Collegati con noi

Cronache

Maradona è stato perseguitato dal Fisco italiano, ora deve essere risarcito: intervista all’avvocato Angelo Pisani

Pubblicato

del

“Lo avevo promesso a Diego quando mi chiese di difenderlo contro il Fisco italiano che lo perseguitava. Gli confermai che quello che gli stavano facendo era una ingiustizia. E così è andata”. Con queste parole, piene di soddisfazione ma anche con una punta di amarezza,  l’avvocato Angelo Pisani racconta la vittoria di Diego Armando Maradona contro il Fisco. Diego è stata una innocente vittima di ingiustizia. Pisani, capitano della squadra difensiva del leggendario D10S, ha guidato una schiera di avvocati di talento, tra cui Enrico Carlo Magno, Sergio Pisani, Antonella Sarnataro, Angelo Scala, Pasquale Prisco, Massimiliano Toriello, Massimo Garzilli, Nadia Carrato, Andrea Carrino e Alessio Cittadini. Pisani ci accoglie nel suo studio di Napoli. Sul tavolo e sparsi ovunque faldoni pieni di documenti, atti, relazioni e attestazioni relativi ad caso Maradona vs Fisco. Nemmeno il tempo di sederci per iniziare l’intervista e Pisani, da avvocato che crede nella giustizia, ci fa subito osservare una cosa. “Lo sa che cosa mi piace di più pensare in questo momento?” dice Pisani con tono fermo e deciso, quasi solenne.

Che cosa le piace di qui di questa sentenza della Corte di giustizia tributaria di secondo grado riguardante Diego Maradona?

La Giustizia ha trionfato. Lo avevo promesso a Diego. Abbiamo  riavvolto il nastro e fatto vincere il bene sul male. Sono estremamente soddisfatto per la vittoria di un innocente vittima di ingiustizia. La sentenza dimostra che Diego Armando Maradona è stato ingiustamente perseguitato dal sistema fiscale, mediatico e politico dell’epoca. Si inventarono l’evasione fiscale, misero nel tritacarne mediatico l’accusa e massacrarono l’uomo prim’ancora che l’immenso campione.

Che cosa impensieriva di più Maradona di quelle accuse? 

Lo distruggeva il fatto che lo si accusava di aver evaso il Fisco. Era una cosa che lo faceva stare male.

Qual è stata la sua strategia difensiva nel lungo contenzioso con il fisco italiano?

Negli anni abbiamo affrontato innumerevoli incontri e processi. Ho sempre denunciato l’ingiustizia subita da Diego. Le sentenze della Suprema Corte di Cassazione del marzo 2021 e gennaio 2023, seguite da quest’ultima della Corte di giustizia tributaria, hanno finalmente chiarito che per le annualità contestate, Diego non doveva al fisco più di 952 euro (non 40 milioni di euro), anche se dai nostri calcoli non deve nulla e sul punto impugneremo la sentenza come per legge , mentre aveva un credito di 1000 euro non rimborsabile da condono. Tutto ciò mentre subiva umiliazioni indicibili e pignoramenti di orologio, orecchino e denaro per milioni di euro. Per non parlare del fatto che per anni gli è stato impedito di andare a Napoli perchè lo avrebbero fermato, perquisito, gli avrebbero sottratto beni di valore, trattato come un volgare criminale. Cose che sono successe e di cui l’Italia dovrebbe fare ammenda, chiedere scusa alla famiglia, ai figli di Maradona.

Non è stata facile la difesa. Può parlarci della sua squadra difensiva e del loro contributo di quanti hanno scagionato Maradona?

Assieme a me, a difesa di Maradona, c’era una squadra di avvocati eccezionali: Enrico Carlo Magno, Sergio Pisani il penalista di punta, Antonella Sarnataro, Angelo Scala, Pasquale Prisco, Massimiliano Toriello, Massimo Garzilli, Nadia Carrato, Andrea Carrino e Alessio Cittadini con loro abbiamo giocato ‘diversi campionati’ (Pisani intende ovviamente procedimenti, ndr)  per far vincere la giustizia contro palesi speculazioni , strumentalizzazioni , violazioni inaudite, gelosie ed invidie per non parlare della burocrazia e mala politica come del nemico info- mediatico. L’impegno di tutti quelli che non hanno rinunciato a credere nei valori, nella giustizia, nonostante le ritorsioni e minacce è stato fondamentale per ottenere questa vittoria.

