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Di Maio su elezioni in Sardegna: governo impegnato su dossier importanti, M5S è vivo, vegeto e va avanti anche se qualcuno spera che muoia

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“Andremo avanti con la riorganizzazione e tra domani e dopodomani ci saranno novità importanti per il Movimento”. Così il vicepremier e capo politico del M5s Luigi Di Maio che precisa che “questa riorganizzazione non è una cosa per il M5s: servirà agli italiani perchè noi siamo al governo ed abbiamo decine di istanze che arrivano dal territorio nazionale. La riorganizzazione ci aiuterà ad essere più capillare a rispondere alle esigenze dei cittadini”.  Quello della riorganizzazione del M5s, ha aggiunto il capo politico, “non sarà un percorso lampo, sarà un percorso importante che riguarderà il Movimento per farlo essere più forte”. Tra i temi ci sarà anche quello di “eventuali rapporti con liste civiche vere” e quello della “valorizzazione dei consiglieri comunali” che tuttavia non passera’ per un adeguamento dei loro compensi come auspicato da Davide Casaleggio: “quelli non li decide il Movimento” ha commentato Di Maio.

Quanto ai dati elettorali della Sardegna, per Di Maio “è inutile che si confronti il dato delle amministrative con le politiche: noi a livello amministrativo abbiamo sempre avuto risultati diversi da quello nazionale ed anche il questo caso la Sardegna non fa eccezione”. Il capo politico M5s e vicepremier Luigi Di Maio ricorda che “certo, eravamo 60 candidati contro 1.350 con decine di liste civiche ed una scheda elettorale che era un lenzuolo. Se si guarda agli altri partiti il M5s è in linea con tutte le altre forze politiche. Il tema, quindi, sono quindi le ammucchiate delle liste civiche” afferma Di Maio che sottolinea come “per la prima volta nella storia della Regione Sardegna entriamo con diversi consiglieri. Per noi è un dato importante perchè prima non c’eravamo”.   Il dato del voto non sarà un problema per il governo che “è al lavoro sui dossier più importanti”.  “Capisco che in questi mesi ci siamo messi contro le banche, le assicurazioni, il gioco d’azzardo, i petrolieri: c’è un certo mondo che sta gioendo nella speranza che il M5s stia morendo. Ma così non è: il M5s è vivo e vegeto e va avanti”  ha Di Maio in questa breve chiacchierata con i giornalisti che lo aspettavano davanti Palazzo Chigi.

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Venezia tra erotismo, guerra, Usa e cinquina Italia

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Voci della vigilia avevano lasciato trapelare che Alberto Barbera, a cui è stato rinnovato il mandato per altri due anni, quest’anno era alle prese con un’enorme quantità di film anche per il ritorno del cinema Usa dopo lo sciopero degli sceneggiatori, ma nessuno si sarebbe immaginato che l’81/a edizione della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre) sarebbe stata così extra-extra large, piena di star, serie tv, autori e temi come erotismo, guerra e politica. E anche all’Italia poi non è andata affatto male, essendo in corsa con cinque film (l’anno scorso erano sei), vale a dire: Iddu, dedicato al boss Matteo Messina Denaro, diretto dalla coppia Grassadonia e Piazza; Queer di Luca Guadagnino, adattamento del romanzo di William Burroughs, che si annuncia ad alto contenuto erotico; Diva futura di Giulia Steigerwalt dedicato alla fabbrica di sogni erotici di Riccardo Schicchi tra Ilona e Moana; Campo di battaglia di Gianni Amelio ambientato al fronte, durante la Prima Guerra Mondiale, con due medici divisi su tutto e Vermiglio di Maura Delpero “una vera e propria reincarnazione di Ermanno Olmi”, così l’ha definita Barbera. Per quanto riguarda poi gli autori, oltre a quelli già citati, troviamo: Pedro Almodovar (The Room Next Door); Pablo Larrain (Maria) atteso film sulla Callas; Alfonso Cuaron (con la serie tv Disclaimer); Todd Phillips (Joker: Folie à deux); Tim Burton (Beetlejuice Beetlejuce); Takeshi Kitano (Broken Rage); Amos Gitai (Why War) e Thomas Vinterberg (Families Like Ours) serie distopica sul cambiamento climatico.

Sul fronte politica e guerra a parte Campo di battaglia di Amelio, da non perdere The Order di Justin Kurzel, thriller politico sui suprematisti bianchi con Jude Law e Nicholas Hoult; Apocalypse in the Tropics di Petra Costa, indagine in otto capitoli sull’ascesa al potere di Bolsonaro e sui movimenti fondamentalisti religiosi; Israel Palestine on Swedish Tv 1958-1989 di Goran Hugo Olsson, un riassunto cronologico dei servizi della tv svedese sul conflitto; Russians at War, docu di Anastasia Trofimovia “dall’adesione patriottica dei soldati russi alla disillusione più totale” e, infine, dall’altra parte della barricata, Songs of Slow Burning Earth di Olha Zhurba ovvero immagini inedite dal fronte ucraino. Ancora più d’attualità c’è poi Of Dogs and Men di Dani Rosenberg, “quasi un instant movie – lo definisce Barbera – con una ragazzina che torna nel kibbutz subito dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre”. L’Eros dice la sua in questa 81/a edizione, a parte i film già citati, anche con Love di Dag Johan Haugerud, ultima parte di una trilogia sull’analisi dei comportamenti sessuali in contrasto con le norme sociali; Babygirl di Halina Reijn, ovvero Nicole Kidman manager insoddisfatta che si butta in un rapporto sadomaso con Harris Dickinson. Per la storia italiana grande curiosità poi su M – Il figlio del secolo (otto episodi) di Joe Wright, serie Sky Original dal romanzo di Antonio Scurati che racconta “la storia d’Italia dall’ascesa di Mussolini al delitto Matteotti”. In questa edizione è extra-large anche la durata di molti film, a parte le serie che verranno proiettate per intero: “Lasciatemi ricordare che ci sono molti film lunghi – ha detto il direttore artistico Alberto Barbera che non può che essere soddisfatto di questo mega-festival – sto lavorando al calendario che spero di poter pubblicare al più presto per consentire a tutti di organizzare la loro presenza a Venezia”.

