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Dirotta bus e gli dà fuoco, terrore per 51 ragazzini: tutti salvi grazie all’eroismo dei carabinieri

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“E’ un miracolo, poteva essere una strage”: il procuratore di Milano Francesco Greco e il ministro dell’Interno Matteo Salvini dicono senza tanti giri di parole quello che ha pensato chiunque abbia visto la carcassa del pullman completamente bruciato lungo la Paullese. Non ci sono state invece conseguenze fisiche per 51 ragazzini che, pero’, difficilmente dimenticheranno in fretta la spaventosa esperienza che hanno vissuto questa mattina. Dalla palestra esterna all’istituto, dovevano tornare nella loro scuola media, la Vailati di Crema (Cremona), sul pullman guidato da Ousseynou Sy, un autista che altre volte li aveva accompagnati. E invece il senegalese di 47 anni con cittadinanza italiana, da 15 anni impiegato della societa’ Autoguidovie lombarda senza mai creare problemi al lavoro, aveva un altro programma: fare “un gesto eclatante” per risvegliare l’Africa contro le politiche migratorie europee. E ha quindi imboccato la strada in direzione Milano per raggiungere l’aeroporto di Linate, dando inizio a 40 minuti di viaggio di terrore. “Da qui non uscira’ vivo nessuno”, ha detto, tirando fuori una tanica di benzina e ordinando poi a un docente di legare con delle fascette di plastica i polsi dei ragazzi. “Diceva che se ci muovevamo, versava la benzina e accendeva il fuoco. Continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa e’ di Di Maio e di Salvini”, ha raccontato una studente.

“Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo”, ha aggiunto, facendo posare i cellulari ai ragazzi e ai tre adulti che li accompagnavano. Non li ha raccolti tutti, pero’, e cosi’ sono arrivate le prime telefonate di allarme alla scuola e alle forze dell’ordine, con gli insegnanti rimasti alla Vailati che hanno “sentito le voci concitate dei ragazzi e in quel momento abbiamo capito che stava succedendo qualcosa”. Il primo blocco di due macchine dei carabinieri e’ stato forzato da Sy, che ha continuato la sua corsa fino a quando altre tre macchine dei militari lo hanno raggiunto, riuscendo a bloccare l’autobus contro il guard rail. E’ stato quello il momento di massima tensione: due carabinieri lo hanno fronteggiato non appena e’ sceso con in mano un accendino con cui ha poi dato fuoco al pullman, mentre gli altri militari dopo aver rotto due finestrini riuscivano a far scappare tutti i passeggeri dalla parte posteriore del mezzo. Chi urlando, chi piangendo, tutti sono corsi in strada verso la salvezza. Nessuno si e’ fatto male, 14 tra ragazzi e adulti sono rimasti leggermente intossicati per il fumo che si e’ alzato con una lunga colonna nera dal mezzo che andava in fiamme, mentre gli altri sono stati portati in una scuola della vicina San Donato Milanese, con l’immediato supporto di uno psicologo. “Hanno compiuto un’operazione che si vede nei film delle squadre speciali. Se non stiamo a piangere 51 bambini e’ grazie a loro”, ha detto il procuratore Greco, aggiungendosi ai tanti, dal ministro Elisabetta Trenta al governatore Attilio Fontana, che hanno fatto i complimenti ai militari dell’Arma. Fermato con le accusa di sequestro di persona, strage, incendio e resistenza, con l’aggravante della finalita’ terroristica, dal primo interrogatorio sembra che quella del senegalese sia stata solo una folle protesta contro la politica sui migranti del governo italiano. Ha ammesso di aver organizzato tutto da tempo e aveva gia’ mandato un video in Senegal “per dire Africa sollevati”, come ha spiegato il responsabile dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili, che ha escluso legami con l’Isis e che la vicenda vada inquadrata nel “terrorismo islamico”. La Procura cerchera’ di capire pero’ come Sy, con precedenti per violenza sessuale e guida in stato di ebbrezza, potesse svolgere l’attivita’ di autista di bus. E il ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, annuncia “una circolare a tutti i sindaci: chi lavora con il pubblico, specie con i ragazzini, porti la fedina penale. Serve il certificato penale obbligatorio”.

