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Cultura

Dopo otto anni il Corridoio Vasariano riapre al pubblico

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Dopo otto anni di chiusura e un complesso lavoro di adeguamento, riaprirà al pubblico il prossimo 21 dicembre il Corridoio Vasariano, passaggio aereo sopra le vie cittadine che collega Palazzo Pitti e Palazzo Vecchio, lungo 750 metri. Lo ha annunciato il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde, spiegando che il Vasariano riaprirà il primo giorno utile dopo la fine dei lavori senza allestimento interno, sul quale il museo sta ancora lavorando. Progettato da Giorgio Vasari e realizzato nel 1565 per consentire ai granduchi di muoversi in sicurezza dalla loro residenza privata alla sede del governo cittadino, il Vasariano era chiuso dal 2016 per consentire interventi di adeguamento alle norme di sicurezza.

I lavori, per circa 10 milioni di euro (più un milione di dollari donato nel 2023 dall’imprenditore statunitense Skip Avansino) sono partiti nel 2022, terminando nelle scorse settimane. Già l’ex direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, aveva annunciato la riapertura del Corridoio più famoso del mondo, poi slittata fino a oggi. Dopo il taglio del nastro ufficiale, in programma il 20 dicembre con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il ‘percorso del principe’ sarà accessibile al pubblico in via ordinaria, tutti i giorni dal martedì alla domenica. Sarà però necessaria la prenotazione, al via del 10 dicembre.

Al Corridoio Vasariano si accede acquistando il biglietto della Galleria degli Uffizi con un supplemento speciale, al prezzo complessivo di 43 euro. Le visite saranno contingentate: entreranno 25 persone alla volta che potranno percorrere il corridoio in un’unica direzione: dagli Uffizi al Giardino di Boboli, poi si uscirà dalla porta di fianco alla Grotta Buontalenti. “Mantenendo un impegno preso con i cittadini l’indomani dell’insediamento – ha detto Verde – il Corridoio Vasariano riapre entro la fine del 2024 al pubblico. Per il complesso degli Uffizi si tratta di un momento di strategica importanza che permette di ricucire, anche nella sua fruibilità, l’unitarietà della sua storia monumentale e collezionistica.

Dal 21 dicembre i visitatori che vorranno farlo potranno passare da una parte all’altra dell’Arno, apprezzando in tutta la sua tentacolare estensione la vastità, la coerenza e la ricchezza della cittadella medicea del potere e delle arti. Questa apertura, infatti, va di pari passo con l’opera sistematica di riqualificazione e di ricomposizione museale in corso”.

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Cultura

Unicampania, la Biblioteca di Giurisprudenza diventa ‘Enrico De Nicola’: innovazione e inclusione senza barriere

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Innovazione, inclusione, solidarietà. Sono le direttrici che hanno guidato il lavoro triennale del Dipartimento di Giurisprudenza dell’ Università dehli Studi della Campania ”Luigi Vanvitelli” per il progetto “Biblioteche 4.0: oltre le barriere”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU nell’ambito del PNRR Cultura. Un intervento strutturale che centra l’obiettivo previsto dal Piano nazionale: abbattere le barriere fisiche e cognitive nei musei e nei luoghi della cultura pubblici.

Da oggi la rinnovata Biblioteca del Dipartimento, nata nel 1992 insieme al Dipartimento stesso a Santa Maria Capua Vetere, nella cornice di Palazzo Melzi – luogo simbolo del sistema giudiziario campano – ha anche un nuovo nome. Il Rettore Gianfranco Nicoletti ha scoperto la targa che la intitola a Enrico De Nicola, primo Presidente della Repubblica italiana, alla presenza del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli.

“L’intitolazione della Biblioteca del nostro Dipartimento di Giurisprudenza al primo presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, è un segnale forte che il nostro Ateneo lancia ai suoi studenti sull’importanza della memoria e dell’impegno nel tramandare i valori fondativi della nostra Costituzione e della nostra Repubblica”, ha dichiarato il Rettore Nicoletti.

Il Rettore ha inoltre sottolineato l’impegno dell’Ateneo “per l’inclusione sociale che trova esempio nel gemellaggio realizzato tra la nuova Biblioteca Enrico De Nicola e la Biblioteca del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere”.

Centomila volumi e fondi storici senza più barriere

La Biblioteca “Enrico De Nicola” mette a disposizione, in una veste completamente rinnovata, quasi 100mila volumi e fondi speciali di pregio, tra cui quelli del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e del Tribunale di Napoli.