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Mattel lancia la prima Barbie non vedente

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All’insegna dell’inclusione, una bambola cieca entra per la prima volta nell’universo di Barbie: 60 anni dopo il debutto della Barbie originale nei negozi di giocattoli e un anno dopo il film campione di incassi con Margot Robbie e Ryan Gosling, la Mattel ha prodotto la sua prima bambola non vedente. Il colosso del giocattolo ha spiegato che la nuova Barbie, disponibile sia nei negozi che per l’acquisto online, è stata creata per far sentire bambini e bambine non vedenti o con gravi problemi di vista più rappresentati nella società.

“Siamo tutti consapevoli che Barbie è molto di più di una bambola: rappresenta un modo di esprimersi e può creare un senso di appartenenza per chi ci gioca”, ha commentato Krista Berger, vice presidente di Barbie e responsabile globale per le bambole. L’azienda di El Segundo, su cui nelle ultime ore ha messo addosso gli occhi il fondo di private equity L Catterton sostenuto da Lvmh, ha collaborato con la American Foundation for the Blind per assicurare che tutto, dagli abiti che indossa agli occhi della bambola, raffiguri accuratamente una ragazza non vedente.

La Barbie ha in mano un bastone bianco e rosso e rivolge lo sguardo leggermente verso l’alto “in modo da rappresentare accuratamente quello di un individuo non vedente”, spiega la Mattel. Dopo aver condotto test su bambine che non vedono o con gravi problemi di vista, l’azienda ha poi deciso di vestire la Barbie con abiti confezionati con stoffa dalla consistenza tattile. Dettagli come la vita con l’elastico della gonna di tulle viola sono stati aggiunti per rendere più facile alle bambine vestire e svestire la bambola. Anche la confezione è all’insegna dell’accessibilità, con la parola Barbie scritta sulla scatola in caratteri Braille.

La Barbie non è la prima rivolta a un pubblico di bambini con disabilità: del 2019 sono le bambole in sedia a rotelle o con una protesi alla gamba, mentre due anni fa è uscita la prima Barbie con l’apparecchio acustico accompagnata nello stesso anno da un Ken con la vitiligine. Quest’anno poi, assieme a una Barbie cieca, la Mattel si è associata con la National Down Syndrome Society per lanciare la prima bambola nera con la sindrome di Down che si è aggiunta a una versione dall’incarnato bianco uscita nel 2023.

Le bambole sono parte della linea Fashionistas lanciata originariamente nel 2009 con una piccola selezione di diversi tipi anatomici e colori della pelle. Nel 2019 la collana si è allargata a includere 176 bambole con nove differenti tipi di figura, 35 sfumature di colore e 94 stili di capelli.

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Crollo a Scampia, Manfredi proclama il lutto cittadino: integrale conferenza stampa del sindaco di Napoli

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Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha annunciato che il giorno dei funerali delle vittime del crollo nella “Vela Celeste” a Scampia sarà proclamato il lutto cittadino. L’annuncio è stato fatto durante un incontro con la stampa per fare il punto della situazione riguardante il tragico evento avvenuto ieri notte.

A seguito del crollo del ballatoio nella “Vela Celeste”, circa 800 persone sono state sfollate. Manfredi, lasciato Palazzo San Giacomo, si è recato in Prefettura per partecipare a una riunione per discutere delle misure da adottare per gestire l’emergenza e garantire assistenza agli sfollati. Al termine della riunione, il sindaco tornerà sul luogo del crollo, dove era già stato immediatamente dopo l’evento per valutare la situazione.

Le Dichiarazioni del Sindaco

Durante l’incontro con la stampa, Manfredi ha espresso il suo profondo cordoglio per le vittime e la vicinanza alle loro famiglie. Ha inoltre sottolineato l’importanza di un’azione rapida e coordinata per garantire la sicurezza e l’assistenza agli sfollati. “Il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino,” ha dichiarato il sindaco, evidenziando l’importanza di un momento di raccoglimento e solidarietà per tutta la comunità napoletana.

Le autorità locali, insieme ai Vigili del Fuoco e ai tecnici del Comune, stanno effettuando verifiche tecniche per valutare la stabilità dell’edificio e decidere chi potrà rientrare negli appartamenti non interessati dal crollo. Nell’area coinvolta, il transito sui ballatoi è stato vietato fino al completamento delle verifiche.

La tragedia di Scampia ha scosso profondamente la comunità napoletana. L’annuncio del lutto cittadino da parte del sindaco Manfredi rappresenta un gesto di rispetto e solidarietà verso le vittime e le loro famiglie. Le autorità sono impegnate a fornire assistenza agli sfollati e a garantire la sicurezza degli edifici, mentre continuano le indagini per accertare le cause del crollo.

 

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