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Draghi difende Speranza ma lo invita ad avviare subito un dossier aperture

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Superata la meta’ di aprile il governo comincera’ a concentrarsi su uno dei nodi principali di questa seconda primavera pandemica: come riaprire in vista dell’estate. Nell’esecutivo, dopo l’ennesima giornata di proteste e con una campagna vaccinale che subisce un nuovo stop, questa volta sulla sponda Johnson & Johnson, il pressing per riaprire cresce E, non a caso, a finire nel mirino e’ il ministro che, fino ad ora, si e’ sempre distinto per la linea del rigore: Roberto Speranza. Il titolare della Sanita’ e’ inciampato in una congiuntura non certo favorevole: al pressing anti-rigore del centrodestra si sommano le polemiche per il libro scritto dal ministro a pandemia in corso e l’inchiesta di Bergamo sul caso Oms-Ranieri Guerra. Anche se, per Palazzo Chigi, il ministro non e’ in bilico. “Sono senza fondamento” le ipotesi che Speranza lasci, spiegano fonti di governo smentendo le voci che, in queste ore, si rincorrono su un possibile addio del ministro. Fonti che ricordando quanto detto dal premier Mario Draghi all’ultima conferenza stampa: “Ho voluto Speranza nel governo e ne ho molta stima”. Qualcosa, pero’, nella strategia dell’esecutivo potrebbe cambiare presto. Draghi potrebbe tornare a parlare alla stampa tra giovedi’ e venerdi’. E una cabina di regia sulle riaperture, spiegano fonti vicine al dossier, verra’ convocata non appena saranno comunicati i dati epidemiologici aggiornati. L’ipotesi e’ che Draghi convochi la riunione gia’ venerdi’, sicuramente in settimana. Non sara’, certo, la riunione in cui saranno decise le riaperture. L’ipotesi di allungare il coprifuoco a mezzanotte, ad esempio, non trova conferma ne’ a Palazzo Chigi ne’ nell’ala piu’ aperturista del governo. Eppure, nella cabina di regia un primo schema di riaperture sul tavolo ci potrebbe essere. Con due punti prioritari: allargare le maglie per ristoranti e bar all’aperto, dove il contagio e’ meno incisivo e procedere con le ripartenza di pari passo con la vaccinazione di chi e’ piu’ a rischio ospedalizzazione. Per questo – anche se per ora si tratta di mere ipotesi – potrebbe essere valutata la proposta, avanzata dalle Regioni, che nei parametri delle zone geografiche di rischio rientrino i numeri su fragili e anziani immunizzati. Elemento che potrebbe anche “legare le mani” ai governatori piu’ scettici sul piano di vaccinare per fasce d’eta’. Procedere con le riaperture prima del 30 aprile, per ora, resta un’ipotesi improbabile. Nonostante a Palazzo Chigi si studi la strategia della ripartenza – vedi anche l’ok ad ospitare il 25% di tifosi per le partite degli Europei in Italia – la prudenza resta d’obbligo. Intanto, su Speranza, e’ ancora Matteo Salvini a puntare il dito, tornando ad attaccare il libro del titolare della Salute. “Scrivere che la pandemia e’ occasione storica per la sinistra sia di una grande volgarita’ e arroganza. Gli italiani pagano il ministro della Salute per fare il ministro della Salute e non per scrivere libri, in cui canna ogni previsione”. “Il nemico da battere e’ il Covid, non Speranza”, e’ la replica del deputato di Leu, Nico Stumpo. Ma c’e’ chi va oltre. I parlamentari di Alternativa C’e’ annunciano una mozione di sfiducia per Speranza in merito all’inchiesta sul mancato aggiornamento del piano pandemico. “Vedremo anche se Lega e Fi sono capaci di chiederne le dimissioni solo a parole”, avvertono gli ex grillini. E intanto, cresce il tam tam su un possibile addio del ministro, con possibile incarico europeo sul fronte vaccini. Voci che, secondo fonti ministeriali, sarebbero disegnate ad arte da chi, come la Lega, vorrebbe Speranza fuori dall’esecutivo.

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Berlusconi dimesso da San Raffaele: stiamo ancora qui

