Collegati con noi

Cronache

Dolore cronico, dieci milioni di italiani coinvolti: nuove cure e sfida organizzativa

In Italia 10 milioni di persone convivono con il dolore cronico. Nuove terapie e innovazioni al congresso Siaarti.

Pubblicato

del

Sono circa dieci milioni gli italiani che convivono con il dolore cronico, una condizione sempre più trattabile ma ancora affrontata in modo non uniforme dal sistema sanitario.

Il tema è al centro del 25° congresso promosso dalla SIAARTI, che riunisce a Riccione oltre 400 specialisti.

Innovazione e intelligenza artificiale

Tra i principali ambiti di ricerca emerge l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella gestione clinica del dolore, con strumenti predittivi e modelli di cura personalizzati.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci sottolinea come queste innovazioni rappresentino una grande opportunità, pur ribadendo il ruolo centrale dell’esperienza clinica e della relazione medico-paziente.

Nuove terapie e approcci integrati

Il congresso affronta anche le frontiere della medicina rigenerativa per il trattamento di articolazioni e tendini, oltre al legame tra microbiota intestinale e dolore cronico.

Sul piano farmacologico, particolare attenzione è dedicata all’uso degli oppioidi nel dolore oncologico, con focus sul fentanyl e su nuovi dispositivi spray nasali che migliorano sicurezza e appropriatezza.

Fibromialgia e cannabis terapeutica

Tra le condizioni più complesse da gestire resta la fibromialgia, caratterizzata da difficoltà diagnostiche e terapeutiche.

Spazio anche all’impiego della cannabis terapeutica, oggetto di crescente interesse clinico per alcune forme di dolore resistente.

Qualità della vita e diritto alla cura

Secondo la deputata Ilenia Malavasi, affrontare il dolore significa restituire dignità e qualità della vita ai pazienti, spesso invisibili nel momento della sofferenza.

La sfida del sistema sanitario

Il nodo resta organizzativo: garantire accesso uniforme alle cure del dolore su tutto il territorio nazionale.

Nonostante i progressi scientifici, la sfida è rendere queste innovazioni disponibili in modo equo, trasformando le possibilità terapeutiche in diritti concreti per i pazienti.

Advertisement

Cronache

Castel Maggiore, coppia trovata morta in casa: ipotesi omicidio-suicidio, indagini in corso

Due coniugi trovati morti a Castel Maggiore. Si indaga per omicidio-suicidio. Disposta l’autopsia per chiarire dinamica e cause.

Pubblicato

del

Due coniugi, un uomo di 73 anni e una donna di 63, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione a Castel Maggiore, nel Bolognese. La scoperta è avvenuta nel primo pomeriggio, quando il figlio dell’uomo, preoccupato per l’assenza di risposte ai suoi messaggi, si è recato nell’appartamento trovando i corpi.

L’allarme è stato dato al 112, con l’intervento dei carabinieri della stazione locale e della compagnia di Borgo Panigale.

L’ipotesi investigativa

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, si tratterebbe di un omicidio-suicidio. L’uomo avrebbe ucciso la moglie, probabilmente nella serata precedente, per poi togliersi la vita alcune ore dopo.

Le cause esatte e la dinamica dell’accaduto dovranno essere accertate con precisione attraverso gli esami medico-legali e gli approfondimenti investigativi.

Gli accertamenti della Procura

Sul posto sono intervenuti anche i militari della sezione investigazioni scientifiche e il pubblico ministero di turno Federica Messina.

La Procura ha disposto l’autopsia su entrambi i corpi, passaggio ritenuto necessario per chiarire tempi e modalità del decesso.

Il contesto familiare

Secondo quanto emerso, la coppia attraversava da tempo una fase di crisi e, pur continuando a convivere, sarebbe stata di fatto separata.

Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento, in un quadro che al momento resta in fase di verifica da parte degli inquirenti.

Continua a leggere

Cronache

Escort e calciatori, inchiesta a Milano: quattro arresti e timori su testimonianze condizionate

Inchiesta a Milano su un presunto giro di escort per sportivi: quattro arresti ai domiciliari. Le ragazze saranno ascoltate come testimoni, rischio condizionamenti.

