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Cronache

Diritto di famiglia, 50 anni dopo la riforma: quali cambiamenti sono necessari?

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Cinquant’anni fa, la legge 151 del 1975 segnava una svolta epocale nel diritto di famiglia italiano. Con essa venivano sanciti la parità tra i coniugi, la comunione dei beni, la fine della discriminazione tra i figli nati fuori dal matrimonio e l’ammissione del tradimento del marito come causa di separazione.

Oggi, mezzo secolo dopo, il diritto di famiglia si trova nuovamente di fronte alla necessità di un aggiornamento, per adeguarsi ai cambiamenti sociali e culturali avvenuti negli anni. Il modello matrimoniale è profondamente mutato, con un aumento dei divorzi e una maggiore indipendenza economica dei coniugi. Quali sono, dunque, gli aspetti della riforma del 1975 che richiedono una revisione?

L’evoluzione delle riforme dal 1975 a oggi

La riforma del diritto di famiglia del 1975 non è stata un intervento isolato, ma il primo passo di un lungo percorso. Negli anni successivi sono state introdotte importanti novità, tra cui:

  • 1981: abolizione del delitto d’onore;
  • 1984: riforma di adozioni e affido;
  • 2006: legge sull’affido condiviso;
  • 2012-2013: definitiva cancellazione della distinzione tra figli legittimi e illegittimi;
  • 2015: introduzione del divorzio breve;
  • 2016: riconoscimento delle unioni civili.

Oggi, con l’entrata in vigore della riforma Cartabia, il sistema giuridico si sta adattando ulteriormente, cercando di garantire maggiore efficienza nelle cause familiari. Tuttavia, restano ancora molte questioni aperte.

L’assegno divorzile è ancora attuale?

Uno degli strumenti più discussi è l’assegno divorzile, pensato originariamente per garantire una solidarietà economica post-matrimoniale in un’epoca in cui il coniuge economicamente più debole era quasi sempre la donna.

Ma ha ancora senso oggi, quando i matrimoni durano meno e le nuove famiglie si formano con maggiore frequenza? Giulia Sapi, avvocato e presidente dell’AIAF Lombardia, sottolinea la necessità di una revisione del modello:
“Oggi la maggior parte delle separazioni avviene nei primi anni di matrimonio. Ha ancora senso un assegno divorzile pensato per matrimoni di lunga durata? Forse è il momento di adottare un modello diverso, come quello tedesco, o prevedere una liquidazione una tantum”.

Comunione dei beni: un modello superato?

La comunione dei beni, prevista dalla riforma del 1975 per proteggere il coniuge economicamente più debole, è oggi una scelta sempre meno comune tra le coppie sposate.

“All’epoca aveva una logica di tutela”, spiega Sapi, “ma oggi sempre più coppie scelgono la separazione dei beni. È il momento di ripensare un modello patrimoniale che tenga conto degli investimenti fatti durante il matrimonio, senza rendere il vincolo matrimoniale irrilevante dal punto di vista economico”.

Affido condiviso: una riforma incompiuta

Nonostante la legge del 2006 abbia introdotto il principio dell’affido condiviso, nella pratica il sistema continua a favorire un genitore prevalente, spesso la madre.

“Per anni si è parlato di genitore collocatario, termine che non esiste nella legge, poi di genitore prevalente. Oggi si cerca di bilanciare maggiormente i tempi di permanenza dei figli con entrambi i genitori, ma servono criteri più chiari”, sottolinea Sapi.

Anche l’assegnazione della casa coniugale potrebbe essere rivista. Attualmente, in nove casi su dieci, l’abitazione viene assegnata alla madre, mentre alcune proposte di legge suggeriscono di assegnarla direttamente ai figli, garantendo che siano i genitori a doversi alternare nell’abitazione.

Tempi rapidi per le separazioni, ma con quale qualità?

Uno dei problemi più sentiti riguarda la velocità dei processi di separazione. La riforma Cartabia ha semplificato le procedure, ma ha anche imposto tempi molto ristretti agli avvocati e ai giudici.

“Velocità e qualità non sempre vanno d’accordo. È giusto snellire le procedure, ma quando ci sono figli minori bisogna garantire che ogni decisione venga presa con la massima attenzione”, avverte Sapi.

Un nuovo diritto di famiglia per il XXI secolo

Cinquant’anni dopo la storica riforma del 1975, il diritto di famiglia necessita di un’ulteriore evoluzione. Le trasformazioni della società impongono una riflessione profonda su temi come la tutela economica post-matrimoniale, l’affido condiviso e il regime patrimoniale.

