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Disabile maltrattato a scuola, condannata insegnante sostegno

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Il tribunale monocratico di Pescara ha condannato a due anni di reclusione una insegnante di sostegno di una scuola media di Montesilvano (Pescara) accusata di maltrattamenti ai danni di un minore, disabile, affetto da gravi problemi di natura neuromotoria. La vicenda risale al 2016, quando il ragazzino – come ricostruito dal pm Anna Benigni – fu a piu’ riprese vessato dall’insegnante, che in alcune occasioni arrivo’ a strattonare e a percuotere il disabile. La giovane vittime fu sottoposta anche ad altri maltrattamenti, con l’imputata che gli avrebbe slacciato le scarpe per impedirgli di muoversi e che avrebbe esortato i compagni di classe a stargli lontano per evitare di contrarre inesistenti infezioni. Fu la denuncia della madre della vittima a far scattare l’inchiesta, conclusasi con la condanna dell’insegnante, che e’ stata anche sospesa dall’insegnamento per due anni e che dovra’ risarcire la vittima sulla base di quanto sara’ stabilito in sede civile.

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Inps: sito in tilt, Garante Privacy avvia istruttoria

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Che cosa è successo al sito dell’Inps? Perché è andato in tilt nel giorno in cui era utile funzionasse e recepisse le domande di accesso al bonus? Il Garante per la Privacy ha avviato un’istruttoria sulla violazione dei dati personali legata alla ‘falla’ che si e’ aperta ieri nel sito dell’Inps, “allo scopo di effettuare opportune verifiche e valutare l’adeguatezza delle contromisure adottate dall’ente e gli interventi necessari a tutelare i diritti e le liberta’ degli interessati”. L’Autorita’ sottolinea anche l'”assoluta necessita’ che chiunque sia venuto a conoscenza di dati personali altrui non li utilizzi ed eviti di comunicarli a terzi o diffonderli, ad esempio sui canali social”. “A seguito delle numerose segnalazioni pervenute e della notifica di data breach effettuata dall’Inps, in relazione alla violazione di dati personali che ha riguardato il suo sito istituzionale, il Garante per la protezione dei dati personali – si legge in una nota diffusa dall’organismo di garanzia – ha avviato un’istruttoria allo scopo di effettuare opportune verifiche e valutare l’adeguatezza delle contromisure adottate dall’Ente e gli interventi necessari a tutelare i diritti e le liberta’ degli interessati”. “Al fine di non amplificare i rischi per le persone i cui dati personali sono stati coinvolti nel data breach e non incorrere in possibili illeciti, l’Autorita’ – sottolinea ancora la nota – richiama l’attenzione sulla assoluta necessita’ che chiunque sia venuto a conoscenza di dati personali altrui non li utilizzi ed eviti di comunicarli a terzi o diffonderli, ad esempio sui canali social, rivolgendosi piuttosto allo stesso Garante per segnalare eventuali aspetti rilevanti”.

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Anche la Guardia Costiera a supporto dell’emergenza sanitaria nazionale

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In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale, la Guardia Costiera non ha diminuito il proprio impegno nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali, al fine di continuare a garantire l’operatività dei porti, la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi, oltre alla salvaguardia della vita umana in mare. L’attuale situazione di emergenza legata al Covid19 ha comportato la necessità di rimodulare molti dei servizi legati al settore marittimo. Il Corpo ha così introdotto adeguate semplificazioni nella gestione della sicurezza della navigazione delle navi mercantili e dei relativi equipaggi. La Guardia Costiera ha assunto, altresì, il ruolo di raccordo tra Ministero delle politiche agricole e forestali e imprese di pesca, al fine di permettere a quest’ultime di accedere alla corresponsione dei contributi previsti dal Decreto “Cura Italia”. I Comandanti di porto, in queste settimane, sono stati anche chiamati a svolgere il proprio ruolo in situazioni complesse e inedite. In diverse occasioni, secondo le direttive della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno garantito alle navi da crociera battenti bandiera italiana, di ritorno nei porti nazionali, approdi idonei per lo sbarco in sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri ancora presenti a bordo, in piena sintonia con le Autorità di sistema portuali e con le Autorità locali.

Ma non solo. A seguito delle misure messe in atto dal Governo per il contenimento del contagio da Coronavirus, in numerose realtà territoriali, uomini e donne del Corpo sono stati inseriti nei dispositivi di ordine pubblico, lavorando quotidianamente al fianco delle Forze di Polizia per il rispetto delle disposizioni che limitano gli spostamenti, in particolare da e per le isole, e in molte realtà portuali quali ad esempio: Reggio Calabria, Messina, Milazzo, Salerno, Cagliari, Livorno, Termoli, Portoferraio, Viareggio, Piombino, Capraia, Carloforte, Portoscuso e Calasetta.

