Collegati con noi

Salute

Diabetologi a convegno: contro il diabete e altre patologie, il farmaco più potente è il “movimento”

Avatar

Pubblicato

del

L’attività fisica previene ben 26 patologie croniche non trasmissibili, incluso il diabete. Ma a funzionare non è solo l’esercizio continuativo e strutturato in palestra. A dare effetti benefici sulla salute è infatti anche il movimento ‘in pillole’ da distribuire durante la giornata. A sottolinearlo sono i diabetologi in occasione del congresso ‘Panorama Diabete’ promosso a Riccione dalla Società italiana di diabetologia (Sid). “La palestra, se non ci si può andare – spiega il presidente eletto Sid Agostino Consoli – può non essere essenziale, a patto che si facciano delle attività quotidiane che comportano movimento, anche leggere e piacevoli. Un esempio è il ballo, che è anche un’attività di socializzazione e può risultare meno costosa della palestra, o portare a passeggio il proprio cane”. Si tratta, rileva, “di attività fisiche non troppo intense ma che hanno grandi effetti benefici perchè nel diabetico facilitano il compenso glicemico e aiutano il controllo del peso. Il consiglio insomma – conclude l’esperto – è di prevedere comunque nell’arco della giornata 2-3 momenti di movimento, anche se non necessariamente frequentando una palestra”. All’occorrenza, per chi non ha voglia o non ama ballare o non va in palestra, c’è la passeggiata. Una bella passeggiata al mattino, una la sera, o comunque passeggiare spesso è un toccasana.

Advertisement

Salute

Considerare l’obesità come malattia e inserirla nei livelli essenziali di assistenza dei pronto soccorso

Avatar

Pubblicato

del

Considerare l’obesità come una malattia, inserendola nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). E realizzare una rete organizzata di strutture pubbliche di centri di riferimento con un team multidisciplinare che possa trattare l’obesita’ sotto un punto di vista psicologico, nutrizionale, internistico, fisioterapico e chirurgico. Queste sono alcune delle proposte lanciate da medici, ricercatori e alcune societa’ scientifiche che si sono riuniti oggi in Senato nel corso dell’incontro “L’obesita’, una malattia da prevenire e curare”. A fare la sintesi dei lavori e’ il presidente della commissione Sanita’ del Senato, Pierpaolo Sileri, che dice: “L’obesita’ e’ crescente, purtroppo il numero aumentera’ e questo significa piu’ malattie e dunque la necessita’ di prevedere risorse per patologie come il diabete”. E’ lo stesso presidente a spiegare come si possano fare diversi interventi di lotta all’obesita’, a “cominciare da piccole azioni quotidiane” come l’inserimento della misurazione della circonferenza della vita nella pratica clinica giornaliera dei medici di base. “Il contrasto dell’obesita’ inizia fin da piccoli. Ecco perche’ e’ necessaria una seria politica finalizzata all’inserimento di ore obbligatorie di educazione alimentare a partire dalle scuole primarie”. Per Marcellino Monda, docente di Fisiologia dell’Universita’ degli studi della Campania Luigi Vanvitelli “oggi siamo costretti a parlare di obesita’ perche’ non abbiamo parlato di benessere. L’obesita’ cresce al decrescere del potere economico delle famiglie. Un povero ha molte probabilita’ di un ricco di diventare obeso”. Secondo Nicola De Lorenzo (membro dell’executive board della Ifso, la Federazione internazionale per la chirurgia dell’obesita’ e i disturbi metabolici), invece, “un tempo ‘grasso era bello’, abbiamo avuto modelli anche simpatici nel corso del tempo, ma non e’ bello per niente. Gia’ nel 1948 l’Organizzazione mondiale della sanita’ mise l’obesita’ tra le malattie. Poi venne tolta e rimessa”.

