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Cronache

Droni su Poggioreale, blitz sventato: sequestrati telefonini e droga. “È un’emergenza sicurezza”

Ennesimo tentativo di introdurre droga e cellulari nel carcere di Poggioreale con un drone: operazione sventata dalla polizia penitenziaria. Negli ultimi 12 mesi intercettati 30 velivoli.

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Un lancio studiato nei dettagli, con un decollo da un’area dismessa tra via Gianturco e via Ferraris e un atterraggio programmato all’interno dei “passeggi” del carcere di Poggioreale. Il carico – telefonini e alcuni etti di droga – avrebbe dovuto alimentare il mercato nero interno all’istituto.

Il piano è però fallito grazie ai nuovi rilevatori di ultima generazione installati nella casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Napoli. In pochi secondi la polizia penitenziaria è intervenuta, sequestrando il drone e il materiale trasportato.

Trenta droni intercettati in un anno

Al di là dell’esito positivo dell’operazione, l’episodio conferma la portata di un fenomeno ormai strutturale. Sono trenta i droni intercettati e confiscati negli ultimi dodici mesi all’interno del solo carcere di Poggioreale, un dato che evidenzia una criticità crescente sul piano della sicurezza penitenziaria.

La denuncia del Sinappe

A rendere pubblica la notizia dell’ultimo blitz sventato è Sinappe, per voce del segretario generale Vincenzo Santoriello.
«L’operazione dimostra l’alto livello di professionalità raggiunto dai nostri agenti – afferma – capaci di contrastare la criminalità organizzata anche in condizioni operative critiche, segnate da carenze di personale e strumenti».

Secondo Santoriello, quello dei droni è «un fenomeno grave e persistente» che richiede interventi immediati per tutelare la sicurezza degli istituti e del personale.

Droga e carceri: numeri allarmanti

Nel corso dell’ultimo anno, all’interno di Poggioreale sono stati sequestrati nove chili di droga, prevalentemente hashish e cocaina, sostanze facilmente trasportabili dai velivoli radiocomandati. Un dato che conferma come i droni rappresentino oggi uno dei principali vettori di traffici illeciti negli istituti di pena.

La posizione dell’Uspp e la richiesta di jammer

Sulla stessa linea Uspp, con il segretario regionale Ciro Auricchio, che definisce l’uso dei droni «una pericolosa frontiera della criminalità».
Il sindacato chiede da tempo l’introduzione di strumenti tecnologicamente avanzati, come i jammer, per neutralizzare i segnali dei velivoli.

Auricchio sottolinea che «non è più accettabile affidare la sicurezza delle carceri esclusivamente al sacrificio del personale». A Poggioreale mancano ancora 180 agenti, mentre il deficit regionale supera le 700 unità.

I precedenti e le aree di decollo

Gli episodi non sono isolati. Nell’ottobre scorso un drone diretto al carcere si è schiantato sulla Torre A della cittadella giudiziaria. La notte di Capodanno, invece, un colpo d’arma da fuoco ha raggiunto il dodicesimo piano della Torre C, sede degli uffici della Procura generale presso la Corte d’appello: un raid che, secondo alcune ipotesi investigative, potrebbe essere stato agevolato proprio dall’uso di un drone modificato.

Le indagini indicano come principali punti di decollo l’ex mercato ortofrutticolo e l’ex manifattura tabacchi, tra via Gianturco e via Ferraris, aree dismesse da tempo finite nel mirino della criminalità.

Un’emergenza strutturale

Il sequestro dell’ultimo drone conferma l’efficacia dei nuovi sistemi di rilevamento, ma allo stesso tempo evidenzia una emergenza strutturale che richiede investimenti, tecnologie antidrone, rafforzamento degli organici e un ripensamento complessivo della sicurezza perimetrale degli istituti di pena. Poggioreale, ancora una volta, diventa il simbolo di una sfida che riguarda l’intero sistema carcerario.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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