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Draghi, ‘il governo non si ferma, autunno complesso’

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Muoversi “senza indugio”. Perche’ l’inflazione incalza, i rincari dell’energia non si fermano e la siccita’ sta mettendo a dura prova interi settori. Davanti a un autunno che sara’ “complesso” Mario Draghi torna a chiedere unita’ alle parti sociali – serve che tutti siano “coinvolti” – ma anche ai partiti, che saranno chiamati a votare a maggioranza assoluta la relazione che autorizza il governo, dimissionario, a utilizzare piu’ di 14 miliardi in deficit per intervenire subito a protezione di famiglie e imprese. Le risorse, come spiega ai ministri Daniele Franco illustrando la relazione in Cdm, sono garantite dal calo dell’indebitamento grazie ad un aumento delle entrate superiore al previsto. Risorse che non andranno a migliorare i conti ma saranno utilizzate subito per il decreto aiuti bis (per questo la richiesta di autorizzazione alle Camere), senza cambiare alla fine i saldi gia’ fissati ad aprile. L’azione del governo, aveva d’altronde assicurato il premier gia’ all’indomani dell’esito della crisi, non si ferma, c’e’ ancora “tanto da fare”, ha ribadito anche nel corso del primo di una serie di incontri con le associazioni di Pmi, artigiani e sigle dell’agricoltura, che hanno ribadito le loro priorita’, dall’energia alla liquidita’, dalle preoccupazioni sul superbonus all’emergenza siccita’. Poi tocchera’ ai sindacati e al mondo del commercio. Un confronto cui il premier tiene particolarmente perche’ in una fase ancora di “emergenza” serve il coinvolgimento di tutti per fronteggiare la flessione dell’economia e una stagione autunnale ancora ricca di incognite, a partire dall’andamento della guerra in Ucraina e delle forniture di gas. Anche in quest’ottica assume ancora piu’ rilevanza l’intervento che arrivera’ con il nuovo decreto aiuti. Per il quale vengono messi sul piatto 14,3 miliardi. Nei primi sei mesi infatti, si spiega nella la relazione al Parlamento che aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica e il relativo piano di rientro, “nonostante l’evolversi della situazione internazionale, si e’ avuto un sostanziale miglioramento del quadro”, con un minor deficit di 0,8 punti di Pil, interamente dovuto alle maggiori entrate. La relazione, firmata da Draghi e Franco, approvata in Cdm, ora aspetta l’ok delle Camere. Subito dopo sara’ varato il decreto che dovrebbe vedere un iter lampo di conversione, prima che si entri nella campagna elettorale vera e propria. Sono certi al momento gli interventi legati al caro-energia (nell’ultima settimana, dice il Gme, i prezzi dell’elettricita’ alla Borsa elettrica hanno superato i 480 euro a Megawattora): cioe’ l’intervento sulle bollette (con la proroga del taglio degli oneri di sistema anche per l’ultimo trimestre dell’anno) e l’estensione dello sconto sulla benzina (la riduzione di 30 centesimi sulle accise, al momento in vigore fino al 21 agosto). Per dare respiro a famiglie e lavoratori si punta poi a replicare il bonus da 200 euro. In alternativa (ma non si esclude nemmeno la possibilita’ di combinare le due misure) si valuta anche l’ipotesi di ridurre o azzerare l’Iva su alcuni beni alimentari di prima necessita’. Una strada su cui spinge soprattutto la Lega (per fare il punto Salvini ha riunito gli esponenti di governo del Carroccio) – con il plauso di Brunetta che l’ha proposta per primo: al momento tra le due ipotesi sembra in vantaggio il bonus, anche se il nodo ancora non e’ sciolto. Oltre al rinnovo degli aiuti fiscali gia’ scaduti, a partire dai crediti d’imposta per le imprese, e’ sicura l’abolizione del vincolo del ‘de minimis’ per le imprese che beneficiano dei crediti d’imposta contro il caro bollette, mentre “sul piatto – indica la viceministra Laura Castelli – c’e’ sempre il tema del cuneo fiscale”. Tema che pero’, si fa notare, non rientrerebbe nel perimetro degli affari correnti.

