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Dopo il successo di Mare fuori su Rai 2, Paolillo e Giorgio interpretano una nuova canzone

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Dopo il successo di Mare Fuori su Rai2, Matteo Paolillo e Giacomo Giorgio, riprendono i panni dei loro personaggi (Edoardo e Ciro), interpretando la canzone “Fa’ Chell’ Che a Fa’ “.
In questo brano i due protagonisti comunicano per telefono, in un botta e risposta dove si convincono che per sentirsi forti si debba per forza avvicinarsi ad un contesto di ideali criminali.


Ascoltando la canzone emerge una triste realtà malavitosa, in netto contrasto con il loro sentimento di amicizia, puro e profondo.
La canzone è stata scritta da due attori campani (Matteo Paolillo si firma con il nome d’arte Icaro), mentre la musica è stata composta ed anche arrangiata da Lorenzo Gennaro, produttore musicista e cantante, che ha anche collaborato nella creazione della sigla “O mar for”.
Il brano è uscito l’11 novembre ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali.

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Musica in lutto, addio a Gianni Nazzaro

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E’ morto poco dopo le 19 a Roma, al Policlinico Gemelli, Gianni Nazzaro, cantante e attore. Era gravemente malat. Nato a Napoli il 27 ottobre 1948, è stato tra i protagonisti della musica leggera anni ’70. Tra le sue hit, “Quanto è bella lei”, “L’amore è una colomba”, “Non voglio innamorarmi mai”, “A modo mio”, “In fondo all’anima”. Alle spalle sei partecipazioni al Festival di Sanremo, Nazzaro è stato anche attore, nelle soap Un posto al sole e Incantesimo e ha partecipato all’edizione 2014 di Tale e quale show, condotto da Carlo Conti. Accanto a lui, fino all’ultimo, la compagna Nada Ovcina, assistita anche dal cappellano del Gemelli.

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Pausini, dopo la notte degli Oscar un film Amazon

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Dopo il trionfo dei Golden Globes e l’emozione della notte degli Oscar, Laura Pausini torna in pista, stavolta con un nuovo film Amazon Original italiano basato su una sua idea originale e di cui e’ protagonista. Il progetto non ha ancora un titolo, ma le riprese sono gia’ cominciate, ha anticipato “Variety” prima che arrivasse la conferma ufficiale degli studi del colosso fondato da Jeff Bezos. Il film e’ scritto da Ivan Cotroneo (“La kryptonite nella borsa”, “Un bacio”) e Monica Rametta (“Un bacio”, “Il volto di un’altra”), diretto dallo stesso Cotroneo, prodotto da Endemol Shine Italy, e sara’ disponibile in esclusiva nel 2022 su Amazon Prime in 240 paesi e territori in tutto il mondo. Gherardo Gossi e’ il direttore della cinematografia. “Da tempo ricevevo proposte per un mio progetto cinematografico ma non c’era nulla di cosi’ speciale da dedicargli tempo ed energie”, ha detto la Pausini che quest’anno ha vinto un Golden Globe ed e’ poi stata candidata agli Oscar con Diane Warren per la canzone “Io Si'” del film “La Vita davanti a se'” di Edoardo Ponti con Sophia Loren. “Siamo onorati di accogliere nella famiglia di Amazon Studios un’artista straordinaria, amata e apprezzata in tutto il mondo”, ha commentato Georgia Brown, capo degli Amazon Originals europei. Secondo Nicole Morganti di Amazon Originals Italia, il film “riflette perfettamente le nostre ambizioni in Italia: dar vita a storie in modo innovativo per sorprendere e appassionare il pubblico”. L’incontro di Laura con Amazon Studios risale al 2020: “Cercavo qualcosa di innovativo nelle sceneggiature che mi proponevano, ma non sentivo nessuna urgenza di raccontarmi. In una delle nostre riunioni, ho capito che c’era una cosa che non avevo mai raccontato, una cosa per me importante e che finalmente desideravo condividere. Sono felice che da subito abbiano sostenuto la mia idea artistica; cercheremo di raccontarla nel modo piu’ sincero, come faccio da sempre con la musica, questa volta con tutta la passione che ho per il cinema”. Pausini ha cominciato a lavorare con Cotroneo poco prima della vittoria ai Golden Globe: “Dalla nostra collaborazione – ha detto – e’ nata questa follia che stupira’ anche quelli che credono di conoscermi bene!”. La regina del pop italiano ha al suo attivo 13 album in studio, ma il film e’ il primo che la vede davanti alla macchina da presa. “Sara’ un lungometraggio innovativo che inventa un nuovo genere e conferma l’amore di Laura per la settima arte svelando al pubblico la sua vera anima, attraverso scorci inediti della sua vita privata e professionale e dando a Laura stessa la grande opportunita’ di scoprire aspetti di se’ e del suo mondo mai visti”, ha preannunciato un comunicato di Amazon Studios. Negli ultimi tempi Amazon ha intensificato le attivita’ di produzione in Italia. Tra i nomi famosi sui quali Prime Video ha scommesso c’e’ Achille Lauro, con il quale la piattaforma ha siglato una collaborazione creativa e musicale.

