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Dumfries lascia l’Inter, il Real Madrid paga la clausola da 20 milioni

Denzel Dumfries lascia l’Inter e si trasferisce al Real Madrid a titolo definitivo. Il club spagnolo ha attivato la clausola rescissoria da 20 milioni di euro.

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Dopo cinque stagioni in nerazzurro, Denzel Dumfries saluta l’Inter e vola al Real Madrid. Il trasferimento è ufficiale: l’esterno olandese passa ai Blancos a titolo definitivo dopo l’attivazione della clausola rescissoria da 20 milioni di euro. Per l’Inter si chiude una storia fatta di corsa, fisicità, gol pesanti e un legame forte con San Siro.

Il saluto dell’Inter

Il club nerazzurro ha accompagnato l’addio con un lungo messaggio di ringraziamento, ricordando le 207 partite, i 27 gol, i 28 assist e gli otto trofei conquistati da Dumfries con la maglia dell’Inter.

Nel comunicato, la società sottolinea il rapporto speciale tra il giocatore e il pubblico: San Siro e Milano, per Dumfries, “saranno sempre casa”. Un omaggio che racconta quanto l’olandese sia entrato nell’immaginario dei tifosi, anche grazie al coro diventato uno dei più riconoscibili degli ultimi anni nerazzurri.

Il Real rinforza la fascia destra

Il Real Madrid ha scelto Dumfries per aggiungere esperienza, potenza e profondità sulla corsia destra. Secondo Reuters, il difensore ha firmato un contratto quadriennale con il club spagnolo.

Per i Blancos è un innesto di peso internazionale: Dumfries arriva da stagioni di alto livello in Italia e in Europa, con un profilo fisico e tattico adatto a un calcio verticale e aggressivo.

L’Inter perde un protagonista

Arrivato dal Psv Eindhoven nel 2021, Dumfries ha attraversato una fase vincente della storia recente dell’Inter, contribuendo a successi nazionali e a cammini europei importanti. La clausola da 20 milioni, valida fino alla fine di luglio, ha reso possibile l’affondo del Real Madrid.

Per i nerazzurri ora si apre il tema della sostituzione. L’addio di Dumfries lascia un vuoto tecnico e atletico sulla fascia destra, ma anche una pagina chiusa con affetto: quella di un giocatore spesso discusso, ma capace di diventare decisivo nei momenti più importanti.

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Vergara: «Il gol al Chelsea mi ha cambiato la vita»

Antonio Vergara racconta la crescita nel Napoli dopo il gol al Chelsea. Allegri lo sta provando nel nuovo ruolo di mezzala.

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«Dal gol al Chelsea mi è cambiata la vita». Antonio Vergara riconosce in quella rete la svolta della sua prima stagione nel Napoli, ma conserva un approccio prudente: arrivare ad alti livelli non basta, la difficoltà è riuscire a restarci.

Il centrocampista, nato nel 2003 a Frattaminore e cresciuto a Frattamaggiore, ha conquistato spazio con Antonio Conte prima di essere fermato da un infortunio nel finale di stagione. Le prestazioni gli sono valse la conferma e il rinnovo con il Napoli fino al 2031.

Allegri lo prova da mezzala

Massimiliano Allegri sta lavorando per trasformarlo in una mezzala. Vergara ammette di incontrare ancora difficoltà, soprattutto nella postura del corpo, nella pulizia tecnica e nei movimenti richiesti dal nuovo ruolo.

Per crescere osserva i compagni più esperti: l’aggressività di Frank Anguissa, gli inserimenti di Scott McTominay e la capacità di Kevin De Bruyne di anticipare mentalmente la giocata.

Nel suo percorso c’è anche il riferimento a Lorenzo Insigne. Da bambino Vergara raggiunse l’abitazione dell’ex capitano per chiedergli un autografo, mentre oggi ha ricevuto pubblicamente i suoi complimenti.

Il prossimo obiettivo è la Nazionale, ma il centrocampista sa che dovrà conquistarlo attraverso continuità, prestazioni e numeri. Intanto domani, alle 21, il Napoli affronterà il Celta Vigo allo stadio Teofilo Patini di Castel di Sangro. Un nuovo test per il Napoli di Allegri e per la trasformazione tattica di Vergara.

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Taddeucci, tris di medaglie nella Senna

Ginevra Taddeucci conquista il bronzo nella 3 km knockout e completa il tris di medaglie agli Europei di Parigi. Paltrinieri ancora quarto.