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“Stiamo ancora qui….”. Il Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi è stato dimesso nel tardo pomeriggio dall’Ospedale San Raffaele dove era stato ricoverato lunedi’ sera, per seguire alcune terapie contro le complicazioni legate al post Covid. Prima di lasciare l’ospedale milanese l’ex premeir, al telefono con interlocutori che si sono sincerati del suo stato di salute, ha ringraziato per l’attenzione e si e’ lasciato andare, anche facendo alcune battute sdrammatizzanti. Il suo ritorno a casa, una buona notizia gia’ ipotizzata nella giornata di ieri, cancella i rumors circolati anche nelle ultime ore in modo incontrollato sui social di ipotetici repentini aggravamenti. Rimane comunque alta l’ansia e la preoccupazione per le condizioni di salute del Cavaliere, tenuto conto dell’eta’, 85 anni il prossimo settembre, e di un quadro clinico da anni complesso, reso ancora piu’ delicato dall’infezione contratta mesi fa. Gia’ in mattinata, Licia Ronzulli, senatrice azzurra e stretta collaboratrice di Berlusconi, aveva anticipato che in giornata sarebbe tornato a casa: “Si va verso le dimissioni”, sono state le sue parole, interpellata telefonicamente dall’Ansa. Poi alle 18, 30 circa, la notizia tanto attesa: contrariamente alle precedenti dimissioni dalla stessa struttura, il Cavaliere ha preferito evitare di farsi vedere da cronisti e cameramen che lo attendevano all’uscita del padiglione D dell’ospedale. Non era infatti presente a bordo di una delle auto del corteo che e’ partita dal padiglione ma, a quanto si e’ saputo, e’ stato fatto salire su un’altra vettura che attendeva nei pressi ed e’ uscito da un altro varco. Prima di uscire, l’ex premier ha incontrato il vice presidente del Gruppo San Donato Kamel Ghribi, proprietario del San Raffaele. “Siamo davvero felici per il Presidente Berlusconi. L’ho trovato forte e in forma”, ha riferito Ghribi poco dopo le dimissioni. Del loro incontro e’ stata diffusa una foto, che mostra il Cavaliere seduto a un tavolo con dei fogli e una penna in mano, in completo scuro, pallido e piuttosto provato in volto. Ma vigile, anche dopo una terapia complessa che lo aiuta a recuperare la carenza di ossigenazione del sangue causata dai postumi dell’infezione covid. Una terapia che potra’ continuare anche ad Arcore, ogni volta che sara’ necessario, in una sala appositamente attrezzata. Intanto e’ grande il sollievo, soprattutto da parte dei fedelissimi di Forza Italia, dopo ore di grande ansia. “Berlusconi – spiegava il coordinatore nazionale Antonio Tajani su Skytg24 prima delle dimissioni – e’ un leone e vincera’ anche il covid ed i vaccini. Gli ho parlato ieri sera. Aveva qualche linea di febbre ma nulla di preoccupante”. In serata, con un lungo post su Facebook, sempre Tajani ha dato voce ai sentimenti del partito azzurro, fornendo anche qualche dettaglio sulla via del recupero: “Il Presidente Berlusconi – ha scritto – continuera’ a domicilio un adeguato periodo di riposo, di riabilitazione e cure come prescritto dai sanitari. Si conferma cosi’ l’infondatezza delle notizie allarmistiche circolate nei giorni scorsi, delle quali il Presidente stesso ha sorriso coi i suoi stretti collaboratori”. Tajani e’ andato oltre, sottolineando che “Forza Italia saluta con entusiasmo questi positivi sviluppi, che avvicinano il momento nel quale il proprio leader potra’ finalmente tornare a svolgere l’attivita’ pubblica che in questi mesi gli e’ stata preclusa su stretta indicazione medica”. Esulta anche il capogruppo Roberto Occhiuto: “Lo aspettiamo con ansia nuovamente in campo al 100% e siamo certi – twuitta il parlamentare calabrese – che tornera’ piu’ cazzuto di prima. Forza Presidente”. Sempre su tweet il saluto del leader della Lega, Matteo Salvini, “Bentornato a casa Silvio, alla faccia di gufi e avvoltoi!”.

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Elezioni Comunali, Albertini si ritira a Milano: il centrodestra cerca candidati

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Gabriele Albertini si ritira per “ragioni personali” e cosi’ non solo a Roma, ma anche a Milano il centrodestra e’ ancora alla ricerca di un candidato per le prossime elezioni comunali, mentre la coalizione di centrosinistra cerca di stringere accordi per avere certezze sui nomi da sostenere ai ballottaggi. Aveva lasciato “un piccolo spiraglio” ancora aperto ma Albertini oggi lo ha definitivamente chiuso, rinunciando quindi a correre contro il sindaco uscente Giuseppe Sala. “Purtroppo devo comunicare che per un insieme di ragioni personali non posso accettare questa generosa opportunita’ offertami” ha spiegato l’ex sindaco di Milano, ribadendo pero’ “la disponibilita’ nel corso della futura campagna ad accompagnare il candidato sindaco, sia nei contenuti, sia nella definizione e nella partecipazione ad una lista civica”. Albertini potrebbe anche fare il vicesindaco in una giunta guidata da un “giovane che rappresenti le categorie produttive in vista della imminente ripresa. Un sondaggio nei giorni scorsi aveva dato Albertini come favorito in un eventuale ballottaggio contro Sala, forse per questo l’ex primo cittadino dopo aver gia’ rifiutato la candidatura con una lettera il 6 maggio scorso, si era preso un po’ di tempo per ripensarci. A volere con forza una ricandidatura di Albertini era stato il leader della Lega, Matteo Salvini, che l’aveva indicato come prima scelta per correre contro Sala. Adesso la coalizione, formata anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia, potrebbe pensare all’ex ministro e leader di Noi con l’Italia, Maurizio Lupi, sul quale e’ tornato a puntare forte Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, che lo ha definito “un eccellente candidato sindaco”. Non fa nomi ne’ cognomi invece Matteo Salvini che assicura che “troveremo un uomo o una donna all’altezza sia a Milano che a Roma il prima possibile”, rimandando a un vertice con gli alleati in settimana per decidere”. Anche la situazione nella Capitale rimane infatti bloccata: i partiti della coalizione spingono su Guido Bertolaso e sperano su un suo ripensamento anche se l’ex numero uno della Protezione civile sembra fermo sul no. “Se non accettasse dovremo andare a un personaggio politico: penserei a Maurizio Gasparri. Ma intanto pensiamo a convincere Bertolaso”, ha detto Antonio Tajani. La corsa al Campidoglio e’ invece piu’ delineata per il centrosinistra: la strada e’ quella delle primarie a cui partecipa per il Pd l’ex ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri che oggi ha iniziato la sua campagna elettorale e che avra’ tra i suoi avversari anche Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali. Ma un appello all’unita’ tra Pd, forze del centrosinistra e Movimento 5 stelle, arriva dal segretario di Articolo Uno, Roberto Speranza: “sulle amministrative io penso che dovunque c’e’ ancora un margine per lavorare insieme da subito, noi quel margine dobbiamo andare a vederlo – ha detto nel corso dell’assemblea nazionale del partito rivolgendosi a Enrico Letta e Giuseppe Conte -. E bisogna essere chiari: dobbiamo assumere un impegno a scatola vuota, dicendo che dove non riusciremo a fare un accordo al primo turno lavoreremo assieme per sostenere il candidato di chi di questa famiglia e’ arrivato al secondo turno”.

