanno: episodio poi ridimensionato dal giudice che sottolineò la sua autorizzazione a muoversi per motivi di salute.

Scrittore e volto popolare

Oltre alla televisione, Fede fu autore di numerosi libri, tra cui Finché c’è Fede, Privé. La vita è un gioco, Se tornassi ad Arcore. Al cinema comparve in cameo, come in Paparazzi di Neri Parenti, ed entrò in film d’autore attraverso filmati d’archivio, da Nanni Moretti a Marco Bellocchio.

L’ultimo addio

Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, i funerali di Silvio Berlusconi ad Arcore, il 14 giugno 2023: «È stato la mia vita», disse con emozione. Con lui scompare un protagonista controverso ma centrale della tv italiana, simbolo di una stagione irripetibile di giornalismo e spettacolo.

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Cronache

Ospedale del Mare, barelle a pagamento al pronto soccorso: indaga la Procura

Scandalo all’Ospedale del Mare: barelle affittate abusivamente al pronto soccorso. Indagini della Procura e dei Nas, avviata inchiesta interna.

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Scoppia il caso delle barelle affittate abusivamente al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. La vicenda è emersa dopo la denuncia pubblicata sui social dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, secondo cui i familiari di una paziente avrebbero pagato fino a 400 euro per una notte a una croce privata per sopperire alla mancanza di lettighe.

Dopo la segnalazione, i carabinieri del Nas hanno effettuato un’ispezione immediata. Sulla vicenda indaga anche la Procura di Napoli.

Le misure della Asl Napoli 1

La direzione della ASL Napoli 1 Centro è intervenuta vietando l’accesso alle ambulanze private nelle aree del pronto soccorso e inviando nuove barelle da altri presidi. Contestualmente è stata avviata un’indagine interna.

Secondo la relazione aziendale, il pronto soccorso dispone di 53 barelle, un numero ritenuto adeguato rispetto al flusso medio di pazienti, che può arrivare a circa 60 persone in osservazione breve.

Sovraffollamento e criticità

Il manager dell’Asl, Gaetano Gubitosa, ha spiegato che il sovraffollamento si registra soprattutto nei fine settimana e il lunedì mattina. Tra le misure adottate figurano la separazione dei flussi in triage, il rapido turnover dei pazienti e il trasferimento verso altri ospedali.

Sono previste ulteriori forniture di barelle entro fine mese.

La politica chiede chiarimenti

La vicenda ha sollevato reazioni politiche. Esponenti di Fratelli d’Italia hanno chiesto spiegazioni e annunciato un’interrogazione per fare luce sull’accaduto e prevenire eventuali abusi.

Accertamenti in corso

Le autorità stanno verificando i fatti per accertare eventuali responsabilità. Le ipotesi emerse dalla denuncia sono al vaglio degli inquirenti e dovranno essere confermate nelle sedi competenti.

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Cronache

Roma, 24enne muore precipitando dal sesto piano: indagini in corso

Un 24enne muore a Roma dopo una caduta dal sesto piano. Indagini dei carabinieri: ipotesi gesto volontario.

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Un ragazzo di 24 anni è morto a Roma dopo essere precipitato dal sesto piano di un edificio. L’episodio è avvenuto nel quartiere San Giovanni, dove sono intervenuti i carabinieri della stazione locale a seguito di una segnalazione al numero di emergenza 112.

La dinamica e i primi accertamenti

La caduta sarebbe avvenuta dall’interno di un appartamento adibito anche a studio medico, di proprietà del padre della vittima, un medico di famiglia di 62 anni. L’uomo si trovava nell’abitazione al momento dei fatti, ma in un’altra stanza.

Sul posto sono intervenuti anche i militari del Nucleo investigativo per i rilievi. Dai primi riscontri non sarebbero emersi segni di violenza o elementi che facciano ipotizzare il coinvolgimento di terzi.

Ipotesi al vaglio degli inquirenti

Secondo quanto emerso, sarebbero stati rinvenuti alcuni messaggi scritti dal giovane che farebbero ipotizzare un gesto volontario.

Gli accertamenti sono ancora in corso per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto.

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Cronache

Caivano, stesa al Parco Verde: tre arresti, ipotesi guerra per il controllo del territorio / VIDEO

Tre arresti per la stesa al Parco Verde di Caivano. Indagini della DDA: possibile scontro tra gruppi camorristici per il controllo del territorio.

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I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti napoletani, ritenuti gravemente indiziati di pubblica intimidazione con uso di armi e porto illegale di armi, con aggravante mafiosa.Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

La stesa nel Parco Verde

L’indagine ha ricostruito una “stesa” avvenuta il 27 settembre 2025 all’interno del Parco Verde di Caivano. In quell’occasione nove persone, a bordo di cinque ciclomotori, avrebbero esploso almeno otto colpi d’arma da fuoco in aria.

Le attività investigative hanno consentito, allo stato, di identificare tre presunti responsabili.

Ipotesi nuovi equilibri criminali

Secondo gli inquirenti, l’azione potrebbe essere collegata al tentativo di affermare una nuova egemonia criminale nell’area, dopo i recenti interventi giudiziari che hanno colpito esponenti apicali del clan Ciccarelli.

Si delineerebbe così un possibile riassetto degli equilibri camorristici, con l’interesse di gruppi legati alla criminalità organizzata di Napoli, in particolare dell’area di Scampia, per il controllo del traffico di stupefacenti nel Parco Verde.

Presunzione di innocenza

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e possono impugnare la decisione nelle sedi competenti.

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