Nel porto di Ancona, poi, grazie alla stipula di un protocollo d’intesa con l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centrale e l’Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera, il Corpo si è reso parte attiva per la stesura di procedure standard d’intervento per la gestione di eventuali casi sospetti di coronavirus a bordo dei vettori marittimi.

Molti, inoltre, gli interventi operativi sul territorio italiano nel quadro del dispositivo di Protezione Civile nazionale. Nei giorni scorsi, tramite il Dipartimento della Protezione Civile e su richiesta dell’Ufficio del dott. Arcuri, Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, un aereo “Manta” ATR 42 della Guardia Costiera è decollato dalla Base Aeromobili di Pescara, per assicurare il trasporto urgente di dispositivi di protezione individuale (DPI) in diverse località delle regioni meridionali e delle isole maggiori. Il Manta, dopo uno scalo all’aeroporto di Fiumicino per imbarcare il materiale necessario, ha raggiunto le destinazioni di Cagliari, Palermo, Lamezia Terme e Bari, dove i DPI sono stati consegnati alle autorità regionali di Protezione Civile, per la successiva distribuzione sul territorio.

Non manca il costante supporto alle comunità isolane, pochi giorni fa, la Motovedetta CP 324 di Lampedusa ha permesso al direttore del poliambulatorio locale e a due sanitari dell’A.S.P. di Palermo, di raggiungere l’isola di Linosa per effettuare delle visite mediche finalizzate al contenimento dell’attuale emergenza epidemiologica.

Lo sforzo del Corpo non diminuisce, oggi più che mai. Come l’impegno di tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera che può ben riassumersi nelle parole del Comandante Generale, l’Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Giovanni Pettorino: “È un momento particolarmente difficile, nel quale siamo tutti chiamati a compiere un grande sforzo. Grazie agli uomini e alle donne del Corpo, che in questi giorni, oltre ad assicurare i compiti istituzionali, stanno dando il loro contributo al Paese per affrontare questa emergenza eccezionale”.

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Aveva in casa gioielli Lollobrigida, arrestato operaio

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Quando i poliziotti hanno trovato in un armadio nel salotto della sua abitazione un borsone con dentro svariate medaglie e francobolli che raffiguravano l’attrice Gina Lollobrigida, oltre a gioielli, orologi e penne ha provato a giustificarsi: “Me li ha regalati lei”. Ma la sua versione non ha convinto gli investigatori. L’uomo, un operaio romeno di 33 anni che aveva effettuato recentemente dei lavori di ristrutturazione in casa della nota attrice, e’ stato arrestato per furto e per detenzione illegale di arma da fuoco. In un altro armadio gli agenti hanno anche scoperto una pistola calibro 7,65 priva del caricatore ma funzionante, non censita in banca dati. Tutto e’ nato ieri mattina quando la polizia e’ intervenuta in un’abitazione in zona Spinaceto, nel quadrante sud di Roma, per una lite in famiglia. A dare l’allarme era stata una ragazza che ha chiesto aiuto perche’ stava litigando furiosamente con la madre e il suo compagno, e ha detto di temere per la sua incolumita’. All’arrivo della polizia la giovane, che li aspettava in strada, ha raccontato di aver avuto paura perche’ il compagno della madre era in possesso di tre pistole. Entrati nell’appartamento l’uomo ha mostrato ai poliziotti due repliche di pistole (un revolver e una semiautomatica) entrambe con la canna occlusa.

Mancando all’appello la terza arma di cui la ragazza aveva parlato poco prima, i poliziotti hanno perquisito l’abitazione e cosi’ in un armadio hanno trovato una pistola calibro 7,65, priva del caricatore ma funzionante e non censita in banca dati mentre in un altro c’era un borsone con dentro svariate medaglie con raffigurazioni sacre che riportavano il nome della nota attrice, un set di francobolli con la sua raffigurazione, orologi, penne d’argento, collane, monete emesse dalla Repubblica di San Marino e un binocolo di grosse dimensioni. Interrogato sulla provenienza di quegli oggetti, il 33enne ha riferito di aver effettuato dei lavori a casa della Lollobrigida e di averli ricevuti in dono. Ma l’attrice, confermando di conoscerlo perche’ aveva lavorato nella sua abitazione da settembre a marzo per una ristrutturazione, ha negato di avergli regalato quelle cose. Gina Lollobrigida avrebbe riconosciuto come proprio tutto il materiale ritrovato – tranne la pistola – spiegando di non aver sporto denuncia in quanto fino a quel momento non si era accorta che quegli oggetti mancassero in casa. Gli oggetti provento del furto le sono stati restituiti mentre il 33enne e’ stato portato nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorita’ Giudiziaria.

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