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Decoder traduce in parole i segnali del cervello

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Un decoder basato sull’intelligenza artificiale traduce in parole l’attività del cervello. E’ il primo passo verso future interfacce cervello-macchina che restituiscano la capacita’ di parlare a chi non può piu’ farlo a causa di incidenti o malattie come Parkinson e Sla. Descritto sulla rivista Nature, il dispositivo è stato sviluppato dal gruppo dell’università della California a San Francisco coordinato da Gopala Anumanchipalli.

Intelligenza artificiale. Decine di miliardi di dollari investiti nella ricerca scientifica da Big Tech e Paesi

“Questa ricerca è una dimostrazione che in futuro saremo in grado creare strumenti che tradurranno il pensiero in ‘azioni’ come la parola”, ha detto Carlo Miniussi, direttore del Centro Mente Cervello (Cimec), dell’Università di Trento a Rovereto. Il risultato, “in linea con altri simili ottenuti anche in Italia, mostra – ha aggiunto – che ci sono delle chiare prospettive per la costruzione di ‘neuro-protesi’ che possono migliorare la nostra esistenza, non solo quando siamo affetti da una patologia che compromette la nostra capacita’ di parlare, ma anche per controllare arti robotici”. Il dispositivo riproduce virtualmente gli organi coinvolti nel linguaggio, come labbra, mandibola, lingua, e laringe. Per metterlo a punto i ricercatori hanno registrato l’attività delle aree della corteccia del cervello di cinque volontari che parlavano ad alta voce. Quindi hanno analizzato i segnali cerebrali che controllano i movimenti degli organi coinvolti nel linguaggio e il sistema basato sull’intelligenza artificiale li ha convertiti in suoni e parole grazie a un sintetizzatore. Nei test il sistema è riuscito ad articolare 101 frasi e i volontari che le ascoltavano sono riusciti a identificarle e a trascriverle.

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Cronache

Penne pistola, Kalashnikov, munizioni e droga per fare la guerra sequestrati a Caivano

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Un fucile kalashnikov e 2 caricatori pieni sono stati rinvenuti e  sequestrati dai carabinieri della tenenza di Caivano in un terreno incolto alle spalle del rione Gescal, zona popolare del comune a Nord di Napoli.
Il tutto era in un sacchetto di plastica nero nascosto tra le sterpaglie. Nel vano stenditoio di una palazzina del Parco Verde, invece, i militari hanno sequestrato una pistola a penna con matricola abrasa, 70 cartucce, 6 grammi circa di kobret, 2 microcamere e un bilancino elettronico.

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De Laurentiis a tutto campo, battagliero su tutti i fronti: Ancelotti resta, il Napoli non è in vendita

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“Giorni fa mi si è avvicinato un signore con fare amichevole ma anche circospetto. Sai, Aurelio, ho la possibilità di presentarti un acquirente che avrebbe intenzione di offrire novecento milioni di euro. Ho sorriso e gli ho ribadito quello che ho detto ripetutamente: il Napoli non è in vendita”. Intervistato dal “Corriere dello Sport”, nel giorno in cui Aurelio De Laurentiis compie 70 anni assicura di non voler cedere la societa’ perche’ “non ho nessuna intenzione che si possa correre il rischio di ricreare quelle situazioni che hanno poi portato al declino. Qui c’e’ soltanto bisogno di un uomo con la capacità di tenere la rotta giusta”. Il manager, il produttore cinematografico va per la sua strada, sognando uno scudetto appena sfiorato un anno fa (“moralmente lo abbiamo vinto noi pero’ so anche che nel calcio esistono agenti esterni – non i calciatori, non gli allenatori – che finiscono per essere condizionanti”) e con Carlo Ancelotti al timone. “Col suo arrivo abbiamo avviato, in anticipo, la costruzione di questo nuovo ciclo”, assicura De Laurentiis, spazzando via anche le voci sul futuro della panchina dei partenopei. “Ancelotti è l’allenatore del Napoli, con un triennale, per ora. C’è chi ha pensato di sparare nel mucchio, aprendo a chissà quale irrealizzabile prospettiva. Io sono contentissimo di lui e lui è felice di stare qua”.

De Laurentiis apre ancora al ritorno di Quagliarella (“credo che meriterebbe questa occasione. Io penso che non sia una questione economica nè per noi e neanche per lui, ma una soluzione romantica”) mentre sulle voci relative a Ilicic, Lozano e Castagne replica: “Ci sono calciatori in organico di qualità e anche giovani, penso a Ounas, a Verdi, a Diawara, e ce ne sono altri in giro, e penso a Inglese e a Rog ma non solo a loro, da valutare. Bisogna innanzitutto verificare certe situazioni. Ma siamo consapevoli di dover intervenire, ad esempio, in difesa, sulle fasce. A centrocampo non sarà semplice, ma aspettiamo, e in attacco, onestamente, abbiamo l’ira di Dio”. Insigne compreso: “Ha vissuto un periodo di appannamento, che ha inciso nella sua psicologia. Quando ritroverà la condizione, si sentirà più libero nelle sue giocate. E dopo quell’appuntamento a casa di Ancelotti, presente Raiola, il caso non è più esistito”.

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Cronache

Traffico di sigarette, fermati cinque ucraini nello scalo di Capodichino

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I finanzieri della compagnia di Capodichino, congiuntamente a funzionari dell’Ufficio delle Dogane – S.O.T. Aeroporto Capodichino – hanno individuato all’interno dello scalo 5 cittadini di origine ucraina che trasportavano nei rispettivi bagagli personali complessivi chilogrammi 161,18 di sigarette di contrabbando di varie marche. In particolare, i finanzieri, a seguito di attenta analisi di rischio effettuata sui nominativi delle liste passeggeri provenienti non solo da località sensibili, ma anche da aeroscali nazionali collocati in modo nevralgico per raggiungere mete internazionali, tra i numerosi passeggeri in transito presso lo scalo aeroportuale campano, hanno posto attenzione a questi 5 cittadini ucraini appena giunti dalla capitale ucraina, Kiev.

Quest’ultimi, dopo il ritiro dei bagagli, si apprestavano frettolosamente all’uscita ma venivano fermati dai militari per dei controlli. Non fornendo convinte spiegazioni circa le motivazioni del transito e manifestando anomalo nervosismo nella circostanza, venivano sottoposti a controllo più approfondito, riscontrando così la presenza, all’interno dei rispettivi bagagli, di complessivikg 161,18 di sigarette di contrabbando.

I 5 responsabili sono stati denunciati con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Il materiale sequestrato e avviato alla distruzione.

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