Il tasso di disoccupazione in Italia scende al 5,1%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche mensili dell’Istat avviate nel 2004.
I dati diffusi dall’Istituto di statistica descrivono un mercato del lavoro ancora in espansione, con il numero degli occupati che raggiunge un nuovo record storico.
Occupati oltre i 24 milioni
Nel mese di gennaio gli occupati aumentano di 80mila unità rispetto a dicembre e di 70mila rispetto allo stesso mese del 2025.
Il totale delle persone con un lavoro sale così a 24 milioni e 181mila, il valore più alto registrato da quando esistono le rilevazioni mensili. Il tasso di occupazione raggiunge il 62,6%.
In un anno il numero dei disoccupati si è ridotto di 384mila unità, pari a un calo del 22,7%.
Crescono gli inattivi
Accanto ai segnali positivi emerge però un dato meno favorevole: aumenta il numero degli inattivi, cioè di coloro che non lavorano e non cercano un’occupazione.
In dodici mesi gli inattivi sono cresciuti di 322mila unità (+2,6%), portando il tasso di inattività al 33,9%.
Questo fenomeno riduce la platea delle persone che fanno parte della forza lavoro e contribuisce, almeno in parte, alla diminuzione del tasso di disoccupazione.
Più lavoro stabile e autonomo
Sul fronte dei contratti cresce il lavoro stabile.
Nel confronto annuale aumentano i dipendenti permanenti (+71mila) e soprattutto gli autonomi (+195mila), mentre diminuiscono i lavoratori con contratti a termine (-196mila).
La crescita dell’occupazione riguarda in particolare le fasce di età sopra i 35 anni e soprattutto gli over 50.
Le reazioni della politica
La ministra del Lavoro Marina Calderone sottolinea come i dati descrivano un mercato del lavoro che resta “in una fase positiva” e definisce il tasso di disoccupazione al 5,1% “un traguardo inedito per il Paese”.
Anche la viceministra Maria Teresa Bellucci ritiene che i numeri confermino l’efficacia delle politiche adottate dal governo.
Le criticità segnalate da sindacati e imprese
Le valutazioni di sindacati e associazioni di categoria sono più caute.
Confcommercio invita a non trascurare alcune criticità, tra cui la crescita degli inattivi e la debolezza dell’occupazione femminile. La Uil evidenzia che il 43% delle donne resta fuori dal mercato del lavoro, segnalando un divario ancora ampio rispetto agli uomini.
La Cisl considera incoraggiante la crescita dell’occupazione ma sottolinea il potenziale ancora inutilizzato di giovani e donne.
Il nodo dei contratti pirata
Resta aperto anche il tema del dumping contrattuale. Secondo Confesercenti, solo nel settore del terziario i cosiddetti contratti pirata comportano una perdita salariale complessiva di circa 1,5 miliardi di euro l’anno per i lavoratori.
Sul piano politico la maggioranza rivendica i risultati raggiunti, mentre dalle opposizioni arrivano critiche: il Movimento 5 Stelle sottolinea come l’aumento degli inattivi sia stato quasi cinque volte superiore a quello degli occupati nell’ultimo anno.