Due i servizi simbolo del progetto “Biblioteche 4.0”, accompagnato da tre anni di formazione del personale sui temi della digitalizzazione e dell’accessibilità del patrimonio culturale: il libro parlato e lo scaffale accogliente.

Il libro parlato è pensato per utenti con disabilità visive o con difficoltà di lettura tradizionale. Ogni iscritto potrà ascoltare fino a 15 opere al mese (120 l’anno), scegliendo tra oltre 15mila audiolibri, dai classici ai bestseller contemporanei, dalla narrativa alla saggistica, con un’attenzione particolare ai testi giuridici, economici e di scienze sociali. Un catalogo che cresce di circa mille nuovi titoli ogni anno.

Lo scaffale inclusivo/accogliente, invece, favorirà l’ampliamento costante del patrimonio librario, con un’attenzione dedicata agli studenti delle scuole del territorio. L’obiettivo è facilitare accesso e consultazione, integrando la bibliografia universitaria con testi e letture scolastiche a supporto della didattica.

da sx Raffaele Picaro, Fabio Pinelli, Giovanni Francesco Nicoletti

Tecnologia e accessibilità: i nuovi servizi

Il progetto, coordinato dal professor Mario Campobasso per la parte scientifica e da Maria Frattolillo per quella amministrativa, introduce anche una serie di strumenti innovativi:

• postazione di prestito automatizzato;

• smart locker;

• scaffale intelligente per la restituzione automatica;

• scanner CZUR ad alta risoluzione, capace di leggere ad alta voce i testi e abbattere la barriera cognitiva per persone con DSA, non vedenti o ipovedenti.

Un salto tecnologico che rende la Biblioteca un laboratorio di accessibilità e innovazione nel cuore di un territorio ad alta densità giudiziaria e universitaria.

Inclusione sociale: il gemellaggio con il carcere di Santa Maria Capua Vetere

L’inclusione non si esaurisce nell’abbattimento delle barriere fisiche. In linea con la Terza missione dell’Ateneo, la nuova Biblioteca guarda al territorio e alle sue fragilità, rafforzando il dialogo con scuole, associazioni e realtà del terzo settore.

Cuore del progetto è la convenzione con la Biblioteca “Rita Atria e Imma Cavagnuolo” della Casa Circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, che dà vita a un interscambio pieno dei patrimoni librari tra le due istituzioni.

Il gemellaggio prevede anche la progettazione condivisa di mostre, incontri con autori, laboratori di lettura, progetti di ricerca e attività culturali. Un percorso che coinvolgerà detenuti, operatori penitenziari, studenti universitari e delle scuole superiori, oltre alla comunità esterna, con l’obiettivo di promuovere la lettura e la cultura come strumenti di crescita, confronto e reinserimento.

La Biblioteca “Enrico De Nicola” diventa così non solo uno spazio di studio, ma un presidio civile: un luogo in cui la memoria istituzionale, l’innovazione tecnologica e l’inclusione sociale si intrecciano, nel segno dei valori fondativi della Repubblica.

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Cultura

Concerti San Pietro a Majella 2026, al via la stagione nella Sala Scarlatti con 20 eventi gratuiti

Dal 5 marzo al 21 giugno 2026 torna la rassegna I Concerti del Conservatorio al San Pietro a Majella di Napoli: 20 eventi gratuiti tra classica, jazz, elettroacustica e omaggi alla scuola napoletana del Novecento.

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Si rinnova a Napoli l’appuntamento con la stagione musicale del Conservatorio San Pietro a Majella. Giovedì 5 marzo prende il via l’edizione 2026 della rassegna I Concerti del Conservatorio, in programma fino al 21 giugno nella Sala Scarlatti, con un calendario di 20 eventi a ingresso gratuito.

La rassegna conferma una linea artistica fondata sulla varietà dei generi e delle prassi esecutive, affiancando la rilettura dei repertori classici alla proposta di opere inedite e alla valorizzazione della produzione contemporanea.

Omaggio alla scuola napoletana del Novecento

Tra i fili conduttori dell’edizione 2026 vi è la valorizzazione della scuola napoletana del Novecento. Il concerto inaugurale vedrà protagonista l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio, impegnata in pagine di Aladino Di Martino, maestro tra gli altri di Riccardo Muti.

Nel corso della stagione sono previsti tributi a Otello Calbi, Bruno Mazzotta, Mario Pilati, Filippo Veniero e Francesco Cilea, figure centrali della vita musicale del secolo scorso che al San Pietro a Majella si formarono e raggiunsero piena maturità artistica.