Il dibattito è aperto, e nei prossimi mesi saranno organizzati convegni e incontri per discutere possibili proposte di riforma. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra le esigenze di protezione dei soggetti più deboli e la necessità di adeguare il diritto alla realtà delle famiglie di oggi.

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Cronache

Napoli verso la cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis: sì del Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Napoli approva a larga maggioranza l’ordine del giorno per conferire la cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis. La proposta di Forza Italia riconosce il ruolo del presidente del Napoli nella rinascita sportiva e nell’immagine internazionale della città. Non sono mancate perplessità durante il dibattito in Aula.

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Il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato a larga maggioranza l’ordine del giorno per il conferimento della cittadinanza onoraria al presidente del SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis.

La proposta, presentata dal gruppo di Forza Italia, ha ottenuto un solo voto contrario e un astenuto.

“Napoli vive di calcio”

A presentare l’iniziativa in Aula è stata la capogruppo azzurra Iris Savastano.

“Napoli vive di calcio, respira calcio, si riconosce nel calcio”, ha dichiarato durante il dibattito.

Savastano ha ricordato come il presidente del Napoli abbia contribuito negli ultimi vent’anni a rilanciare l’immagine della città in Italia e nel mondo.

Dal fallimento alla rinascita del Napoli

Nel corso della discussione è stato ricostruito il percorso della società azzurra sotto la gestione De Laurentiis.

Quando rilevò il club nel 2004, il Napoli era reduce dal fallimento e militava in Serie C1.

Da allora la società ha riconquistato stabilmente i vertici del calcio italiano ed europeo.

Nel dibattito sono stati ricordati i quattro scudetti conquistati dal club, di cui due sotto la presidenza De Laurentiis, oltre a Coppe Italia e Supercoppe italiane.

Il calcio come motore dell’immagine della città

Secondo i sostenitori dell’iniziativa, il Napoli avrebbe avuto un ruolo importante anche nel rafforzamento dell’immagine internazionale della città.

Nel confronto in Aula è stato sottolineato come lo stadio Stadio Diego Armando Maradona sia diventato ormai una meta turistica internazionale.

Savastano ha parlato del calcio come elemento identitario e culturale capace di rappresentare Napoli nel mondo.

Le perplessità emerse nel dibattito

Durante la discussione non sono mancate alcune osservazioni critiche.

Luigi Carbone ha evidenziato che la cittadinanza onoraria non dovrebbe essere collegata soltanto ai risultati imprenditoriali o sportivi.

Carbone ha anche osservato che De Laurentiis “non ha creato chissà quanti posti di lavoro”.

“Un atto della città”

In replica, Savastano ha ribadito il significato simbolico e collettivo dell’iniziativa. “Questo ordine del giorno non è un atto di parte, ma un atto della città”, ha concluso. Il percorso per il conferimento della cittadinanza onoraria dovrà ora proseguire attraverso gli ulteriori passaggi amministrativi previsti.

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Cronache

#NonCiFermaNessuno di Luca Abete alla Parthenope: studenti, emozioni e confronto sul disagio giovanile

Grande partecipazione all’Università Parthenope di Napoli per la nuova tappa di #NonCiFermaNessuno di Luca Abete. Oltre 200 studenti hanno partecipato a incontri sul disagio giovanile, inclusione, ambiente e comunicazione. Momento toccante con il premio consegnato a Claudio Campanella, fratello di Sara Campanella, vittima di femminicidio.

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L’aula dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope si è trasformata in uno spazio di ascolto, confronto e riflessione sulle emergenze giovanili grazie alla nuova tappa di #NonCiFermaNessuno, il tour motivazionale ideato e condotto da Luca Abete.

Per il terzo anno consecutivo la campagna sociale è tornata nell’ateneo napoletano coinvolgendo oltre 200 studenti universitari e rappresentanze degli istituti Filangieri e Livatino di Napoli e del Nitti di Portici.

“Questa generazione ha bisogno di essere delusa meno”, ha detto Abete durante il talk, affrontando i temi dell’ansia sociale, delle aspettative continue e delle fragilità emotive dei più giovani.

“Dimmi davvero come stai?”

Al centro della dodicesima edizione del progetto c’è il claim:

“Dimmi davvero come stai?”

Una domanda semplice solo in apparenza, nata per stimolare autenticità e ascolto tra i ragazzi.

Nel giorno precedente alla tappa gli studenti hanno partecipato anche al Laboratorio Itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete insieme al team della New Lab Production.

Un’esperienza creativa pensata per produrre contenuti social capaci di raccontare i valori della community.

Il premio a Claudio Campanella

Uno dei momenti più intensi della giornata è stato il conferimento del Premio #NonCiFermaNessuno a Claudio Campanella, fratello di Sara Campanella.

