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Roma

Diabete: medici e associazioni, accesso a terapie per tutti

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Permettere a tutti i diabetici italiani “l’accesso alle terapie finora negate”. A chiederlo sono diabetologi, medici di famiglia e rappresentanti delle persone con diabete, sollecitando l’istituzione immediata di un tavolo di confronto con ministero, Regioni e Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per fronteggiare ‘l’emergenza diabete’. AMD e SID per i diabetologi, FIMMG e SIMG per i medici di famiglia, Diabete Italia e FAND per le associazioni delle persone con diabete dichiarano, in un comunicato congiunto, che “non c’e’ piu’ tempo per le burocrazie assistenziali”. Purtroppo, denunciano, “solo nella teoria i farmaci che riducono la mortalita’, le complicanze cardiovascolari, le ipoglicemie e migliorano la qualita’ della vita sono accessibili a tutti i diabetici nel nostro paese (sono 4.500.000). La prima prescrizione di questi farmaci e’ infatti permessa solo agli specialisti diabetologi, creando una situazione di discriminazione tra i diversi pazienti inaccettabile per un paese civile”. Ed ancora: “Le liste d’attesa per l’accesso alle visite specialistiche si allungano, i diabetologi vedono svilita la loro professionalita’ consumando spesso il tempo di una visita per la sola ripetizione della prescrizione, i medici di famiglia sono sempre piu’ demotivati per non poter prescrivere il farmaco piu’ giusto per il proprio paziente (a differenza dei loro colleghi di tutta Europa)”. “E’ necessario e urgente – chiedono i firmatari al ministro della Salute Giulia Grillo e all’assessore Antonio Saitta, Coordinatore Commissione Salute della Conferenza delle Regioni – l’istituzione immediata di un tavolo di confronto: i diabetici italiani non sono europei di serie B e va portato a compimento il lavoro bloccato in Aifa su piani terapeutici e integrazione digitale tra diabetologi e medici di famiglia”. “Va risolta, e rapidamente, una situazione che vede, inspiegabilmente i nostri concittadini privati nella sostanza di un diritto garantito alla maggior parte dei cittadini dell’Unione, oltretutto – concludono i firmatari – nel totale silenzio dell’Aifa negli ultimi mesi”.

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Roma

Toti chiede incontro con Salvini, sul tavolo futuro Regione

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Giovanni Toti chiede di incontrare il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e i due assessori regionali Giacomo Giampedrone e Marco Scajola. L’istanza è stata depositata al giudice dall’avvocato Stefano Savi. Il leader della Lega sarà a Genova lunedì ma non è detto che l’incontro possa avvenire già quel giorno. I confronti serviranno in prima battuta a fissare la linea da seguire per mandare avanti la Regione dopo la decisione del Riesame che ieri ha deciso di lasciare Toti agli arresti domiciliari. Ma non è escluso che si possa iniziare a parlare anche del futuro del governatore e delle sue eventuali dimissioni.

Toti, ai domiciliari dal 7 maggio per corruzione, nelle scorse settimane aveva già incontrato il presidente facente funzioni Alessandro Piana e i sue due assessori fedelissimi, ma anche il deputato e coordinatore ligure di Fratelli d’Italia Matteo Rosso, il viceministro e segretario della Lega Liguria Edoardo Rixi e il coordinatore regionale di Forza Italia Carlo Bagnasco. A chiudere i summit erano stati Maurizio Lupi e Pino Bicchielli, rispettivamente leader e deputato di Noi Moderati. I confronti con gli assessori serviranno in prima battuta a fissare la linea da seguire per mandare avanti la Regione dopo la decisione del Riesame che ieri ha deciso di lasciare Toti agli arresti domiciliari.

Ma non è escluso che si possa iniziare a parlare anche del futuro del governatore e delle sue eventuali dimissioni. Gli stessi giudici del Riesame, nel provvedimento con cui hanno rigettato l’istanza di revoca dei domiciliari, hanno sottolineato come fosse corretto chiedere nuovi incontri de visu con esponenti politici. I giudici hanno anche sottolineato, nell’ordinanza, che i finanziamenti ricevuti dal presidente “non sono tutti regolarmente tracciati”, contrariamente a quanto da lui sostenuto anche nell’interrogatorio. Per il Riesame, Toti non avrebbe capito le accuse e per questo potrebbe reiterare il reato.

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Cronache

Neonata morta vicino Roma, si farà l’autopsia

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Si ipotizza una morte in culla per la neonata deceduta stamattina ad Albano Laziale, vicino Roma. Per fugare ogni dubbio verrà effettuata nei prossimi giorni l’autopsia al policlinico Tor Vergata. I carabinieri di Castel Gandolfo acquisiranno, inoltre, la documentazione clinica della bambina dalla nascita fino ad oggi. A dare l’allarme la mamma che quando è andata a controllarla stamattina perché non si svegliava l’ha trovata immobile nel lettino e ha notato che non respirava. Inutili i tentativi di rianimazione

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Cronache

Riconoscimento facciale a Roma, Garante apre istruttoria

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato una richiesta di informazioni a Roma Capitale su un progetto di videosorveglianza nelle stazioni della metropolitana. Secondo alcune notizie stampa, in vista del prossimo Giubileo, l’Amministrazione prevede di installare telecamere con riconoscimento facciale, “in grado di verificare azioni scomposte” all’interno dei vagoni e sulle banchine da parte di chi in passato si è reso protagonista “di atti non conformi”. L’amministrazione ha 15 giorni per rispondere alla richiesta di informazioni del Garante privacy. Lo spiega l’autorità in una nota.

Nella risposta l’amministrazione deve fornire al Garante privacy, ”tra l’altro, una descrizione tecnica delle funzionalità di riconoscimento facciale, la finalità e la base giuridica di tale trattamento di dati biometrici e una copia della valutazione d’impatto sulla protezione dei dati. Fino a tutto il 2025, ricorda l’Autorità, vige una moratoria sull’installazione di impianti di videosorveglianza con sistemi di riconoscimento facciale attraverso l’uso di dati biometrici, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, da parte delle autorità pubbliche o di soggetti privati. Tale trattamento è consentito solo all’autorità giudiziaria, nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, e alle autorità pubbliche, a fini di prevenzione e repressione dei reati, e comunque previo parere favorevole del Garante privacy”.

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