Continua a leggere

Salute

In Italia ci sono 6 milioni di obesi, 15 mila persone ogni anno ricorrono al bisturi

Avatar

Pubblicato

del

In Italia 16 milioni di persone sono in sovrappeso e più di 6 milioni sono obesi: il grasso in eccesso è uno dei più diffusi problemi di salute anche nel nostro Paese. I pazienti che scelgono di fare ricorso al bisturi per risolvere i loro problemi di obesità sono circa 15 mila l’anno,  quasi tutti nelle regioni del Nord. Rispetto al resto d’Europa sono numeri molto più bassi. A fare il punto oggi, a Roma, la quarta edizione del “Live Surgery Workshop in Chirurgia Bariatrica e Laparoscopica”, promosso dalla “Obesity Unit” del Policlinico Tor Vergata. In Europa il sovrappeso è considerato la causa dell’ 80% dei casi di diabete di tipo 2, del 55% dei casi di ipertensione arteriosa e del 35% dei casi di cardiopatie ischemiche. Il che si traduce ogni anno in almeno un milione di morti e 12 milioni di persone gravemente ammalate. Il grasso fa male, a volte ammazza.

A cambiare la storia della malattia è stato l’utilizzo delle tecniche chirurgiche laparoscopiche e mini-invasive, che hanno reso possibile una vera e propria rivoluzione bariatrica, diventata negli anni sempre più sicura. Ma il ricorso al bisturi nella lotta all’obesità inItalia riguarda lo stesso numero di interventi che si fanno nell’Olanda, nazione molto meno popolosa. Basta pensare che in Francia sono almeno 60 mila le persone che scelgono il bisturi e 300 mila negli Stati Uniti. I 15 mila interventi di chirurgia bariatrica fanno registrare una “impressionante divisione geografica, che vede una schiacciante primazia degli interventi nelle Regioni del Nord, un incremento considerevole al Centro, uno scarso ricorso alla cura chirurgica nel Meridione”, spiega Paolo Gentileschi, Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Bariatrica del Policlinico di Tor Vergata (Roma).

Continua a leggere

In Evidenza

Tumore alla prostata, c’è un nuovo farmaco che allontana le metastasi

Avatar

Pubblicato

del

Due anni in piu’ senza dolore, con una buona qualita’ di vita, liberi dalle metastasi: e’ il risultato possibile con una nuova molecola (apalutamide) per la terapia del tumore alla prostata non metastatico ma ad alto rischio di diventarlo, approvata poche settimane fa dall’Agenzia europea per i farmaci (Ema) per il trattamento dei pazienti che sono anche resistenti alla terapia ormonale classica. In attesa dell’arrivo del farmaco innovativo, che si assume per via orale, nel nostro Paese, gli esperti riuniti a Barcellona in occasione del 34/mo Congresso dell’Associazione europea di urologia sottolineano che la nuova molecola rende possibili terapie sempre piu’ personalizzate e precoci, ritardando il ricorso alla temuta chemioterapia e garantendo un incremento nella quantita’ e qualita’ di vita anche nei pazienti piu’ difficili, per i quali finora non erano disponibili trattamenti efficaci. Lo studio SPARTAN, pubblicato sul New England Journal of Medicine lo scorso anno, ha dimostrato che apalutamide associato alla terapia ormonale classica riduce del 72% la mortalita’ e il rischio di progressione metastatica, aumentando di oltre 2 anni il periodo libero da metastasi in pazienti ad alto rischio. In questi soggetti non si riscontrano metastasi con le analisi di imaging tradizionale ma il valore del PSA e’ in rapida crescita, a indicare un elevatissimo rischio di progressione verso le metastasi. “Per i pazienti questo significa ben 2 anni in piu’ di qualita’ di vita invariata e senza dolore, quindi due anni in piu’ da vivere in maggior serenita’ – sottolinea Walter Artibani, urologo e segretario della Societa’ Italiana di Urologia -. Un vantaggio tangibile per i pazienti, che purtroppo hanno la certezza di andare prima o poi incontro a metastasi e quindi convivono con una spada di Damocle difficile da tollerare”.

Continua a leggere

In rilievo