Quali sono stati i punti chiave della difesa che hanno portato a questa assoluzione?

La nostra difesa si è basata su fatti incontrovertibili e sull’analisi dettagliata delle contestazioni fiscali. L’accertamento fiscale presupposto di tutta la vergognosa vicenda era stato già annullato negli anni 90 dai giudici tributari e Maradona già processato ed assolto anche in sede penale nel 1992. Poi è arrivato il buio della giustizia e la famosa persecuzione ed umiliazione dell’uomo Maradona. Anni di battaglie e sofferenze La Corte di Cassazione e i giudici delegati alle rivalutazioni hanno riconosciuto che le richieste di oltre 40 milioni di euro erano abnormi e ingiustificate. Abbiamo dimostrato che l’intero processo era basato su presupposti errati e che Diego è stato vittima di un sistema ingiusto.

Cosa rappresenta questa vittoria per lei, personalmente e professionalmente?

E’ il culmine di anni di duro lavoro e impegno per la giustizia. Personalmente, significa aver mantenuto una promessa fatta a Diego. Professionalmente, è una dimostrazione che la verità e la giustizia possono prevalere, anche contro le avversità più grandi.

Cosa ci può dire sul futuro della questione, specialmente riguardo al risarcimento dei danni subiti da Maradona?

La sentenza riconosce non solo l’ingiustizia subita da Diego, ma anche il diritto al rimborso degli illegittimi pignoramenti subiti anche per cifre palesemente maggiori dei presunti 952 euro dovuti ed a un risarcimento per i danni incalcolabili che ha subito. Ora lavoreremo per garantire che venga fatto giustizia completa, compreso il risarcimento per le umiliazioni e i pignoramenti ingiusti.

Peccato che Diego Maradona non abbia potuto assaporare questa vittoria

Anche questa è una ingiustizia per quell’uomo. Diego Maradona era un uomo buono, una persona di generosità immensa. Era speciale, straordinario, sempre disponibile con tutti quelli che avevano bisogno. Troppi hanno approfittato di Maradona, della sua straordinaria generosità. Diego non meritava di morire in quel modo e non meritava di essere perseguitato dal nostro Paese. Perchè Diego aveva un legame di sangue con la sua Argentina ma amava in maniera smisurata Napoli e anche l’Italia.

Qual è il messaggio che vuole mandare ai suoi colleghi e ai futuri avvocati?

Non bisogna arrendersi mai di fronte alle ingiustizie. Lottare per la verità e la giustizia richiede coraggio e determinazione. Questa vittoria dimostra che, con impegno e dedizione, è possibile ottenere giustizia anche nei casi più difficili.

Advertisement

Cronache

Cambi telefono, antitrojan,’guardie e ladri’ a Venezia

Pubblicato

del

Cambi di telefono, soffiate (anche da un militare infedele) sulle intercettazioni in corso, sistemi anti-trojan, tecnologie anti-infiltrazione, oppure incontri rigorosamente faccia a faccia, di persona, lasciando i cellulari fuori della porta. Ricorda film d’antan alla ‘guardie e ladri’, però sul filo della più moderna tecnologia, il racconto che si ritrova nelle pagine dell’inchiesta veneziana sulla corruzione. Sono i pm Roberto Terzo e Federica Baccaglini ad elencare il poderoso lavoro di intercettazione fatto dalla polizia giudiziaria per ricostruire gli intrecci all’ombra del campanile di San Marco. Un’attività che, alla fine, ha premiato la perseveranza e la qualità investigativa della Guardia di Finanza. Nella richiesta di misure cautelari, infatti, compare ad un certo punto il capitolo “Le difficoltà nell’attività intercettiva”. Si spiega così come per alcuni indagati l’intercettazione telematica con captatore informatico abbia “avuto successo”: uno è l’assessore Renato Boraso (arrestato nell’inchiesta), un’altra è la dirigente Bolognini.

