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Disoccupazione giù a febbraio, più lavoro per i giovani…poi è arrivato il virus

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La disoccupazione che cala, seppur di poco, e piu’ giovani con un posto in tasca. Spiragli. Accadeva a febbraio, quando l’impatto economico del Coronavirus ancora non era tangibile. La fotografia scattata dall’Istat sul mercato del lavoro coglie, infatti, la “fase immediatamente precedente all’emergenza sanitaria”, si premura di chiarire l’Istituto di statistica. Ecco che le cifre che vedono la disoccupazione al 9,7% e 35 mila under25 impiegati in piu’ in un mese sono destinate solo a tracciare un confine, dietro il qualche non ci potra’ che essere un crollo. Tutto da stimare e non senza difficolta’, visto che la raccolta dei dati in alcuni casi (per esempio la fiducia) diventa impossibile. Tornando a febbraio, dopo due mesi di forte calo delle posizioni lavorative quella che l’Istat definisce una stanziale stabilita’ fa tirare un sospiro di sollievo ma il saldo su gennaio e’ comunque negativo (-10 mila) e non alleggerisce le perdite di gennaio e dicembre. La riduzione registrata nel trimestre dell’occupazione risulta “evidente” (-89 mila posti). C’e’, poi, da segnalare la ripresa del precariato a fonte della flessione del contratti fissi. I tempi determinati crescono e toccano quota 3 milioni e 106 mila, mentre gli indeterminati scendono di 20 mila. Intanto prosegue l’emorragia, con un nuovo minimo storico, tra gli autonomi, categoria che con tutta probabilita’ subira’ pesantemente gli effetti dell’epidemia. Anche se il lavoro indipendente in Italia conta ancora 5 milioni e 216 mila affiliati su un totale di 23 milioni e 262 mila occupati. Quanto a chi un posto lo cerca, non solo il tasso si riduce di un decimo di punto ma anche il numero delle persone a caccia di un impiego cala di 18 mila unita’. Solo che contemporaneamente salgono gli inattivi, quelli che sono fuori dal mercato. Un piccolo rialzo, 12 mila in un mese, che lascia invariata la quota, ma che sembra suggerire uno stallo. Non a caso il confronto annuo sui numeri dell’occupazione non mostra il segno piu’. Ma chi vince e chi perde a febbraio? Sicuramente il vento e’ girato a favore delle donne: 18 mila in piu’ a lavoro su gennaio, contro un calo di 22 mila per gli uomini. C’e’ pero’ da capire, e lo testimonieranno solo i dati trimestrali, se la crescita dell’occupazione femminile si esaurisca nel part time, il cui ricorso non ha fatto che aumentare negli ultimi tempi. Il quadro e’ in miglioramento per i giovani, gli inattivi under25 calano in modo deciso, ma la disoccupazione non si schioda dal 29,6%. In Ue, dove il tasso generale torna ai livelli pre-crisi 2008, continuano a far peggio solo Spagna e Grecia.

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Economia

Amazon si arricchisce col virus, Bezos sempre più paperone: patrimonio da 171,6 miliardi di dollari

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Jeff Bezos è sempre più ricco. Il patron di Amazon vale, da solo, 171,6 miliardi di dollari grazie alla volata a Wall Street del gigante delle vendite online. E’ quanto emerge dal Bloomberg Billionaires Index, che rivela come la fortuna di Bezos è tornata ai livelli pre-divorzio. Bezos ha guadagnato solo quest’anno 56,7 miliardi di dollari. E li ha guadagnati in questi mesi di lockdown grazie al covid 19. La pandemia ha accresciuto la richiesta mondiale di consegne a domicilio ed ha arricchito Bezos.

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Esteri

Ricompense russe ai talebani che uccidevano soldati Usa, i racconti dei media americani

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La Casa Bianca non prevede una risposta immediata alle informazioni di intelligence sulle presunte ricompense russe ai talebani per l’uccisione di soldati americani in Afghanistan. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump non ritiene le informazioni vere. Sono solo, per il presidente, una storia creata per danneggiarlo e danneggiare il partito repubblicano. Alla Casa Bianca si sarebbe aperto un dibattito interno sulla possibilità di rendere note informazioni a sostegno dello scetticismo del presidente sulle indiscrezioni.

