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Duro attacco di Luigi de Magistris a Matteo Salvini: Napoli proclamata città #desalvinizzata

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Il post sui social del lunedì, è dedicato quest’oggi a Matteo Salvini. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli e leader di DeMa, movimento per la Democrazia e l’Autonomia, non fa mistero di non amare il leader leghista. E questa volta lo paragona ad un altro Matteo, il leader calante del Pd, Matteo Renzi. Anche con Renzi quand’era premier de Magistris ingaggio battaglie epiche sul piano politico. Anche con Renzi, buoni rapporti istituzionali, ma attacchi durissimi alla politica renziana. Tanto che de Magistris dichiarò Napoli comune derenzizzato.
“Nell’estate del 2014, quando Matteo Renzi Presidente del Consiglio godeva del 40% del consenso nel Paese, dichiarammo Napoli Comune derenzizzato perché le sue politiche rappresentavano le mani sulla nostra Città e facevano decidere il destino del nostro Popolo al Sistema centrale. La storia politica racconta che Renzi non passò a Napoli, fu sconfitto prima alle elezioni comunali e poi al referendum costituzionale. Oggi è necessario proclamare Napoli Comune desalvinizzato. Matteo Salvini – scrive Luigi de Magistris su Fb oggi – è il dominus politico del Governo più a destra della storia della Repubblica. La sua storia di nemico del meridione è documentata in maniera inequivocabile, è negli archivi: dalle canzoni da stadio sull’arrivo dei napoletani e dal sacchetto della munnezza con cui attendeva i tifosi napoletani allo stadio, alle politiche contro il Sud messe in campo nel corso degli anni quale leader di governo del partito Lega nord indipendenza della padania. Solo da ultimo le indegne dichiarazioni del ministro dell’ignoranza Bussetti (Lega) che racchiude il pensiero di molti leghisti circa le qualità dei meridionali. Per non parlare del disegno di legge che per volontà della Lega, con il supino e complice consenso del partito di maggioranza relativa (M5S), sta per disintegrare l’unità nazionale sancita in Costituzione, concedendo un’autonomia differenziata e rafforzata alle sole regioni Lombardia e Veneto, aumentando disuguaglianze e provocando una lacerazione gravissima nel nostro Paese. Noi siamo per un’Italia unita e coesa che valorizzi le autonomie e le differenze e che rimuova gli ostacoli che impediscono uguaglianza e giustizia sociale. Siamo contro le discriminazioni. Non accettiamo però lezioni da nessuno: i meridionali nel novecento sono stati in prima linea sul Piave con i soldati provenienti da tutta Italia, Napoli è la prima città italiana che si è liberata da sola con una ribellione di popolo dall’oppressione nazifascista con le quattro giornate nel settembre del 1943, i meridionali hanno lavorato sodo come impiegati ed operai al Nord, soprattutto nelle grandi fabbriche, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale e nel boom degli anni ‘60, i meridionali con sacrifici enormi contribuiscono in ogni parte d’Italia a formare la classe dirigente del nostro Paese, i meridionali sono stati in prima linea nella lotta alle mafie e alle corruzioni pagando prezzi altissimi, tantissimi meridionali al Sud lottano ogni giorno, in condizioni drammatiche, per il riscatto dei nostri territori nonostante le politiche discriminatorie dei tanti governi – compreso l’ultimo – che si sono succeduti nel corso degli anni. Mo basta ! Con razzismo e discriminazioni. Noi rispettiamo il voto per l’autonomia espresso dal popolo lombardo e veneto. Anche noi siamo per l’autonomia, in primo luogo, però, dei popoli e delle città e non solo di due regioni. È il Governo che si rende responsabile della dissoluzione dell’unità d’Italia non garantendo le autonomie di tutti i territori ed il contrasto alle disuguaglianze. Da garanti dell’unità nazionale a responsabili della secessione dei ricchi per dare il potere ai detentori del potere ai vertici di quelle due regioni, non certo per darlo al popolo. Siccome stiamo lavorando sempre di più per Napoli Autonoma, prima città italiana a dotarsi di autonomia, dobbiamo difenderci dall’attacco di chi vuole dividere il Paese sempre di più e consolidare il potere dei governanti di sole due regioni, con effetti devastanti su sanità, istruzione, trasporti, fondi e tanto altro. Il Comune desalvinizzato difende la Città dal pensiero razzista e xenofobo che impregna il Governo, difende la Città dalle discriminazioni economiche e sociali, difende la Città da Ministri inguardabili che entrano nelle scuole della nostra città metropolitana, offendendo le insegnanti e gli insegnanti del Sud, accompagnandosi anche con una deputata, sottosegretaria al ministero per il Sud, di Afragola – guarda caso dove hanno organizzato il bacia mano a Salvini – che annuiva alle offese del Ministro Bussetti verso le nostre terre. Napoli va preservata anche dalla destra neofascista che sta salendo sul carro in corsa di Salvini e da quella politica che dalle nostre parti ben conosciamo e che a livello di potabilità assume il colore marrone: ossia per nulla trasparente, anzi assai inquinata. Allora uniti sempre più in fretta per Napoli Città Autonoma contro le politiche di questo Governo. Il M5S ha reso, con un capolavoro storico, Salvini capo politico del Governo, tradendo i voti del Sud che gridavano, giustamente, rottura del sistema e cambiamento. Il M5S ha consegnato al nemico storico dei meridionali la guida di fatto del Paese. Difendendo Napoli da queste politiche siamo persuasi di ritrovarci anche tutti quei militanti del partito di maggioranza relativa, forse ancora per poco, del Governo, che non si possono riconoscere in queste politiche e con i quali per anni abbiamo condiviso battaglie in difesa dei nostri territori. Almeno con noi a Napoli scassatelo questo contratto di governo. Nella Città della resistenza, del riscatto culturale, dell’umanità e dell’amore le politiche diseguali del ministro nero non passeranno mai. Napoli è Città #desalvinizzata“.  

