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Musica

Dopo il successo di Mare fuori su Rai 2, Paolillo e Giorgio interpretano una nuova canzone

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Dopo il successo di Mare Fuori su Rai2, Matteo Paolillo e Giacomo Giorgio, riprendono i panni dei loro personaggi (Edoardo e Ciro), interpretando la canzone “Fa’ Chell’ Che a Fa’ “.
In questo brano i due protagonisti comunicano per telefono, in un botta e risposta dove si convincono che per sentirsi forti si debba per forza avvicinarsi ad un contesto di ideali criminali.


Ascoltando la canzone emerge una triste realtà malavitosa, in netto contrasto con il loro sentimento di amicizia, puro e profondo.
La canzone è stata scritta da due attori campani (Matteo Paolillo si firma con il nome d’arte Icaro), mentre la musica è stata composta ed anche arrangiata da Lorenzo Gennaro, produttore musicista e cantante, che ha anche collaborato nella creazione della sigla “O mar for”.
Il brano è uscito l’11 novembre ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali.

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Celentano conquista twitter con Prisencolinensinainciusol

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A 48 anni dal debutto del brano e 46 dall’esibizione sulla canzone insieme a Raffaella Carra’ e il corpo di ballo di Milleluci, Adriano Celentano conquista Twitter con Prisencolinensinainciusol. Un post pubblicato ieri da un’internauta scozzese con il video della performance del Molleggiato nell’iconico varieta’ Rai condotto nel 1974 da Raffaella Carra’ e Mina, per la regia di Antonello Falqui, e’ diventato virale sul social network con oltre 3 milioni e 100 mila visualizzazioni, piu’ di 135 mila like, decine di migliaia di retweet e commenti da tutto il mondo, compresi quelli dello scrittore Neil Gaiman, il regista Edgar Wright, la webstar Usa Casey Neistat, il rapper britannico Akala, l’attrice Barbara Hershey, una figura di riferimento tra i programmer e gli imprenditori della Silicon valley Paul Graham e Mark Frost (cocreatore di Twin Peaks con David Lynch) che definisce Celentano “un genio”. “Il cantante italiano Adriano Celentano ha pubblicato una canzone con un testo nonsense che doveva sembrare inglese/americano forse per provare che agli italiani potesse piacere qualunque canzone inglese – scrive l’autrice del primo post ‘Harry’, Harriet Mould, ufficio stampa del Royal Lyceum Theatre di Edimburgo – E’ diventata una hit e ne e’ scaturito questo: “IL PIU’ BEL VIDEO CHE ABBIA MAI VISTO”. Tantissimi i tweet sul carisma e il talento di Celentano, sulla sua popolarita’ in italia (e non solo), sulla bellezza del brano e di un ‘pezzo’ di tv di grande qualita’. Molti sottolineano la modernita’ del cantautore, e il fatto che la canzone sembri anticipare del rap (in vari tweet si ritrova il testo). Apprezzatissima anche Raffaella Carra’, definita una star della tv “capace di far ballare tutti” come ricorda in un commento Enrico Maria Riva, pubblicando una foto della conduttrice mentre balla con Maradona.

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Cronache

Camorra, 18 condanne, tra 15 e 4 anni, al clan Montescuro

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Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione sono state inflitte oggi a Napoli  dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste. Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi).

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Edoardo Bennato pubblica “Non c’è” per Sony Music e canta l’“Italietta strapazzata e strapazzante”