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Jim Morrison, il mito di King Lizard che resiste da 50 anni

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Il 3 luglio di cinquant’anni fa, a Parigi, moriva Jim Morrison. Aveva 28 anni. La stessa eta’ di Jimi Hendrix, che era morto nel settembre dell’anno prima, e un anno in piu’ di Janis Joplin, morta in ottobre, sempre del 1970. La triade maledetta del rock’n’roll. La verita’ definitiva e’ conosciuta solo sulla morte della povera Janis, fulminata da un’overdose di eroina. Attorno a quelle di Hendrix e Morrison si continua a discutere: qualcuno ritiene addirittura che, come d’altra parte si dice di Elvis, l’ex cantante dei Doors sia ancora vivo. Morrison e’ stato trovato cadavere nell’appartamento che divideva con Pamela Courson, la sua compagna storica, nonche’ erede unica. All’epoca non fu effettuata l’autopsia. La Courson e’ morta di overdose tre anni dopo Jim, portandosi dietro i segreti sull’ultima notte del Re Lucertola che e’ stato seppellito al Pere Lachaise, il cimitero degli artisti di Parigi. La sua tomba continua a essere uno dei luoghi piu’ visitati della citta’ e oggi e’ transennata per contenere gli eccessi dei fan. I 50 anni trascorsi, se e’ possibile, hanno ulteriormente rafforzato il mito di una delle icone piu’ potenti della storia della musica popolare. Un fenomeno impressionante, se si pensa che i Doors si sono formati nel 1965 e che il primo disco e’ uscito nel 1967, l’ultimo con Morrison nel ’71.

Complessivamente hanno inciso sei album di studio e un live leggendario: ma il mito Morrison continua a rimanere intaccato. Non si possono comprendere le ragioni di questo mito se non si parte dalla Los Angeles degli anni ’60, laboratorio di idee, musica e sperimentazioni sociali nonche’ chimico-lisergiche che ha offerto all’allora studente di cinema il terreno ideale per sviluppare la sua complessa personalita’. Jim era il figlio di un ufficiale della marina, poi diventato ammiraglio che, tanto per chiarire, sconsiglio’ al figlio di continuare la carriera di cantante dopo aver ascoltato il suo primo disco. Non e’ un caso che i suoi rapporti con la famiglia furono azzerati. Appassionato di cinema, ma anche fan accanito di Elvis e Sinatra, lettore avido di Rimbaud e Baudelaire, di William Blake, dei Beat (e’ stato amico personale di Michael McClure), Celine, Nietzsche, ammiratore di Artaud e studioso di psicologia e dei miti degli Indiani d’America, Morrison riusci’ a trasferire questo articolato universo culturale nella figura di uno dei piu’ sfrontati frontman della storia. Non va dimenticato che proprio in quegli anni il rock stava assumendo una nuova fisionomia: si era esaurita la fase eroica dei padri fondatori e, sotto la spinta della British Invasion, nasceva una nuova espressione musicale, che porta dritto alla musica di oggi. Bellissimo, inventore di un look – pantaloni di pelle, camicia aperta, cinturone con borchie, collane e Ray Ban a specchio – che e’ diventato ‘il look’ definitivo di certo rock, Morrison in fondo e’ stato il primo frontman a portare sul palco il misticismo dello ‘sregolamento dei sensi’. Sarebbe sufficiente raccontare che e’ stato guardando un concerto dei Doors che Iggy Pop e’ stato fulminato sulla via del rock’n’roll per riassumere l’effetto dirompente della sua presenza. Se dunque da subito Jim Morrison e’ diventato un simbolo della reazione dell’universo giovanile alle istituzioni, non si puo’ dimenticare la miracolosa simbiosi tra la sua voce e la sua personalita’ e la musica dei Doors, una della band piu’ influenti e originali della storia. E’ anche per questo che dopo 50 anni il mito del re Lucertola e’ ancora cosi’ vivo.

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