 

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Neuromed celebra Marc Verstraete, padre della moderna terapia nell’infarto, intitolandogli una sala e con una conferenza di Valentin Fuster altra eccellenza mondiale della medicina

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Per omaggiare un’eccellenza ci vuole qualcuno che possa stare al suo livello: così sarà Valentin Fuster, cardiologo di fama internazionale, a tenere la “Memorial Lecture” in occasione dell’intitolazione della Sala Convegni dell’I.R.C.C.S. Neuromed a Marc Verstraete, scienziato belga recentemente scomparso, che aprì orizzonti completamente nuovi nella terapia delle malattie cardio e cerebrovascolari. La manifestazione si terrà giovedì 21 febbraio a partire dalle ore 17.00 e verrà trasmessa in diretta su Juorno.it.

Marc Verstraete fu una delle figure centrali di una vera e propria rivoluzione medica che, attraverso la conoscenza approfondita dei meccanismi della coagulazione del sangue, portò alla terapia trombolitica dell’infarto: la possibilità di sciogliere i coaguli nelle arterie coronarie. Con il suo lavoro ha salvato centinaia di migliaia di vite.

Il suo cammino scientifico lo portò dal Belgio agli Stati Uniti fino a tornare nella sua università d’origine, a Lovanio. Qui fondò il Laboratorio di emostasi, coagulazione e trombolisi, protagonista di numerose innovazioni nella terapia cardiovascolare. Oltre duecentocinquanta ricercatori si sono formati in quel laboratorio, tra i quali Giovanni de Gaetano, attuale Presidente dell’I.R.C.C.S. Neuromed, e Maria Benedetta Donati, Direttore Scientifico del Polo di Ricerca Neurobiotech di Caserta. Proprio a loro Verstraete decise di donare la sua biblioteca medica personale, ora ospitata nella sala convegni che porterà il suo nome: nell’occasione della cerimonia per ricordare la figura dello scienziato scomparso ci sarà una Memorial Lecture, una consuetudine quando si tratta di celebrare  la scomparsa di una figura così importante.

