Cronache
È incinta, la sua squadra l’ha citata per danni: la storia della pallavolista Lara Lugli ci fa vergognare tutti
Non e’ la prima, e quasi certamente non sara’ l’ultima. Ma la storia della gravidanza ‘vietata’ di Lara Lugli, schiacciatrice carpigiana del Pordenone nella B1 di pallavolo, diventa emblematica di un diritto ancora negato. “Ora basta”, dicono in coro da Assist, l’associazione delle atlete, a Italia Viva, Pd e M5s, mentre la sua ex squadra nega e parla di storia ribaltata. “E’ molto grave, e’ ora di prendere in seria considerazione la situazione di noi atlete donne”, dice invece Lara. La vicenda Lugli, cosi’ simile a quella dell’americana Carli Lloyd e cosi’ unica, emerge proprio a ridosso di un altro 8 marzo in cui le donne piu’ che festeggiare rivendicano. In particolare, nello sport, contro la discriminazione di non esser considerate professioniste, alla base del divieto di fatto a diventar madri. La storia e’ semplice: un passato in A, un ingaggio in B1 a Pordenone nella stagione 2018-2019, poi la gravidanza e l’interruzione del contratto, per quella clausola – non scritta o alle volte in scritture private – per cui un’atleta ha un implicito divieto a diventare madre. Ma quando l’atleta chiede gli arretrati di una mensilita’ non pagata, si vede rispondere dagli avvocati del club che chiedono i danni per aver provocato un problema con la sua inattesa gravidanza, peraltro drammaticamente sfociata in un aborto spontaneo. A difesa della pallavolista arriva Assist, l’associazione che si batte per la tutela dei diritti delle sportive, e denuncia che alla base c’e’ il mancato riconoscimento del professionismo femminile, oltre a una consuetudine che e’ ininterrotta da anni. La pallavolo e’ ancora scossa dal caso della Lloyd, la palleggiatrice americana di Casalmaggiore insultata sui social per la sua gravidanza, costretta a rescindere e tornata negli Usa. “Sara’ mio dovere presentare un’interrogazione al presidente del Consiglio sull’assurda vicenda della maternita’ punita di un’atleta, una donna che ha avuto il merito di scoperchiare una realta’ consolidata e insopportabilmente arcaica”, dichiara la senatrice Pd, Tatjana Rojc (Pd). “Lara Lugli citata per danni dalla sua societa’ per essere rimasta incinta e’ l’emblema di come la donna nello sport sia ancora vittima di atteggiamenti che hanno radici medievali”, dice Daniela Sbrollini, Iv. “E inutile fare post sull’8 marzo se il giorno dopo dobbiamo commentare episodi come questo”, dice Simone Valente, dell’M5S, che punta il dito contro lo status dilettantistico delle atlete. “Serve agire immediatamente”. Assist ha chiesto un incontro a Draghi e al presidente del Coni, Malago’, per capire cosa intendano fare. Ed e’ tornata a sollecitare un intervento per il professionismo delle atlete. Di “verita’ ribaltata” parla Franco Rossato, presidente del Pordenone. “All’epoca abbiamo salutato con grande gioia la maternita’. Secondo quanto era scritto nel contratto, proposto dal suo agente, in caso di interruzione anticipata si sarebbero attivate clausole penalizzanti per l’atleta. Di fronte alla maternita’ ci siamo limitati a interrompere consensualmente il rapporto mantenendoci in costante contatto con la giocatrice anche nel doloroso momento che ha affrontato poche settimane dopo. Ad un tratto molti mesi dopo – riferisce il presidente – abbiamo ricevuto la comunicazione del suo legale per presunte spettanze. Solo quando ci e’ arrivata l’ingiunzione di pagamento ci siamo opposti e abbiamo attivato le clausole del contratto. Citare le parole del freddo atto serve a farci sembrare dei mostri, quando invece ci siamo solo difesi di fronte alla richiesta di un rimborso non dovuto”. Un racconto chiaro, una situazione evidente.
Cronache
Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria
Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.
Cronache
Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione
L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.
Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.
La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.
La diffida degli autotrasportatori
La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.
Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.
Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.
Contestata la deroga per i camion dei rifiuti
Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.
Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.
Le proposte alternative
New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.
L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.
Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.
L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.
Cronache
Bradisismo, Manzoni: «Pozzuoli non può essere lasciata sola»
Dopo la scossa di magnitudo 4.7 del 31 luglio, il sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni annuncia iniziative e richieste di sostegno per residenti, lavoratori e attività produttive colpite dalla crisi bradisismica.