Ma la storia è molto battuta dalla stampa americana che ha anche individuato in  Rahmatullah Aziz l’uomo chiave al centro dello  scandalo che sta travolgendo l’amministrazione Trump, quello delle presunte ricompense russe ai talebani per uccidere militari americani in Afghanistan. Secondo quanto riporta il New York Times, l’intermediario Aziz per anni ha distribuito e trasportato i fondi dell’intelligence russa ai talebani per attacchi alle truppe americane in Afghanistan. Aziz era inizialmente un piccolo trafficante di droga che cercava di mettere le mani e conquistare una fetta dei soldi investiti dalla coalizione a guida statunitense nel paese per progetti di costruzione. La sua ricchezza personale e’ pero’ emersa negli ultimi anni e molti, all’interno della sua stessa famiglia, si sono chiesti come avesse fatto ad arricchirsi in quel modo. Dopo essersi trasferito in Russia, Aziz ha continuato a viaggiare nel nord dell’Afghanistan al volante delle auto piu’ nuove e protetto da guardie del corpo. La sua abitazione nel Paese e’ stata recentemente ristrutturata e trasformata in una villa di quattro piani.

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Goleada dell’Inter, 6-0 al Brescia e Conte “rivede” la Juventus in fuga

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Una goleada per ritrovare la fiducia e la serenita’ che sembrava smarrita. L’Inter passeggia sul Brescia e resta aggrappata a Juventus e Lazio, allontanando gli spauracchi delle ultime giornate. Nell’afa di San Siro finisce 6-0 per i nerazzurri, in una gara che gli uomini di Conte hanno il merito di mettere subito sui binari giusti, mostrando anche buone trame di gioco. Aiutati pure dalla scarsissima opposizione degli ospiti, sembrati quasi gia’ rassegnati alla retrocessione. Stavolta il turnover del tecnico nerazzurro porta i frutti sperati: Eriksen e Lukaku partono dalla panchina, ma ci pensa Sanchez a trascinare i compagni, coadiuvato sulle fasce da Young e Moses. E c’e’ gloria per tutti, visto che per una sera Lukaku e il belga non vanno in gol, ma i nerazzurri mandano in rete sei giocatori diversi per la prima volta dalla stagione 2002/2003 (Inter-Reggina 6-0). Scampato un pericolo in avvio con Donnarumma che solo davanti ad Handanovic spara alto, Sanchez sale in cattedra, ispirando sia il vantaggio nerazzurro (suo il cross per la girata di Young) che il raddoppio, trasformando un rigore concesso per atterraggio di Moses dopo un suo lancio in profondita’. Un uno-due che manda ko il Brescia dell’obiettivo Tonali (“ci piace ma non c’e’ stato alcun contatto con Cellino”, le parole dell’ad Marotta nel prepartita a Dazn) e mette la gara nelle mani della squadra di Conte, che trovano il 3-0 al 45′ con un colpo di testa di D’Ambrosio su cross di Young. La ripresa si trasforma cosi’ in poco piu’ di un allenamento in cui trova una minima redenzione anche Gagliardini, che dopo l’erroraccio contro il Sassuolo trova il gol del 4-0 di testa su punizione di Sanchez. Ad arrotondare il risultato ci pensano poi Eriksen in tap-in su corta respinta di Joronen e Candreva con un mancino in diagonale. All’appello manca in sostanza solo Lautaro Martinez, che ha almeno tre occasioni, ma resta ancora a secco: le voci sul Barcellona si sono affievolite, l’argentino pero’ e’ lontano parente di quello di inizio stagione. L’Inter rimane aggrappata cosi’ alla zona scudetto, a -8 dalla Juve e -4 dalla Lazio, provando inoltre l’allungo in chiave terzo posto sull’Atalanta. Ma, soprattutto, ritrova le sensazioni positive in campo: ulteriore segnale che i nerazzurri non intendono mollare.

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