Le sue parole hanno profondamente colpito gli studenti presenti.

“Dal 31 marzo 2025 non so più rispondere alla domanda come stai?”, ha raccontato Claudio Campanella parlando del dolore vissuto dopo il femminicidio della sorella. Il premio consegnato è stato realizzato dagli artigiani di Polilop.

Il sostegno della Parthenope

Il Magnifico Rettore Antonio Garofalo ha definito la Parthenope “la seconda casa” di #NonCiFermaNessuno. Secondo Garofalo, il progetto aiuta gli studenti a comprendere che anche le sconfitte possono trasformarsi in occasioni di crescita personale.

Ambiente, inclusione e Erasmus

La giornata ha affrontato anche altri temi centrali per il mondo giovanile. Con gli Euro-Talks, realizzati insieme all’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE, studenti italiani e stranieri hanno discusso di mobilità internazionale ed esperienze Erasmus.

Spazio poi alla sensibilizzazione ambientale grazie alla collaborazione con COREPLA e agli eco-compattatori RecoPet installati negli atenei. Importante anche il focus sull’inclusione attraverso il progetto Il Gaming per Tutti promosso con MediaWorld.

Il gran finale a Reggio Calabria

La dodicesima edizione di #NonCiFermaNessuno si avvia ora verso la conclusione. L’ultima tappa del tour è in programma il 20 maggio all’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.

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De Magistris si difende sul caso Ctp: “Ho agito per salvare un servizio pubblico e centinaia di famiglie”

Luigi de Magistris replica alla citazione in giudizio della Corte dei conti sul caso Ctp. L’ex sindaco di Napoli difende la ricapitalizzazione dell’azienda di trasporto pubblico sostenendo di avere agito per salvare un servizio essenziale e centinaia di posti di lavoro. “Avevo tutti i pareri favorevoli”, afferma, ribadendo fiducia nella magistratura.

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Luigi de Magistris rompe il silenzio dopo la decisione della Procura regionale della Corte dei conti della Campania di citarlo in giudizio per la vicenda della ricapitalizzazione della CTP. L’ex sindaco e già sindaco metropolitano rivendica la correttezza del proprio operato e respinge ogni contestazione.

“Sono certo della correttezza assoluta formale e sostanziale del mio operato”, afferma de Magistris in una lunga dichiarazione.

“Abbiamo salvato servizi pubblici senza soldi”

De Magistris sostiene di avere agito esclusivamente nell’interesse pubblico e per garantire la continuità di un servizio considerato essenziale. Secondo l’ex magistrato, durante la sua amministrazione il Comune di Napoli e diverse aziende pubbliche sarebbero stati salvati dal rischio fallimento “senza soldi e con tenacia, onestà e coraggio”. Nel passaggio più politico della sua dichiarazione, de Magistris attacca quelli che definisce “poteri forti” che avrebbero scommesso sul fallimento delle amministrazioni pubbliche.

“La Ctp non fu completata dopo il mio mandato”

Sul caso specifico della Ctp, l’ex sindaco sostiene che il percorso di salvataggio non sarebbe stato completato dopo la fine della sua esperienza amministrativa. “Non siamo riusciti a completare il lavoro per Ctp perché è terminato il mio mandato ed altri dopo di noi hanno deciso di non proseguire il salvataggio dell’azienda”, dichiara.

“Avevo tutti i pareri favorevoli”

De Magistris evidenzia inoltre che le decisioni adottate sarebbero state supportate dai pareri tecnici favorevoli degli organi amministrativi competenti. Tra questi cita il segretario generale, il direttore generale, il ragioniere generale e dirigenti e funzionari dell’ente. “Che altro avrei potuto fare?”, si chiede l’ex sindaco.

Il riferimento ai procedimenti giudiziari

Nel lungo intervento de Magistris collega la vicenda Ctp alla propria storia personale e istituzionale. Ricorda di avere affrontato “oltre cento procedimenti” nel corso della sua carriera, prima da magistrato e poi da amministratore pubblico. “Avrei sbagliato se non avessi agito”, sostiene, definendo “paradossale” il fatto di dover ancora difendere il proprio operato.

Fiducia nella magistratura

Nonostante le accuse mosse dalla magistratura contabile, de Magistris ribadisce fiducia nell’operato dei giudici. “Nutro fiducia che da magistrati autonomi e indipendenti verrà accertata la totale correttezza del nostro operato”, conclude. La vicenda sarà ora affrontata davanti alla Corte dei conti, chiamata a verificare eventuali responsabilità amministrative nel rispetto del diritto di difesa e della presunzione di innocenza.

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