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Nave Gregoretti, non luogo a procedere per Salvini: un altro processo costoso e inutile finito nel nulla

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Sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Matteo Salvini, che era imputato con l’accusa di sequestro di persona. E’ la decisione del Gup di Catania, Nunzio Sarpietro, letta nell’aula bunker del carcere di Bicocca, a conclusione dell’udienza preliminare per il caso Gregoretti. Al centro del procedimento nei confronti dell’allora ministro dell’Interno i ritardi nello sbarco, nel luglio del 2019, di 131 migranti dalla nave della Guardia costiera italiana nel porto di Augusta, nel Siracusano. “Abusando dei poteri” da ministro dell’Interno avrebbe “privato della liberta’ personale i 131 migranti bloccati a bordo della Gregoretti dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio” successivo, quando la nave della Guardia costiera italiana e’ giunta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nel Siracusano. Era l’accusa contestata all’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini dopo l’autorizzazione a procedere concessa dall’Aula del Senato, che sarebbero stati commessi tra il 27 agosto e il 31 agosto del 2019 tra Augusta (Siracusa) e Catania. Il reato ipotizzato era sequestro di persona di 131 migranti aggravato dall’essere il responsabile un pubblico ufficiale e perche’ commesso anche ai danni di minorenni. Accuse che l’ex ministro e il suo legale, l’avvocato Giulia Bongiorno, hanno sempre respinto con forza, spiegando che “non si e’ verificata alcuna illecita privazione della liberta’ personale, in attesa dell’organizzazione del trasferimento” dei migranti alla “destinazione finale”. Salvini ha sottolineato di avere agito per interesse della Nazione, sintetizzando cosi’ la sua linea: a bordo della Gregoretti c’erano due scafisti fermati dopo lo sbarco, i 100 migranti sono rimasti sulla nave senza pericoli e con la massima assistenza, solo il tempo necessario per concordare con altri Paesi europei il loro trasferimento. E tutto col pieno coinvolgimento del governo italiano, tanto da rilevare il ruolo decisivo del Ministero dei trasporti nell’assegnazione del Pos , il porto sicuro. La Procura distrettuale di Catania durante l’udienza preliminare ha chiesto al Gup di emettere una sentenza di non luogo a procedere perche’, la tesi espressa in aula dal Pm Andrea Bonomo, nello sbarco dei migranti da nave Gregoretti l’allora ministro dell’Interno “non ha violato alcuna convenzione nazionale e internazionale”, le sue scelte sono state “condivise dal governo” e la sua posizione “non integra gli estremi del reato di sequestro di persona”. Una ricostruzione contestata dalle parti civili che chiedono il processo per Salvini: AccoglieRete, Legambiente. Arci e una famiglia di migranti che era a bordo della Gregoretti. Per il legale di Legambiente, Daniela Ciancimino, l’ex ministro ha “trattenuto illegittimamente a bordo” 131 persone, e deve andare a processo per sequestro di persona anche per le “sofferenze patite dai migranti ammassati su nave Gregoretti”. Per la difesa, rappresentata dall’avvocatessa Giulia Bongiorno, “l’azione penale contro Salvini non doveva neppure iniziare, perche’ il suo e’ stato un atto politico insindacabile” perche’, ha sostenuto, per il “principio della separazione dei poteri e le decisioni adottate nell’interesse nazionale sono impenetrabili e non possono essere contestate in sede giudiziaria”.

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