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Deputato dimentica la webcam accesa e vanno online le immagini hot con la fidanzata

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Alla fine ha dovuto dimettersi:  il deputato Juan Emilio Ameri,  durante una seduta della Camera dell’Argentina via web su Zoom, dimentica di avere la videocamera accesa e si lascia andare ad effusioni con la fidanzata. Esplode lo scandalo e Ameri presenta le sue dimissioni “per il comportamento tenuto nella sessione speciale del 24 settembre. Non era mia intenzione mancare di rispetto a questa Camera, ai deputati e alle deputate, né alla popolazione che mi ha eletto”.

Il deputato ha provato a dare una spiegazione e ai giornalisti del Clarin ha detto che era caduta la linea e poiché era con la fidanzata, appena operata di plastica al seno ha voluto vedere come era venuto l’intervento e le ha dato un bacio sul seno: così quando la connessione ha ricominciato a funzionare automaticamente è tornato online e tutti i colleghi lo hanno visto…

 

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Regno Unito, il giudice rinvia di un anno il processo Meghan contro il Mail

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Un giudice dell’Alta corte di Londra ha rinviato alla seconda meta’ del 2021 il processo che vede il gruppo editoriale dei tabloid Daily Mail e Mail on Sunday citato in giudizio per violazione della privacy da Meghan Markle, ex attrice e consorte del principe Harry. Secondo il sito della Bbc, il magistrato Mark Warby ha cosi’ accettato la richiesta fatta “per ragioni confidenziali” dagli avvocati di Meghan che chiedevano di aggiornare il procedimento legale oltre il prossimo gennaio e fissare una nuova udienza nei mesi successivi. In base a quanto stabilito dal giudice, la corte deve indicare una data per riunirsi il prossimo autunno. Il caso riguarda cinque articoli apparsi sulle due testate britanniche nel febbraio 2019, nei quali erano stati ripresi ampi stralci di lettere “private e confidenziali”, scritte a mano da Meghan al padre Thomas Markle nell’agosto 2018. La duchessa di Sussex aveva denunciato la holding Associated Newspapers (ANL), che controlla i due quotidiani, per la diffusione di informazioni private, la violazione della legge sulla protezione dei dati personali e il mancato rispetto dei diritti d’autore. Il rinvio di oggi arriva dopo che il mese scorso la difesa aveva segnato un punto a proprio favore: l’Alta corte aveva stabilito che il gruppo editoriale poteva usare la biografia dedicata ai duchi di Sussex ‘Finding Freedom’, uscita nelle librerie ad agosto, per la sua difesa processuale.

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Uomo linciato e bruciato vivo per la profanazione del Corano

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Centinaia di persone hanno linciato a Burimari, in Bangladesh, un uomo accusato da loro di aver profanato il Corano. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse. La folla ha intrappolato l’uomo e l’ha picchiato a morte, prima di bruciarne il corpo, ha affermato i capo della polizia del distretto, Abida Sultana. La vittima si era consegnata alla polizia, prima di essere portato via dalla folla inferocita, in cerca di protezione. L’uomo aveva 35 anni. Anche il posto di polizia è stato incendiato.

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Brahim, il tunisino arrivato in Italia sul barcone: uccideva e continuava a invocare Allah

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Continuava a gridare ‘Allah Akbar’ anche dopo il fermo, ripetendolo all’ossesso, dopo aver seminato terrore e morte nella basilica di Notre-Dame de l’Assomption. Brahim Aouissaoui, queste le generalita’ dell’attentatore tunisino, era entrato in Europa dall’isola di Lampedusa. Stamattina, poco dopo le nove, ha barbaramente ucciso tre persone, un uomo e due donne, nella basilica del centro storico di Nizza suscitando reazioni di rabbia, cordoglio e indignazione ai quattro angoli dell’Europa. Dopo l’assalto all’arma bianca, il killer su cui indaga la procura antiterrorismo e’ stato rapidamente fermato dagli agenti della polizia municipale di Nizza che hanno aperto il fuoco, ferendolo. Agli inquirenti ha detto in arabo di aver agito da solo ed ha rivendicato tutto. “Non ha smesso di ripetere all’ossesso dinanzi a noi Allah Akbar” mentre gli venivano prestate le prime cure, ha raccontato il sindaco di Nizza Christian Estrosi. Il 21enne e’ stato poi ricoverato in un vicino ospedale. Aveva su di se’ soltanto dei documenti rilasciati dalla Croce Rossa italiana, corrispondenti al nome di Brahim Aouissaoui. L’assalitore sarebbe nato in Tunisia il 29 marzo 1999 ed era in situazione irregolare dopo essere entrato nell’Unione europea attraverso l’Italia. Investigatori e 007 stanno cercando di ricostruire tutti i movimenti successivi e le modalita’ che hanno consentito all’uomo di arrivare in Francia. Secondo fonti citate dall’agenzia France Presse, era stato lasciato libero dal Centro per migranti di Bari con un foglio di via e l’obbligo di lasciare il territorio italiano. Un’altra fonte citata dai media transalpini ha precisato che Aouissaoui non ha mai presentato richiesta di asilo in Francia. Anche la sua identita’ non e’ ancora confermata formalmente perche’ gli inquirenti dispongono al momento solo del documento della Croce Rossa, che corrisponde appunto all’identita’ di Brahim Aouissaoui, ma di nessun altro documento ufficiale. Il suo passato resta per il momento avvolto dal mistero. Il deputato della regione di Nizza Eric Ciotti, che per primo su Twitter ha fatto trapelare il legame tra il killer e Lampedusa, ha affermato di aver chiesto al presidente Emmanuel Macron, in una riunione sul luogo dell’attentato, di “sospendere qualsiasi flusso migratorio e qualsiasi procedura di asilo, in particolare alla frontiera italiana”. Per lui, “con la crisi sanitaria e della sicurezza, non va piu’ tollerato nessun ingresso”. “Sospendiamo ogni procedura di asilo e di rilascio dei visti dai Paesi a rischio!”, ha scritto il deputato dei Republicains eletto nel dipartimento di Alpes-Maritimes, proprio al confine con l’Italia.

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