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Morgan, domani lo sfratto: “un grande dolore, un lutto”

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Domani, dopo il rinvio per motivi di salute del 14 giugno scorso, e’ previsto lo sfratto di Morgan, all’anagrafe Marco Castoldi, dalla sua casa di Monza, in esecuzione del pignoramento deciso dal Tribunale di Monza a fine 2017. “Per me rappresenta un grande dolore che si aggiunge ad una vita complessa e tragica che trova un senso nella creativita’ ma e’ innegabilmente piena di ferite” ha scritto Morgan alla persona che dovra’ entrare nella sua casa in una conversazione whatsapp che e’ stata resa nota dal suo ufficio stampa. “Io devo elaborare questa nuova sofferenza come si elabora un lutto, con forza e statura morale”, dice Morgan. La mamma di Morgan, sempre in una conversazione whatsapp resa pubblica, lo consola “so che la cosa per te ha tanti ricordi ma uno giovane come te ha anche bisogno di cose nuove. Confido in una tua maturita’. Sorridi il lavoro ti va bene, hai tanta gente che ti vuole bene, sei un musicista”.

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Truffe agli anziani: sgominata banda con base a Napoli, sequestrati 200mila euro

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– Ammonta a circa 200mila euro, tra gioielli e denaro, la refurtiva recuperata dai carabinieri di Siena in oltre 50 episodi di truffa ai danni di anziani avvenuti in gran parte del centro Italia e che ha portato a sgominare una banda criminale con base a Napoli. L’operazione ‘Vulturius’, che ha visto l’impiego di oltre 100 militari dei comandi di Siena, Napoli, Milano, Brescia, Rimini e Pistoia, e’ stata illustrata oggi nella citta’ del Palio. Undici dei dodici provvedimenti cautelari, emessi dal gip del tribunale di Siena, sono stati eseguiti tra Napoli e Milano. Uno dei malviventi e’ ancora latitante. Sette le misure cautelari in carcere, tre ai domiciliari e due obblighi di dimora. Nel corso dell’operazione sono stati effettuati altri sei arresti in flagranza. Perquisizioni anche a Brescia, Rimini e Pistoia. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa o all’estorsione, alla truffa aggravata; dal favoreggiamento personale o reale alla ricettazione.

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Milano capitale delle truffe sanitarie e delle richieste di finanziamenti pubblici illeciti, centianaia di denunciati negli ultimi mesi

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La Guardia di Finanza ha scoperto casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali, per circa 183 milioni di euro, con la denuncia all’autorità giudiziaria di 338 persone. Individuate truffe nel settore previdenziale e nella spesa sanitaria per circa 10 milioni di euro, con la denuncia all’autorità giudiziaria di 209 soggetti. E’ il bilancio degli ultimi 17 mesi di attività delle fiamme gialle meneghine, in occasione del 245esimo anniversario della fondazione del Corpo. Il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica ha interessato la prevenzione e la repressione delle frodi nella percezione dei flussi di finanziamento a valere sui bilanci nazionali e dell’Unione Europea. Si tratta di erogazioni pubbliche molto consistenti che vengono messe a disposizione della collettività, sia per sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale sia per assicurare copertura sanitaria e previdenziale ai cittadini. Particolare attenzione, inoltre, è stata rivolta verso le truffe in materia previdenziale e di spesa sanitaria caratterizzate da grave disvalore sociale, dove le prime vanno a incidere sulle fasce più deboli della popolazione, sottraendo risorse a chi ne ha effettivamente bisogno, mentre le seconde condizionano la capacità dello Stato di garantire piena tutela al diritto alla salute dei cittadini. 1.320 controlli sono stati effettuati per verificare la sussistenza dei requisiti di legge previsti per l’erogazione di prestazioni sociali agevolate e per l’esenzione di ticket sanitari con percentuali di irregolarità pari al 54% dei casi e un danno complessivo cagionato allo Stato per circa 1,36 milioni di euro.

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