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«La Senna non sarà pulitissima, ma è fortunata di sicuro». Ginevra Taddeucci sorride e mostra tre dita, una per ciascuna medaglia conquistata agli Europei di nuoto di Parigi.

Dopo gli ori nella dieci e nella cinque chilometri, l’azzurra ha ottenuto il bronzo nella tre chilometri knockout sprint, chiudendo la finale in 6:44.8.

A vincere è stata la tedesca Isabel Gose in 6:41.0, davanti all’ungherese Bettina Fabian, seconda in 6:44.1. Taddeucci completa così una straordinaria tripletta individuale nelle acque della Senna.

«Sono andata avanti con l’orgoglio»

«Per me la knockout sprint non è una gara difficile, ma di più», ammette la campionessa fiorentina. La prova prevede eliminatorie, semifinali e una finale velocissima sui 500 metri, nella quale ogni esitazione può risultare decisiva.

Taddeucci ha scelto come riferimento Isabel Gose, cercando di restarle accanto durante tutte le fasi della competizione. «Alla fine sono andata più di orgoglio che di altro e sono felice per quello che ho realizzato».

Paltrinieri ancora quarto

Sorte opposta per Gregorio Paltrinieri, quarto nella finale maschile in 6:17.0. L’azzurro, dopo essere scivolato indietro nelle prime fasi, ha compiuto una grande rimonta, mancando il bronzo per sei decimi.

L’oro è andato all’ungherese David Betlehem, davanti ai francesi Marc-Antoine Olivier e Logan Fontaine.

«Ho preso tante botte e stavo risalendo, ma sono rimasto imbottigliato. La prestazione non è stata brutta, il risultato sì», ha commentato Paltrinieri. Per lui è il secondo quarto posto della rassegna, dopo quello nella dieci chilometri, al quale si aggiunge il bronzo conquistato nella cinque.

Non c’è però tempo per i rimpianti. Domani è in programma la staffetta mista 4×1500, ultima possibilità per aggiungere un’altra medaglia al bilancio italiano. «Dobbiamo prenderci la rivincita», avverte Paltrinieri. Il lavoro, come avrebbe detto Kobe Bryant, non è ancora finito.

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Jodar batte ancora Musetti

Rafael Jodar supera nuovamente Lorenzo Musetti: 6-4, 6-3 al terzo turno del Masters 1000 di Montreal. L’azzurro cerca ancora la forma migliore.

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Prima Washington, poi Montreal. Nel giro di sette giorni Rafael Jodar batte nuovamente Lorenzo Musetti, eliminandolo al terzo turno del Masters 1000 canadese.

Il diciannovenne spagnolo si è imposto con un netto 6-4, 6-3, chiudendo la partita in un’ora e 35 minuti. A Washington aveva rimontato l’azzurro nei quarti di finale con il punteggio di 1-6, 6-1, 6-4.

Musetti ancora lontano dalla forma migliore

Per il numero 13 del mondo si tratta di un passo indietro rispetto ai progressi mostrati negli Stati Uniti. Musetti è soltanto al secondo torneo dopo l’infortunio alla coscia che lo aveva tenuto fermo per circa due mesi e mezzo.

«A tratti ho espresso un buon tennis, ma mi manca ancora la costanza. Contro un avversario così solido si paga», ha ammesso l’azzurro a Ubitennis.

Musetti ritiene di aver giocato meglio rispetto alla sfida di Washington, ma non abbastanza per mettere in difficoltà uno Jodar apparso più continuo nei momenti decisivi. Lo spagnolo ha trasformato sei delle undici palle break conquistate.

Jodar continua la sua corsa

Con questa vittoria Jodar raggiunge gli ottavi di finale, dove affronterà Jiri Lehecka. Il giovane madrileno è salito al numero 15 del ranking mondiale ed è undicesimo nella corsa alle Nitto ATP Finals di Torino. ATP Tour

Per Musetti il prossimo appuntamento sarà il Masters 1000 di Cincinnati, penultima tappa della tournée nordamericana prima degli US Open. L’obiettivo sarà ritrovare continuità, fiducia e soprattutto il ritmo delle partite importanti.

«È qualcosa che si acquisisce man mano, anche vincendo partite sporche e prendendo tutto», ha spiegato il carrarino. Anche le sconfitte, in questa fase, possono diventare parte del percorso.

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