Dalla musica antica all’elettroacustica

Il 6 marzo l’Ensemble di musica antica proporrà uno spettacolo dedicato alla creatività femminile, con riferimenti ad Artemisia Gentileschi e a Francesca Caccini, prima donna autrice di un’opera lirica.

Spazio anche alla memoria con il concerto del 27 marzo dell’Orchestra Ritmico-sinfonica San Pietro a Majella in ricordo del Maestro Mariano Patti. Il 17 aprile un concerto cameristico metterà a confronto pagine di Gustav Mahler e Johannes Brahms.

Dall’8 al 19 maggio si terrà la Settimana della Musica Elettroacustica, progetto internazionale che porterà a Napoli compositori, ricercatori e performer per concerti, incontri, masterclass e la prima conferenza cittadina dedicata al settore. Annunciata la partecipazione di Jean-François Laporte, Klaus Filip e Radu Malfatti. Nel chiostro maggiore sarà allestita Sound Sculpture, installazione site-specific per canne d’organo e dispositivi meccanici ed elettronici.

Jazz, danza e strumenti storici

Il 30 aprile il Conservatorio aderirà alla Giornata Internazionale del Jazz con una maratona musicale dedicata a John Coltrane e Miles Davis a cento anni dalla loro nascita.

Il 22 maggio un seminario e un concerto ricorderanno l’arpista Felice Lebano. Nell’occasione sarà presentata una rara arpa Erard di metà Ottocento, appartenuta allo stesso Lebano e donata al Conservatorio dall’azienda Kimbo.

Il 29 maggio andrà in scena Imperium Animae, spettacolo di danza, recitazione e musica ispirato al libro Le città invisibili di Italo Calvino.

La sessione primaverile si concluderà dal 19 al 21 giugno con la tradizionale tre giorni dedicata alla Festa della Musica, affidata agli allievi del Conservatorio.

Due secoli di storia nel cuore di Napoli

L’edizione 2026 coincide con il traguardo dei due secoli del Conservatorio nella sede di San Pietro a Majella.

La presidente Carla Ciccarelli ha definito la stagione un appuntamento speciale che conferma il ruolo dell’istituzione come parte viva del territorio. Il direttore Gaetano Panariello ha sottolineato la vocazione del Conservatorio a coniugare alta formazione e produzione artistica, attraverso un cartellone ampio e multidisciplinare.

Il concerto inaugurale si terrà il 5 marzo nella Sala Scarlatti alle ore 18.00. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria. Il calendario completo è disponibile sui canali ufficiali del Conservatorio.

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Cultura

Futurismo oltre le ideologie, il Maxxi rilancia Marinetti con “Sensing the Future”

Il Maxxi di Roma prepara per l’autunno la mostra “Sensing the Future” dedicata all’eredità del Futurismo. Il curatore Gabriele Simongini: “Liberarlo dalle etichette ideologiche”.

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Il MAXXI prepara per il prossimo autunno una nuova mostra dedicata al Futurismo, con l’obiettivo dichiarato di rileggerne il lascito nel contemporaneo.

Il progetto, intitolato “Sensing the Future”, sarà curato da Gabriele Simongini e metterà in dialogo opere storiche del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti con le influenze esercitate sulle arti del XXI secolo.

L’iniziativa arriva a un anno dalla conclusione della mostra “Il tempo del Futurismo”, allestita tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che aveva suscitato un ampio dibattito.

“Liberare il Futurismo dalle etichette”

Secondo Simongini, è giunto il momento di liberare il Futurismo dalle contrapposizioni ideologiche che lo hanno accompagnato per decenni. Il movimento, sostiene, non può essere ridotto a una lettura politica di parte, ma va riconosciuto come uno dei grandi contributi della cultura italiana alla modernità.

La presidente della Fondazione Maxxi, Emanuela Bruni, ha spiegato che la mostra intende valorizzare alcune opere futuriste considerate alla base della visione contemporanea dell’arte.

Futurismo come archetipo del contemporaneo

Nel presentare la riedizione del volume “Marinetti. L’uomo e l’artista”, scritto nel 1921 da Emilio Settimelli, Simongini ha definito il Futurismo non soltanto un movimento artistico, ma un fondamento essenziale del contemporaneo.

Secondo questa lettura, il pensiero futurista si fonda sul superamento di sé stesso, sulla distruzione del linguaggio per generarne uno nuovo e sulla capacità di trasformare la contraddizione in energia creativa.

La nuova mostra si propone dunque di rileggere il Futurismo come archetipo, capace di scavalcare il proprio tempo e di incidere ancora oggi nei linguaggi dell’arte e della cultura visiva.

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