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Draghi vede Kerry, asse su clima e decarbonizzazione

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Un impegno forte per il clima e un’accelerazione del processo di “decarbonizzazione”, a partire dal Recovery plan. Sono le azioni che il premier Mario Draghi illustra a John Kerry, inviato speciale per il clima del presidente americano Joe Biden. Quarantacinque minuti di colloquio, a Palazzo Chigi, confermano che l’Italia intende porsi in prima fila, con gli Usa, per rilanciare a livello internazionale la lotta al cambiamento climatico. Biden ha posto il tema in cima alla sua agenda, dopo il disimpegno di Donald Trump. E Draghi, che ha la presidenza del G20, al suo inviato Kerry garantisce che c’e’ la volonta’ di una “stretta collaborazione”, per rilanciare gli accordi internazionali. L’incontro sul clima e’ la prima occasione di contatto diretto tra il presidente del Consiglio italiano e la nuova amministrazione Usa. Draghi e Kerry avevano gia’ avuto occasione di conoscersi, quando entrambi ricoprivano altri ruoli, e il colloquio e’ assai cordiale. “Grazie per il tuo impegno. La leadership dell’Italia e’ cruciale per affrontare la crisi climatica”, twitta l’ex segretario di Stato americano al termine di un colloquio nel quale sarebbe emersa una sintonia di fondo tra il governo Draghi e l’amministrazione Biden. A partire proprio dal dossier clima, con un impegno comune di Italia e Usa in tutte le sedi internazionali: il G7 di giugno in Cornovaglia, il G20 di ottobre a Roma e la Cop26 di novembre in Gran Bretagna. Kerry, che nelle prossime ore in Vaticano incontrera’ Papa Francesco, firma una dichiarazione congiunta con i ministri degli Esteri Luigi Di Maio e della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che ha incontrato giovedi’.

Per combattere la crisi climatica c’e’ l’impegno, su cui Usa e Italia invitano gli altri Paesi e convergere, per le “zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 e per intraprendere azioni”, in questo decennio, per evitare che l’aumento della temperatura non superi 1,5 gradi. L’intento e’ “lavorare con altri Paesi e con i privati per aiutare le realta’ piu’ vulnerabili del mondo e per incrementare i finanziamenti” per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Quanto all’Italia, che per la prima volta ha un ministero per la “transizione ecologica”, c’e’ la volonta’ di cogliere le opportunita’ delle nuove tecnologie e anche di accelerare la decarbonizzazione. Per questo obiettivo il governo investe nell’ambito del Recovery plan, che destina alla transizione verde quasi 70 miliardi complessivi: da qui al 2026, ha spiegato Cingolani, si possono porre “le basi” per arrivare “al 2030 decarbonizzati”. E’ in nome di questo impegno concreto che l’Italia intende promuovere con gli Usa impegni piu’ ambiziosi a livello globale: “E’ urgente farlo”, si legge nella dichiarazione congiunta dei ministri italiani con Kerry.

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Conte, Letta e Speranza candidano Ventura in Calabria e scontenta le sardine