Al contrario, per altri indagati nei confronti dei quali è stata disposta l’attività di intercettazione – si tratta di Derek Donadini e Morris Ceron, capo di gabinetto e vice capo di gabinetto del Comune, questa “non ha avuto successo, essendosi fatti dotare dalla società comunale di servizi Venis di apparti di ultima generazione non infiltrabili”. Anche Boraso, “decide da ultimo di dismettere il suo apparato, richiedendo alla Venis di essere dotato di un apparto analogo a quelli in uso a Ceron e Donadini”. Una decisione, il cambio di telefono, che l’assessore assume “dopo ripetuti avvisi ricevuti da persone diverse (tra cui anche un militare infedele) e dallo stesso sindaco Brugnaro”, che lo avvisano di essere sottoposto ad indagini. Il trojan è una sorta di microspia che una volta installata consente di controllare lo smartphone di una persona da remoto, utilizzandone microfono e telecamera. Il telefono diventa così una sorta di ‘ambientale’ portatile. Un dato che non tarda ad essere compreso dagli indagati, che iniziano a prestare molta più attenzione per i loro incontri: “Ci vediamo di persona?”, “dimmi il posto e ti raggiungo”. E tutti senza telefonino in tasca.

Continua a leggere

Cronache

Fa il bagno nel lago e viene inghiottito dalle sabbie mobili

Pubblicato

del

Un uomo di 40 anni residente a Santo Stefano d’Aveto è ‘scomparso’ nel lago di Giacopiane, a Borzonasca. Secondo alcuni testimoni stava uscendo dall’acqua e si stava avvicinando alla riva quando sarebbe stato inghiottito dalle sabbie mobili. Sul posto si trovano adesso i sommozzatori dei vigili del fuoco con la squadra di Chiavari, l’elicottero Drago, il medico del 118, ambulanza e carabinieri. Il lago di Giacopiane è un bacino artificiale e attorno alle sue rive si trovano cartelli di divieto di fare il bagno e annunciano la presenza di sabbie mobili. L’uomo probabilmente per riemergere ha messo i piedi su una massa di fango che lo ha inghiottito.

Continua a leggere

Cronache

La tennista Camila Giorgi: fake su di me, presto torno in Italia

Pubblicato

del

“Purtroppo i giornalisti di poco valore fanno fake news, e per avere qualche click in più alla loro pagina venderebbero anche la propria dignità”. L’ormai ex tennista azzurra Camila Giorgi torna a scrivere sui social parlando della sua irreperibilità e rispondendo ad un suo fan. “Ho un avvocato che mi segue e se avessi problemi non sarei tornata in Italia due settimane fa. E ritornerò presto. Grazie per il vostro amore”, le parole di Giorgi, dopo che nei giorni scorsi il legale che la difende nel procedimento per i falsi vaccini anti-Covid aveva annunciato la rinuncia al suo mandato. Rispondendo ad un altro suo tifoso sul perchè si fosse ritirata così improvvisamente l’ex tennista ha aggiunto: “per me era il momento giusto”.

La Giorgi deve affrontare accuse su mancati vaccini e accertamenti fiscali della Guardia di Finanza: la famiglia non avrebbe presentato la dichiarazione dei redditi, per un ammontare di milioni di euro di debiti.

Nella pagina Instagram della ormai ex tennista sono visibili anche delle foto che la ritraggono a Dallas, in Texas, dove avrebbe fatto ritorno dopo la breve visita in Italia. Giorgi indossa diversi completi estivi, a conferma della sua passione per la moda e l’abbigliamento. Nel 2021 i suoi genitori, il padre Luis Sergio Giorgi e la mamma stilista di moda Claudia Fullone, lanciarono la linea di moda Giomila, fusione di cognome e nome della sportiva, che è stata la principale testimonial del marchio.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto