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Cronache

Donna aggredita dal branco di minori a Fuorigrotta, la sorella: “Serve rigore, non si possono giustificare le violenze con l’età”

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Un’aggressione brutale e gratuita, consumata nel cuore di Fuorigrotta da un branco di adolescenti. Giuseppina Marchese, 59 anni, operaia da 36 anni alla Fiat-Stellantis, è oggi in gravi condizioni all’ospedale San Giovanni Bosco, dopo essere stata colpita alle spalle e scaraventata a terra da un gruppo di sei minorenni, di cui cinque under 14, quindi non imputabili.

La sorella della vittima, Melissa Marchese, esprime tutta la rabbia e il dolore per quanto accaduto: «Spero che la giustizia faccia il suo corso, al di là dell’età dei presunti responsabili. Non si può sempre giustificare certe condotte solo per una questione anagrafica».

L’aggressione e le indagini

Il branco sarebbe partito dal quartiere Pianura. I sei giovani, tra cui due ragazzine di 12 e 13 anni, avrebbero infastidito vari passanti prima di prendere di mira Giuseppina Marchese. Le immagini di videosorveglianza acquisite dai carabinieri della compagnia di Bagnoli, guidati dalla Procura dei Minori con il pm Ugo Miraglia del Giudice e la procuratrice Patrizia Imperato, sono state decisive. Il filmato mostra una delle ragazzine che ostacola la vittima all’ingresso di un supermercato, mentre al ritorno due componenti del gruppo la seguono: uno di loro le sferra un calcio alle spalle, facendola cadere rovinosamente e battere la testa sull’asfalto.

In casa di alcuni dei ragazzi sono stati sequestrati vestiti e marsupi compatibili con le immagini agli atti. Sono in corso accertamenti per ricostruire con precisione dinamiche e responsabilità individuali. Fondamentale sarà la futura testimonianza della donna, se le condizioni lo permetteranno.

Ordine pubblico e misure preventive

Il caso ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha espresso «ferma condanna per l’esecrabile gesto» e ha comunicato telefonicamente con la sorella di Giuseppina, esprimendole vicinanza istituzionale e solidarietà alla famiglia.

In risposta all’episodio, è stata intensificata la vigilanza sul territorio e convocato un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Le autorità locali e nazionali riflettono ora sull’urgenza di interventi educativi e strutturati per contrastare il fenomeno delle baby gang, in particolare nei quartieri più fragili della città.

La città chiede giustizia

Nel quartiere, tra colleghi, amici e residenti, la figura di Giuseppina emerge come quella di una lavoratrice seria, onesta, prossima alla pensione, aggredita solo per puro divertimento da parte di ragazzini senza controllo e senza paura delle conseguenze. Una comunità intera è con il fiato sospeso, nella speranza che Giuseppina si riprenda e che questa ennesima pagina di violenza non venga archiviata nel silenzio.

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Cronache

Ospedale del Mare, barelle a pagamento al pronto soccorso: indaga la Procura

Scandalo all’Ospedale del Mare: barelle affittate abusivamente al pronto soccorso. Indagini della Procura e dei Nas, avviata inchiesta interna.

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Scoppia il caso delle barelle affittate abusivamente al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. La vicenda è emersa dopo la denuncia pubblicata sui social dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, secondo cui i familiari di una paziente avrebbero pagato fino a 400 euro per una notte a una croce privata per sopperire alla mancanza di lettighe.

Dopo la segnalazione, i carabinieri del Nas hanno effettuato un’ispezione immediata. Sulla vicenda indaga anche la Procura di Napoli.

Le misure della Asl Napoli 1

La direzione della ASL Napoli 1 Centro è intervenuta vietando l’accesso alle ambulanze private nelle aree del pronto soccorso e inviando nuove barelle da altri presidi. Contestualmente è stata avviata un’indagine interna.

Secondo la relazione aziendale, il pronto soccorso dispone di 53 barelle, un numero ritenuto adeguato rispetto al flusso medio di pazienti, che può arrivare a circa 60 persone in osservazione breve.

Sovraffollamento e criticità

Il manager dell’Asl, Gaetano Gubitosa, ha spiegato che il sovraffollamento si registra soprattutto nei fine settimana e il lunedì mattina. Tra le misure adottate figurano la separazione dei flussi in triage, il rapido turnover dei pazienti e il trasferimento verso altri ospedali.

Sono previste ulteriori forniture di barelle entro fine mese.

La politica chiede chiarimenti

La vicenda ha sollevato reazioni politiche. Esponenti di Fratelli d’Italia hanno chiesto spiegazioni e annunciato un’interrogazione per fare luce sull’accaduto e prevenire eventuali abusi.

Accertamenti in corso

Le autorità stanno verificando i fatti per accertare eventuali responsabilità. Le ipotesi emerse dalla denuncia sono al vaglio degli inquirenti e dovranno essere confermate nelle sedi competenti.

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Cronache

Roma, 24enne muore precipitando dal sesto piano: indagini in corso

Un 24enne muore a Roma dopo una caduta dal sesto piano. Indagini dei carabinieri: ipotesi gesto volontario.

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Un ragazzo di 24 anni è morto a Roma dopo essere precipitato dal sesto piano di un edificio. L’episodio è avvenuto nel quartiere San Giovanni, dove sono intervenuti i carabinieri della stazione locale a seguito di una segnalazione al numero di emergenza 112.

La dinamica e i primi accertamenti

La caduta sarebbe avvenuta dall’interno di un appartamento adibito anche a studio medico, di proprietà del padre della vittima, un medico di famiglia di 62 anni. L’uomo si trovava nell’abitazione al momento dei fatti, ma in un’altra stanza.

Sul posto sono intervenuti anche i militari del Nucleo investigativo per i rilievi. Dai primi riscontri non sarebbero emersi segni di violenza o elementi che facciano ipotizzare il coinvolgimento di terzi.

Ipotesi al vaglio degli inquirenti

Secondo quanto emerso, sarebbero stati rinvenuti alcuni messaggi scritti dal giovane che farebbero ipotizzare un gesto volontario.

Gli accertamenti sono ancora in corso per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto.

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Cronache

Caivano, stesa al Parco Verde: tre arresti, ipotesi guerra per il controllo del territorio / VIDEO

Tre arresti per la stesa al Parco Verde di Caivano. Indagini della DDA: possibile scontro tra gruppi camorristici per il controllo del territorio.

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I carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti napoletani, ritenuti gravemente indiziati di pubblica intimidazione con uso di armi e porto illegale di armi, con aggravante mafiosa.Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

La stesa nel Parco Verde

L’indagine ha ricostruito una “stesa” avvenuta il 27 settembre 2025 all’interno del Parco Verde di Caivano. In quell’occasione nove persone, a bordo di cinque ciclomotori, avrebbero esploso almeno otto colpi d’arma da fuoco in aria.

Le attività investigative hanno consentito, allo stato, di identificare tre presunti responsabili.

Ipotesi nuovi equilibri criminali

Secondo gli inquirenti, l’azione potrebbe essere collegata al tentativo di affermare una nuova egemonia criminale nell’area, dopo i recenti interventi giudiziari che hanno colpito esponenti apicali del clan Ciccarelli.

Si delineerebbe così un possibile riassetto degli equilibri camorristici, con l’interesse di gruppi legati alla criminalità organizzata di Napoli, in particolare dell’area di Scampia, per il controllo del traffico di stupefacenti nel Parco Verde.

Presunzione di innocenza

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e possono impugnare la decisione nelle sedi competenti.

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