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Droga, 25 arresti e perquisizioni tra Italia e Spagna

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Una vasta operazione antidroga e’ in corso dall’alba da parte dei carabinieri di Chioggia e il Gico della Guardia di Finanza che ha portato a 25 ordinanze di custodia cautelare tra Italia e Spagna, 75 perquisizioni e il sequestro di beni per 7 milioni di euro. Oltre 250 carabinieri stanno operando tra il Veneto, il Piemonte, l’Emilia Romagna e la Spagna nei confronti di indagati di nazionalita’ italiana, ucraina, marocchina e slovena facenti parte di un gruppo criminale ben strutturato dedito all’importazione dai paesi balcanici e allo smercio di ingenti quantitativi di cocaina, marijuana e hashish. Contestualmente un centinaio di finanzieri stando eseguendo a carico degli indagati, il sequestro, per la successiva confisca, di beni per 7 milioni di euro.

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Coronavirus negli Usa, altri 1.783 morti in un giorno

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 Gli Stati Uniti hanno registrato altri 1.783 decessi correlati al nuovo coronavirus in 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University.  Questo bilancio giornaliero, inferiore a quello del giorno precedente (+1.973), porta a 16.478 il numero totale di morti registrate negli Usa, il paese piu’ colpito al mondo dalla pandemia dopo l’Italia. Per due giorni consecutivi – martedi’ e mercoledi’ – il Paese ha registrato quasi 2.000 decessi in 24 ore, i peggiori rapporti giornalieri al mondo dall’inizio dell’epidemia. Solo gli Stati Uniti hanno piu’ di un quarto dei casi dichiarati ufficialmente nel mondo, con oltre 460.000 in totale, secondo la Johns Hopkins.

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Rapporti tesi tra maggioranza e opposizione ma sul Decreti Cura Italia non è rottura

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La fiducia annunciata per domani dal governo in Senato sul decreto Cura Italia ha provocato un inasprimento del rapporto tra maggioranza e opposizione, che reagisce negando il suo si’ al decreto e accusando il governo di essere il responsabile della mancata unita’ nazionale. Tuttavia non si puo’ parlare di rottura visto che nell’esame del decreto in Commissione Bilancio sono stati approvati molti emendamenti del centrodestra, e diversi ordini del giorno, con cui l’esecutivo si e’ impegnato a recepire nel decreto di meta’ aprile una serie di misure suggerite dalle opposizioni, che hanno assicurato di rispettare l’accordo tra gruppi sul contingentamento di senatori presenti in Aula. Il decreto, che nel testo originario conteneva 127 articoli, e’ letteralmente raddoppiato poiche’ sono stati inglobati due precedenti decreti varati ai primi di marzo: uno di carattere economico (del 2 marzo) ed uno sugli aspetti sanitari (del 9 marzo). Proprio la ravvicinata scadenza di questi viene indicata dal governo come motivo del ricorso alla fiducia, una procedura che accelera i tempi di approvazione, ma che cancella la possibilita’ di ulteriore confronto in Aula, dopo quello in Commissione. Ed e’ cio’ che lamentano le opposizioni che accusano il governo di aver rotto il clima di unita’. “La vostra arroganza e’ pari solo alla vostra incapacita’” ha attaccato in Aula Maurizio Gasparri durante la discussione generale. E tutti i senatori di Lega, Fdi e Fi hanno ripetuto la stessa critica. Gli esponenti della maggioranza hanno glissato su questo punto, sforzandosi di evidenziare piuttosto i contenuti del decreto. Mentre i precedenti decreti erano tutti relativi alla iniziale zona rossa, il Cura Italia e’ il primo emanato per far fronte a tutte le esigenze del lockdown nazionale deciso il 12 marzo. E’ probabilmente la legge piu’ complessa mai esaminata dal Parlamento repubblicano visto che riguarda tutti gli aspetti della vita civile, economica e sociale: il lavoro (la cassa integrazione per i dipendenti e i 600 euro per gli autonomi), la sospensione del pagamento di tasse e rate dei mutui, il prolungamento della validita’ dei documenti in scadenza, la previsione che i Consigli comunali e Regionali si riuniscano on line e che altrettanto facciano le scuole con i consigli di classe e di istituto, la sanificazione delle scuole e di uffici pubblici, il lavoro agile nella Pa, il rinvio di concorsi, e ancora misure economiche per i vari settori produttivi, per l’amministrazione della giustizia, per le carceri, e un’infinita’ di altre misure. Tra gli emendamenti approvati il rinvio del pagamento della RC auto, la sospensione degli sfratti e delle procedure di pignoramento della casa. Ogni aspetto viene della vita toccato seppur con misure che il governo si e’ impegnato a integrare nel decreto di aprile, con le opposizioni che non si accontentano degli ordini del giorno approvati ma che chiedono di essere coinvolti nella annunciata “cabina di regia” per la stesura del decreto. Il governo non si sbilancia sul livello di coinvolgimento e anzi l’aumento della polemica nei riguardi della Giunta della Lombardia da parte di esponenti della maggioranza per la vicenda del Trivulzio e piu’ in generale per la gestione sanitaria (lo ‘scudo’ per il personale medico, pero’, viene declinato solo con un ordine del giorno), e’ un elemento che potrebbe rompere l’instabile equilibrio politico. Questo tuttavia regge, grazie ai buoni uffici della presidente Maria Elisabetta Casellati e del capogruppo Pd Andrea Marcucci, almeno per quanto riguarda l’accordo sul contingentamento dei senatori che domani saranno in aula per votare. Saranno la meta’ piu’ uno, cosi’ da garantire il numero legale ma avere gli spazi per la sicurezza anti Covid. Il centrodestra assicura che non ci sara’ nessuna “imboscata”, e nessun senatore non previsto si presentera’ al momento del voto mandando sotto il governo.

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Cronache

Lite per soldi, uccide il fratello a Pozzuoli

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Secondo una prima ricostruzione dei fatti Filippo Lucignano, 54 anni, incensurato, ha ucciso con un coltello da cucina il fratello minore, Rosario, 44 anni, con precedenti penali al culmine di una lite scatenata per motivi che sono in corso di accertamento da parte degli agenti della Polizia di Stato di Pozzuoli. L’omicidio è avvenuto in casa dell’anziana mamma, che veniva accudita proprio da Filippo. Tra le ipotesi della veemente reazione del fratello una pressante richiesta di soldi all’anziana da parte di Rosario che faceva ricorso a sostanze stupefacenti. L’omicida è stato bloccato sul luogo del delitto ed è a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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