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Elezioni: M5s sbanca a Pomigliano, roccaforte dell’ex Di Maio

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A Pomigliano d’Arco, città roccaforte di Luigi Di Maio, il partito del ministro uscente degli Esteri (ed ex grillino) incassa alle elezioni per la Camera poco piu’ di un sesto dei voti del Movimento Cinque Stelle, che invece nel Comune è il partito più votato, con il 35,91% (5.994 preferenze). ‘Impegno civico – Di Maio’ si è invece fermato al 6,99% (1.167 voti).

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Elezioni, in Calabria il M5S fa eleggere gli ex magistrati antimafia De Raho e Scarpinato

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I Cinquestelle, in Calabria, raddoppiano il dato nazionale. Lo spoglio delle elezioni politiche assegna al Movimento il primo posto tra i partiti: a differenza del 2018, quando superarono il 43% alla Camera, in questa tornata elettorale i pentastellati arretrano, ma conquistano un significativo 29%, rispetto al 15,4% a livello nazionale. Soprattutto, il Movimento 5 Stelle si e’ dimostrato competitivo anche nei collegi, strappandone uno – quello di Cosenza, grazie al successo della parlamentare uscente e gia’ sottosegretario alla Cultura Anna Laura Orrico – al centrodestra. Il risultato positivo del M5S, inoltre, consente l’elezione anche dei due magistrati antimafia che il leader Giuseppe Conte ha candidato quali capilista in Calabria: Federico Cafiero De Raho, che e’ stato anche procuratore della Dda di Reggio Calabria, eletto alla Camera, e l’ex pm di Palermo Roberto Scarpinato, eletto al Senato. Per il Movimento 5 Stelle dunque la Calabria si conferma regione benigna, anche se gli osservatori politici, soprattutto sulla scorta dei dati dei percettori del reddito di cittadinanza in Calabria (secondo Bankitalia a fine 2021 le famiglie beneficiarie erano quasi 89mila), alla vigilia prevedevano un buon risultato dei grillini nella regione.

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Elezioni:de Magistris, schiacciati tra voto utile e astensionismo

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“Voglio ringraziare le candidate e i candidati, le militanti e i militanti, chi ci ha sostenuto e le persone che ci hanno votato. In meno di due mesi abbiamo costruito un luogo politico autentico, raccolto le firme con candidature in tutta Italia, stilato un ottimo programma, fatto una campagna elettorale straordinaria sui social e negli spazi mediatici che ci hanno dato, sempre tra la gente nei limiti di pochissimi giorni che abbiamo avuto. Il tutto senza soldi, solo con la nostra passione e il nostro entusiasmo. Il tempo e’ stato poco, in piena estate, e far conoscere un simbolo neonato non era facile. Pensavamo di poter ottenere un risultato diverso, ma siamo stati schiacciati, in un tempo davvero tiranno, tra voto utile e astensionismo”. Lo dice Luigi de Magistris, portavoce di Unione Popolare. “Siamo pero’ convinti della necessita’ del nostro progetto e della forza e coerenza delle nostre idee e delle nostre azioni. In Italia manca una forza credibile e vera di sinistra, pacifista, ambientalista, per i diritti civili, che operi con rigore l’attuazione della Costituzione antifascista. Tutti ci chiedono di non mollare. Dobbiamo adesso realizzare – continua – quello che dovevamo fare se non ci fosse stato lo scioglimento anticipato del Parlamento: diffondere il nuovo soggetto politico e coinvolgere la gente, radicarci sul territorio, consolidare i nostri forti legami internazionali, organizzare l’azione politica. Unione Popolare riprende subito il cammino con militanti, cittadine e cittadini, collettivita’ che vorranno con noi costruire un luogo e una soggettivita’ politica al servizio del Paese”. “Non saremo ancora nelle istituzioni ma con il popolo nelle piazze, nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle universita’, per garantire l’opposizione sociale alle destre che governeranno il nostro Paese. Unione Popolare lavorera’ senza sosta per farsi trovare pronta quanto prima per essere l’alternativa etica, culturale, sociale, economica e politica nelle istituzioni.”, conclude de Magistris.

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