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Si completa in Calabria – a meno di ulteriori soprese – il quadro delle candidature alla presidenza della Regione. Dopo settimane di passione, Pd-5Stelle e Articolo 1, hanno deciso di puntare sull’imprenditrice Maria Antonietta Ventura, presidente di Unicef Calabria e del Cda del Gruppo Ventura che opera nel settore dell’armamento ferroviario. Cinquantatre anni, madre di due figli, sposata con Cosimo De Tommaso – sindaco di San Lucido, nel cosentino – la neo candidata si mostra subito entusiasta dell’investitura, ‘bruciando’ con una sua dichiarazione (“sono ancora frastornata e sto cercando di riprendermi. Ho accettato appena mi e’ stato proposto di candidarmi”), l’annuncio ufficiale affidato ad una dichiarazione congiunta di Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza. I tre non nascondono le difficolta’ incontrate – su tutte quelle legate al consigliere regionale dem Nicola Irto – e parlano di “settimane di intenso e serio confronto con tutte le forze politiche e civiche” “che si riconoscono nella coalizione tra il centrosinistra unito e il M5S”. “La Calabria che si rialza dopo il Covid riparte da una candidatura unitaria di PD, M5S, Leu, Psi e Liste Civiche”, aggiungono. Neanche il tempo di prendere atto dell’accordo raggiunto, pero’, che gia’ iniziano le prime polemiche. Soprattutto per quella definizione di intesa “unitaria” con cui la nota ufficiale presenta la candidatura: di centrosinistra e con la sottoscrizione di Leu. E’ Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, a spiegare subito che cosi’ non e’: “Leu – dice – non e’ un soggetto politico e dunque non puo’ siglare alcun accordo politico od elettorale. Immagino che la firma di Speranza rappresenti il suo partito e cioe’ Art1. Per quanto ci riguarda Sinistra Italiana in Calabria sostiene la coalizione di Luigi de Magistris e Mimmo Lucano”. A stretto giro interviene anche Jasmine Cristallo, esponente calabrese delle Sardine, per dissociarsi politicamente da quello che definisce un “punto di sintesi al ribasso” dietro al quale “si nascondono lacerazioni profonde e vecchie logiche di potere”. In definitiva “uno schema perdente”. Ma il malumore serpeggia anche nel variegato mondo del Pd calabrese. Il segretario dei giovani democratici Mario Valente, su Facebook, parla di “sconcerto, di fronte ad un metodo che considero sbagliato, nella designazione di candidature e scelte politiche”. Ma mentre monta la polemica politica, Maria Antonietta Ventura va avanti per la sua strada e parla gia’ da candidata. “Immagino – dice – una Calabria piu’ semplice e fruibile per tutto, perche’ abbiamo le potenzialita’ per diventare il posto piu’ bello del mondo. Una terra che gia’ di suo e’ meravigliosa ma che deve diventare soprattutto vivibile, dove non deve essere tutto complicato. Qui da noi e’ complicato fare impresa, accedere in ospedale, portare i figli all’asilo, tutti temi sui quali si puo’ e si deve lavorare”. “E’ la personalita’ migliore per conciliare slancio nei valori e pragmatismo nell’azione” dicono di lei Conte, Letta e Speranza. Una proposta, la loro, che, spiegano “guarda alla Calabria che lavora e che lotta, che innova e costruisce un riscatto vero, oltre ogni retorica. Maria Ventura unisce il centrosinistra, il Movimento 5 Stelle e tutto il civismo che si ritrova nei valori della giustizia sociale, dello sviluppo sostenibile, del contrasto alla ‘ndrangheta, della sanita’ di eccellenza per tutti, dell’istruzione e della ricerca come priorita’ assolute”. Con Valente il quadro delle candidature in Calabria dovrebbe essere completo, dopo che anche il centrodestra ha confermato la candidatura del capogruppo alla Camera di Forza Italia Roberto Occhiuto. Gia’ in pista da mesi Luigi de Magistris, che tra i suoi competitor trovera’ anche quello che era l’alleato della prima ora, il geologo Carlo Tansi, che dopo la rottura con il sindaco di Napoli sembra fermamente intenzionato a candidarsi in prima persona. Italia viva, invece, correra’ da sola con la candidatura del senatore e sindaco di Diamante Ernesto Magorno.

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Von der Leyen dà l’ok al Pnrr

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Saranno gli studios di Cinecitta’, teatro di film celebri in tutto il mondo e kolossal, il palcoscenico scelto dal governo per suggellare il via libera dell’Unione europea al Recovery plan italiano. Il premier Mario Draghi ricevera’ martedi’ 22 la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen sui set di via Tuscolana a Roma che puntano a diventare, grazie anche ai fondi in arrivo da Bruxelles, una nuova Hollywood europea. Accompagnato dall’ad di Cinecitta’, Nicola Maccanico, il premier scortera’ la presidente della commissione europea in un tour per teatri e set, partendo proprio dal mitico Studio 5 che fu di Fellini. Nuovi teatri di posa, piu’ grandi e piu’ efficienti oltre che sostenibili e green, un rafforzamento delle produzioni virtuali e delle attivita’ legate agli effetti speciali, la digitalizzazione dell’enorme patrimonio di foto, scenografie, film, insieme all’investimento sulle professionalita’ del futuro con scuole dedicate ai tanti mestieri del cinema e persino una enorme piscina per le riprese subacquee, sono i cardini del nuovo progetto al quale punta il governo. Fortemente voluto dal ministro della cultura Franceschini, che al rilancio degli Studios e al progetto di una Hollywood europea ha sempre creduto moltissimo, il rilancio di Cinecitta’ finanziato dal Recovery con 300 milioni di euro, vuole diventare – almeno nelle intenzioni del ministro Pd – un fiore all’occhiello italiano in Europa un po’ come e’ stato per Pompei. Avviato nel 2017, dopo il fallimento della privatizzazione dei vecchi studi, diventati Studios nella gestione Abete, la cittadella romana del cinema punta con questo nuovo investimento a rendere possibile il balzo che dovrebbe farla diventare davvero un super hub per la produzione cinematografica con una forte attenzione, viene sottolineato, “per l’ecosistema di produzione europeo”. E nello scenario futuro c’e’ anche l’operazione con Cassa Depositi e prestiti, annunciata lo scorso autunno dal ministro Franceschini, che permetterebbe alla cittadella del cinema di raddoppiare i suoi spazi con l’annessione di un grande terreno adiacente. Ma se Cinecitta’ e’ stata scelta come luogo simbolo dello sforzo italiano per una ripresa strutturale e’ anche perche’ insieme alla produzione ospita il Centro sperimentale di cinematografia: il progetto di rilancio dunque riguarda un’intera filiera a partire dalla formazione dei giovani talenti, sposando le intenzioni con cui e’ stato costruito il piano di aiuti europei. Famosa in tutto il mondo perche’ e’ qui che sono stati girati film storici come la Dolce Vita ambisce a rappresentare il nuovo ruolo che l’Italia vuole giocare puntando non piu’ solo sulla tutela e la conservazione ma anche sull’innovazione. E per farlo, non solo in ambito culturale, Roma ha bisogno che arrivino i 200 miliardi europei. Sono gia’ cinque i Paesi che hanno incassato il via libera di Bruxelles: ora tocca all’Italia, alla Germania e alla Francia che cosi’ – dopo il via libera dell’Ecofin – potranno ottenere la prima tranche di fondi gia’ a luglio. Per l’Italia si tratta di poter contare su una dote iniziale da 25 miliardi di euro e che dovra’ essere impiegata rispettando rigorosamente il cronoprogramma del governo.