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Irriverente, anticonvenzionale, ‘rinnegato’, come cantava nel brano del 1973. Ma sempre alla ricerca del successo, anche dopo oltre 50 anni di carriera. Edoardo Bennato non smette di essere la voce contro del rock’n’roll italiano. E stavolta lo fa riproponendo vecchie canzoni, che sembrano scritte ieri, mescolandole – “senza soluzione di continuita’” – con quelle nuove. Il risultato e’ l’album Non c’e’, in uscita domani, 20 novembre, per Sony Music (Legacy Recordings). “Come da ragazzo – spiega – anche ora sono alla ricerca del successo: cerco di trovare il modo di fare in modo che queste canzonette, o canzonacce, vengano ascoltate”. Il fil rouge che unisce il passato e il presente e’ la cifra “bennatiana”, che affronta le contraddizioni della societa’, il “mistero della Pubblica Istruzione”, l’universo femminile e l’ironia esasperata fino al paradosso “in questa Italietta strapazzata e strapazzante” e “piu’ che mai divisa tra Nord e Sud, che vive una situazione piu’ tragica che comica dove i politici diventano comici, come il governatore della Campania”. Un disco che riassume “il Bennato-pensiero, le sue schizofrenie, i suoi paradossi. Siamo sull’orlo del baratro ma ci salveremo”. Gia’ dalla copertina, “Non c’e'” si sfoglia come un quotidiano che uscira’ domani mattina e si legge come il manifesto della realta’, “con tutte le contraddizioni e le schizofrenie che viviamo”. Frasi come “Salviamo il salvabile” e “Una di notte c’e’ il coprifuoco” rimbalzano dalle prime pagine e nei titoli dei telegiornali diventando le “cantilene” di questi giorni; cosi tanti altri ritornelli di canzoni vecchie e nuove di questo album. Venti le tracce presenti nella versione cd, 23 in quella in doppio vinile. Otto i brani inediti in “Non c’e'”, tra cui L’uomo nero (con Clementino) e La realta’ non puo’ essere questa (con il fratello Eugenio) e La bella addormentata, “il brano piu’ radiofonico, ispirata alla favola e che ha come riferimento il “risveglio” di Bagnoli, dei Campi Flegrei, di Napoli e del Sud in senso lato”). Mentre 15 sono quelli scelti nel repertorio che hanno segnato la carriera artistica di Edoardo Bennato: Bravi ragazzi, Cantautore, Dotti medici e sapienti, Feste di piazza, Italiani, L’isola che non c’e’, La verita’, Le ragazze fanno grandi sogni, Mangiafuoco, Non farti cadere le braccia, Perche’ (con Morgan, “uno dei miei amici fedeli, con tutte le sue schizofrenie. E’ completamente pazzo, come me, ma dice cose giuste”), Relax, Salviamo il salvabile, Tutti, Un giorno credi. “Cio’ che abbiamo vissuto in questi ultimi tempi e’ stato sicuramente qualcosa fuori dall’ordinario, che ci ha fatto riflettere e ha indubbiamente condizionato, volente o nolente, le nostre esistenze – ha affermato Bennato -. Tornare dopo cinque anni con un album di soli brani inediti sarebbe stato sin troppo ovvio. Ho colto invece l’invito a riprendere alcune canzoni del passato. E ci siamo resi conto come e quanto le cose nuove fossero in linea con quelle rivisitate”. Il disco e’ accompagnato dall’uscita del video del singolo Non c’e’, un cartone con protagonista un ragazzo che suona in strada. “Quel ragazzo sono io, per certi versi lo invidio. Quando dopo la censura di Non farti cadere le braccia nel 1973 mi misi a cantare pezzi punk in strada per attirare l’attenzione”, ricorda Bennato che dalla strada riusci’ pure a scardinare il sistema e ad arrivare comunque al successo. “Divenni il rappresentante dell’insoddisfazione giovanile. Ma chi decide cosa e’ bello? Nell’arte tutto e’ opinabile. Non sta a noi deciderlo, e neanche al pubblico. Il 90% non sceglie, viene indottrinato, attraverso i media e le radio”, e’ la critica che il cantautore napoletano fa ancora oggi. In tempo di pandemia, il discorso non puo’ non finire anche sulla situazione attuale. “Spero che il covid ci aiuti a capire certi meccanismi che per indolenza, demagogie, ci rifiutiamo di comprendere. Ma sono anche convinto che la tecnologia ci aiutera’ a sconfiggere qualunque tipo di infezione, come gia’ in passato. Quello che dobbiamo sconfiggere, invece, sono le differenze tra la parte privilegiata e quella penalizzata del mondo: il divario economico e sociale e’ tale e tanto da creare problemi a tutta l’umanita’”.

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