“Quella per Verstraete – dichiara con soddisfazione Maria Benedetta Donati – sarà tenuta da Valentin Fuster, cardiologo americano di origine spagnola, un medico ricercatore di fama internazionale che con lo scienziato belga collaborò a lungo. Fuster, che fu il cardiologo di Giovanni Paolo II, è attualmente Direttore del Centro Cardiologico del Mount Sinai Hospital di New York e Direttore del Centro Nazionale di Ricerche Cardiologiche di Madrid, nonché Direttore del Journal of American College of Cardiology”.

Una figura di altissimo spessore: il professor Fuster poche settimana fa ha rinunciato a presiedere il  Consejo Asesor de Sanidad, cioè il Consiglio Superiore della Sanità in Spagna e si è dimesso perché  è “un organismo che non funziona”, cioè poco concreto.

L’intervento di Fuster sarà rivolto a una vera e propria transizione che sta avvenendo nel mondo della ricerca cardio e cerebrovascolare. Fino ad oggi l’attenzione è stata prevalentemente rivolta al fenomeno della trombosi, l’evento che può scatenare un infarto o un ictus. Ma ora le conoscenze e le metodologie scientifiche permettono di esplorare un panorama più ampio: a cominciare da quando la patologia non è ancora così evidente (subclinica, in gergo medico). È qui che le interrelazioni tra genetica e stili di vita diventano fondamentali, mentre gli avanzamenti tecnologici nel campo della diagnostica per immagini permettono di avere risposte precoci.

“Questa manifestazione in memoria di uno scienziato che ha notevolmente influenzato la mia vita e la mia attività di ricerca – ricorda Giovanni de Gaetano, che fu il primo degli 80 ricercatori di vari Paesi che ottennero il dottorato di ricerca (PhD) sotto la guida del prof Verstraete – mi riempie di emozione; sarà una piccola espressione di riconoscenza da parte di tutti quelli che lo hanno conosciuto, apprezzato e amato”.

L’IRCCS Neuromed

L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso e cardiovascolare. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate degli sviluppi scientifici più avanzati.

 

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Cadono calcinacci nel cortile della scuola, ferito uno studente

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Attimi di panico nell’ ‘istituto professionale Casanova di Napoli, in pieno centro storico: sono caduti alcuni  calcinacci e uno studente che si trovava nel cortile della scuola è rimasto ferito. Fortunatamente il ragazzo ha rimediato solo una botta, sono stati allertati i soccorsi e chiamato il suo papà ma non è la prima volta che nel Casanova succede qualcosa del genere: qualche mese fa a cadere è stato un neon che finì sul banco di uno studente che per fortuna non venne colpito. Adesso bisognerà verificare la struttura, soprattutto i cornicioni per vedere se ci sono altri pericoli.

 

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Cronache

Salvatore Calleri, presidente della fondazione Caponnetto: la mafia non è un affare del Sud

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“La mafia nell’Italia settentrionale, ed in Veneto in particolare, non rappresenta una novità”. Così Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto commenta l’indagine che ha portato a 50 arresti tra il Veneto e Casal di Principe, nel Casertano. Calleri fotografa anche l’Italia delle mafie. “La Mafia non esiste solo al sud. È diffusa in tutta Italia. Negli ultimi tempi, inoltre, ci sono alcune forme ‘nuove’ come la mafia nigeriana o quella cinese che devono ancora ben essere inquadrate”. Quando chiediamo, poi, al presidente della fondazione Caponnetto se la mafia sarà mai sconfitta la risposta è immediata: “Non c’è la volontà politica. Si fa tutto, ma fino ad un certo punto. Non si va mai fino in fondo. Possiamo e dobbiamo continuare a parlarne per non abbassare mai la guardia”.  

 

 

I casalesi in Veneto avevano alle loro dipendenze anche i picciotti della mala del Brenta. I magistrati antimafia: clan radicato grazie a omertà e connivenze di insospettabili professionisti locali

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