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Conte alla stretta finale, lavora con Grillo su Statuto

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Giuseppe Conte e’ alla stretta finale dei lavori per il nuovo Statuto e della Carta Valori del Movimento che presentera’ al “popolo” 5 Stelle forse gia’ la prossima settimana. Lavora in raccordo con Beppe Grillo, che dovrebbe partecipare alla convention di presentazione della nuova organizzazione a 5 Stelle. Rincorso dalle indiscrezioni per una sua presenza a Roma per concordare le limature allo Statuto con il prossimo capo politico, il fondatore del Movimento e’ atteso nella Capitale nei prossimi giorni, anche per un preventivo e probabile incontro con il gruppo dei parlamentari, sempre piu’ sulle spine per le innovazioni attese dalla nuova organizzazione. Dopo le polemiche sul “ridimensionamento” del ruolo del Garante nel nuovo Statuto, arrivano pero’ i primi chiarimenti: fonti del M5s garantiscono che non ci saranno variazioni rispetto al vecchio Statuto su questo punto. Variazioni che non erano intervenute neppure nello Statuto uscito dagli Stati Generali M5s che avevano modificato la struttura della leadership. Insomma, se e’ vero che la linea politica non rientra tra i compiti affidati dallo Statuto al Garante, e’ anche vero che lo Statuto non lo ha mai previsto espressamente se non per il riferimento al fatto che “il Garante e’ il custode dei valori fondamentali dell’azione politica dell’Associazione” M5s. In attesa dell’annuncio, tuttavia, torna a farsi sentire Davide Casaleggio: “Il problema che vedo sulla votazione imminente, e’ quello della legittimita’, perche’ lo Statuto del M5S prevede che le votazioni vengano fatte e verificate da Rousseau. Immagino quindi potrebbero esserci diversi ricorsi” dice il presidente dell’associazione che torna a polemizzare con la nuova organizzazione 5 Stelle. E’ un “partito novecentesco” e “nell’ultimo anno ci sono stati diversi tradimenti di principi e regole che erano condivise da tutta la comunita’” attacca. Anche Alessandro Di Battista non cede alle lusinghe del M5s: “Vedremo… Giuseppe Conte sa perfettamente che io non mi convinco ne’ con le poltrone ne’ con le candidature. Mi si convince solo con una linea politica chiara, con proposte intransigenti”. Ma il giudizio politico sulle scelte dei sui suoi ex compagni di strada, e’ duro: “io non ho tradito la mia coscienza” mentre ” il M5s ha fatto un’operazione maquillage con la quale si tenta di nascondere una scelta scellerata” di sostenere il governo Draghi. E nemmeno e’ tenero con Luigi Di Maio: con lui, ha spiegato, “c’e’ ora una grande differenza di vedute e opinioni politiche”. Proprio Di Maio, tuttavia, sembra tornare a rivestire i panni da protagonista del Movimento. A margine del foro di dialogo italo-spagnolo a Barcellona, si e’ intrattenuto un’ora a colloquio con il segretario del Pd, Enrico Letta. Poi a sorpresa, dalla Spagna, si e’ collegato con un evento romano organizzato dalla sindaca e prossima candidata M5s, Virginia Raggi. Proprio le comunali continuano tuttavia a far discutere il M5s: l’ultima diatriba riguarda Napoli e la provincia, segnalata da Il Giornale che ha riportato alcune chat dei 5 Stelle locali. Vincenzo Presutto, senatore del M5S, ha attaccato il presidente campano della Camera, Roberto Fico. “Sei la terza carica dello Stato, la lealta’ dovrebbe essere un tuo valore” l’atto di accusa del senatore, rimasto scottato dall’assenza di senatori nella composizione del comitato elettorale, rappresentato solo da deputati.

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