Pubblicato

del

Nuovi sviluppi nell’indagine della Procura di Milano su un presunto giro di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione legato anche a clienti del mondo sportivo. Il gip ha disposto misure cautelari agli arresti domiciliari per quattro indagati, su richiesta della procuratrice aggiunta Bruna Albertini.

Le accuse sono al momento oggetto di verifica nel corso del procedimento e dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

Il ruolo delle ragazze e il rischio di condizionamenti

Secondo gli inquirenti, le giovani coinvolte – ritenute in alcuni casi particolarmente vulnerabili – saranno sentite come testimoni. La Procura evidenzia il rischio che possano subire pressioni o condizionamenti tali da rendere le loro dichiarazioni reticenti o non pienamente veritiere.

Dalle indagini condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza emergerebbe che le ragazze ricevevano istruzioni sui clienti e si rivolgevano agli indagati anche per ricostruire gli incontri avvenuti.

I contatti con il mondo del calcio

Negli atti dell’inchiesta compaiono riferimenti, nelle intercettazioni, a cognomi riconducibili a calciatori di club di Serie A, tra cui Torino, Sassuolo e Monza, oltre a un giocatore del Verona citato con nome e cognome. Tutti risultano non indagati.

Viene inoltre segnalato un contatto telefonico con un ex calciatore di Lazio e Inter, anch’egli non indagato. La presenza di questi riferimenti non implica responsabilità penali, ma costituisce elemento di approfondimento investigativo.

Le esigenze cautelari e le prossime fasi

Per la Procura sussiste il pericolo di inquinamento probatorio, proprio in relazione al possibile condizionamento delle testimoni. Da qui la richiesta e l’applicazione delle misure cautelari.

L’indagine è ancora in corso e mira a chiarire l’organizzazione del presunto sodalizio, i ruoli dei soggetti coinvolti e l’eventuale estensione del fenomeno.

Continua a leggere

Cronache

Liliana Resinovich, secondo funerale a Trieste: familiari chiedono verità e giustizia

Secondo funerale per Liliana Resinovich a Trieste. Familiari e amici chiedono verità mentre le indagini proseguono dopo la riesumazione della salma.

Pubblicato

del

Nel cimitero di Sant’Anna a Trieste si è svolto il secondo funerale di Liliana Resinovich, dopo il rientro delle spoglie da Milano. Una cerimonia riservata, alla presenza di pochi familiari e amici, segnata da un clima di raccoglimento e dolore.

Molti dei presenti hanno indossato una spilletta bianca con la scritta “Lilly io ci sono”, accompagnata dal simbolo della scarpetta rossa contro la violenza sulle donne.

Le parole dei familiari e le accuse

Tra i presenti il fratello Sergio, che al termine della funzione ha ribadito la richiesta di verità, esprimendo convinzioni personali sul coinvolgimento del marito della donna, Sebastiano Visintin, attualmente unico indagato.

Si tratta di dichiarazioni che rappresentano la posizione della famiglia e che dovranno essere verificate nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Assente alla cerimonia lo stesso Visintin.

Un caso ancora aperto

Liliana Resinovich era scomparsa il 14 dicembre 2021. Il suo corpo era stato ritrovato il 5 gennaio successivo in un’area boschiva dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni.

Inizialmente era stata ipotizzata l’ipotesi del suicidio, ma il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di archiviazione, disponendo ulteriori accertamenti.

Nuove indagini e perizie

La Procura di Trieste ha affidato una nuova perizia a un team guidato dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo. La salma è stata riesumata nel febbraio 2024 e trasferita all’Istituto di medicina legale dell’Università di Milano per ulteriori analisi.

A distanza di oltre due anni, il caso resta aperto e in fase di approfondimento.

L’attesa della verità

Durante la funzione sono state lette parole di ricordo e richieste di giustizia da parte dei familiari. L’auspicio condiviso è che le indagini possano arrivare a chiarire definitivamente quanto accaduto.

La famiglia ha ribadito la fiducia nell’operato della Procura, sottolineando che la ricerca della verità resta l’obiettivo principale.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto