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Cultura

Diego Maradona chiamato in Cielo dal Padreterno per il derby Paradiso-Inferno, la vignetta di Paolo Piccione

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Paolo Piccione, vignettista, si occupa di Maradona. E lo fa con l’ironia e la leggerezza di chi riesce a esorcizzare un momento difficile per quanti l’hanno amato anche per le magie che faceva sul rettangolo verde.  

 

La vignetta l’avete vista. Quello che segue è invece il pensiero di Paolo Piccione sul calcio, su Napoli, sul Napoli e su Diego Armando Maradona.

“Erano gli anni in cui seguivo il calcio con passione, quelli in cui il Napoli vinse due scudetti e la Coppa Uefa. Ricordo le cronache radiofoniche che non facevano altro che decretare certezze: il Napoli vinceva sempre!  Io, ingenuamente, non tifavo per la squadra dell’asinello e non afferravo ancora quanto quelle vittorie potessero assumere ed abbiano assunto un significato di riscatto e rivincita, sociale e politica, verso un nord dai consacrati primati, scontati ed intangibili. Quella squadra e Maradona, il suo “deus ex machina”, furono una “cesura” inattesa su uno spartito che non la prevedeva. Questa vignetta la dedico al Campione scomparso e a tutti i miei amici napoletani che ho avuto modo di conoscere, non solo, nei tantissimi anni di permanenza in quella odiosamata città!”.

Paolo Piccione*

 

 

 

Paolo Piccione nasce a Manduria (TA) il 31 maggio del 1974.  Laureato in giurisprudenza e abilitato all’esercizio della professione forense, è iscritto all’Albo dei Giornalisti della Puglia nella sezione pubblicisti. È stato affiliato alla FECO FRANCE, sezione francese della Federazione Internazionale dei Disegnatori.

I sui lavori sono apparsi sulle pagine di numerosi giornali e portali web, tra questi: Repubblica, Il Sole 24 Ore, il Corriere del Mezzogiorno e Polizia Moderna. Ha collaborato con numerose testate: il ROMA, Puglia Press, Polizia, Poliziotto & Cittadino, Caposud, La Voce del Popolo di Taranto, La Voce di Manduria, Liberamente, Manduriaoggi.it, Culturambiente.it, Cosmopolismedia.it, Spigolature salentine e col portale web Informare per Resistere.

Attualmente collabora col portale d’informazione internazionale in tre lingue Agora Magazine.

Artista dalla produzione eclettica, ha collaborato con varie agenzie pubblicitarie, di spettacolo e, disegnando in estemporanea, ha preso parte a mostre collettive, manifestazioni culturali, convegni, trasmissioni televisive locali ed eventi di spettacolo tra cui: Una ragazza per il cinema 2007, 1° Maggio tutto l’anno 2008, Premio Sicurezza Campania 2008 e l’Ariano Folk Festival 2009.

Vari i premi e riconoscimenti assegnatigli nel corso di mostre e concorsi, tra i quali i 3 Marengo d’Oro (2008, 2010 e 2011) del concorso satirico nazionale “Ridere sotto il tasso” di Verbania.

Nel 2004, con la Plinio Edizioni, pubblica Capronic, ovvero non solo storie di naufragi amministrativi, prima raccolta organica delle sue vignette.

Nel 2005 il volume viene presentato a Galassia Gutenberg, famosa fiera del libro partenopea.

Nel 2006, sempre con la Plinio Edizioni, profeticamente, pubblica Euronomicon, il libro dei morti dell’Euro, seconda raccolta di satira politica e di costume.

A novembre 2006, realizza, per conto della Polizia di Stato, la campagna di comunicazione e prevenzione a fumetti denominata “Stop ai Bulli”, brochure illustrata distribuita in moltissime scuole italiane, pubblicata sui sussidiari scolastici della Loescher Editore e presentata al TG1.

A febbraio 2007, presso l’Hotel Miglio D’Oro di Ercolano tiene la seconda mostra personale dal tema Satira e dintorni. Nello stesso anno, una sua vignetta viene inserita nel prestigioso catalogo internazionale “Crema di Olio di Satira”.

A settembre 2008, esponendo i propri lavori e disegnando dal vivo, partecipa per la prima volta al 27° Salon International de la Caricature du Dessin de Presse et d’Huomour di Saint Just Le Martel in Francia, kermesse internazionale di cui sarà ospite ogni anno, ininterrottamente, fino al 2019.

Nel 2008 realizza, per conto della Polizia di Stato, con il patrocinio del Fondo di Assistenza all’Infanzia del Banco di Napoli, il book a fumetti “Max & Stella due ragazzi come voi”, campagna di comunicazione e prevenzione contro i fenomeni di “bullismo”, pedofilia, vandalismo e baby gang. Il  format suscita l’interesse della facoltà di statistica dell’Università Federico II di Napoli, di alcune associazioni di psicologi per l’infanzia che lo adottano nei loro incontri

A maggio 2009, espone delle tavole a tema alla mostra contro la camorra “Se la Paura fa 90, la dignità fa 180”, evento organizzato a Scampia con la collaborazione di Libera.

A settembre 2009, durante il 28° Salon International de la Caricature du Dessin de Presse et d’Huomour di St. Just, nell’area tematica sui “Diritti dell’Infanzia”, espone, le tavole di “Max & Stella due ragazzi come voi”, al fianco di quelle realizzate da vari artisti per l’ONU, l’UNESCO, l’UNICEF e Cartooning for Peace.

Le opere incontrano l’interesse di Enfance Majuscule, associazione nazionale francese di tutela dell’infanzia.

A marzo 2012, insieme ai due artisti francesi Bauer e Coco (quest’ultima, in seguito, miracolosamente scampata alla strage di Charlie Hebdo), è ospite dell’Università di St. Etienne in Francia, dove espone le sue tavole satiriche e prende parte ad alcuni convegni e tavole rotonde sulla satira politica internazionale.

Ad ottobre 2013, su invito del Lions Club di Manduria, tiene un convegno su “Satira e comunicazione: excursus storico, tecnica della comunicazione grafica e aspetti e limiti giuridici del diritto di critica satirica”.

A dicembre 2013, presso la Galleria di Arte Civica di Saint Vincent in Valle d’Aosta, partecipa alla prima edizione di “… from Saint  Vincent to…”, mostra di illustrazioni e vignette natalizie.

Nello stesso periodo, nella basilica di San Giovanni Maggiore, a Napoli, dopo i successi di Torino e Roma, espone alla mostra d’arte collettiva itinerante “Cultura+Legalità=Libertà, l’arte contro le mafie”.

A ottobre 2015, con l’albo intitolato “Cosa c’entro io in tutto questo?” vince il concorso nazionale ComiXfactor, talent dedicato al fumetto. L’albo è stato successivamente presentato al Lucca Comix & Games 2015.

Nel 2016, per conto della Regione Puglia e del GAL Terre del Primitivo, cura la guida “L’Acino e l’Oliva, Favola illustrata delle Terre del Primitivo”.

Nel 2017 cento delle sue vignette arricchiscono “Italieni”, l’ultimo libro di satira di Paolo Vincenti, pubblicato dalla BESA Editore.

Nel 2018 quattro illustrazioni di Piccione hanno impreziosito “Questo non è amore”, opuscolo informativo presentato dalla Polizia di Stato in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

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Google e editori francesi, primo accordo quadro

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Google ha firmato un accordo quadro che apre la strada alla remunerazione della stampa quotidiana francese sulla base dei “diritti connessi”, la nuova normativa simile al diritto d’autore creata nel 2019 e dalla quale sono scaturiti duri negoziati fra editori e il gigante del web. L’accordo e’ stato firmato fra Google e l’Alliance de la presse d’information ge’ne’rale (Apig), principale organizzazione dei professionisti della stampa francese, che rappresenta in particolare i quotidiani nazionali e regionali. Si tratta – hanno sottolineato i firmatari in un comunicato – “della conclusione di negoziati durati parecchi mesi nel quadro fissato dall’Authority della concorrenza”. L’accordo – spiega il comunicato – “fissa il quadro nel quale Google negoziera’ accordi individuali di licenza con i membri” dell’Apig, per le pubblicazioni riconosciute “di informazione politica e generale”. Queste “licenze” copriranno i cosiddetti “diritti connessi” e “apriranno inoltre ai giornali l’accesso a News Showcase”, un programma attraverso il quale Google remunera i contenuti della stampa. Rimane da conoscere l’ammontare di tale remunerazione, in quanto i dati finanziari dell’accordo sono confidenziali. Sara’ comunque fissata individualmente, in funzione di criteri quali “il contributo all’informazione politica e generale, il volume quotidiano di pubblicazioni o l’audience Internet mensile”. Il cammino di Apig e Google per trovare l’intesa parte dalla fine del 2019, quando la stampa francese accuso’ Google di violare i diritti connessi, creati da una direttiva europea con l’obiettivo di arrivare a una migliore spartizione dei guadagni della rete a vantaggio degli editori di giornali e delle agenzie di stampa. In un primo momento, Google escluse risolutamente di voler remunerare l’editoria, decidendo unilateralmente di citare meno i giornali che avessero rifiutato di lasciar utilizzare gratis i loro contenuti nei suoi risultati delle ricerche. La stampa francese ricorse all’Authority della concorrenza, che nell’aprile 2020 ordino’ a Google di negoziare “in buona fede” con gli editori. In questo quadro si e’ sviluppato il negoziato con tappe importanti ad ottobre e poi una conclusione di primi accordi a novembre a titolo individuale con alcune testate come Le Monde, Le Figaro, Libe’ration e L’Express. L’accordo quadro annunciato oggi, di una durata di tre anni, non copre tutta la stampa francese, in particolare le agenzie di stampa fra le quali la France Presse, sempre nel pieno di loro negoziati con Google.

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Gloria Pastore e la ricerca di indipendenza dell’arte

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Dipinti, collage, stoffe, sculture in marmo in gesso, resine, materiali classici o innovativi, forme rubate alla natura floreale e a quella faunistica, oggetti di uso comune rivisitati e colorati, bassorilievi, riproduzioni di corpi tatuati in pose rilassate o contratte dal troppo lavoro, ma anche accompagnate in un sonno ristoratore. E poi tele, tele che riflettono la luce di milioni di piccolissimi elementi minerali che Gloria Pastore, l’artista napoletana che si divide tra i suoi due studi, esclusivamente posizionati nell’area flegrea, plasma per la sua nuova ricerca che si aggiunge alle tante che fino ad ora ha esplorato e ci fatto conoscere. Esposta nei più importanti musei nazionali ed esteri, le opere di Gloria sono presenti nelle più prestigiose collezioni private internazionali, alcune hanno letteralmente fatto innamorare tanti personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo, la diva Louise Veronica Ciccone, si, proprio lei, Madonna è una di essi, affiancata in questa sua passione dal baronetto inglese Elton John.  Ha esposto un po’ ovunque nel mondo e questo avrebbe potuto trasformarla  in una altezzosa  star dell’arte contemporanea, come tanti colleghi e colleghe della sua generazione che oggi affollano i cataloghi e le cronache dell’arte, ma Gloria Pastore conserva quella freschezza di spirito che la porta a creare opere prima di tutto per se stessa, per il desiderio ancestrale di comunicare con le sue creazioni, non mediato da apparati economici e da ammiccamenti alla committenza che snaturano il messaggio dell’artista e dell’arte. Tanti sono gli artisti che fortunatamente hanno sposato questa linea, tanti gli artisti, che come Gloria, e che forse hanno preso esempio da Gloria come maestra di pensiero, ci regalano le loro idee e le loro riflessioni libere dai condizionamenti del mercato. Ancora sostenitori delle loro libere “manie”, come l’aver realizzato una scultura che raffigurasse un corpo plastico,  non  con il marmo nemmeno con in legno o in gesso, ma utilizzando il materiale con cui si producono i manichini, questa condotta presuppone libertà di pensiero, come l’uso di materiali minerali riflettenti che dannano l’anima di qualsiasi fotografo e che sono irriproducibili, nelle loro reali sfumature su qualsiasi catalogo d’arte, anche il più curato e accurato. Libertà, noi la chiamiamo libertà, libertà d’espressione avulsa dai dettami economici/finanziari nei quali è caduta da tempo l’arte. Doppiati i primi venti anni di questo secondo millennio e di questo ventunesimo secolo, Gloria Pastore ci riporta alla indipendenza dell’arte, che ci avevano detto viaggiasse su altri binari, ma i successi dell’artista e degli artisti, che come lei difendono il loro sacro diritto di libera espressione, ci raccontano una storia diversa e che ci piace molto di più.

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Determinati a riaccogliere i visitatori, i musei si fanno trovare pronti con le loro mostre temporanee e permanenti

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Lentamente, ma con molta determinazione i musei si riaffacciano alla vita. Sembra un eccesso, una troppo figurativa affermazione, ma è la realtà, di quelle dal sapore amaro, che ha visto i capisaldi e custodi della cultura chiusi per troppo tempo. Una vita quella dei musei che è fatta di esposizioni, mostre, incontri, convegni e prima di tutto visitatori, i quali, con molta attenzione, ma anch’essi, determinati a riprendersi i loro tempi, riaffolleranno le sale e riprenderanno a godere della storia del mondo e dell’uomo e delle sue arti.Villa Pignatelli, con i suoi arredi e le sue carrozze, si riconferma come Casa della Fotografia con una mostra inaugurata in un periodo nel quale forti erano le preoccupazioni per l’incalzare della pandemia e vicina era la chiusura dei tempi della cultura, una mostra che purtroppo non poté avere il pubblico che meritava. La riapertura da l’occasione di poter visitare e ammirare la mostra del fotografo Francesco Bosso che con la sua PRIMITIVE ELEMENTS ci porta nella sua ricerca fotografica portata avanti per quindici anni nelle zone del mondo ancora non sporcate dall’inquinamento umano, zone del mondo che pure, come dovrebbero apparire tutte le zone del pianeta, ma che invece è lo stesso uomo, suo abitante a distruggere e non lasciare in eredità alle generazioni future. Una scelta operata dal fotografo che ripercorre anche le strade della fotografia analogica con grandi stampe ai nitrati d’argento e i viraggi al selenio che allungano la vita dei toni    sulla preziosa carta baritata usata in camera oscura.  La mostra, che doveva chiudersi il 5 Novembre, è stata naturalmente prorogata fino alla fine di marzo. Come fino al 5 Aprile si potrà visitare nel caposaldo dell’arte contemporanea in regione, il Museo MADRE, la mostra di Alessandro Mendini, insieme a quella di Temitayo Ogunbiyi, bisognerà invece affrettarsi per ammirare le proiezioni di Mathilde Rosier, mostra  che verrà disinstallata il 2 Febbraio. Una visita al MADRE, per godere delle mostre temporanee, ma per poi tuffarsi nella importante e nutrita collezione permanente.  Lentamente ma con soddisfacente progressione le visite aumentano, toccherebbero picchi e cifre più importanti se i musei potessero rimanere aperti anche nei giorni festivi, ma anche senza la chiarezza del perché sia stata intrapresa tale strategia, i musei sono pronti ad accogliere i visitatori e farli immergere nella storia e nell’arte.

 

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